Margherita Hack tratta qui un tema di grandissima attualità accompagnandolo da esperienze personali e citazioni di grandi vegetariani della storia, della letteratura e dell'arte; da Plutarco ad Einstein, così come lo stesso Leonardo da Vinci. L'autrice, vegetariana dalla nascita, spiega perché uccidere gli animali per nutrirsi non è solo una barbarie ma un danno irreversibile per la salute e l'ambiente
Ammetto di essere venuta a conoscenza della scelta etica della Hack soltanto di recente dopo aver visto alcune sue interviste di diversi anni fa. Mi ha colpito la sua onestà nell'ammettere che lei non avesse nessun merito ad essere vegetariana in quanto nell'anno della sua nascita, nel 1922, i suoi genitori lo erano già e così l'hanno cresciuta. Personalmente credo che alcune sue affermazioni si possano trovare più o meno condivisibili (come l'essere a conoscenza dello sfruttamento a cui sono sottoposte le galline ovaiole ma volersi nutrire comunque di uova, così come di latte e prodotti caseari nonostante il trattamento che viene riservato negli allevamenti intensivi a mucche, pecore, etc.), ma in generale ho apprezzato molto la sintesi di linguaggio e la semplicità con cui la Hack ha illustrato anche temi come l'origine della vita sulla Terra e alcune ipotesi ad essa collegate per dimostrare come noi esseri umani insieme alle creature del mondo animale condividiamo un'origine comune. Decisamente una lettura istruttiva nonostante la sua brevità.
Un libro scritto col cuore. Semplice e diretto come l'autrice che l'ha scritto. Bello.si legge in un paio d'ore. Non troverete conferme alla vostra scelta vegetariana in questa lettura, nè un approccio scientifico all'argomento. L'autrice spiega le sue motivazioni e scoprirete di condividerle in gran parte! Consigliato! Buona lettura!
Estremamente diretto, una lezione di vita e di etica che insegna sensibilità ed empatia. Una lettura che non può mancare, indipendentemente dalle proprie scelte alimentari.
E' un libro basato su una scelta personale, condivisibile in moltissime parti ma mi chiedo se veramente coerente: parla del trattamento inumano col quale vengono allevate le galline ovaiole ma per sua ammissione consuma uova, non accenna all'allevamento delle mucche da latte che già inorridì Gandhi a suo tempo eppure afferma di mangiare formaggi e bere latte. Ognuno è assolutamente libero di sostenere le proprie tesi ma accusare più o meno velatamente gli altri di essere degli "assassini" e spacciarsi per paladini difensori degli animali quando proprio non è così mi pare un po' ipocrita. Potrebbe essere anche l'autrice possieda galline ovaiole nel suo cortile e abbia anche mucche da latte da cui ricava personalmente quanto necessario da vivere e allora la mia critica rimarrebbe lettera morta, quanto sarebbe bello se fosse così!!
sono vegetariana da solo cinque mesi ma è come se lo fossi da sempre. mi fa strano pensare a quanta carne e a quanto pesce mangiassi prima. ho sempre pensato fosse ingiusto ma spesso, prima di prendere questa decisione, mi sono nascosta dietro la frase “ma a me piace, non posso farne a meno”. e invece, se si ha un minimo di sensibilità si può e si deve fare a meno. questo libro dovrebbe essere letto da tutti, adulti e bambini. nessuno escluso. perchè tutti dovrebbero prendere coscienza dell’immensa sofferenza a cui vengono sottoposti migliaia di animali.
Ho letto questo libro in 1 media, è stato uno di quelli a spingermi a diventare vegetariana, l'ho messo nei libri che vorrei leggere perchè devo assolutamente rileggerlo infatti non mi ricordo praticamente nulla.
