Quante storie contiene una libreria. E quante storie contengono due vite. Se poi quelle vite vengono raccontate al crepuscolo, su due comode poltrone sistemate in mezzo agli scaffali di una vecchia libreria, è facile perdere di vista i confini e chiedersi cosa nasca dalla fantasia e quale invece sia pura realtà. Seduti su quelle poltrone, circondati dai volumi, ci sono due anziani signori, Alfredo e Betta. Una coppia di irriducibili librai vecchio stampo alle prese col momento più difficile del loro Betta ha l’Alzheimer e non ricorda più nulla di quello che hanno vissuto. E così Alfredo le racconta la storia della loro vita, sin dal giorno in cui si sono incontrati. Un’esistenza avventurosa, puntellata da tanti avvenimenti speciali. Così tanti che il racconto di Alfredo non sembra essere tra episodi di spionaggio, scenari esotici e scelte che si intrecciano con il destino del mondo, sembra che la fantasia del libraio si sia fin troppo alimentata dei suoi amati romanzi. Sembra. Perché, mentre continuiamo a seguire Alfredo e a commuoverci per l’amore con cui conduce per mano sua moglie riempiendole la memoria di vita, avventure, meraviglia e felicità, si fa strada in noi lettori un altro e se invece non fosse tutto inventato? Fausto Brizzi ritorna al romanzo con una storia di commovente leggerezza che parla di fragilità, di amore senza fine e di scommessa sul futuro, nonostante tutto.
Due librai settantenni, una routine tranquilla, quasi banale. Improvvisamente lui, Alfredo, si rende conto che lei, Betta, ha dei vuoti di memoria: Alzheimer. Così inizia questa storia che, per 100 pagine, ci accompagna all’interno di un amore dolce e delicato. Poi arrivano James Bond, Jean Claude Van Damme e pure Jack Sparrow e tutto va a farsi benedire, inclusa lamia felicità per avere nuovamente tra le mani il libro di un autore che avevo tanto amato!
Servono forza, coraggio e pazienza per sorbirsi 200 pagine di inseguimenti, sparatorie, travestimenti e fughe in elicottero.
Surreale, ridicolo, assurdo… un romanzo che non sta in piedi da nessun punto di vista!
Pag. 138/318 Con grande delusione, mi ritrovo costretta ad abbandonarlo. Dopo mesi di attesa in biblioteca, ho scoperto che la storia è molto diversa da quella che mi ero aspettata. Ci sono così tante sottotrame intrecciate (nessuna delle quali mi interessi davvero) che non riesco a trovare la voglia di proseguire. Peccato!
Un libro cui è difficile dare un giudizio: a tratti è un libro da cinque stelle, a tratti da una stella. Mi pare di poter dire ci sia un prima e un dopo, segnato dall'incendio alla libreria. Prima di questo, la narrazione è incentrata su un racconto di un uomo di 70 anni alla sua amata, dunque l'elemento fantasioso e un po' assurdo può anche essere un pregio della narrazione (anche se poi, trattandosi di un racconto di un passato giovanile, può anche essere preso per veritiero). Tra l’altro, in quarta di copertina (nel caso dell’edizione Longanesi, mentre in quella Bompiani dovrebbe essere nella seconda di copertina), l’editore ha deciso di descrivere questa prima parte come “Un'esistenza avventurosa, puntellata da tanti avvenimenti speciali. Così tanti che il racconto di Alfredo non sembra essere veritiero: tra episodi di spionaggio, scenari esotici e scelte che si intrecciano con il destino del mondo, sembra che la fantasia del libraio si sia fin troppo alimentata dei suoi amati romanzi”: il lettore viene avvertito del labile confine tra fantasia e realtà che caratterizza questo libro, perché stupirci mentre lo leggiamo? Poi, inizia l'ultima mirabolante impresa di Alfredo e Betta in autentico stile cinematografico (anche molto diverso dallo stile precedente, che prediligeva il paragone con libri polizieschi piuttosto che il richiamo a famosi film d'azione) in cui la parte assurda diviene sempre più marcata e forse anche troppo forzata per la lettura. Nonostante tutto, abbandonare il libro a metà può essere un peccato. A mio parere, con questo libro Brizzi vuole dire qualcosa di specifico al suo lettore, poiché la conclusione pare una specie di "sfida". Dalla scrittura, emerge l'identificazione dell'autore in Alfredo, e utilizza Alfredo per comunicare qualcosa. Forse di leggere tra le righe dei suoi romanzi?
All'inizio del libro si percepisce subito il quadro d'insieme, Betta con la perdita di memoria il marito che le racconta la storia della sua vita. Innanzitutto li amo perché sono due librai, quindi è qui che siamo ambientati all'interno della loro libreria, poi Alfredo è anche uno scrittore di opere prime, e questo lo delinea come una mente ricca di fantasia. Lo sfogliare delle pagine prosegue tra un opera di Alfredo sui pirati e il racconto della loro vita in gioventù da spie. Bello come Betta non gli creda e glielo dica, bello come lui continui imperterrito senza esitazione a tenere fede alla sua versione, atteggiamento che porta Betta quando lui esagera nell'avventura a ricredersi perché per quanto non creda sulla sua sincerità, la storia la avvince e vuole sentire il seguito. A metà libro con una svolta piena di brio inaspettatamente la storia di Alfredo prende vita, e da qua le pagine scorrono veloci sulle ali della fantasia, ci si può dire che è una cosa irreale ci si può abbandonare a questo switch da realtà e fantasia e cavalcare l'onda. Io ho scelto di cavalcare l'onda e sono arrivata alla fine con un sorriso mentre leggevo mi immaginavo addirittura le scene di un film tratto da questa storia. Il finale poliedrico poi ancora più originale ad un certo punto l'autore esorta il lettore a potersi fermare e considerare l'ultimo capitolo letto la fine del libro, io ho proseguito belli entrambi i finali ma non vi svelo nulla leggetelo.
