On its publication, Separate Flights won the Boston Globe's Lawrence L. Winship Award as the outstanding book of New England origin. This Dubus sampler includes a novella and seven short stories. Themes range from violence and confrontation to tenderness and affection. Dubus has been compared with Chekov...this collection restores faith in the survival of the short story.
Award-winning author Andre Dubus II (1936–1999) has been hailed as one of the best American short story writers of the twentieth century. Dubus’s collections of short fiction include Separate Flights (1975), Adultery & Other Choices (1977), and Dancing After Hours (1996), which was a National Book Critics Circle Award finalist. Another collection, Finding a Girl in America, features the story “Killings,” which was adapted into the critically acclaimed film In the Bedroom (2001), starring Sissy Spacek, Tom Wilkinson, and Marisa Tomei. His son Andre Dubus III is also a writer.
Separate flights E luci nel buio di case intraviste
I racconti di Voli Separati sono incontri. Dubus ha un modo tutto suo di portarti dentro la vita dei suoi personaggi, tu li ascolti , li senti accanto Senti gli ostinati cerchi concentrici di delusione e amarezza che li assalgono al buio e non li fanno dormire la notte , la paura, la solitudine (le luci e la radio lasciate accese uscendo ,per non dover rientrare in una casa vuota e silenziosa ) le bugie , l'adrenalina ,gli sbagli il tintinnio dei cubetti di ghiaccio in bicchieri di bourbon i tentativi confusi il calore di un insperato approdo Con una sensibilità , non comune , e che ogni volta mi sorprende , Dubus ti porta nella fragilità , che è di tutti noi . Perché in fondo noi corriamo sempre in una direzione, ma qual sia e che senso abbia chi lo sa... restano i sogni senza tempo, le impressioni di un momento ...🎶 🎶 siamo qualcosa che non resta, frasi vuote nella testa e il cuore di simboli pieno 🎶 🎶
5 stelle per Going Under , In my life , Separate Flights
Sono fragili i personaggi dei racconti di Dubus. Hanno paura, del buio, della solitudine, forse anche della vita. Cercano sé stessi circondati da demoni che affollano la notte, che fanno tacere bevendo, disperdendo ansia e tempo che scorre in un bicchiere. Amano e smettono di amare, risvegliandosi da un giorno all’altro in un matrimonio finito senza sapere perché. Tornano indietro con la mente al momento esatto in cui il marito o la moglie sono diventati coinquilini estranei. Si trascinano finché qualcosa non si spezza definitivamente, in attesa che la crisi passi o li travolga. Innocenza, peccato - c’è sempre una chiesa cattolica che contrasta le passioni e le pulsioni naturali,, trasformandole in sensi di colpa, in peccati mortali - tradimenti, figli. E ancora l’età matura, una sorta di anticamera della morte fisica, quella fase della vita in cui sembra che i sogni siano impossibili, che tutto sia ormai irrimediabilmente tracciato.
Sorry, devo aver cominciato dalla raccolta sbagliata...è da tempo che giro attorno a Dubus, attirata dalle vostre recensioni innamorate, ma il suo Jack nel « non abitiamo più qui, prima versione » è il tipo d’uomo di cui non mi innamorerei proprio: è un vigliacco, un alcolizzato, un bugiardo, sincero solo a ritardamento, quando fa più male. Che importa, mi direte, e a ragione, non importa se a scrivere è Yates, con la sua luminosa cupezza o Flaubert con le sue alte mediocrità, ma qui leggo di tanti bicchieri di bourbon, di pentole sporche, e di giovani vecchi, senza grazia. Mi è rimasto solo il gusto amaro di questi perdenti per mancanza di coraggio, per animi troppo pesanti, per morale male digerita. Pianga pure sulla sua sorte, su quella delle sue mogli « casalinghe disperate », non mi uscirà nessuna lacrima.
