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I delitti del BarLume #4

La carta più alta

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"Non è che tutti gli anni possono ammazzare qualcuno per farvi passare il tempo", sbotta disperato Massimo il barrista. Ma è impossibile sottrarsi al nuovo intrigo in cui stanno per trascinarlo i quattro vecchietti del nonno Ampelio, il Rimediotti, il Del Tacca del Comune, Aldo il ristoratore. Dalla vendita sottoprezzo di una villa lussuosa, i pensionati, investigatori per amor di maldicenza, sono arrivati a dedurre l'omicidio del vecchio proprietario, morto, ufficialmente, di un male rapido e inesorabile. Massimo il barrista, ormai in balìa dei vecchietti che stanno abbarbicati tutto il giorno al tavolino sotto l'olmo del suo bar nel paese immaginario e tipico di Pineta, al solito controvoglia trasforma quel fiume di malignità e di battute in una indagine. Il suo lavoro d'intelletto investigativo si risolve grazie a un'intuizione che permette di ristrutturare le informazioni, durante un noioso ricovero proprio come avviene nei classici del giallo deduttivo. E a questo genere apparterrebbero, data la meccanica dell'intreccio, i romanzi del BarLume, se non fosse per le convincenti innovazioni che vi aggiunge Marco Malvaldi. La situazione comica dei quattro temibili vecchietti che sprecano allegramente le giornate tra battute diatribe e calunnie, le quali fanno da base informativa e controcanto farsesco al mistero. La feroce satira che scioglie nell'acido ogni perbenismo ideologico. La rappresentazione, umoristica e aderente insieme, della realtà della provincia italiana...

198 pages, Paperback

First published January 1, 2012

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Marco Malvaldi

120 books396 followers
Marco Malvaldi is an Italian chemist and novelist, best known for his crime novels.

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Community Reviews

5 stars
285 (24%)
4 stars
570 (48%)
3 stars
287 (24%)
2 stars
35 (2%)
1 star
4 (<1%)
Displaying 1 - 30 of 95 reviews
Profile Image for Nostalgiaplatz.
180 reviews49 followers
January 31, 2018
"Se l'imbecilli volassero bisognerebbe datti da mangiare colla fionda, bisognerebbe."

Ah, gli insulti creativi del Malvaldi! Vale la pena di appuntarseli, sia mai che capiti l'occasione di riusarli.
Profile Image for Ginny_1807.
375 reviews159 followers
January 29, 2018
È inutile, a me l'eccesso di spiritosaggini artificiose e insulse risulta sgradevole e irritante.
A parte questo, il romanzo mi è sembrato ben poca cosa, esente com'è, oltre che dal senso di suspense che ci si aspetterebbe da un giallo dignitoso, anche dallo spessore culturale e stilistico di cui dovrebbe essere provvisto ogni prodotto letterario degno di chiamarsi tale. Desolante.
Profile Image for Gaetano Laureanti.
491 reviews74 followers
March 11, 2018
Con una storia che tradisce un po’ la sua professione di chimico, Marco Malvaldi ci regala un altro (il quarto) degli episodi della serie del BarLume, ricco di allegro divertimento e con un giallo atipico, un vero e proprio cold case.

Il "barrista" Massimo, bloccato in un letto d’ospedale, si spreme le meningi e risolve un vecchio caso archiviato vent’anni prima e riaperto… per colpa sua!

Tante risate e battute toscane, con i quattro simpaticissimi vecchietti in splendida forma ed un mistero più intricato del solito, per un appuntamento ormai consueto con la lettura leggera e divertente assicurata… dal marchio d’origine.

