4, 5 - Romanzo vecchiotto (15 anni) e non tanto amato (almeno scorrendo le recensioni), però l'ho trovato tra i più freschi in un genere che ormai osa le trovate più improbabili per differenziarsi.
La Mallory imbastisce una trama sulla più classica delle trame, ovvero la ricerca di un marito "ricco" come unica salvezza a una vita di povertà e vulnerabilità sociale.
Kitty, neanche ventenne e senza Stagioni nel curriculum, è l'unica figlia di una famiglia decaduta: la madre, di alto lignaggio, ha scelto l'amore al posto di nozze prestigiose, ritrovandosi vedova, senza mezzi e piena di rimpianti.
Ecco quindi che Kitty viene spedita a Londra, con pochissimi vestiti cuciti di sera e investendo il poco che resta, con un'unica missione: trovare un marito nobile (sì, i nobili, pur decaduti, restano snob) per poter mantenere lei, madre e zia inferma.
Non un peso da poco sulle spalle di una giovane che ha avuto un'educazione esemplare, con tanto di ideali anti-schiavisti, ma non è mai uscita dal villaggio dove è nata.
Logico che sia confusa e terrorizzata, tanto da risultare superba e glaciale, respingendo il legame con un imprenditore borghese, davvero ricco ma senza una goccia di sangue aristocratico.
Eppure, lui ce la mette tutta per superare le incomprensioni.
Eppure, lei ce la mette tutta per compiere le scelte sbagliate e farsi male da sola.
A parte il finale un po' veloce, ne risulta un romanzo delizioso, un po' avventura di una ragazza ingenua tra le vipere del Ton e un po' svelamento delle ipocrisie londinesi.