Mi rituffo nella scrittura di Dubus, dopo averlo conosciuto con "Voci dalla luna", romanzo breve o racconto lungo che mi ha aperto letteralmente un mondo nuovo. Questa invece è una serie di racconti, autentiche perle che mi hanno fatto ricredere, e riappacificare con questo genere di letteratura, un po' come era riuscita a fare la Dunne. Uno spaccato della generazione in cui sono cambiati i costumi sessuali e hanno fatto capolino in modo graduale e prepotente fenomeni quali il divorzio, l'aborto, l'adulterio (questo chiaramente esisteva già all'inizio dei tempi, ma in quest'epoca ha affermato la sua presenza in modo molto più evidente, venendo alla luce del sole in maniera quasi sfacciata e provocatoria). Dubus racconta nuove generazioni di coppie, alle prese con grandi cambiamenti che scardinano certezze e ruoli definiti da millenni : il matrimonio a lieto fine, la realizzazione della donna all'interno di un matrimonio, la scelta di rinunciare ad un futuro ricco di prospettive, in cui realizzarsi, per citarne alcuni. L'autore racconta con realismo i suoi personaggi :uomini fragili, autoindulgenti, radicati nei loro ruoli e donne insicure, forti, frustrate,prigioniere nel loro ruolo ed incatenate ad un destino in cui cominciano a non credere più, donne che desiderano liberarsi dai ceppi del matrimonio, in cerca della realizzazione di sé che non sia "la moglie che rifà i letti, pulisce la cucina, prepara il pranzo, accoglie con un sorriso il marito che rientra dal lavoro e che comunque sembra vivere una vita "vera", a differenza di lei.C'è tutta una società di transizione e in trasformazione in questi racconti, con uomini e donne che cercano, ognuno a suo modo, chi più, chi meno, di adattarsi e di cercare una soluzione al malessere che porta ogni cambiamento. C'è la scrittura di Dubus, che ti emoziona, coinvolge e a volte fa male, specialmente quando ripercorre, in qualche modo, passaggi che scopri di aver attraversato anche tu e, rivivendoli, ringrazi silenziosamente chi è riuscito ancora una volta, con le parole, a farti sentire meno sola ad affrontare la vita.
Siete relatos que hablan sobre el matrimonio desde la perspectiva de un completo gañán. Que sí, que nació en 1936 y su visión de las mujeres (máquinas de follar y cocinar), y del fracaso de las relaciones (las tías beben demasiado y chupan demasiado poco) me ha parecido de un catetismo estomagante. Escribe de maravilla, pero te deja ganas de hacerte una ligadura de trompas con unas bridas metálicas. Si se te cae la picha a pedazos, te va a encantar.
"Voli separati" (1975) è la prima raccolta di Dubus, dalla quale non solo si intuisce, ma già si percepisce quello che sarebbe stato in grado di produrre uno dei migliori scrittori di racconti del tardo '900.
Il disertore ★★★ Il dottore ★★ Nella mia vita ★★★★ Se conoscessero Yvonne ★★★★ Affondando ★★★★★ Miranda sulla valle ★★★ Voli separati ★★★★★ Non abitiamo più qui ★★★★★
La grandezza di Dubus è stata quella di aver saputo raccogliere il punto di vista maschile (il suo) e quello femminile (le donne che aveva sposato, quelle con cui aveva avuto una relazione, le ragazze del college) per raccontare quell’universo confuso, dove la morale tradizionale, e i suoi confini, non bastavano più. Era qualcosa di nuovo, un’intuizione narrativa immensa che lo accomuna a Richard Yates. Spesso a essere messo in gioco era proprio ciò in cui i personaggi credevano. Uscendo dai vecchi limiti, si ritrovavano a essere in una terra di nessuno. Al buio. “È stato il divorzio” era l’incipit di uno dei suoi più famosi racconti. In questa terra oscura, Dubus si muoveva come un esploratore con la torcia.
Personaggi che diventano tramite le decisioni. Ed è questo che è più potente della sorte e della fortuna. Il comportamento successivo.
More excellent stories by my ongoing serious author crush.
The collection kicks-off with "We don't live here anymore", the superb novella anthologized in the same titled collection I read last month.
"If they knew Yvonne" is a rich coming-of-age story told from the perspective of a young man dealing with sexuality in the shadow of the Catholic church.
The other stories are also great - and I'm soooo happy "Separate Flights" was the last of the bunch, because dear God and baby Jesus it is such a perfectly constructed, perfectly told story that I want to make the world sit down and read this work of art.
4.5⭐️ muy buen narrador quizás merece el 5 . Sus relatos retratan a la sociedad americana del siglo pasado , con sus desencuentros conyugales y quizás una imagen muy pesimista sobre ellas y la mujer de esa época, en la que con frecuencia se da a la bebida para ahogar su triste realidad .
Comparto frase:
“Había muerte en aquella repetición de amantes, cada adiós era una pequeña muerte, y las propias aventuras lo eran también por su cualidad superficial y efímera, y por eso él también se se sentía superficial y efímero, un alma sin estrenar en camino hacia la muerte.”
