Spagna, località di Las Marinas. La luce si è ritirata verso qualche luogo nel cielo. Il buio della notte avvolge le viuzze del paese e il mare è nero come la pece. Julia ha perso la strada di casa: è circondata dal silenzio e sente solo la voce del vento che soffia dal mare, e profuma di sale e di fiori. Non ricorda cosa sia successo: era uscita a prendere del latte per suo figlio, ma sulla strada del ritorno all'improvviso si è ritrovata in macchina senza soldi, documenti e cellulare. In pochi minuti quella che doveva essere una vacanza da sogno si è trasformata in un incubo. Per le strade non c'è nessuno, le case sulla spiaggia sembrano tutte uguali e Julia non riesce a ritrovare l'appartamento nel quale l’attendono il marito Félix e il figlio di pochi mesi. Prova a contattarli da un telefono pubblico, ma la linea è sempre occupata. Tutto, intorno a lei, è così familiare eppure così stranamente irreale. Tra le vie oscure e labirintiche c'è solo una luce, quella di un locale notturno. A Julia non resta altra scelta che raggiungerlo, nella speranza di trovare qualcuno che l'aiuti. Qui, quasi ad aspettarla, c'è un uomo, un tipo affascinante, con la barba incolta e l'accento dell'Est Europa, che sembra sapere tante, troppe cose su di lei. Si chiama Marcus: Julia ha la sensazione di averlo già incontrato da qualche parte. Fidarsi di lui è facile. Eppure Marcus non è quello che sembra e nasconde qualcosa, come ha appena scoperto anche Félix, che sta cercando in tutti i modi di riavere Julia con sé. Ma la donna può affidarsi solo a sé stessa. Deve ascoltare il vento che continua a soffiare intorno a lei. Deve capire cosa sta accadendo. Perché è lì, nel suo istinto di sopravvivenza, che può trovare finalmente la strada di casa. Dopo l'incredibile successo del Profumo delle foglie di limone, un fenomeno editoriale unico, ancora nella classifica dei bestseller a un anno dall'uscita, Clara Sánchez torna con un romanzo dalla forza dirompente. La voce invisibile del vento racconta una storia di fiducia e di perdono, di colpa e di memoria individuale, di amore e di segreti, una storia che sarà impossibile dimenticare.
Premetto di non avere ancora letto il famosissimo caso editoriale "Il profumo delle foglie di limone" pubblicato sempre per Garzanti un anno fa (anche se è stato scritto cronologicamente dopo a questo). Ma, incuriosita dal successo che questa scrittrice spagnola ha avuto in Italia e nel mondo, mi è capitata l'occasione di leggere questo suo nuovo libro e non me la sono lasciata scappare. La prima impressione che ho avuto dalle pagine iniziali è stata di indifferenza. L'esordio di questo romanzo non è dei più brillanti e la storia mi è apparsa fin da subito un po' fiacca. La narrazione in terza persona alterna il punto di vista di Julia e quello di Felix, moglie e marito che si apprestano ad intraprendere una vacanza estiva in una località balneare spagnola, in compagnia del loro figlioletto di appena sei mesi, che necessita di cure e attenzioni costanti. Ma la vacanza parte subito male quando, appena raggiunta la meta, Julia si accorge di aver dimenticato a casa il latte per il figlio e così parte di notte alla ricerca di una farmacia aperta, e da lì il destino le giocherà un brutto scherzo (non vi svelerò come) e la allontanerà dal marito e dal figlio per un po', durante un labirintico ed esasperante viaggio nella sua mente, tra ricordi e segreti, mentre il marito dovrà imparare a cavarsela da solo e accudire