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Il fuoco invisibile. Storia umana di un disastro naturale

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Si può raccontare un dramma ecologico e sociale come se fosse un incalzante romanzo a più voci? È quello che fa Daniele Rielli in questo libro in cui, cercando di capire cosa sta uccidendo gli ulivi della sua famiglia, ricostruisce le vicende legate all’arrivo in Puglia di Xylella, un batterio che ha causato la più grave epidemia delle piante al mondo. Tutto inizia a Gallipoli, quando gli ulivi cominciano a seccare e morire in un modo mai visto prima. Si mette in moto un vortice di avvenimenti che prende velocità fino a diventare inarrestabile. L’ulivo è l’albero simbolo della civiltà mediterranea ed è ritenuto immortale, le piazze si riempiono di manifestanti che protestano contro le misure di contenimento e la magistratura mette sotto accusa gli scienziati che hanno scoperto la malattia: è la tempesta perfetta. Oggi almeno 21 milioni di ulivi – tra cui molti alberi secolari e millenari, un patrimonio insostituibile – sono morti, è come se l’intera provincia di Lecce fosse stata bruciata da un gigantesco fuoco invisibile. L’epidemia si muove inesorabile verso Nord e rimane aperta una domanda: come è stato possibile? Daniele Rielli segue questa vicenda sin dall'inizio, per anni parla con gli scienziati che studiano il batterio, incontra i negazionisti che non credono alla malattia, ascolta gli agricoltori e i frantoiani che cercano di salvare le loro aziende, studia i documenti, interroga le persone, percorre migliaia di chilometri dentro un territorio che da paradiso terrestre si sta trasformando in un gigantesco cimitero vegetale, perdendo così la sua identità più profonda. Durante questo lungo viaggio Rielli indaga l’antico legame con gli ulivi della sua famiglia, scopre i segreti dell’industria dell’olio, riflette sugli aspetti più paradossali del nostro rapporto con la natura e sull'enorme potere delle storie. "Il fuoco invisibile" è assieme un romanzo famigliare e il resoconto di un processo alle streghe di Salem nell'era dei social.

304 pages, Paperback

First published March 28, 2023

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Daniele Rielli

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Displaying 1 - 30 of 33 reviews
Profile Image for Orsodimondo.
2,465 reviews2,441 followers
July 20, 2025
LA SCIENZA IN TRIBUNALE



Qui si parla di Xylella fastidiosa, un batterio micidiale trasportato da un insettino, che distrugge le piante (viti, agrumi…).
Qui si tratta di ulivi.
Di quegli splendidi ulivi giganteschi e contorti - che definire antropomorfi suona riduttivo – tra i quali sono cresciuto e conosco molto più che bene: ho la casa piena di schizzi e quadri di questi tronchi pazzeschi, ricordi di mia madre.
Si parla di questa malattia che per alcuni è endemica – e quindi a che pro tagliare le piante? – per altri creata il laboratorio, per altri ancora introdotta da personale della Monsanto, per gli esperti scientifici arrivata dal Costarica insieme a una pianta ornamentale da vivaio…



Si parla del Salento, terra splendida.
Si parla di professionisti dedicati, esperti e ricercatori – su tutti probabilmente la virologa Maria Saponari – e si parla di negazionisti, che quasi mai sono esperti.
Si parla di politica, e si può ridere o piangere, a scelta.
Si parla di magistrati e giustizia legale – la parte più incredibile del libro – e si può piangere o avere i brividi.



A scrivere è qualcuno che lo sa fare: Daniele Rielli, che qui incontro per la quarta volta. Rielli sa scrivere, ha ritmo, conosce bene l’ironia, si documenta, conosce la chiarezza, la sintesi (nonostante metta insieme quasi trecento pagine).
Ma soprattutto conosce le regole di un’inchiesta, e di un reportage. E sa raccontarli come se fossero un thriller, giocando sulla suspense, come se avesse per le mani una spy story. Non ho mai letto un libro che tratta di un argomento più da sbadiglio di questo con un tono e un ritmo altrettanto frizzante e avvincente.



