Lontano dalla Serenissima, in una Costantinopoli dai mille riuscirà Marco Pisani a rivedere Venezia?
Sembra una pacifica missione diplomatica quella di cui il doge e il Consiglio dei Dieci incaricano Marco Pisani, Guido Valentini e Nani nella primavera del 1755. Si tratta di recarsi a Costantinopoli, dietro richiesta del gran visir, a rinforzare i legami economici e politici tra la Serenissima e l’impero ottomano. Una spedizione di alcuni mesi, faticosa ma importante per Venezia, alla quale Pisani e i suoi acconsentono per amor di patria. A loro si unisce Marta Poli, la fidanzata che ha raggiunto Nani a Venezia. Ma i veneziani non tardano molto a doversi guardare da nemici astuti e pericolosi. Si troveranno coinvolti nelle sotterranee lotte per il potere di una corte dalle tradizioni incomprensibili e dall’etichetta rigorosa. Dovranno risolvere delitti misteriosi e perfino sventare un colpo di stato. La loro stessa vita sarà minacciata come mai prima. Riusciranno a rivedere Venezia?
"Riconoscere e apprezzare la bellezza è un dono del cielo, anche se va coltivato con la cultura". In questo sesto volume sulle avventure dell'avogadore Marco Pisani e di quella che, ormai, possiamo considerare a tutti gli effetti "la sua squadra d'indagatori", ci sposteremo nel lontano Oriente, esattamente ad Istanbul: è la Pasqua del 1755 e, questa volta, Pisani è chiamato addirittura alla corte del Sultano. Un romanzo che, catapultandoci, nel cuore di un decadente Impero Ottomano, ci farà incontrare due "mondi" che, pur tra tantissime ed apparenti differenze, sanno dialogare e sanno rispettarsi. Ah, quanto abbiamo da imparare dalla storia! Marco Pisani sarà impegnato nella sua indagine più dura e più rischiosa… non a caso l'intero gruppo, dopo esser stato "risucchiato" nel classico intrigo di corte, sarà vittima anche di un avvenimento delittuoso (non scendo in ulteriori particolari per non rovinarvi la lettura). Una lettura molto interessante, che scorre via tra lezioni di storia e minuziose descrizioni dei luoghi e delle usanze e, soprattutto, molto rispettosa del lettore: sì, ci sono un bel po' di assassinii ma l'autrice è stata molto brava ad evitarci scene nude e crude. Nelle prime pagine succede poco o nulla, addirittura Marco Pisani, proprio il personaggio principale, è quasi relegato al semplice ruolo di turista… eppure, come scopriremo nella seconda parte del romanzo, questo apparente "immobilismo" della trama serve a preparare il terreno per il gran finale e per la soluzione del mistero. Infine, ma giusto per fare i pignoli, dico che mi sono mancate moltissimo le figure di Chiara e Benedetta, rispettivamente moglie e figlioletta di Marco Pisani, rimaste ad attendere nella loro casa di Venezia. [https://lastanzadiantonio.blogspot.co...]
Per me la serie delle indagini di Marco Pisani avogadore a Venezia termina qui, anche se dopo questo dovessero uscire altri libri.
Leggermente meglio rispetto al precedente come trama criminale e intreccio, tuttavia ne riprende i toni che non mi erano per nulla piaciuti: il malcelato senso di superiorità nei confronti del popolo turco e delle loro usanze, che sembra spesso dileggiato quando non disprezzato, unito alla condiscendenza nei confronti della Serenissima, della quale viene esaltato ogni singolo aspetto in un confronto continuo e impietoso. Non metto in dubbio Venezia fosse una realtà illuminata, ma il registro usato per rappresentarla mi ha infastidita. La caratterizzazione dei personaggi, dell'Avogadore Marco Pisani in primo luogo, si è decisamente persa per strada rispetto ai primi libri della serie, e anche in questo episodio l'ho trovata piuttosto debole. Le spiegazioni di tipo storico che chiariscono ambientazione e usi e costumi, sono super interessanti se inserite nel contesto e volte a sviluppare la trama, delineandone il contesto, ma in questo caso mi sono spesso sembrate un puro sfoggio di conoscenza, quasi l'esposizione di un compitino. Altrettanto si può dire per la scrittura, semplice e scorrevole, al limite però dall'essere "scolastica". La lettura ne risultata fredda e poco coinvolgente. Infine, che avremmo assistito alla Peccato, questa serie era iniziata bene.
Marco Pisani viene chiamato insieme al fido Nani e al dottor Valentini a rappresentare la Serenissima in una complicata transazione sociale e commerciale a Istanbul. La raffinatezza narrativa della signora Minarelli, capace di catturare il lettore con la sua ricchezza di dettagli, immergendolo proprio nella vita della società descritta nei suoi libri è secondo me impagabile. La storia è davvero ricca di suspense, di intricati misteri che si vanno via via dissolvendo mano mano che si arriva la conclusione del libro, dove grandi colpi di scena ci attendono. Credo che sarebbe bello che questa saga continuasse anche presso le altre potenze straniere; come mediatore politico l’avogadore Pisani è eccezionale così come lo sono tutti i personaggi che ruotano attorno a lui e lo supportano.
Questo romanzo mi ha convinta di meno dei precedenti. Mentre ho apprezzato le descrizioni di Istanbul e della corte, queste tolgono di molto il ritmo al libro, ma soprattutto il modo in cui l’impero ottomano e i turchi vengono costantemente descritti con un atteggiamento di superiorità durante tutto il racconto ad un certo punto vengono a noia…
Non mi è sembrato che questo romanzo sia all'altezza dei precedenti. Forse, la scrittrice ha preferito omaggiare le descrizioni di Costantinopoli a scapito della indagine vera e propria. Nel complesso un buon giallo storico.