il figlio. Sfortunatamente le mie perplessità iniziali sono state confermate e andando avanti con la lettura invece di un miglioramento, ho assistito ad un peggioramento. Se dovessi dare a questo romanzo un giudizio di una sola parola non avrei dubbi: SCADENTE! Difficilmente mi è capitata una lettura così poco interessante e monotona. Sono basita dal fatto che questa autrice sia così tanto osannata dal pubblico. O questo libro è un clamoroso buco nell'acqua tradotto in Italia solamente sulla scia del successo de "Il profumo delle foglie di limone" che invece è un capolavoro (prima o poi dovrò leggerlo per verificare) o il metro di giudizio adottato per valutare i così detti "casi editoriali" ed "autori prodigio" è totalmente fuori da ogni logica a me concepibile. Oltre ad una storia completamente priva di fascino, sgradevole e banale, lo stile di scrittura adottato dall'autrice è quanto di peggio possa immaginare per fare di un libro un PESSIMO libro. La Sanchez utilizza un linguaggio monocorde e incolore. Descrive ogni avvenimento, ogni ambiente, ogni azione svolta dai personaggi, in maniera meticolosa, con un'infinità di dettagli sterili e inutili, come una cronaca asettica e tediosamente ridondante. Il rischio è quello di cadere addormentati. L'impulso è quello di abbandonare la lettura senza troppi ripensamenti. Non trasmette nessuna emozione, nessun sentimento. I suoi personaggi sembrano agire meccanicamente, come lobotomizzati. Non basta descrivere a parole un avvenimento brutto per trasmettere al lettore quella determinata sensazione. Non basta descrivere uno stato d'animo per rendere l'idea di cosa prova un personaggio. La Sanchez mi è sembrata completamente incapace di scrivere un romanzo degno di questo nome. Neanche scrittori esordienti commettono errori così grossolani nello stile narrativo. Libri come questo, se ce ne fossero tanti, mi farebbero seriamente pensare che leggere è una gran perdita di tempo: ma per fortuna raramente mi sono imbattuta in simili scempi.
Se deja leer, pero no me ha acabado de enganchar, me ha parecido demasiado subrealista y con muchos altibajos. Los personajes no transmiten nada, el marido está ante una situación dramática, con la mujer en el hospital que no despierta tras un accidente y no se ven por ningún lado los sentimientos, se intuye que están, pero no llegan hasta el lector, al menos es la sensación que me ha dado. La madre, una mujer de 70 años que se mueve como si tuviera 40, no me lo creo la verdad. Hay personajes a los que no encuentro siquiera sentido en la historia. Una lástima porque el argumento parecía original, pero me ha dejado como si nada.
Libro letto tutto d'un fiato. Scritto benissimo ed usando un linguaggio chiaro e limpido. Bello il modo in cui si sviluppa la trama (dal finale scontatissimo ma non banale): il libro, per farla breve, è una specie di diario scritto "a turno" dai due protagonisti. Brava Clara Sanchez. [https://lastanzadiantonio.blogspot.co...]
Me decepcionó. Es entretenido pero no me pareció nada del otro viernes. Tiene un juego de narradores a lo Canción de hielo y fuego (por poner un ejemplo conocido) pero sólo con dos personajes; un tanto pobre si has visto el manejo de Martin. Hay varios párrafos y capítulos enteros que podrían obviarse sin que la trama sufriera lo más mínimo, que se han colocado así simplemente, supongo, por equilibrar las dos historias. Vamos, que no está mal para pasar el rato pero no es nada espectacular.