Forse il migliore di quelli letti sino ad ora.
Profile Image for Anto M..
1,235 reviews97 followers
February 3, 2025
Un'altra bella avventura in giallo per il barrista con due R, Massimo, e i terribili pensionati che frequentano il Bar Lume. Stavolta, il caso di omicidio, addirittura un cold-case, in cui è incappata l'allegra combriccola, si basa sulla "chimica" e ammetto di essermi un po' persa durante la risoluzione del caso perché si basava appunto su formule chimiche e digressioni mediche e non è proprio il mio campo. Rimane il fatto che torno in quel di Pineta, località di fantasia in cui è ambientata la serie, sempre con molto piacere
Profile Image for Cristina - Athenae Noctua.
416 reviews50 followers
October 13, 2015
La carta più alta, oltre che essere forse il miglior romanzo della serie del BarLume, manifesta l'intenzione, da parte dell'autore, di interrogarsi sulla narratologia di questi gialli, che gli chiede di spiegare come sia possibile un così alto tasso di omicidi nella piccola e tranquilla Pineta, di trovare soluzioni diverse ai casi ricorrendo ai molteplici talenti di Massimo e di lavorare in modo più incisivo sul carattere dei personaggi, che in questo quarto capitolo risultano molto più curati che negli altri.
http://athenaenoctua2013.blogspot.it/...
Profile Image for Eva Gavilli.
560 reviews148 followers
December 27, 2025
Fenomenali, i vecchietti ed il "barrista" del Barlume sono fenomenali, un tripudio di risate e colpi di genio da bravi toscanacci...la scena del cappuccino è iconica.
***
Phenomenal, the old men and the bartender at Barlume's are phenomenal, a riot of laughter and strokes of genius from good Tuscans people... the cappuccino scene is iconic.
Profile Image for Pupottina.
584 reviews63 followers
July 22, 2014
Marco Malvaldi diverte e allieta ancora, riproponendo i suoi quattro arzilli pensionati, che non mancano di intrigare anche il gestore del bar che frequentano, il BarLume.
In questo romanzo, succede di tutto, come sempre in questi allegri e avvincenti romanzi.
Massimo finisce addirittura ricoverato in ospedale per una distorsione. Lì ha modo di dipanare la matassa di un delitto che tutti considerano impossibile e che ha avuto luogo proprio in quello stesso ospedale.
I quattro anziani amici del BarLume ne fanno di congetture su intrighi familiari, speculazioni edilizie e loschi affari. Massimo è in prima linea, ma alle spalle ha sempre i quattro amici e la bella banconista, sua dipendente, Tiziana.
Il pretesto, per l’inizio di questo giallo, deduttivo ed umoristico, in piena regola, è la vendita di una lussuosa villa ad un costo palesemente sottoprezzo. Incredibile come da un niente venga dipanato un romanzo effervescente, simpatico, brillante, divertentissimo. Il giallo narrato è complesso, più del precedente, e di non semplice comprensione. Richiede attenzione. La storia è articolata. Non è facile anticipare la soluzione del mistero. Anche questo elemento, rende avvincente e riuscito il romanzo “La carta più alta”.
Una lettura leggera, ma piacevolissima.
Profile Image for Gauss74.
467 reviews94 followers
August 22, 2017
Proseguono i casi di omicidio che insanguinano la ridente cittadina costiera di Pineta, e proseguono le ricerche dell'improbabile investigatore Massimo, il proprietario del Barlume nonché tutore della locale gerontocrazia a quattro.
Il tutto tra scherzi micidiali, mangiate pantagrueliche, bestemmie nel vernacolo più grossolano, sbugiardamenti del leghista veneto di turno e qualche banalità un po' scontata sui rifugiati o sull'omofobia.
Ovviamente non ci vuole molto per capire che la Toscana è molto di più, ma questa mitragliata di simpaticissimi luoghi comuni secondo me un'idea di quel bellissimo spirito con cui si vive la vita tra Firenze, Pisa e Livorno secondo me la dà.
Per inciso, mi sarebbe piaciuto vedere Di Battista parlare bene del fascismo davanti ad Ampelio Viviani o a Gino Rimediotti, sarebbe stato un bello spettacolo. Non credo purtroppo che Malvaldi ( un Nerd quarantenne col pallino della matematica al quale mi sento molto vicino) arrivi a scrivere questa scena: è troppo intelligente per far arrivare a Pineta un dibattito collettivo così arroventato come quello dei nostri giorni.
Peccato, nel frattempo faccio una promessa. Se arrivo agli Ottanta ( se Dio vorrà), mi trasferisco in Maremma e mi faccio cambiare nome in Pilade del Tacca.
Profile Image for Diabolika.
245 reviews51 followers
July 4, 2024
Sempre all'altezza dei precedenti. Risate, risate, risate... e un bel giallo.