Ha detto Antonio Pascale nelle motivazioni che l’hanno portato a proporre il libro al premio Strega 2024, dove Rielli è arrivato nella dozzina: «Utilizzando vari strumenti narrativi, dal reportage d’autore, all’inchiesta giornalistica, all’autobiografia, alla riflessione saggistica, al racconto narrativo vero e proprio, Rielli costruisce così facendo un magnifico romanzo corale, una narrazione che mostra da subito una filiazione diretta con modelli alti».
Chapeau Rielli, di cuore testa e pancia.

Profile Image for piperitapitta.
1,052 reviews471 followers
May 21, 2024
L’epidemia



Tutto sulla xylella, il batterio che a partire dal 2013 si è reso responsabile in Puglia (e più diffusamente in Salento, dove tutto ebbe origine), insieme ai soliti complottisti, negazionisti e a tutti quelli che volevano approfittare della situazione perché malati di protagonismo o perché speravano di trarne vantaggio individuale o politico, della distruzione di un patrimonio ambientale dal valore immenso, che si è tradotto nella morte di oltre venti milioni di ulivi e di un disastro economico dal quale in molti ancora stanno cercando di riprendersi e dal quale altri, come gli ulivi, non si riprenderanno mai.
Avvincente come un thriller, ma ben documentato e sostenuto da interviste, fonti, dati ed evidenze scientifiche (al punto da diventare in alcuni momenti persino troppo tecnico), Daniele Rielli scrive un reportage narrativo nel quale intreccia alle storia principale (e a quella dell’ulivo in Puglia e del suo utilizzo che non era, incredibile, alimentare) e a quella storica, sociale e antropologica, alle tante di agricoltori proprietari di piccoli e grandi uliveti e a quelle degli scienziati del CNR di Bari che per primi riuscirono a capire quello che stava accadendo, quella della propria famiglia, originaria di Lecce e proprietaria di un piccolo oliveto, che hanno dovuto affrontare un’emergenza che li ha coinvolti non solo sul piano economico, ma anche su quello sentimentale affettivo, tradendo e violentando il legame ancestrale che li legava alle proprie terre e alle proprie piante.
Impressionante come alcuni meccanismi, con i dovuto distinguo e con esiti differenti, sembrino fornire la matrice al susseguirsi di eventi e processi verificatisi a quasi dieci anni di distanza durante il Covid.

Se anche allo Strega, come per il Pulitzer, esistesse il premio al miglior reportage, quest’anno lo assegnerei a quest’opera.



Qui sotto due articoli del 2015 di Rielli e la xylella su Internazionale che possono dare un’idea non solo della sua scrittura ma anche del fatto che non si tratti di un improvvisato, ma di un giornalista che se ne sta occupando da moltissimo tempo, di uno scrittore che ha delle qualità che vanno oltre al solo lavoro di ricerca, di un uomo spinto dalle proprie radici a tramandarne la storia, le storie, la Storia.

La xylella fastidiosa che uccide gli ulivi in Puglia
Lo scontro tra giustizia e scienza sulla xylella in Puglia

Ecco l’incipit del primo:

Narra il mito che quando Poseidone e Atena si sfidarono per il dominio sull’Attica, il primo percosse il terreno con il suo tridente e fece sgorgare dell’acqua salata, la dea invece scelse di piantare un ulivo. Quel giorno si decise a furor di popolo non solo che il nome della città destinata a sorgere in quel luogo sarebbe stato Atene – non Poseidonia e nemmeno Poseidonopoli – ma si strinse anche e soprattutto il legame tra gli antichi greci e la pianta dell’ulivo, con le sue molteplici virtù e la sua nodosa maestosità.

Nella Bibbia la fine del diluvio è annunciata dal ritorno della colomba che porta un ramo di ulivo, nell’antica Roma a capodanno i giovani bussavano alle porte dei vicini per offrire in dono rami di, indovinate un po’ di cosa, esatto, di ulivo. Dal canto mio, uno dei miei primi ricordi d’infanzia è la scena in cui mio nonno, con un analogo sebbene indubbiamente più modesto intento simbolico, pone un me di forse tre o quattro anni di età, nipote cicciotto frutto di incrocio con le nordiche genti, alla guida di un aratro legato a una mula in mezzo ai suoi ulivi.