Trovo sempre bello lasciarmi sorprendere da un libro… e pensare che “Il profumo delle foglie di limone” non mi era piaciuto poi così tanto, mi aveva lasciato una sorta di retrogusto amaro, ma ciò nonostante non ero riuscita a bocciare del tutto l’autrice. A ragion veduta, devo dire, specie considerando il fatto, non poco rilevante, che “La voce invisibile del vento” è stato scritto e pubblicato, almeno in Spagna, prima dell’altro. Misteri dell’editoria, se ci aggiungiamo pure il cambio radicale di titolo nella traduzione italiana, a discapito dell’originale, e per me più eloquente “Presentimientos”. Onirico e surreale quanto basta per non trascendere nel fuori luogo… è una narrazione a due voci, dentro e fuori Julia, la Bella Addormentata dai capelli rossi, che non trova più la strada, che ha perso tutte le certezze e i punti di riferimento… dentro e fuori da sé stessa. Senza cellulare, senza soldi, senza sapere come ritrovare il marito e il figlio, qualunque donna, anche la più moderna ed emancipata, si troverebbe spiazzata e perduta. Alzi la mano chi per un attimo non ha mai dimenticato dove ha parcheggiato la macchina, chi si trova a percorrere una strada diversa da quella che percorre tutti i giorni, senza sapere come e perché; chi non si è mai trovato a fare, in sogno, cose che nella vita reale non immaginerebbe mai di essere capace di fare! Ciò che Julia percepisce come reale, è in realtà un sogno, nel quale il suo inconscio riversa tutte le sue paure, tutte le sue insicurezze… i suoi sbagli, i suoi segreti inconfessabili di donna e di moglie. Di contro, la realtà parallela di Felix, marito di Julia, uomo pratico e pragmatico, poco incline alle fantasie e ai voli pindarici, diventerà un incubo dal quale svegliarsi al più presto, perché vedere la sua amata, la madre di suo figlio, in coma in un letto d’ospedale è più di quanto un uomo sia in grado di sopportare, per quanto forte abbia mai creduto di essere. Come un assurdo videogioco del destino, in una realtà virtuale e distorta, il tempo trascorso sarà per Julia l’occasione per mettere a posto i pezzi di un puzzle che nella realtà le appariva impossibile da ricomporre, perché l’inconscio di Julia darà un senso a ciò che è sempre stato sotto i suoi occhi, ma disconnesso, senza senso e senza logica, ai suoi occhi di donna distratta e confusa. In un’altra dimensione, in un altro modo, ma nello stesso tempo, ci sarà per Felix l’occasione per dare importanza a cose che prima non ne avevano, i segnali di un disagio, di un malessere di Julia sottovalutato, ignorato, perché ritenuto poco importante. Così come poco importanti ci sembrano, spesso, le persone che abbiamo accanto, fino a che non rischiamo di perderle, fino a che non ci sembra di averle perdute, fino a che ci sembra di non aver fatto abbastanza per proteggerle e tenercele vicine.
Julia falls through one of those cracks in life; she's just arrived at a crowded seaside resort with her husband and infant son, they've been driving all day and have barely had time to unpack when she realises she forgot to pack her son's formula, jumps in the car and drives to an all-night chemist's... And then can't find her way back to the apartment they've rented, one of thousands of identical ones. Her purse with her ID and mobile phone is stolen and she's suddenly all alone in an unfamiliar town where she doesn't know anybody, has no way to contact her husband, no way to get cash, no way to find her way back to her own life. Seemingly doomed to become a homeless, crazy woman unless she can somehow figure out a way back.
Except of course, in "reality", she's been in a car wreck and is lying unconscious in a hospital bed, dreaming the whole thing.
Yeah, The Sopranos did it better, partly because we already knew the characters, whereas Sánchez sets up the plot first and lets us get to know the characters afterwards, putting her in the slightly awkward position of establishing them while she's putting them through various trauma and dream sequences. For the most part it works quite well, though, alternating between Julia's and her husband's POV and drawing connections between the two worlds that may, or may not, make perfect sense, and with a feel of creepy, July-basked dread that's always kept low enough to never turn into full-on clichéd horror.
Inizialmente ho trovato questo libro davvero monotono e, di conseguenza, noioso. Il libro racconta maggiormente gli otto giorni in cui Julia resta a letto in ospedale dopo un incidente che avviene praticamente subito, nelle prime pagine. Il libro viene raccontato dal punto di vista di lei e di suo marito, Félix. Lei racconta cosa sogna, lui invece le preoccupazioni della realtà che ha difficoltà a gestire poiché è un uomo piuttosto razionale che non si fa guidare dall'istinto, cosa che imparerà a fare. Julia, invece, nel sogno si renderà conto del legame che ha col marito, un legame forte che arriva anche da un piccolo fagotto di sei mesi, loro figlio Tito. Tra visite varie, personaggi strani e (quasi alla fine) rivelazioni che non mi aspettavo devo dire che questo libro è carino. Peccato però che sia un po' prolungato, ho avuto la sensazione che alcune cose erano scritte lì solo per allungare il brodo quando invece se non ci fossero state era meglio. Diciamo che per ingranare un po' bisogna passare la metà del libro, almeno soggettivamente la vedo così.