Massimo, il «barrista», costretto in un letto di ospedale, preso dalla noia, riesce a far riaprire e risolvere un caso vecchio di vent'anni.



Inutile dire che la presenza dei soliti «vecchietti» illumina tutta la storia:

(dialogo tra Massimo e nonno Ampelio): Va bene che uno deve sempre guardare il bicchiere mezzo pieno, ma qui riesce difficile. Comincio a pensare che il mio sia bucato in fondo. - Ma lo dici te. Penza se t'arrotava una macchina.

Geniale la vendetta di Massimo verso la vicina e assolutamente condivisibile la sua posizione sui prodotti naturali :-D

Quando ho bisogno di buon umore, questa serie è una certezza.
Profile Image for Danilo De rossi.
176 reviews9 followers
October 29, 2016
Libro leggero, come tutti gli altri della serie. È vero che la parte gialla viene un po' sacrificata per dare maggiore risalto alla comicità dei personaggi e delle situazioni presentate ma, d'altro canto, questa è la cifra stilistica dell'autore. A me queste storie non dispiacciono, anche se a tratti sembra di essere finiti in un film di Pieraccioni. Ad ogni modo sono romanzi gradevoli e di compagnia.
Profile Image for Annarella.
14.2k reviews166 followers
February 6, 2012
Ho letteralmente divorato questo libro.

E' un giallo leggero, delizioso. Una cosa che si legge in fretta perchè non riesci a smettere di leggere.

Se amate i gialli ben scritti, divertenti e ambientanti nella provincia italiana, questo libro fa per voi

In un panorama sempre più noioso e sciapo, qualcosa di decisamente interessante e divertente
Profile Image for Sara Mazzoni.
24 reviews27 followers
March 17, 2013
non mi ha entusiasmato..
forse avevo troppe aspettative, avendo letto tanti commenti positivi.
Ho avuto l'impressione che l'autore volesse essere spiritoso a tutti i costi, con battute piuttosto scontate e inutili... ad esempio quando viene spiegato che trecentosessanta gradi equivale a 2 pi greco....boh...ma fa ridere??!
Profile Image for Luana.
1,674 reviews59 followers
February 3, 2019
3,5

"Perché non c'è niente da fare. Può cambiare il paese, può cambiare il bar, e il mondo potrebbe anche cambiare verso di rotazione: ma tutte le mattine che Loro Signore mette in terra (Massimo è ateo) si può star certi che, uno alla volta o tutti insieme, i quattro reduci del Novecento arriveranno e si installeranno sulle loro poltroncine. E da lì, semplicemente, non ce li schiodi più."