La cosa a sorpresa non degenera in incidente agricolo e articolo di cronaca sul Quotidiano di Lecce, ma sopravvivo e ne scaturisce una foto. Da qui, probabilmente, la nitidezza un po’ artefatta del ricordo. Anche se da tempo, per la mia famiglia, gli ulivi hanno smesso di rappresentare un lavoro e sono andati dispersi tra le infinite sorelle di mio padre (riproduzione endemica, ancestrale vizio delle famiglie cattoliche), ne possediamo ancora un centinaio, il che, considerato che in Salento ce ne sono undici milioni, mi rende potenziale ereditiero dello 0,009 per cento del patrimonio olivicolo leccese. Al lordo delle mie, di sorelle.

Oggi queste piante si trovano dentro la cosiddetta zona infetta dal batterio xylella, la peste degli ulivi arrivata probabilmente su una pianta ornamentale dalla Costa Rica. Ho imparato percorrendo il Salento in lungo e in largo che xylella e quello che ci gira attorno sono questioni molto complesse, ma due punti preliminari vanno chiariti subito: il primo è che per il batterio da quarantena al momento non esiste una cura e non si intravvede nemmeno la possibilità di raggiugerne una a breve termine. Il secondo è che zona infetta non significa che tutti gli alberi siano infetti, ma che la provincia di Lecce è stata definita dalle autorità zona dove non ci si aspetta più di riuscire a eradicare il batterio perché ormai l’infezione è troppo diffusa.




Non è quindi solo con lo spirito del cronista ma anche con quello del nipote che vede minacciate le proprie radici e quello del microproprietario terriero afflitto dalle circostanze avverse, che raggiungo il Salento in auto con mio padre: io per capire cos’è esattamente xylella, quanto è grave la situazione, cosa si può fare, lui per curare i suoi ulivi, per il momento ancora sani, come fa regolarmente da quando tanti anni fa ha lasciato il sud.




Sono passati nove anni da allora, per fortuna tanto è stato fatto e nuovi olivi, di nuove cultivar sono stati impiantati, nuovi innesti realizzati, ma molto di più si sarebbe potuto fare, se la magistratura non fosse intervenuta, per esempio, se al CNR di Bari non si fossero opposti ciarlatani e pseudo scienziati mossi solo dal proprio ego, molto si sarebbe potuto salvare.
Profile Image for Gattalucy.
380 reviews159 followers
July 8, 2024
il tempo è temibile non tanto perchè uccide, quanto perchè smaschera

Quando due anni fa sono stata nel Salento "vedendo per la prima volta quel gigantesco cimitero vegetale" per dirla come Rielli, sono rimasta senza parole. Metteva una tristezza infinita. Chilometri e chilometri di natura morta, bruciata senza fuoco. Ventun milioni di alberi morti. Una tragedia.
Ma il racconto di Rielli non è banale, non segue solo la storia, lo stravolgimento di una narrazione che dovrebbe partire da chi quelle cose le studia per una vita ed è riconosciuto tra i massimi esperti internazionali, e invece viene minacciato, indagato, deriso.
Una vicenda in cui la scienza dice piuttosto chiaramente una cosa e la maggior parte delle persone è convinta esattamente del contrario.
E nel racconto, volto anche a comprendere quali sono i meccanismi che ci inducono a temere il complotto, per credere a narrazioni palesemente false, non ci fanno una bella figura neppure i magistrati, i giornalisti per non parlare dei politici. Capipopolo, negazionisti, tutta una congrega di "esperti" che abbiamo già visto in altre situazioni simili.
Eppure lui viene da li, e comprendere perfino la negazione di suo padre davanti alla morte del suo uliveto, è stata una fatica che ci ha restituito una visione finalmente chiara. E definitiva.
Bravo Rielli.
Profile Image for Lorenza Alessandri.
561 reviews20 followers
June 2, 2024
Una storia bellissima e terribile, in cui si incrocino scienza, complotti, umanità, archetipi, malafede, fede.