Per quanto un autore possa essere bravo, soprattutto quando quest’ultimo è morto e quasi tutta la sua opera è già stata pubblicata, con il passare del tempo è difficile trovare piccole pietre preziose da inserire in volumi da dare alle stampe. Molto spesso il pezzo pregiato o il capolavoro è già stato edito, e quando questo autore si chiama Andre Dubus, scrittore che in vita si è dedicato più ai racconti che non hai romanzi, il campo su cui fare la ricerca dell’inaspettata storia fantastica che risulta non ancora conosciuta risulta molto vasto ma non certo infinito. Per quanto possa amare Dubus, e lo amo davvero molto, questo Voli separati presenta forse gli episodi meno convincenti della sua produzione, quelli che risultano essere più slegati, non sono tra di loro ma in loro stessi. In alcuni racconti la colonna vertebrale sulla quale si sviluppa la narrazione è molto labile e alcune parti non vi si attaccano con ostinata sensatezza, bensì con una specie di gravitazionale forza che permette loro di galleggiare vicino al fulcro vero del racconto. Nonostante questo ogni singolo episodi di questo volume è veramente godibile e leggibile, così come qualsiasi parola abbia potuto scrivere Dubus in vita sua. Oltre questo a chiudere la raccolta è stato pure inserito Non abitiamo più qui, il pezzo forte che compone il libro, sia in lunghezza che qualità. Se quest’ultimo racconto non fosse già stato pubblicato in un volume separato (dal titolo omonimo) il libro sarebbe da consigliare a scatola chiusa, ma dato che ormai sembra che la casa editrice italiana stia raschiando il fondo del barile (per quanto bello sia il barile si parla pur sempre del suo fondo) cercando di sfruttare al massimo il fenomeno Dubus, i lavori dell’autore americano da consigliare a lettori che ancora non lo conoscono sono ben altri, non questo. A partire dal già citato Non abitiamo più qui
My, my but we have some folks with some serious relationship issues. Some repetitive themes in these stories include: (1) masturbation - the author seems undecided if the teachings of the Catholic church are right or wrong about the sinful, destructive powers of "self mutilation"; (2) the Catholic church - definitely influenced Dubus - and it's clear the verdict's still out on the proper adjective to use when describing it; (3) drinking - the way to numb up a couple before the amputation of a spouse or significant other can be completed; (4) neatness - if a woman is messy then the relationship is coming to a close. Each story is about relationships that have gone sour - but even with their seemingly inevitable demise, amazingly the couples are able to have pretty deep, intense conversations. Certainly the conversations are not always pleasant ones -but they seem heartfelt and true and so perhaps the relationship is not as dead a previously suspected.
En esta serie de cuentos escritos por Andre Dubus y publicados en 1975 se mezcla una serie de personajes infelices con cotidianedad y que no terminan de encontrar la salida a sus problemas. Solo viven. Me ha sido difícil empatízar con los personajes y hasta me molesta/incómoda la pasividad en su forma de vivir y actuar, pero sus historias respiran realidad y quizás eso sea lo que me ha tenido enganchada a cada una de sus historias.
Recomendación? Yo creo que sí, por su narrativa. Tiene otra recopilación. Quizás me anime. (Dancing after hours).
"Dubus is good — so good in fact that if this is your introduction to his work, you're apt to wonder where he's been hiding." — Washington Post Book World
"I have to believe that the appearance of these stories in book form is an event . . . you will certainly want to keep it and read it again." — Chicago Tribune Book Review
"Most Underrated Writer — Dubus is the sort of writer who instructs the heart, and he ought to be discovered by any number of readers." — The Atlantic Monthly
"Dubus has been compared to Chekhov, and there is much that is apt in that. His collection restores faith in the survival of the short story." — The Los Angeles Times
Some great stories, but you can tell he's still reworking his on style of nostalgic domestic romance, so a few of the later stories here seem like cheesier first renderings of the work he did in later books.
Still, well worth the read. There's a 'New yorker' story in here that just oozes that magazine's style. You'll probably be able to tell which one just by reading it.
