Imperfetta, esigente, fragile. Eppure irrinunciabile, perché non ha rivali se si tratta di garantire la ricerca della felicità individuale, nel rispetto e nella considerazione degli altri. E' la democrazia. La respiriamo ogni giorno, fa così parte del nostro paesaggio mentale e del nostro vocabolario di base che avremmo difficoltà a delinearne i connotati, come accade quando qualcosa ci sembra troppo familiare. Probabilmente non andremmo oltre la definizione scolastica, "governo del popolo", senza sospettare che niente è ovvio in quei due concetti, governo e popolo, e che coniugarli comporta premesse e conseguenze di estremo rilievo. Di più: implica che ciascuno di noi assuma un ruolo consapevole e attivo, non si accontenti di delegare chi lo rappresenta.. Per governare una società complessa occorre infatti stabilire principi, regole, finalità, limiti, ma anche educare alla cittadinanza. "Democrazia" significa tutto ciò. Lo spiega benissimo Gherardo Colombo, con la semplice cordialità di chi compie un gesto civile. Maneggiate da lui, le parole dense di una elaborazione secolare - libertà, diritti, doveri,uguaglianza, giustizia - rivelano stretta pertinenza con i modi del vivere insieme, qui e ora, e riservano qualche sorpresa. Alla fine è ancora più chiaro che la democrazia, la si chiami forma di governo o modello organizzativo della società, parla di noi, della nostra sofferta perfettibilità.
Magistrato attualmente fuori servizio, è noto per aver condotto, o contribuito a condurre, inchieste importanti sul crimine organizzato, la corruzione, il terrorismo e la mafia. Oggi è vicepresidente della casa editrice Garzanti. Ha pubblicato diversi libri nei quali mette la sua esperienza di magistrato al servizio di una divulgazione attenta e scrupolosa dei concetti di democrazia, giustizia e cittadinanza. Fra i libri più noti, ricordiamo Sulle regole (Feltrinelli 2008), Il vizio della memoria (Feltrinelli 1998) e Sei stato tu? La costituzione attraverso le domande dei bambini (Salani 2009). Ultimo titolo uscito, che inaugura la collana di Bollati Boringhieri "I sampietrini" è Democrazia (2011).
Libro molto semplice adatto a chi ha una conoscenza solo superficiale dei principi di diritto pubblico e intende aumentare le sue conoscenze. Per lo stesso motivo poco interessante per chi conosca almeno un po' la materia. E' notevole che per ogni scelta istituzionale (dalla legge elettorale proporzionale alla terzietà del presidente della repubblica, dalla totale autonomia dei giudici alla collegialità del governo) tutte le scelte della Costituzione del '48 risultino ottimali: che fortuna incredibile abbiamo avuto noi Italiani nati dopo il '48: ci hanno regalato il sistema di governo ideale e noi, ingrati, invece di ringraziare pensiamo persino di cambiare qualcosa!
Un testo di base ma non per questo meno pregevole, soprattutto perchè ricorda che la democrazia, per quanto imperfetta, è indispensabile. Uno spunto molto interessante: “fondata sul lavoro” non nel senso di impiego o professione, ma nel senso del lavoro che tutti noi dobbiamo compiere per attuare la Costituzione. Dell’impegno per il suo programma. Della partecipazione.