Per chi ha avuto a che fare con gli ulivi, almeno una volta, una storia che strappa l’anima.
Per chi studia come pensano gli uomini, un libro doveroso.
Profile Image for Cristina.
64 reviews48 followers
June 29, 2024
Regalo bellissimo della dozzina dello Strega, non lo avrei mai intercettato senza! Incredibile esempio ragionato di come funzionano i complottismi e l’antiscientificità, mi ha invogliato ad approfondire l’argomento.
Profile Image for Titti Scimè.
136 reviews9 followers
May 25, 2024
Un lavoro di documentazione mastodontico, importante e che sento molto vicino perché la Puglia è anche la mia di terra. Un reportage interessante e godibile, scritto in maniera fluida (Rielli ho potuto apprezzarlo nelle altre sue opere ed è decisamente una buona penna) e che non annoia mai. Ho sentito recensioni ondivaghe, qualcuno l’ha definito “noioso”. Forse l’argomento, oggi, è un po’ di nicchia e potrebbe non interessare (ma a me si), è l’unica “critica” che mi sento di dare
Profile Image for Divara.
243 reviews19 followers
April 30, 2024
Un libro bellissimo e agghiacciante con uno stile preciso e asciutto come se ne vedono pochi. Rielli sa scrivere e soprattutto sa pensare e articolare questo pensiero per gli altri. Una storia che purtroppo fa venire voglia di piangere per lo sconforto.
Profile Image for Lupo.
563 reviews24 followers
May 8, 2024
E' un bene che Rielli abbia dedicato un libro alla storia della Xylella nel Salento, esponendo con chiarezza gli argomenti delle parti in causa e prendendo con chiarezza posizione a sostegno della comunità scientifica.
La vicenda della Xylella è raccontata un po' in forma di indagine giornalistica, un po' come storia di malattie delle piante e agricoltura e infine come narrazione di luoghi e persone, in cui trasuda simpatia per gli scienziati, ingiustamente coinvolti in vicende giudiziarie, che sconfina a volte in romantici stereotipi. La lettura scorre velocemente e piacevolmente.
Ai miei occhi, però, il libro presenta due difetti: il primo è il frequente racconto delle vicende personali dell'autore in alcuni aspetti dell'indagine e, soprattutto, delle storie riguardanti il rapporto tra il padre e il nonno con gli ulivi; il secondo è un eccessivo e ingiustificato uso di anglicismi.
41 reviews
June 9, 2024
Incredibile come questo libro non sia nella sestina dei finalisti del premio Strega, così come quello di Antonella Lattanzi.
Un libro scritto molto bene, scorrevole e piacevole da leggere che consente di conoscere questa importante e triste vicenda degli ulivi pugliesi, del Salento in primis, colpiti dal batterio Xylella di cui non sapevo quasi nulla, a parte averlo sentito nominare distrattamente in tv.
Rielli è davvero bravo ad inserire riferimenti storici, anche familiari, e antropologici nella vicenda narrata. Incredibile il comportamento dei pm e degli investigatori nei confronti degli scienziati, oltre agli onnipresenti negazionisti.

