«Guardavo l'orizzonte attraverso le finestre dei palazzi di città e vedevo le montagne. Avevo nostalgia di quella vita lenta a misura d'uomo. Così, un giorno di dicembre, ho capito che non potevo più vivere "all'orizzonte". E tutto è cambiato.»
«Capire chi sei, non è cosa da poco. C'è il rischio di non scoprirlo mai. Di vivere la vita di qualcun altro. Di mentire a se stessi. Per quel che mi riguarda ci ho messo quarant'anni. Avevo una confusione in testa che non saprei dire. Intuivo la mia inclinazione naturale ma avevo paura di seguirla. Temevo di fallire. Di ferire la mia famiglia. Poi finalmente ho deciso di lasciarmi andare e ho iniziato a vivere. Per oltre vent'anni sono stato direttore generale di un gruppo industriale tra i più importanti. Viaggiavo in elicottero, mangiavo nei migliori ristoranti eppure mi sentivo povero. E lo ero! Ero povero di tempo e il tempo è l'unica ricchezza che non potevo risparmiare. Una volta speso, è andato per sempre. Allora sono ritornato in montagna, tra le Dolomiti, nella mia terra d'origine dove le giornate filano al ritmo delle stagioni. Mi sono fermato e ho scoperto che l'orologio più prezioso è quello che ti puoi permettere di non portare. Quassù c'è l'occasione di guardare le stelle. Il tramonto. Di chiacchierare senza fretta. Di palpare la natura. Di ascoltare il bosco. Quassù ho ritrovato il valore della memoria e mi sono dedicato a trascriverla. Quassù ho scoperto una piccola verità: chi più è sereno, meno spende. E finalmente mi sono sentito me stesso. Ma questa è la mia storia. Non tutti devono ritirarsi in montagna, ma tutti devono seguire la propria natura, questo sì. Capirla e seguirla. Perché abbiamo una sola occasione e si chiama VITA. A ciascuno il proprio Dio è dedicato a tutti quelli che hanno sete di vivere ma che sentono solamente di esistere.»
Dopo una laurea in Economia e una lunga attività come manager d'azienda, ha scelto di dedicarsi esclusivamente alla scrittura ed è tornato a vivere a Tai di Cadore, tra le Dolomiti. Ha pubblicato: Il selvaggio (Carabba 2005), Signore delle cime (Carabba 2007), Siro (Minerva 2011, premio Cortina d'Ampezzo per la letteratura di montagna e premio eLEGGERE LIBeRI di Tione di Trento), Zoe (Minerva 2012), Oceano (Minerva 2014, premio Torre Petrosa e premio Latisana per la letteratura del Nord Est).
Biografia molto scorrevole e coinvolgente, capace di far immedesimare il lettore nelle emozioni dell’autore. La prima parte, dedicata ai problemi e alle difficoltà dell’adolescenza, è intensa e sincera; altrettanto efficace è il racconto della rinascita e del riscatto in età più matura. Il libro trasmette con forza il messaggio che il cambiamento è possibile e che la determinazione può trasformare anche le situazioni più complesse, incarnando bene l’idea del “volere è potere”.
Francesco Vidotto - A ciascuno il proprio Dio Questo libro racconta la storia dell'autore, un ragazzo difficile in adolescenza che ha fatto il liceo in sette anni, un casinista, un ribelle verso le convenzioni sociali che dichiara apertamente che nella vita paga molto di più la tenacia del talento. Ognuno ha dentro di sé la propria inclinazione naturale e una volta scoperta deve seguirla. Nonostante i suoi moti di ribellione, Francesco Vidotto si iscrive all'università e con bassi voti ma grande tenacia si laurea e si butta subito nel lavoro. Quasi senza accorgersene diventa un manager di successo, vive nel lusso, gira in elicottero ma capisce che, pur avendo tutto gli manca qualcosa. Decide di tornare alla sua passione, il suo sogno è la scrittura e vuole dedicarsi a quello. Quando ti valutano con voti come 3 e 4, può capitare di convincersi di valere quel numero, invece, bisogna trovare il coraggio di trovare il vero voto di sé, capire chi si è veramente. Vidotto è nato in montagna, ma ha vissuto in città per questioni di lavoro, poi il richiamo della lentezza della montagna è stato più potente di ogni altra cosa. Ha così scelto la sua inclinazione naturale, smettendo di correre e prendendosi il suo tempo. Sembra banale e scontrato scegliere di essere sé stessi, ma non lo è. Le aspettative degli altri nei nostri confronti, famigliari o persone care, non sono quasi mai le nostre di aspettative. Specialmente quando sei ragazzo, sai quale comportamento ferisce la tua famiglia, e questa è la paura più grande quando scegliamo per noi. Solo dopo, quando ci vedono veramente sereni, anche loro sono felici. Ci sono frasi e riflessioni molto interessanti, è quasi un libro motivazionale. "Una cosa che oggigiorno non si può pensare eppure fino a quando il telefono era legato, noi eravamo uomini liberi." "Si vive in milioni tutti insieme facendo di tutto per evitarsi, come se la somma di molte solitudini potesse fare compagnia."