Pineta, atto quarto. Questa volta il gruppo di arzilli vecchietti del Bar Lume - che fanno della loro ragione di vita quella di scartavetrare le palle al povero barrista - darà il via alla risoluzione di un cold case. Archiviata come morte naturale, la dipartita del povero (ma forse neanche troppo) Ranieri Carratori suscita ancora dei dubbi a vent'anni di distanza, resi ancora più evidenti dal suicidio, pochi mesi dopo, dell'uomo che lo aveva in cura e che doveva sposare una delle sue figlie. E così, delle domande sul nuovo proprietario di casa Carratori, portano a scoprire diversi altarini tenuti nascosti per quasi due decenni, permettendo così a Massimo e al buon commissario Fusco di risolvere ben due casi in un colpo solo. Come sempre la trama "crime" non è il lato più interessante di questi libri (anche perché trovo le spiegazioni finali sempre un po' troppo campate per aria), ma quello che cattura sono ovviamente le interazioni tra i vari personaggi, soprattutto quelle tra Massimo - laureato, colto e amante del ragionamento logico-scientifico - e i quattro "bimbi", amanti del pettegolezzo a tutto spiano. Due mondi diversi che però lavorano bene in tandem e che non mancano mai di farmi fare un sacco di risate.
Profile Image for Anto_s1977.
797 reviews36 followers
June 8, 2019
In questa quarta avventura, che ha come location l'ormai famoso BarLume di Pineta, i quattro arzilli vecchietti, che stazionano tante ore al giorno sotto l'olmo o in sala biliardo, sono alle prese con un cold case.
Infatti, la proposta fatta al ristoratore Aldo è l'occasione per discutere sulla morte del vecchio proprietario di una grande villa, morte sopravvenuta da un bel po' di anni, ormai!. Si tratta di un certo Carratori, ufficialmente morto per un tumore alla prostata, ma non secondo le chiacchiere di paese! Il tutto sembra essere avallato dallo strano suicidio dell'oncologo, nonché amico intimo del Carratori.
Le indagini vengono riaperte da Fusco, che sembra particolarmente interessato alla questione, tanto da chiedere l'aiuto del gestore del BarLume, Massimo, ormai famoso in paese per le deduzioni logiche che l'hanno condotto alla risoluzione di altri omicidi in paese.
E Massimo, vittima di un infortunio, ha molto tempo per rimuginare sulla questione e giungere alla verità...
Sempre estremamente divertenti gli episodi di questa serie.
Personaggi sempre pittoreschi, dialoghi vivaci, sorrisi abbondanti, nonostante si tratti di gialli.
Forse in questo caso la storia dell'assassinio è un po' più macchinosa del solito, ma, per fortuna, Massimo è sempre chiaro nelle spiegazioni finali al lettore.
Profile Image for Chiara Ropolo.
1,478 reviews25 followers
December 3, 2018
4.5*
Avevo bisogno di ridere, di staccare la spina e immergermi in una lettura piacevole, allegra e colta. Sono andata sul sicuro e di nuovo Malvaldi non ha deluso.
Questa serie ha quella verve che colpisce anche l'animo più serio, strappando una risata. Il carisma toscano dei quattro vecchietti del Barlume unito alla spiccata intelligenza di Massimo, il barrista, regalano ore piacevoli. Ho adorato gli scambi fra loro e con i clienti del Bar, ho apprezzato tantissimo la parte investigativa, questa volta un cold case, che, di nuovo, mi ha stupita. Insomma sono contentissima di aver letto questo libro, la mia adorazione per Massimo sta raggiungendo livelli altissimi. L'unica pecca, per me, sono le parti in dialetto, troppe.
Profile Image for Elisa E.
562 reviews1 follower
April 7, 2025
“La carta più alta” di Marco Malvaldi pag. 230