Margherita Hack spiega le ragioni del suo vegetarianesimo. Alle solite (giustissime) motivazioni (l’amoralità dell’assassinio, l’impatto ambientale) aggiunge d’aver avuto dei genitori seguaci di una religione orientale antispecista spiegata loro da un santone napoletano, per cui fin da piccola le sue cene sono state soltanto a base di verdura, legumi e uova. Vantandosi delle ottanta candeline, delle imprese sulla sella della bicicletta e dei suoi risultati nell’atletica e nella pallavolo (prima ancora dei suoi traguardi accademici!), smentisce il pregiudizio sulla manchevolezza nutritiva della dieta vegetariana e sull’impossibilità di adottarla se si vuole restare “in salute”. Margherita snocciola i dati necessari alla sua opera di convincimento (4/5 della terra coltivata è destinata ai foraggi; 10kg di grano e cereali servono a produrre mezzo kg di carne; per ogni kg di gamberetti pescati si buttano via 25kg di “prede accessorie” rimaste intrappolate nelle reti) e fa un breve riassunto del veganesimo nella storia fino a risalire al Big Bang e a parlare della vita in genere.
La parti più dolci di questo libricino sono quelle in cui Margherita ricorda con affetto i suoi gatti, i randagi di passaggio che però sono rimasti nel suo cuore. Ne descrive aspetto e carattere con dovizia, traspare fortissimo l’amore. “I bambini conoscono la carne solo sotto forma di graziosi pacchetti avvolti in fogli di plastica trasparente, senza nessun apparente rapporto con l’ambiente da cui proviene”. Quanto ci stiamo perdendo così! (letteralmente, ogni giorno si estinguono almeno 50 specie). Mi ha colpito l’immagine degli onnivori come tombe viventi degli animali assassinati.
Ho deciso di leggere questo libro dopo aver visto un film sulla vita di Margherita Hack; il suo modo di scrivere mi ha molto intrattenuta, non è un libro pesante da leggere, scorre veloce Premetto di essere io in primis vegetariana, quindi non ho avuto alcuna sensazione di offesa, ma effettivamente è un testo che "punta il dito" verso chi mangia carne, e come potrebbe effettivamente essere altrimenti, dato il titolo! È giudicante? Sì. Condivido il modo di fare divulgazione? Si è no, o meglio, tutto ciò che dice nel libro è estremamente vero, parla delle situazioni negli allevamenti intensivi, dell'anima e del carattere di ogni animale, ma probabilmente, anzi ne sono quasi certa, è un modo di scrivere che al 98% degli italiani farà dire "io non sono così!!!!", solita reazione dell'italiano medio a tutti i tipi di divulgazione.
Il libro mi è piaciuto, in alcuni punti ho dovuto distogliere lo sguardo dalla pagina per poi riprendere dopo, soprattutto quando parla della macellazione. Non credo che una persona onnivora possa a colpo sicuro diventare vegana o vegetariana dopo aver letto questo testo, ma spero possa essere uno spunto di riflessione per mangiare un po' meno carne, o almeno scegliere dove acquistarla.
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Semplice e veloce. Rapidi riferimenti all’origine dell’universo e all’origine della vita.
Interessante la conclusione che gli animali meritino rispetto non solo perché nostri vicini parenti ma perché sono esseri viventi dotati di capacità, vita e diritto di stare sul pianeta secondo la loro natura.
L’uomo deve rivedere la sua prepotenza perché sta distruggendo ogni biodiversità e su questa strada arriverà a distruggere se stesso.
‘Il rispetto degli animali è strettamente legato alla conservazione dell’ambiente. La crescente antropizzazione del nostro pianeta è la causa della graduale riduzione della biodiversità che è fondamentale per la conservazione dell’ambiente’
Sottoporre gli animali a tremende sofferenze e sevizie quando si potrebbe evitare va contro la presunta ‘umanità’ degli umani e, a voler vedere, contro i comandamenti delle più diffuse e accettate religioni.
C’è da riflettere e fare scelte nuove, almeno su cosa decidiamo di mettere nel nostro piatto.