Ormai lo ammette perfino il papa: la Chiesa è divisa. Il referendum sulla fecondazione assistita, i drammi di Welby e di Eluana e la battaglia sul testamento biologico,, i Dico e le unioni gay, la ricerca sulle staminali embrionali, la pillola abortiva RU486: su questi e altri temi si sono aperte lacerazioni profonde non soltanto tra laici e credenti, ma nel corpo stesso del mondo cattolico. Prima Wojtyla e ora Ratzinger hanno scelto di contrastare la sfida del relativismo e della scienza con una ferrea restaurazione teologica e dottrinale che chiude la porta a ogni innovazione e discussione anche su questioni come il ruolo delle donne e il celibato dei preti, deludendo le aspettative di molti religiosi e accentuando il distacco dalla gerarchia di larga parte dei fedeli.
Riccardo Chiaberge prosegue il suo viaggio ai confini tra religione e modernità, esplorando il continente sommerso dei cattolici "disobbedienti" che testimoniano la loro fede nella vita quotidiana ma stentano a riconoscersi nella linea ufficiale della Chiesa: eremiti cistercensi, suore missionarie, preti di periferia, teologi eterodossi, parroci sposati. Ma anche imprenditori in tonaca, medici pellegrini a Lourdes, ricercatrici sulle frontiere della bioetica, storici, filosofi, intellettuali. E semplici fedeli, uomini e donne, delusi da un clero che si mostra inflessibile con in peccatori senza potere ma non altrettanto con i peccati dei potenti.
una raccolta di profili ed interviste: a volte interessanti, a volte scontate (alcune storie risultano un pò agiografiche e studiate a tavolino) - Chiaberge non racconta molto di nuovo a chi segue le vicende della Chiesa Cattolica con un minimo di attenzione: vecchie avanguardie minoritarie, posizioni critiche tra fedeli e chierici sempre presenti, preti di frontiera coraggiosi e maltollerati dalle gerarchie. Fatico a trovare novità in tutto questo, a parte forse una attenzione ai temi più eticamente sensibili (i capitoli dedicati ai ricercatori di staminali e a Don Verzè sono forse i migliori). Insomma, nulla di nuovo anche con il "pastore tedesco": molti mugugni, molta sofferenza, ma nessun nuovo Lutero o Calvino - non esiste scisma senza scismatici....
Temevo un noioso saggio, mi sono trovata a leggere una buona serie di racconti d'incontro con persone diverse, intelligenti e coinvolgenti. Chiamarle interviste non ha senso, e il libro sarebbe più stancante, mentre con la forma del racconto ti porta ad incontrare e apprezzare anche personaggi alle volte anche lontanissimi dal tuo modo di pensare.