Quarto libro della serie dedicata al BarLume; come sempre finora il libro è ambientato a Pineta, immaginario paesino sulla cosa toscana, dove sotto l’olmo del BarLume si ritrovano per una briscola quattro diversamente giovani: Ampelio, il Rimediotti, Del Tacca del comune e Aldo il ristoratore.
I quattro amici pensano bene di aggiungere un po’ di pepe alla partita e tra un pettegolezzo e l’altro si ritrovano a ipotizzare un omicidio che sarebbe sfuggito alla polizia vent’anni prima. Ad Aldo, infatti, è stato offerto di aprire un ristorante all’interno di una lussuosa villa di cui è stata ceduta la nuda proprietà a un prezzo troppo vantaggioso per l’acquirente. La cosa che non convince per nulla i quattro vecchietti è la morte dell’ex proprietario, avvenuta una settimana dopo la vendita della casa.
Così, mentre Massimo cerca una nuova cameriera, ricevendo però solo terribili curriculum e finendo per riassumere Tiziana, tornata single, Aldo e i tre vecchietti iniziano ad indagare. Una finta lettera di minacce scritta da lui stesso per calmare gli animi otterrà il risultato opposto e il caso della misteriosa morte di Carratori viene riaperto, dopo più di vent’anni.
La trama è avvincente e scorrevole, con una buona dose di ironia grazie alle battute e agli eventi infausti che accadono soprattutto a Massimo.
Anche questo è un giallo deduttivo ma a mio avviso vi si intuisce una maggiore maturità dell’autore, in questo libro, vengono meglio evidenziati anche altri personaggi.
La narrazione, pur procedendo con un linguaggio elegante nella forma, è piena di dialoghi in dialetto, che, assieme all’ambientazione, rispecchiano in pieno la provincia italiana.
Profile Image for Rosalba.
249 reviews32 followers
June 18, 2012
"Buoni i due più dell'uno: che c'è per loro un salario buono nel loro affanno. Perché se cadranno, l'uno farà alzare il suo amico."(Kohèlet)


Questa volta Massimo, proprietario del Bar Lume, trae dalla Bibbia la verità su un delitto vecchio di vent'anni. Sempre adorabili i vecchietti frequentatori stabili del bar, solide presenze che danno luce alla routine quotidiana e strappano sorrisi. La loro amicizia mi ha riportato alla mente una bella poesia di Kahlil Gibran: Siamo amici, io non desidero niente da te, tu non vuoi nulla da me. io e te dividiamo la vita.
Profile Image for Lisbeth Bardal.
51 reviews
November 11, 2019
For en herlig og morsom bok, vakkert språk og gode underfundige personer. Jeg følte at jeg var med i boka, på puben og i etterforskningen av et mord. Anbefales!
287 reviews1 follower
February 17, 2019
Quarta avventura per Massimo, il “barrista” del BarLume di Pineta.
Accanto a lui tornano la conturbante banconista a Tiziana e i quattro “bimbi” da reparto geriatrico: Ampelio, il nonno di Massimo, e i suoi tre compagni di avventura.
Tutti i giorni che il buon Dio manda in terra Ampelio, Aldo, Pilade e il Rimediotti, si impossessano di uno dei tavoli del bar per le loro interminabili partite a carte accompagnate da sessioni di pettegolezzi.
Questa volta a tenere banco è un cold case: là mister morte di un immobiliarista morto da vent’anni. E se la morte non fosse avvenuta per cause naturali. Cosa c’entra la morte del dottore che l’aveva in cura?
Strizzando un po’ l’occhio a “La finestra sul cortile”, Malvaldi lascia che sia Massimo a risolvere il mistero.