Semplicemente una bella storia! Sicuramente non è il miglior libro che abbia mai letto, ma è stata un'avventura divertente e piacevole. Surreale ed un po' estrema, Brizzi ci racconta le vicende che coinvolgono Betta e Alfredo due anziani librai di Boccadasse. Nonostante gli anni di convivenza che si portano alle spalle tra i due vige ancora amore, tenerezza e dolcezza. Niente è nessuno sembra scalfire il loro rapporto sino a quando a Betta viene diagnosticato l'Alzheimer. Alfredo non si perde d'animo e nonostante le evidenti difficoltà della moglie a ricordare il passato la sostiene e la incoraggia. Ma qual è la storia di Betta e Alfredo? Brizzi ce la racconta. Sicuramente esagerando, perché nel passato dei due anziani si nasconde una vita avventurosa che mai e poi mai può essere solo immaginata dal lettore che viene centrifugato in una miriade di eventi ed imprevedibili colpi di scena. Tutto ciò è sicuramente poco credibile ma quello che mi ha letteralmente conquistata in questo romanzo sono loro, Betta e Alfredo il loro rapporto e la loro unione e amore nonostante tutto. Questa è la carta vincente, la tenerezza e dolcezza del loro stare insieme. Un romanzo che fa bene al cuore e fa credere nei sentimenti, quelli puri e genuini di una volta.
Ho scelto il libro dal titolo, pensando ad una trama diversa da quella che in realtà è. Merita di essere letto solo per il finale. Alfredo regala a tutte le donne lettrici il sogno di un amore che ognuna vorrebbe vivere. Il suo amore si palesa ad ogni pagina fino alla fine in cui si perde in un lungo abbraccio. Cito: "chiudete questo libro. Telefonate alla persona che amate, ditevi una volta di più che ogni secondo che avete trascorso insieme è stato prezioso e andate a costruirvi ricordi nuovi e meravigliosi passeggiando insieme.."
2.5 stelline. Questo mese mi sono ripromessa di leggere tutti quei libri che per un motivo o un altro sono rimasti accantonati in questo 2023. “Siamo scritti a matita” è uno di questi. Parto con il dire che mi sarei aspettata tutt’altro libro, e ancora non so se ne sono rimasta delusa oppure no da questa cosa. È di per sé un libro carino, però non mi ha lasciato proprio niente perché l’idea di base era valida.
Carino. Ci sono delle inesattezze sull'Alzheimer, si perde la memoria a breve termine non a lungo e il libro è incentrato proprio sulla seconda. Betta non ricorda nulla della sua gioventù, ma ha quasi sempre abbastanza chiaro il presente... Le scene d'azione di due 70enni mi sembrano molto inverosimili e azzardate. Nonostante questo tratta una tematica delicata con dolcezza. Il finale è amaro, molto e potrebbe cadere qualche lacrima.
Una libreria e due librai non più giovani fanno da sfondo a questa meravigliosa storia tra le vie di Genova. Alfredo, questo il nome del libraio, cerca di mantenere viva la memoria di Betta, sua moglie e libraia come lui, che sta perdendo la battaglia con l'halzaimer. Tra mirabolanti inseguimenti, sparatorie, voli con l'elicottero, stesure di romanzi d'avventura, tradimenti e colpi di scena Alfredo e Betta, rivivranno la loro giovinezza e il loro grande amore. La scrittura mi ha tenuta incollata alle pagine fino a che non ne ho letto l'ultima. Un romanzo degno delle più belle spy story alla 007, veloce, incalzante e allo stesso tempo leggero e romantico.
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Le prime pagine divertenti, scritte in modo accattivante e con un'apologia del punto e virgola in via di estinzione che conquista. Poi via, verso la banalità e l'irrealtà. Dal primo errore tecnico che associa l'Alzheimer alla perdita della memoria remota alla totale assenza di credibilità della trama.
Davvero una delusione. Non solo… era da tanto tempo che non vedovo l’ora di liberarmi di un libro. Ho una passione per questo scrittore ma in questo volume ha creato una storia davvero non credibile e soprattutto noiosissima. Bocciato in pieno: dato una stella perché non si può dare meno
Letto in qualche giorno. Avevo personalmente bisogno di una storia leggera e questa lo è stata. Ti devono piacere le storie d’amore, questo libro però è anche sorpresa, svolte inattese. Consiglio di non farsi frenare all’inizio se dà cenni di monotonia, da leggere fino alla fine.
L'incredibile privilegio di una complicità tale da eludere persino i confini della sincerità e vivere un sogno perfetto. Ma dopo la "Punto e Virgola" ciò che resta è... punto.