Ps: ovviamente Le Iene si confermano un pessimo programma tv.
Profile Image for Federico Pani.
114 reviews
January 13, 2026
Dopo la pandemia, ci riesce meno difficile immaginare che un essere microscopico, in questo caso un batterio, sia riuscito a cagionare la più grande moria di ulivi di cui si ha memoria: portata probabilmente dal caffè o da delle piante ornamentali del Costa Rica, la Xylella origina un dramma che è ambientale (21 milioni di ulivi uccisi) e al tempo stesso umano, come lo suggerisce la storia umana del titolo. Sul campo sin dall’inizio dell’epidemia, Rielli racconta del diffondersi della malattia tra gli ulivi, ma anche del pervicace negazionismo e delle teorie del complotto sorte tra gli abitanti di quelle terre. Del resto, come Rielli sa dalla sua stessa mitologia familiare (il padre è salentino) gli ulivi in Puglia sono un simbolo identitario, ancorché introdotti nel Settecento per la produzione di olio lampante. L’entità del dramma collettivo è tale che le attività del CNR di Bari – volte a contenere l’epidemia – finiscono persino sotto indagine. «È una questione che va oltre gli ulivi, ha a che fare con il modo umano di rapportarsi alla realtà, di cercare di estrarne una verità condivisa. Vedere un ulivo secolare fa piangere, una società intera che crede a cose palesemente false è terrorizzante (…)». Nel raccontare questa vicenda, in contrappunto con la propria vita e la storia della sua famiglia, Rielli affronta temi a lui cari: su tutti, il tribalismo della società, con il suo scudo di autoinganni e suggestioni, erto a difesa di verità infondate.
Profile Image for Maria Beltrami.
Author 52 books73 followers
March 2, 2025
Chi si ricorda della Xylella? Temo in pochi, dato che l'eccesso di input informativi ha ormai ridotto la nostra memoria a quella di pesci rossi non troppo svegli. Eppure la Xylella è stata, e resta tutt'ora, uno dei peggiori disastri ambientali avvenuti in Italia. E a peggiorare le cose ci sono stati parecchi arruffapopolo che, in buona fede o meno (non so, propendo per il meno) hanno diffuso culti, miti credenze, protestato la scienza, scatenato procure, tutto a danno dell'ambiente che professavano di difendere. Il libro di Rielli è davvero un viaggio in quello che dovrebbe essere un caso di studio su quanto sia più facile credere alle soluzioni semplici, quelle che "risuonano nell'animo" che al rigore della scienza, e tutto questo perché la scienza richiede studio e applicazione, mentre le soluzioni semplici magari solo un corno di mucca e del letame. E fa niente se non funzionano. Una particolare menzione nel libro (e nelle mie personali maledizioni) a quella sentina di disinformazione populista che sono Le iene, e mi dispiace per la povera Nadia Toffa, pur ricordando che, fino a che non si è lei stessa ammalata per poi morire di tumore, era più propensa a incoraggiare le cure per il cancro a base di urina di Eleonora Brigliadori che la chemioterapia.
Profile Image for Chiara Giacobelli.
Author 9 books29 followers
March 21, 2025
"Tutto inizia a Gallipoli all’incirca dieci anni fa, quando i primi ulivi cominciano a seccare in modo misterioso: le foglie diventano rosse, poi brune, fino a spegnersi in un grigiore definitivo. Nessuno sa cosa stia accadendo, ma le ipotesi si moltiplicano: cambiamenti climatici, malattie sconosciute, contaminazioni del suolo. Poi arriva la scoperta grazie a un team di scienziati che nel libro di Rielli vengono descritti uno ad uno, avendo l’autore parlato con ognuno di essi e finendo per diventarci amico. Questa squadra di moderni pionieri, a suo modo un po’ stravagante ma quanto mai appassionata e competente, isola la causa della malattia: un batterio letale, mai comparso prima in Europa, noto negli Stati Uniti per aver già decimato vigneti e agrumeti".

Leggi la recensione completa qui:
https://www.affaritaliani.it/libri-ed...
737 reviews5 followers
July 18, 2024

Questo romanzo è stato candidato al Premio Strega 2024 e descrive la pandemia provocata dalla Xylella Fastidiosa che ha colpito gli ulivi in Puglia, decimandone la presenza sul territorio e causando danni ingenti. L’autore racconta ciò che è accaduto negli anni, la lotta degli agricoltori e degli scienziati per cercare di mettere in salvo il patrimonio nazionale e l’economia dell’intera regione meridionale.
Con lo stile tipico dell’inchiesta giornalistica, Rielli mette in luce la crisi di fiducia nei confronti delle istituzioni, di una parte della scienza, della magistratura, evidenziando la massiccia presenza di fake news, le reazioni controverse di fronte al disastro ambientale, l’immobilita’ e il totale silenzio della politica, che comportano varie riflessioni da parte del lettore. Un argomento molto interessante e vasto, trattato in maniera approfondita, che mi ha lasciata con numerose domande.
Profile Image for Francesca.
156 reviews
April 24, 2024
Interessante il modo che Rielli ha scelto per raccontare questa storia, che ha anche troppe somiglianze con quella vissuta (in modo sicuramente più consapevole) durante il covid, sebbene il paragone non sia mai proposto dall’autore. Ho apprezzato molto il passaggio costante dall’inchiesta, al saggio, al trattato scientifico alla narrativa che sfocia nella vita personale dell’autore. Alcuni tratti sono di più difficile lettura a causa dell’argomento trattato, ma tutto sommato una lettura piacevole
Profile Image for astropug.
5 reviews1 follower
March 30, 2025
Un ottimo libro che si fa leggere facilmente e contiene un lavoro giornalistico puntuale e ben esposto con una narrazione avvincente. Non consigliato per chi ha problemi con la rabbia, varie volte ho avuto l'impulso di lanciarlo (a causa di alcune delle assurdità raccontate purtroppo molto reali e che abbiamo scoperto nostro malgrado essere reazioni assolutamente tipiche del nostro genere umano davanti a crisi e soprattutto davanti a crisi con dimensioni scientifiche non immediatamente lampanti ai non addetti ai lavori). Consigliato.
Profile Image for Luca.
141 reviews2 followers
February 10, 2024
Un libro sull'Italia, sugli Italiani, su certi modi di pensare, sui magistrati, sulla politica anche e su chi fa il proprio dovere al meglio.
Buona la scrittura, bella l'idea e bello il senso d'appartenenza e coinvolgimento che si avverte tra le righe.
Poi, sarebbe anche importante che da simili esperienze si imparasse qualcosa.
La bellezza degli alberi, degli ulivi in questo caso, va protetta con l'intelligenza e non con la stupidità, l'ottusità e l'ignoranza.
103 reviews
December 22, 2024
È la vicenda amara della Xylella che colpisce gli ulivi pugliesi.
La storia viene narrata come inchiesta, attraverso le testimonianze degli attori coinvolti nella vicenda.
Ma in alcune parti del libro, a mio parere le migliori, il tono di inchiesta strugge nel coinvolgimento dell'autore. Egli si mostra profondamente scosso dal disastroso collasso dell'ulivo, l'albero che è allo stesso tempo essere vivente e simbolo di una terra, tanto ricca quanto tormentata.
Profile Image for Ilaria.
44 reviews1 follower
December 30, 2024
Uno scritto molto interessante, sorprendentemente giunto in finale al premio Strega 2024. Scrivo "sorprendentemente" perché tratta di un argomento di nicchia, al quale non è spesso data la giusta attenzione - a meno che non si lavori nel settore. Ma, sono contenta che sia stata data tutta questa luce al romanzo che ha mette in evidenza le negligenze della politica nella gestione della crisi agricola ed economica scaturita dalla diffusione del batterio Xylella.