Ho sempre timore quando mi trovo davanti ad autori italiani. Non so perché, ma è così. Ci sono pochissimi scrittori italiani che mi piacciono ma Malvaldi è uno di questi.
Trovo i suoi libri molto divertenti e sagaci. Ironici e sarcastici.
L’idea di questi improbabili vecchietti che fanno gli investigatori dilettanti mi fa molto ridere. Anche i loro personaggi sono ben caratterizzati. Del quartetto però c’è n’è uno che mi sta davvero antipatico, il Rimediotti, ma anche in questo caso penso sia stato merito dell’autore.
Mi piace il cinismo di Massimo, il “barrista”, e il suo modo di parlare ai “bimbi”.
La lettura è veloce e lo stile è scorrevole e chiaro.
Non ci sono manierismi e la formula risulta vincente proprio perché Malvaldi non da l’idea di sforzarsi.
Mi piace l’ambientazione in questa immaginaria cittadina marittima e soprattutto mi piace l’uso del dialetto. Alcune battute, poi, sono davvero geniali.
I libri sono corti e snelli e l'autore non mena il can per l'aia.
Quanto alla trama, la serie non è certo un thriller e Massimino non si comporta certo come i grandi investigatori della letteratura. Non va in giro a sfruttare le sue "celluline grigie" e non fa nemmeno assurde deduzioni sull'assassino da una semplice macchia di fango.
I gialli di Malvaldi sono plausibili e molto accade anche grazie a ragionamenti in libertà, associazioni di idee e botte di fortuna.
Consigliato.
233 reviews1 follower
November 12, 2025
Abbiamo un vincitore ! Da oggi, nella mia personale classifica dei libri peggiori, il podio più alto cambia d'inquilino. Già non entusiasta del primo libro malvaldiano che avevo approcciato (la briscola in cinque), ho peccato di perseveranza volendo leggere anche questo. Mai errore fu più fatale. Il raccontino è quanto di più insulso si possa trovare sul mercato. Battute trite e ritrite che si ripetono variando solo qualche sfumatura e che fan sorridere solo gli stessi soggetti che le pronunciano; una TOTALE mancanza di caratterizzazione dei personaggi che vengono buttati nella mischia gratuitamente senza un minimo approfondimento. Un autocompiacimento sulla (presunta) cultura dell'autore ripetutamente buttato lì senza mai un tornaconto concreto (anzi... talvolta i pozzi di sapienza da cui malvaldi attinge sono a dir poco risibili ! Ecco la vera parte comico / grottesca del libro). La scrittura ha uno stile elementare, da compitino di un alunno poco dotato, e ha il risultato di irritare ancor di più il lettore, soprattutto se contornata dall'enfasi mediatica con cui questo autore da sempre si accompagna. Evidentemente qualche "santo" in paradiso sta accompagnando malvaldi al successo; gli stessi "santi" che son persino riusciti a portare sullo schermo queste opere scadenti, con gli stessi risultati che accompagnano ormai da decenni le fiction italiane. Dulcis in fundo, la parte investigativa del romanzetto. Mai, e dico mai, un romanzo giallo ha creato meno interesse nella soluzione dell'enigma che in questo. Già, perché la stessa totale mancanza di introspezione psicologica la troviamo nello sviluppo della vicenda: un nulla cosmico, col nome dell'assassino buttato là alla fine, in una parola, in un nome piazzato lì per caso, seguito da un punto a capo, riprendendo senza nemmeno un accenno alla vicenda, con le consuete battutine stupide mai divertenti: tutti pronti per un'altra sciocchezza. Voto 1
Profile Image for Giulia.
327 reviews3 followers
September 23, 2023
Sto leggendo questa serie come se si trattasse di una bella tazza di te in un uggioso pomeriggio di novembre e mi dà la stessa piacevole sensazione di qualcosa che mi aspetto e che mi soddisfa senza la pretesa di strafare. Una perfetta serie gialla come "La signora in giallo", che coniuga arguzia e perseveranza, un poco di folckloristici personaggi (che se non ci fossero ne sentiremmo la mancanza) e "cattivi" alle volte davvero perfidi ed alle volte solo vittime delle circostanze.

Questa volta Massimo ed i vecchietti del BarLume sono alle prese con quello che si potrebbe definire un cold-case: un caso vecchio di 20 anni. E il tutto nasce da un sospettosamente basso contratto di vendita-acquisto di una meravigliosa casa, anche questo risalente ad una ventina di anni fa. Sarà mica vero che il vecchio proprietario è stato, come dire, aiutato nel trapasso? E chissà come mai questa volta il commissario Fusco è così sollecito nel riaprire un caso cosi vecchio, a suo tempo catalogato come incidente?

