L'ultima opera di Bruno Latour, il piú importante filosofo francese del XXI un pamphlet aperto al futuro, pieno di energia e speranza. Per un'ecologia che conquisti finalmente le menti e i cuori.
Questo libro è un appello. Un invito meditato ma accorato a rimettere in moto la politica, a riprendere la battaglia. Nel corso degli ultimi anni si è affacciato alla storia un nuovo soggetto politico, la «classe ecologica». Ma è ancora divisa, e per questo incapace di incidere davvero sulla realtà. Analizzando il passato e l'orizzonte politico contemporaneo, Bruno Latour e Nikolaj Schultz mostrano come il movimento ecologista possa e debba prendere esempio dai movimenti del liberalismo, marxismo e neoliberismo. Per riuscire a imporsi come perno della nuova politica mondiale la classe ecologica deve prima di tutto vincere la battaglia per le idee e per le coscienze, per l'egemonia culturale, come si sarebbe detto un tempo. Non c'è altra strada, perché l'alternativa è la resa a uno status quo che scivola inesorabile verso l'autodistruzione.
«Un'opera che mira a far ripartire, con forza, la lotta». Le Monde
«Nel momento in cui i problemi dell'ecologia acquistano sempre maggiore importanza nel dibattito pubblico, questo libro è un viaggio all'interno del pensiero latouriano». Libération
Bruno Latour, a philosopher and anthropologist, is the author of Reassembling the Social: An Introduction to Actor-Network Theory, Our Modern Cult of the Factish Gods, An Inquiry into Modes of Existence, and many other books. He curated the ZKM exhibits ICONOCLASH and Making Things Public and coedited the accompanying catalogs, both published by the MIT Press.
Prima ciò che non mi ha convinto: non ho le conoscenze filosofiche per poter comprendere a pieno questo volume, eppure ritengo che queste riflessioni debbano essere accessibili a tutti. Punto a sfavore per quanto riguarda la divulgazione. Non posso salire sopra le 3 ⭐. Ma entriamo nel vivo della riflessione. Ciò che ho capito è che attualmente il sistema di produzione è diventato sinonimo di "sistema di distruzione". Ciò che per i nostri nonni era progresso adesso distrugge il pianeta (lo faceva anche prima ma non lo sapevamo). Perché questo intorpidimento delle reazioni? Tocchiamo la minaccia con mano, perché non ci svegliamo? A questo abbiamo una risposta: non ci svegliamo perché non sappiamo verso dove ci porta l'ecologizzazione del pianeta. Dov'è la garanzia di prosperità? Ecco perché la questione ecologica non ha risonanza. Ciò che conosciamo, anche se terribile, è meglio dell'ignoto. Questo da sempre, a dir la verità. - "Per il momento, l'ecologia politica riesce solo a diffondere il panico e a far sbadigliare dalla noia. Da qui la paralisi e l'immobilismo". - "Persone appartenenti a una medesima classe (nel senso sociale o culturale classico) si sentono completamente estranee tra loro non appena esplode un qualche conflitto ecologico; viceversa può accadere che altri riconoscano come attivisti che, dal punto di vista sociale o culturale, appartengono a forme di vita completamente diverse". - È una guerra, la questione ecologica. Ma "i grandi cambiamenti a volte sono tanto semplici quanto il movimento di chi si rigira nel letto mentre dorme...".