Im Weißen Haus, in einem Dorf im Nildelta, sind Gamila und Salma gemeinsam aufgewachsen. Heute kommt Gamila als Studentin im kurzen, schwarzen Kleidchen daher und trägt Luis Vuitton. Salma führt ein bürgerliches Leben und will aus der Enge ihrer unerfreulichen Ehe ins Schreiben flüchten. Salma fasst den Mut, ihre Familiengeschichte zu schreiben. Sie kehrt zurück ins Weiße Haus. Dort ist es still geworden. Nur Mutter und Tante sitzen noch auf der Veranda und tuscheln. Früher war dieses Haus eine Bühne für die Kämpfe und Dramen der weit verzweigten Fabrikantenfamilie, ihrer Dienstboten und Arbeiter. Die Ziegelfabrik machte die Familie reich, die Revolutionen des Landes ruinierten sie wieder. Salma vergräbt sich im Zimmer, das einst ihr Kinderzimmer war. Zuletzt dringt sie vor zu jenen Ereignissen, durch die sie und ihre engste Freundin Gamila auf immer in Schuld verstrickt sind.
"Oltre il paradiso" di Mansoura Ez Eldon 206 pagine
Una saga familiare dove passato e presente, ricordo e immaginazione si fondono. Nell'Egitto rurale tre generazioni si intrecciano mostrando uno spaccato del paese ripercorrendo decenni. Le protagoniste sono le donne, dalla matriarca Rahma alle giovani Salma e Gamila. È proprio il punto di vista di Salma che ci racconta la storia, in un Egitto ancora condizionato dalle tradizioni, dalle superstizioni e dalla cultura. Eppure non è sempre chiaro ciò che è reale e ciò che è il prodotto della sua mente. Salma ritorna nella casa del padre, sulle sponde nel Nilo, costringendosi a fare pace con quel passato con cui ancora non è riuscita a venire a patti. Per rompere le catene dell'infanzia che ancora la imprigionano, impedendole di andare avanti. Tramite la scrittura di un romanzo, che la sua terapeuta le ha imposto come esercizio, ripercorre la sua vita e gli episodi che più l'hanno toccata. Il rapporto con il padre, le dinamiche familiari e l'amicizia con Gamila, quell'amicizia che era così forte nell'infanzia e che, mano a mano, sembra essere diventata sempre più flebile e inesistente. Perché Gamila ha scelto di andarsene, di vivere quella vita a cui Salma aspirava, prendendosi tutto ciò che l'altra non ha mai avuto il coraggio di afferrare. Costringendo così Salma a fare continui paragoni, covando rancore, tra la sua vita fallimentare e quella, invece, felice e piena di Gamila.
"Gamila era il sole, Salma la luna. Questo, almeno, era ciò che Salma aveva creduto per molti anni. Quante volte aveva pensato di appropriarsi illecitamente dei raggi e del calore della sua amica. Ma nella maggior parte dei casi Gamila era un pozzo in cui scomparivano i segreti, quelli che Salma le confidava, e i suoi, che non avrebbero mai lasciato la profondità del suo essere."
Non è stata una lettura facile e ho provato quasi fastidio procedendo nella lettura. Tutto è agglomerato assieme, non si riesce a distinguere il passato dal presente, la verità dall'immaginazione. Un susseguirsi di molti nomi, spesso simili, e legami familiari che saltano di pala in frasca. Forse avrei dovuto creare uno schema, durante la lettura, mettere su carta i vari alberi genealogici e i personaggi che vi gravitano attorno, ma ho desistito visto lo scarso coinvolgimento provato sin dalla prima pagina. Non sono riuscita ad apprezzare questo libro, nonostante sia di mio interesse personale la cultura della religione islamica. Insomma... Un libro che mi sono imposta di finire per forza di inerzia e che non mi sento di consigliare. Probabilmente l'idea di partenza è anche buona ma non mi è piaciuto come è stata sviluppata dall'autrice.