Ancora una volta ci troviamo di fronte lo scontroso barrista (che però sembra aver addolcito qualcuno dei suoi spigoli) alle prese con deduzione degne di Sherlock Holmes mentre si destreggia tra i malanni dei suoi avventori più assidui. Scrittura davvero fluida e accattivante, con il ricco dialogo che movimenta la narrazione e ci permette di sentirci parte di questa allegra comitiva, quasi che anche noi si partecipasse ad una partita di briscola in cinque, o si tentasse di sfidare Massimo alla carta più alta per vedere chi pagherà quei meravigliosi succhi d'ananas frullati al momento.
344 reviews2 followers
November 22, 2025
Quanto mi piacciono i vecchietti del Bar Lume??? Da pazzi!!!
In questo romanzo ritroviamo il nostro Massimo, barrista, sempre cinico, che sbuffa davanti a clienti che ordinano un cappuccino dopo pranzo con quaranta gradi.
Stavolta nonno Ampelio e i suoi tre compari oltre ad occupare in pianta stabile il tavolo sotto l’olmo iniziano a sospettare l’omicidio del defunto proprietario di una villa venduta a prezzo ribassato che parrebbe morto per un brutta malattia. I vecchietti però non pensano che sia stata quelle la causa della morte e Massimo, a furia di sentire le loro congetture inizia ad essere incuriosito.
Complice un ricovero in ospedale Massimo inizia ad indagare e come per le indagini precedenti grazie ad un’intuizione risolve il dilemma dei vecchietti.

Trovo questa serie sempre divertente, questa volta non ho trovato la versione audio e ho letto l’ebook, e credo che rispetto all’audiolibro perda un pochino perché mi è’ mancata la cadenza toscana del lettore che ha dato brio ai miei ascolti precedenti.
Amo i personaggi e le loro interazioni.
Massimo con i suoi modi spicci e burberi mi ricorda un po’ Schiav0ne.
I vecchietti mi fanno morire dalle risate.
Lo stile narrativo è sempre fluido e accattivante, la parte dedicata all’indagine è ben calibrata e risulta sempre ben costruita senza essere troppo macchinosa.
Insomma per me una serie che è entrata da subito nella mia comfort zone, che leggo quando cerco leggerezza ma non banalità, con la giusta dose d’ironia, sagacia e un pizzico di giallo.
Assolutamente consigliata
This entire review has been hidden because of spoilers.
Profile Image for Emanuela.
939 reviews2 followers
June 2, 2022
Senza troppi calcoli, senza troppe verifiche, senza stare a guardare cosa poteva succedere in caso di errore, aveva guardato in faccia il problema e gli aveva proposto di giocare alla carta più alta. Chi a prende vince. Una cosa che non faceva più da una vita, se non per gioco, di fronte alla cassa.
Un'altra piacevole lettura! Qui il simpatico ed arguto Massimo riesce a far riaprire un cold case vecchio di vent'anni, seppur involontariamente, e poi a risolverlo in una stanza di ospedale, dove era costretto a seguito di un piccolo incidente. Anche se probabilmente questo libro presenta una parte investigativa un po' più rilevante rispetto a quella umoristica con gli arzilli vecchietti, non è comunque un giallo ricco di suspense e colpi di scena; questa è una serie tranquilla, rilassante, che mette allegria, un vero toccasana per trascorrere un paio di ore in spensieratezza.
Lei è sposato, signor Viviani? – Lo ero. Poi mi hanno guarito.
___
Non è che tutti gli anni possono ammazzare qualcuno per farvi passare il tempo