Julia è uscita a comprare il latte per il bambino e quando deve rientrare al residence, dove lei e il marito sono in vacanza, si perde nel dedalo di viuzze della località marittima e non riuscirà più a tornare, nè quella sera nè i giorni successivi. Si trasformerà quindi in una specie di vagabonda che dorme in macchina, ruba al supermercato, si lava nei bagni pubblici. Nella realtà Julia è in coma in un letto di ospedale e gli episodi che la riguardano sono frutto dei suoi deliri onirici (avviso che la lettura di questo libro è paragonabile agli incubi che si hanno dopo una cena pesante!). La storia è molto originale e per questo apprezzabile, ma lo stile narrativo della Sanchez è ingenuo e banalotto.
Ho molto amato "Il profumo delle foglie limone" e anche il suo seguito, anche se un po' meno. Ho così deciso di leggere altro di questa autrice spagnola e sono rimasta molto delusa dal "Le mille luci del mattino" che ho trovato lungo e noioso. "La voce invisibile del vento" è un'opera più matura e la cura dei personaggi è migliorata e si avvicinano a quelli de "Il profumo delle foglie limone", anche se manca ancora qualcosa... Non sembrano ancora finiti, ma solo abbozzati. L'idea del coma vissuto come un lungo sonno/sogno in cui il paziente cerca di rivivere/risolvere le questioni irrisolte della sua vita è molto intrigante e mi sarebbe piaciuto saperne di più, ma come ho detto prima è solo una pennellata e per una persona che ama le saghe e/o i libri di 1000 pagine è frustrante.
Lo primero que tengo que decir es que leí Presentimientos en un día. Dicho esto, no entiendo cómo esta autora ha ganado un premio Nadal. No es el primer libro escrito por ella que leo y soy incapaz de tomármelos en serio. Hay partes de la historia que deberían ser dramáticas pero que, en lugar de eso, me hacen gracia, y lo mismo me ocurre con personajes como Marcus o Abel. Los diálogos son de película mala. Sin embargo, una vez que asumes que no estás leyendo una obra cumbre de la literatura, se deja leer bastante bien. No llega a enganchar pero tampoco molesta. Por donde pasa, moja, dicen. O igual es que no soy muy exigente,
Il libro nel complesso mi è piaciuto. Ho trovato interessante la suddivisione temporale dei capitoli in giorni e la divisione dei paragrafi tra un personaggio e l'altro. La parte centrale del libro l'ho trovata troppo corposa e il finale interessante ma troppo frettoloso. Le medesime caratteristiche si riscontrano anche nel libro "Il profumo delle foglio di limone" della stessa autrice. Entrambi i libri sono coinvolgenti ma non mi hanno convinta e coinvolta totalmente.
Pensavo di dare solo tre stelline a questo libro, ma ammetto che da metà libro in poi la storia da lenta è diventata avvincente. All'inizio sembrava che troppe cose fossero state svelate, invece non era così, personaggi che sembravano l'effetto di un sogno diventano reali e tutto si ricompone perfettamente alla fine.
Complesso in alcuni punti e a livello di trama molto articolato, ma devo dire che è stata una piacevolissima lettura! Spero di leggere altro della Sanchez.
Dopo l’avvincente Il profumo delle foglie di limone, La voce invisibile del vento è il secondo libro che ho avuto modo di leggere di Clara Sanchez.
Nella parte iniziale ci sono diverse cose che possono apparire ambigue se si legge la storia in maniera superficiale.
Julia, la protagonista, sembra avere un comportamento non del tutto razionale, specie in certi momenti, mentre il marito Felix sembra l’uomo più razionale del mondo.
Ad esempio Julia, nelle fasi iniziali del libro, decide di non fornire all’impiegata della stazione di polizia tutti i dettagli sulla situazione che le sta complicando le cose, quasi ne provasse vergogna.
Eppure pochi minuti dopo essere uscita dall’edificio eccola muoversi in cerca di una filiale della banca dove intende entrare e spiegare a chi di dovere quanto le è successo per ricevere aiuto.
Tutto ciò in un primo monento può apparire contraddittorio.
Se però si entra più nel profondo e si riesce ad immedesimarsi in lei, ecco che il suo comportamento non appare più così irrazionale perchè in situazioni di stress molto forte ci può stare un modo di agire non del tutto razionale fatto di decisioni e cambiamenti improvvisi.
