Tacco12 - per RFS
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Buongiorno, Fenici.
È tempo di vacanze, siete pronte a fare un bel viaggetto nel tempo?
Eccoci nel 1343, siamo in terra inglese e proprio qui incontriamo Aishlinn, una giovane ragazza che dalla vita, fino a quel momento, non ha avuto molto.
Orfana di madre dall’età di cinque anni, negli anni seguenti è in balia di un padre e tre fratelli che non hanno fatto altro che disprezzarla e sfruttarla, rifiutandosi persino di crescerla nel modo opportuno per una donna; si ritrova, ora diciottenne, a sfuggire all’inaudita violenza del Conte di Penrith.
Nella sua disperata fuga dall’Inghilterra verso la sconosciuta Scozia, viene tratta in salvo da alcuni Highlander che, mossi dalla compassione per la disperata condizione fisica in cui la giovane riversa, una volta messi a conoscenza della sua storia, decidono di proteggerla.
Tra loro c’è Duncan McEwan, un valoroso guerriero destinato a diventare il successore del capo Clan e che, più di tutti, si sente responsabile di quel malmesso scricciolo di donna.
Durante il viaggio Aishlinn scoprirà che esistono persone buone, capaci di aiutare gli altri senza un tornaconto personale e che ci sono uomini con un sano codice d’onore.
L’arrivo al Castello di Gregor rappresenterà una rinascita per lei: supportata da Duncan e la meravigliosa gente del villaggio, la timida e paurosa ragazzina si trasformerà in una donna coraggiosa e caparbia, capace di prendere in mano la sua vita. Imparerà ad avere maggiore fiducia in se stessa e a guardare il futuro con speranza.
Ma il passato è sempre in agguato e minerà la felicità e l’amore appena conquistati.
La storia mi è piaciuta, sebbene i moltissimi (troppi) refusi l’abbiamo resa a tratti davvero difficoltosa e, confesso, hanno influito sul mio voto generale.
Il personaggio di Aishlinn è ben sviluppato, molti aspetti del suo carattere hanno ragionevolmente origine dalla sua infanzia non certo felice. Una donna con un’anima forte capace di rialzarsi dopo una sconfitta, una persona che vuole migliorarsi, una combattente che non ha nulla da invidiare al più valoroso dei guerrieri… ma al contempo “umana”, in quanto (a volte) passibile di decisioni stupide.
I meravigliosi paesaggi scozzesi fanno da cornice a questo simpatico racconto, rendendone ancora più piacevole la lettura.