Profile Image for Camy.
318 reviews12 followers
September 12, 2023
"La carta più alta" è il quarto romanzo scritto da Marco MAlvaldi con protagonista Massimo, il "barrista" del BarLume, e i quattro vecchietti assidui frequentatori del locale.
I personaggi sono sempre ben descritti, a favore anche di chi non ha letto i volumi precedenti.
La trama è semplice, come anche il linguaggio, anche se infarcito da espressioni e parole proprie della Toscana.
Il ritmo non è mai lento.
La storia questa volta ci porta a risolvere un caso, apparentemente chiuso, di vent'anni prima. I vecchietti, quasi per caso, si trovano a sparlare e dare la loro versione a riguardo che porterà però alla fine alla risoluzione definitiva della vicenda.
Anche in questo caso Malvaldi ci accompagna nella lettura con interessanti riferimenti a opere letterarie e vere e proprie scenette comiche di cui Massimo è protagonista.
La sua sottile ironia, secondo me, è il punto forte dei romanzi dell'autore in quanto permette di alleggerire il racconto e di renderlo piacevole e scorrevole per il lettore.
Profile Image for Irene.
28 reviews2 followers
March 17, 2019
Il titolo fa riferimento ad una trovata di Massimo Viviani, il "barrista" del BarLume di Pineta. Egli ,infatti, non è quel tipo di imprenditore che mira soltanto a fare soldi; nel suo bar, l’interesse primario è quello di allietare la giornata di tutti e di rendere migliore il mondo almeno per un po’. Per questo motivo ha inventato un sistema basato sulla fortuna: quando si paga, alla cassa, si può decidere di fare il gioco della carta più alta contro il gestore. Se il cliente prende una carta più alta di Massimo, allora la consumazione è un omaggio, se, invece, la pesca Massimo, paga doppio.

La storia gira intorno ad un cold case: la misteriosa morte, avvenuta vent'anni prima, di un famoso immobiliarista. Ora , a distanza di tanto tempo, molti dubbi gravitano intorno a questo decesso. E se la morte non fosse avvenuta per cause naturali. Cosa c’entra la morte del dottore che l’aveva in cura?
Sarà Massimo a risolvere il mistero. Come ogni storia che si rispetti, Massimo non è da solo. Accanto a lui ci sono, Tiziana, la banconista del bar, i quattro “bimbi” da reparto geriatrico: Ampelio, il nonno di Massimo, e i suoi tre compagni di avventura, Ampelio, Aldo e il Rimediotti . Questi quattro "bimbi" aiuteranno Massimo nelle sue indagini dando origine a situazioni davvero esilaranti.
«Non è che tutti gli anni possono ammazzare qualcuno per farvi passare il tempo», sbotta disperato Massimo il barrista.
Pur essendo personaggi secondari , ho apprezzato la loro caratterizzazione. Devo dire che dei quattro, il più antipatico è il Rimediotti.

Non avevo mai letto nulla di Marco Malvaldi e devo ammettere di essermene un po' pentita. E' un romanzo giallo, piacevole, divertente, con scene comiche che a volte ti fanno proprio scoppiare a ridere.

La trama è avvincente e scorrevole, come da giallo classico il lettore viene invitato a continuare la lettura perché la curiosità di scoprirne di più lo inchioda alle pagine.
"La carta più alta" è una narrazione scorrevole e gradevole; la trama è ben strutturata e intrigante.
Ho apprezzato le battute e l'uso del dialetto.
Profile Image for Mosco.
451 reviews44 followers
August 3, 2017
premesso che non ho letto i precendenti Malvaldi e forse mi aspettavo troppo visto il successo strepitoso che raccoglie, (gli concederò un'altra occasione), ma questo mi pare un librino ino ino, con una trama esilina esilina, battutine a volte tirate per i capelli, paragrafi, come spiegarmi? dissonanti ecco. Carina l'invenzione dei 4 vecchietti, ma mi pare tutto lì. E' proprio come stare di passaggio in un bar e orecchiare di striscio gli sfottò degli habitué, ma senza nemmeno poter ordinare un buon bianco. Cara Sellerio, non è che ogni giallista che infila qualche parola dialettale sia un nuovo Camilleri eh!
483 reviews15 followers
January 29, 2021
Cuando uno lee uno de los libros de la saga del BarLume ya sabe a qué atenerse: un relato policíaco no excesivamente complejo, en el que los parroquianos de más de 80 años del bar son los culpables de que Massimo, el dueño del bar, sea el que termine resolviendo quién es el asesino. Así no parece gran cosa, pero la ambientación del pueblo toscano, el habla de los lugareños o la simpatía de los personajes, hacen que leer sus historias siempre sea un placer. En esta ocasión, un asesinato de 20 años atrás que entonces no lo pareció. Entretenido.
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