Come sempre l’immedesimazione da parte del lettore fa la differenza; ecco perchè bisognerebbe sempre leggere con attenzione.
Inoltre, indipendentemente dal grado di concentrazione con il quale ci si è avvicinati al libro, ciascun lettore potrà rendersi conto di come le cose siano molto più complicate di quanto potessero apparire in un primo momento…e qui, in questo punto preciso, ha inizio il romanzo vero e proprio.
La storia raccontata dalla Sanchez in questo La voce invisibile del ventoè decisamente diversa da quella che ci ha proposto nel suo romanzo precedente Il profumo delle foglie di limone, qui c’è più introspezione, là più azione, qui più profondità, la più immediatezza…
Ma una cosa in special modo fa la differenza: nel romanzo precedente era chiaro in qualsiasi momento chi fossero i buoni e chi fossero i cattivi, in una parola al lettore veniva presentato un nemico al quale opporsi e questo rendeva tutto più semplice, più facile, ma anche più ovvio, almeno in minima parte.
In questo romanzo invece tutto avviene secondo una maniera più inquietante e quasi mai ci trovano risposte semplici proprio perchè le domande che il lettore, così come i protagonisti, sono molto complicate.
L’arte della immedesimazione in questo caso, è una prova che può anche risultare difficile, come si può dedurre dal pensiero che ad un certo punto affiora nella mente di Felix: Adesso c’era qualcosa di più: aveva scoperto che al risveglio gli sembrava di essere appena uscito da un altro posto dove vigono altre leggi fisiche e dove uno può vedere se stesso mentre sta facendo qualcosa. A volte non si riesce neanche a ricordare quel posto, ma si sa che si è stati lì.
Le vicenda si complica e si intreccia secondo criteri certamente già visti in passato che prevedono un confine sempre più labile tra il sonno e la veglia.
Non per questo la storia cala di intensità e di interesse; semmai il lato negativo emerge nell’ultimo terzo del libro dove la Sanchez a mio avviso la tira un po’ troppo per le lunghe finendo col perdere quel buon ritmo trovato nelle prime due parti.
Anche la conclusione non mi ha soddisfatto completamente, in parte per le troppe delucidazioni, quasi come se ogni cosa dovesse essere per forza mesa al proprio posto, in parte per l’epilogo vero e proprio che odora abbastanza di scontato.
Sostanzialmente un libro che comincia con varie incertezze, attraversa una lunga fase di buon livello e poi scade nel finale, proprio quando la memoria del lettore immagazzina più sensazioni.
Senza infamia e senza lode con un romanticismo finale forse troppo spinto.
Felix e Julia partono per le vacanze al mare insieme al loro bimbo di 6 mesi: appena arrivati scoprono di aver dimenticato il latte del bimbo e Julia decide di uscire con l'auto a cercare una farmacia... Julia avrà un incidente e cadrà in un sonno profondo che porterà sia lei sia Felix a guardare diversamente la loro vita.
Una trama particolare quella de La voce invisibile del vento, in cui sogno e realtà si fondono trasportando il lettore dentro un viaggio interiore dei due protagonisti. Il racconto è narrato a due voci da Julia e Felix, il lettore scopre i due protagonisti dai racconti che fanno l'uno dell'altro, dai loro ricordi e dalle loro sensazioni: entra nelle loro vite, viene introdotto in un racconto intimo in cui pagina dopo pagina i due protagonisti si riscoprono, si perdono e si ritrovano... Julia, figlia di una donna troppo anziana, desidera presto un figlio, ma piano piano si sente infelice, insoddisfatta e come se le mancasse qualcosa... Durante il suo stato di coma rivive parte della sua vita, alterandola, cercando se stessa e scoprendo cosa desidera davvero e da chi vuole tornare... Felix, troppo preso dal suo lavoro per accorgersi che qualcosa nella moglie non va, che sta male sia fisicamente sia moralmente...Negli 8 giorni in cui è raccontata la storia ripercorrerà la sua vita e la sua storia con Julia, scoprendo cose della moglie che non avrebbe mai immaginato... Tutto il racconto è ambientato tra l'ospedale e la località marina dove i due protagonisti sono in ferie: spesso la Sanchez si sofferma troppo sui particolari e le descrizioni rendendo un po' pesante la lettura e rischiando di far perdere la concentrazione del lettore sulla storia. Lo stile è semplice, ma deciso e delicato, anche se a tratti la lettura risulta pesante.. Un libro questo caratterizzato da forti momenti drammatici, in cui il dolore è pressante e la tristezza dei due protagonisti colpisce il lettore, che spesso si sente come sospeso tra la realtà narrata da Felix e il sogno di Julia... Il finale non è scontato, anche se annunciato man mano che si va avanti nel racconto e anche voluto e cercato dal lettore.