2.5 stelle. Un racconto di facile lettura che in realtà è per la maggior parte uno sfogo dell’autore per sé stesso, di scarso interesse generale, e in effetti l’autore rivela verso la fine del libro che originariamente non pensava di pubblicare questo testo. La storia consiste in una successione di scene che mancano di spessore, in cui i personaggi, che pur partecipano alle vicende di cui l’autore è protagonista, sono solo delle comparse. Si ha l’impressione di scorrere le vignette di un fumetto che fotografa momenti di una situazione senza poterne descrivere l’atmosfera e il contesto emotivo, per cui chi legge resta un semplice spettatore che osserva a distanza.
Gli ultimi capitoli sono più coinvolgenti. Qui l’autore accenna alla sua vita in montagna, dove si è trasferito una volta liberatosi dal convincimento di dover per forza condurre una vita considerata socialmente ammirevole e invidiabile, con un lavoro di responsabilità e molti traguardi professionali già raggiunti. Sottolinea quanto sia importante non tradire sé stessi, esorta a cercare aiuto nei momenti di sconforto quando niente sembra funzionare, ad aggrapparsi al proprio sogno e ad accudirlo, perché è solo nutrendolo e cercando di realizzarlo che si può finalmente diventare liberi ed essere liberamente sé stessi.
Ma, viene spontaneo chiedere, se, diversamente da quanto accaduto all’autore, il sogno si dissolve prima di tradursi in realtà?
Talento, impegno e caparbietà non bastano, dico io. E aggiungo che la massima, spesso ripetuta fino a svuotarla di significato, che “il cammino verso la meta, percorso con ardore, conta più della meta” non è una semplice affermazione consolatoria, è verità — sebbene la delusione resti. È l’amore che si vive nel percorso che dà un senso a tutto.
Nonostante questo libro non mi abbia entusiasmata e, anzi, mi abbia a tratti annoiata, la scrittura fluida e alcune riflessioni mi invogliano a leggere altri testi di Vidotto.
🌲Per quel che vale, quassù in montagna ho capito quale fosse la mia inclinazione naturale.
Ho scoperto il mio ritmo, ed è un ritmo lento.
Mica si adatta a tutti.
C'è chi nasce veloce. C'è chi è fatto per la metropoli, per il glamour, chi nasce per viaggiare, chi è solitario e chi abbisogna degli amici. La cosa davvero importante è capirsi e poi avere il coraggio di seguirsi.
Di scegliere una vita che ci somigli.
Io per scoprire la mia inclinazione naturale sono dovuto venire in montagna e subito mi sono accordato alla frequenza lenta della natura che per me è la nota perfetta. Suo mio diario annoto:
"La lentezza è rock".🌲
👇🏻 Che dire???? Dopo un inizio che non ho apprezzato granché (in realtà neanche per com'è scritto, anzi..ma forse proprio perché riassume la sua giovinezza in un ritratto di un ragazzo che butta la sua vita al vento..o forse siamo stati tutti così???) riacquista decisamente punti nella seconda metà del libro. Vidotto ripercorre le tappe della sua vita da giovane scapestrato a musicista mancato, per poi diventare lettore accanito e scrittore. Finché decide di rinunciare ad un ruolo importante in una famosa azienda per dedicarsi alla sua passione,divenuta mestiere, quella della scrittura. Trasferendosi in montagna, Vidotto ritrova il piacere della lentezza, della convivialità e del guardarsi negli occhi..
Ti fa venire voglia di leggere tutti i suoi libri, citati nel romanzo!
Ho avuto il piacere di incontrare Francesco ad un festival letterario che si svolge ogni anno nel paesino dove ho la casa al mare. Ascoltando le sue parole, mi ci sono ritrovata dentro e rispecchiata più che mai. In poche e semplici frasi questo autore ha la abilità di raccontare concetti profondi riguardanti la sua vita. Il racconto scorre veloce e non vedi l’ora di passare al capitolo successivo. Corro subito a comprare Oceano! Mi ha proprio conquistata.
Avessi saputo che questo libro conteneva la storia dell’autore, l’avrei letto molto prima. Straordinario carisma. La storia di come ha iniziato a vendere i suoi libri è incredibile. Bello bello.