A book that took me by surprise for sure. When I heard Andre Dubus compared as 'the American Chekov', my interest was peaked. This title has also been given to Raymond Carver one of my favorite authors and perhaps a master of the short story. Separate Flights is not a collection of short fiction in a form I'm used to. Two of the stories are novellas and some of the others reach thirty pages in length. Not to a detriment of the collection, but a warning to fellow short story lovers like myself who want a more digestible affair. If you have the time to invest in the longer narratives this collection is worthwhile. Heavy stories about unhappy people finding themselves in the trappings of society, suburbia, and everyday life. Adultery, alcohol, and animosity sum up this collection in three words. However, despite the miserable models Andre uses in his work he directs them like a symphony with beautiful prose and truly raw emotions.
Andre Dubus II nos presenta su primera colección de relatos, 7 historias que cuentan las complicadas relaciones personales de nuestros protagonistas, con sus parejas, con sus hijos, con las personas que las rodean... mentiras y verdades se entrecruzan para no dejarnos indiferentes. Son historias crudas, sinceras y llenas de emoción, publicadas por primera vez en 1975 y que siguen estando totalmente de actualidad. Sufres y disfrutas a partes iguales pues la forma de contarlas te engancha desde la primera frase y te impacta con la dureza de algunas de la vidas y decisiones que toman nuestros protagonistas. Me encantó, seguiré leyendo y disfrutando de los relatos de Andre.
Como curiosidad: el hijo del autor, Andre Dubus III, es también escritor y el responsable de la novela Casa de arena y niebla, llevada al cine en 2003 con Ben Kingsley y Jennifer Connelly como protagonistas :)
Leggere i racconti di Dubus è come assistere a un balletto, o a un incontro di pugilato: si prova una leggera estasi nell'ammirare lo spettacolo dei muscoli, dei nervi e dei legamenti che affiorano in superficie dando vita a gesti colmi di significato. Così, in questi racconti, Dubus dispiega davanti a noi tutte le tecniche da narratore navigato, tutti i trucchi del mestiere, ma non per questo le sue storie risultano meno toccanti, meno laceranti.
Devastador. M'ha costat agafar la son cada nit després de llegir-lo. Se't queda el cor tot pansit, però quanta bellesa. Feia temps que no llegia res tan perturbador i real.
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«Cuando se le preguntaba por alguien, decía: "Oh, está estupendamente; tiene un buen marido y dos hijos encantadores". —Una vez me dijo eso de una de mis sobrinas. Y yo le dije: "Eso ya lo sé, madre; lo que te he preguntado es cómo [en cursiva] está".»
This man was a master storyteller. Each story feels perfectly constructed to say what needed to be said. The characters were not particularly likeable or unlikeable but they were real and the situations they were in felt real too.
Que maravilla de libro. Crónica de los cambios morales que se producen en familias católicas en los USA de los 60. Escrito de una forma exquisita. Me quedo con ganas de leer más de Dubus
En “Vuelos separados” nos encontramos con siete relatos en los que encontramos historias que nos presentan una serie de personajes que parecen todo lo contrario a eso que llamamos American way of life, de hecho los personajes que en ellas encontramos parecen vivir en un mundo de contradicciones en donde la felicidad se aleja cada vez más y más.
En estos relatos, originalmente publicados en 1975, nos encontramos con la otra cara de la siempre perfecta sociedad que nos presentaban las películas de Hollywood en aquella época, y es por ello que todas estas historias están narradas con ese punto de vista de Dubus que lo tiñe todo de un sentimiento opresivo, y que en ningún momento es amable con sus personajes, y que el autor utiliza para ilustrar temas como el alcoholismo, la culpa, las infidelidades y el adulterio, la iglesia y el poder que esta ejerce en los individuos, o las relaciones familiares. [+en https://daybreakovertheocean.wordpres...]
I became obsessed with Dubus after picking up "Selected Stories" at the airport in San Francisco on the way to my honeymoon in Hawaii in April 2001. But I've never read any of his other collections until this year (though I did read one of his volumes of nonfiction in 2010).
The best stories in "Separate Flights" for me were the stories I'd already read in "Selected Stories," but I also enjoyed "We Don't Live Here Anymore" and the title story.
A good book overall, though I'd recommend "Selected Stories" more highly.
The novella, "We Don't Live Here Anymore" is strikingly similar to "The Age of Grief" by Jane Smiley. Right now, half way through the latter, I have to say that I prefer Dubus' take on the crumbling marriage--he treats the subject with a greater level of complexity, there are more moving parts.
Are these stories well-written? I guess so. They are certainly a product of their time. But this is a dick book. It oozes testosterone as sauce coats spaghetti. The implied author of these stories doesn't think much of women, either, which is too bad, considering how much he is obsessed with them. Sigh. -cg