Una perdita di tempo, è questo l'unico modo in cui riesco a commentare questo libro. E mi dispiace un sacco, perchè le premesse non erano affatto male, anzi avebbero potuto dare luogo ad un bell'approfondimento dei personaggi e delle loro azioni.
Julia e Felix partono per un paesino sul mare insieme al figlioletto Tito. Una volta arrivati a destinazione, Julia si accorge che il latte del bambino è rimasto a Madrid ed esce per compralo, smarrendo la strada per l'appartamento dove l'attendono marito e figlio. Ovviamente c'è un inghippo, che verrà svelato al lettore dopo circa un quarto del libro e che mi aveva fatto sperare in una certa evoluzione del personaggio di Julia; putroppo sia lei che il marito non riescono ad essere nulla di più che marionette sballottate dagli eventi, trascinati qua e là da incontri, avvenimenti e quant'altro e privi del minimo controllo. Sinceramente, più ci penso e più li trovo irritanti.
Il finale poi è una perla del nonsense, nel quale si cancellano anche i pochissimi passi fatti in tutto il libro.
Forse avrei preferito che fosse stato ambientato a Madrid, almeno avremmo avuto (forse) delle belle descrizioni della città. Invece ci tocca sorbirci la versione per famiglie di Ibiza.
Julia e Felix sono una coppia sposata con un figlio, Tito, che decidono di prendersi una vacanza. Nel momento in cui arrivano alla casa vacanza Julia si accorge di aver dimenticato il latte in polvere. Si reca allora in farmacia e nel tragitto succede qualcosa di strano : Julia vive un'esperienza diversa dal normale. È il primo libro che leggo di questa autrice e come primo approccio non è stato male. Mi è piaciuto il suo stile di scrittura, l'idea di fondo del romanzo che ho trovato molto originale! Avrei preferito però che fosse sviluppata in modo diverso, ad esempio se scoprissimo più in là quello che realmente è successo oppure riducendo le parti di racconto di Julia. Infatti ho trovato queste ultime un po noiose, e tutto questo non mi ha fatto apprezzare a pieno il suo personaggio. Durante la lettura provavo una sorta di frustrazione perché Julia non si rosvegliava, ho provato spesso angoscia per paura che non si svegliasse più. Gli altri personaggi non hanno un gran ruolo nel romanzo, quindi non sono riuscita ad entrare in sintonia con loro. In conclusione è stata una lettura piacevole, ma che non mi ha lasciato nulla di che.
Mi è piaciuto o non mi è piaciuto? Questo è il dilemma. E, a conti fatti, direi che mi ha lasciata completamente indiferrente: ho chiuso questo libro e, seduta stante, tutti i personaggi e le vicende sono rimasti in esso, li ho scordati. Questo non significa che sia un brutto romanzo, anzi, l'ho trovato migliore dell'altro che mi aveva un po' delusa circa la vicenda narrata e il modo di narrarla. Questa volta, a differenza della precedente, la narrazione non è lenta, quasi esasperante. Si procede a ritmo serrato ed incalzante ed è difficile chuidere il libro perché si vuole a tutti i costi sapere come va a finire. Il problema allora dove sta? Secondo me nella vicenda narrata che, per quanto interessante, risulta effimera, senza contare che alcune vicende sono state collegate tra loro in modo forzato. Riassumendo è un libro che mi è piaciuto a metà, ma che consiglio in ogni caso di leggere soprattutto a chi ha amato il primo.
