Ne “Il malinteso”, primo romanzo di Irène Némirovsky, si notano già gli argomenti che vedremo poi ripresi ed espansi negli altri suoi romanzi: l'amore passionale, le donne e gli uomini che amano troppo, il rapporto madre/figlia, lo squilibrio tra condizione economica e stato sociale, le ambizioni sfrenate, le illusioni.
Al centro della storia c'è la passione tra Denise, giovane donna sposata ad un ricco faccendiere, ed Yves, trentenne scapolo, annoiato e deluso, che rimpiange le ricchezze ormai perdute a causa della prima guerra mondiale.
Denise, il cui matrimonio è divenuto pura routine, incontra casualmente l'affascinante Yves ed è subito attratta da lui, corrisposta. Lui è attento, premuroso e appassionato e Denise gli si abbandona, felice di ottenere finalmente ciò che non ha ancora avuto dal suo noioso matrimonio. Denise ama visceralmente, freme di far esplodere tutto l’ardore che ha nutrito a lungo. La noia è vinta dalla passione.
Purtroppo scopre presto che lui è un semplice impiegato. Lei conduce una vita agiata e oziosa, lui deve lavorare per vivere ma anche troppo orgoglioso per ammetterlo. Iniziano inevitabilmente i primi malumori.
Il fatto è che tra lei e lui c'è un abisso. Lei pensa solo all'amore, mentre lui deve guadagnarsi con fatica la pagnotta e comincia a pensare che lei sia un lusso difficile da mantenere:
"Con lei bisognerebbe essere sempre psicologicamente in smoking. E io ahimè non posso permettermelo..."
Denise non capisce che il suo amante la evita perché oppresso dalla mancanza di denaro e Yves non capisce l'inquietudine di Denise perché è immerso solo nei suoi problemi personali. Il contrasto tra i due è insanabile, perché il loro non è un rapporto. Non ha la consistenza di un rapporto. L'unica cosa che li unisce è la paura della solitudine.
"Per lei la vita era ormai un continuo aspettare. Oh, che atroce supplizio è amare! E perché poi? A legarla a lui non erano le sue carezze; il sesso le interessava poco, come alla maggior parte delle donne molto giovani, e tra le braccia di Yves non era quasi mai felice, sempre tormentata da un'angoscia indefinibile, logorante, sorda, come un malessere interiore di cui si percepisce la presenza senza conoscerne il nome."
Denise vorrebbe l’estasi, il brio, l'impeto. Capisce invece poco a poco che tutto è stato un terribile malinteso; non c’è corrispondenza tra ciò che vorrebbe e ciò che Yves può darle. E la storia d'amore crolla in terribili silenzi senza alcuna possibilità di salvezza.
Il tutto condito dalla madre acefala di lei che per curare i mali d'amore della figlia le consiglia di cornificare l'amante. Visto che tanto l'aveva già fatto lei a suo tempo...
La Nemirovsky per me scrive bene. Ovviamente, come tutti gli scrittori ha qualche difetto, ma questi non ne inficiano il valore complessivo. E' in grado di scrivere a soli vent'anni un romanzo sull'amore con idee ben definite in merito alla psicologia di uomini e donne. Quante scrittrici dell'inizio del secolo scorso avrebbero potuto fare meglio?
Sicuramente ha una visione delle cose un po' stereotipata (e usa spesso frasi apodittiche...): gli uomini pensano solo agli affari, hanno paura a dire ti amo perché spaventati dall'amore, sono quasi sempre traditori e amano le cose materiali. L'amore sboccia in un luogo romantico con fremiti e poesia, diviene soffocante e sfiorisce nella vita di tutti i giorni ("Amare e non essere amato, essere a letto e non dormire, aspettare e non veder arrivare sono tre cose che fanno morire.”).
Sicuramente ha vent'anni ma scrive come se ne avesse il doppio.
Ma stiamo parlando di un libro scritto nel 1923 (quasi cento anni fa). Per intenderci Virginia Woolf scrisse i suoi primi libri nello stesso periodo. E non ricordo nello stesso periodo molte altre scrittrici...
Mi colpisce l’intensità delle emozioni descritte: l’amore struggente tra i due amanti, la loro passione sfrenata, il desiderio proibito di un incontro, l’ansia di un telefono che non squilla, l’angoscia e l’attesa del domani, il desiderio, il sogno di realizzazione, la frenesia dei gesti. E il tutto con una prosa superba, in modo lineare, senza sbavature, senza lungaggini.
Lo ritengo un libro molto interessante, nonostante tutto.