Può darsi che sia perchè prediligo libri di avventura e fantasy, ma ho trovato questo libro molto noioso, eccessivamente filosofeggiante e senza meta. Alcune parti raccontate dal punto di vista di Julia, la protagonista, sono interessanti e sono quelle che mandano un po' avanti la storia, ma quando si passa al p.o.v. di Félix, il marito di Julia, diventa un mattone e andare avanti è quasi impossibile. Senza parlare del dottor Romano che più che un neurochirurgo o medico generico sembra un hippie/filosofo che crede nella forza dell'amore perdendosi in lunghi discorsi aulici per spiegare una diagnosi senza la traccia di un termine medico/scientifico. Per niente realistico. Mi aspettavo dunque una fine travolgente, con il botto per intenderci, che non è mai arrivata e anzi si appiattisce sempre di più col passare delle pagine.
Letto in 4 ore di sera, per quanto sia originale la trama (che trovate in altre recensioni) quindi di base l ' idea è buona sfortunatamente la scrittrice si perde in inutili ed eccessive descrizioni, rendendo la lettura lenta ed appesantita, inutilmente. Perdendosi in particolari inutili perde la possibilità di esternare le emozioni dei personaggi così che sembrano robot all interno della storia, se ci mettiamo pure l inserimento di personaggi inutili. ( il tassista, la punk, Abel, ecc ecc) il tutto si tramuta in un libro inconsigliabile. Ho resistito sino a notte avanzata per cercare il colpo d'azione che avrebbe risvegliato la storia ma sfortunatamente non è arrivato. Leggere anche gli altri libri della Sanchez?? Non sò. Dedicato a chi è un seguace della scrittrice e desidera acquistare il libro ,personalmente l ho scaricato gratuitamente dalla mia biblioteca (denaro risparmiato).
Letto in un pomeriggio. Bella intuizione e da lodare il modo in cui La Sánchez ci conduce dentro e fuori la mente e i pensieri di Félix e di Julia. Comunque non convince fino in fondo. Una cosa mi meraviglia sempre nei romanzi della Sánchez. Sono più convincenti e profonde le figure maschili dei suoi romanzi che le figure femminili, sempre un po' velate di negativo e di "pochezza", senza una vera profondità e se hanno valori positivi sono solo quelli legati a una certa "poeticità" della vita. Chissà se la sua "biografia" c'entra (ho letto http://ricerca.repubblica.it/repubbli... ).
trovo assurda e surreale tutta la narrazione sin dall'inizio. l'arrivo nel luogo di vacanza, l'aver dimenticato il latte del bambino di sei mesi, la ricerca della farmacia, la perdita di orientamento... senza tralasciare il fatto che le stesse sensazioni della protagonista le ha il marito: come se fossero due lati della stessa persona. nessuna caratterizzazione dei personaggi, solo due parole banali per descriverli diversi nei fatti, quando nei pensieri sono la medesima cosa. noioso e folle, chiuso dopo 50 pagine.
Mi scuso se urterò la sensibilità altrui ma finire questo libro è stato un calvario. Non lascio i libri a metà per principio, ma questo l'avrei abbandonato dopo pochi capitoli. Mi dispiace ma no, non è di mio gusto nè la trama, senza un effettivo spessore, nè lo stile della Sanchez, banale ma allo stesso tempo pesante.
Ho letto anche altri libri della Sanchez che a loro modo mi sono piaciuti per i temi trattati, per citarne uno 'Il profumo delle foglie di limone' l'ho divorato in 2 giorni, in questo ho apprezzato la capacità di narrare contemporaneamente il presente vissuto da Felix e il viaggio onirico di Julia che trovano il modo di incastrarsi fra le due dimensioni.Decisamente consigliato!
Buona l'idea del coma e delle "2 vite"... Ho letto con un po' di noia la prima parte, ma ho voluto dargli fiducia perché comunque mi incuriosiva... Ho letto le ultime 150 pagine in un'ora e Félix e Julia mi hanno commosso...
ho nettamente preferito il profumo delle foglie di limone costruito meglio sia nella trama sia nei personaggi. Qui un personaggio che ci accompagna dall'inizio ed ha un ruolo fondamentale nel finale rimane solo abbozzato...