Profile Image for AnnaLionly.
162 reviews9 followers
September 29, 2025
Partendo da un evento specifici (la piaga della xylella sugli ulivi pugliese) si arriva a spaziare sul rapporto tra fiducia nella scienza e comune sentire. Interessante, ma alcune pagine erano troppo specialistiche per me e quindi le ho trovate un po ostiche. Comunque mi sentirei di consigliarlo anche per riflettere sul funzionamento e sulle linee guida del nostro sistema giudiziario. Scritto in uno stile giornalistico, schietto e diretto.
2 reviews
May 1, 2023
A metà tra romanzo e reportage, racconto perfetto di quello che è stata ed è la tragedia Xylella. I personaggi narrati in maniera ineccepibile. I ragionamenti sono lucidi e condivisibili, l’autore dimostra una conoscenza eccellente del territorio. L’ho trovata una scrittura scorrevole e priva di fronzoli. Da salentino lo consiglio a tutti, soprattutto ai miei conterranei.
Profile Image for gretafvt.
17 reviews
August 30, 2023
Un libro che ho amato. Frequento la Puglia dal 2017, volevo leggere qualcosa di pugliese, ho studiato giornalismo e l’inchiesta mi ha sempre appassionata. Sono finita per avere tra le mani un testo che è più di una ricostruzione sull’epidemia Xylella, perchè è anche uno spaccato di cultura e mentalità pugliese che mi ha fatto comprendere molte sfumature.
Profile Image for Serena Amico.
24 reviews
July 7, 2024
Bellissimo! Specialmente all’inizio dove introduce l’albero d’ulivo come simbolo della regione e venerato da generazioni di nonni e genitori. Avrei preferito un finale dove il problema della Xyllela veniva risolto e tutti vissero felici. Ma la realtà è stata altra e ancora mi si spezza il cuore guidare dalle parti del Salento ed osservare un cimitero di alberi morti.
38 reviews
July 9, 2025
Excellent book I read in Italian about the cause of the insect-born spread of a pandemic disease killing olive trees in southern Italy and of the political problems the scientists who tried to stem the pandemic encountered. It resembles the problems in the US that scientists who attempted to deal with the COVID pandemic faced in dealing with anti-vaccine forces.
Profile Image for Antonio.
31 reviews1 follower
August 4, 2024
Rielli è molto bravo da sempre, qua fa una cronaca di un disastro italiano mettendoci sguardo locale, personale e globale con maestria, si legge anche come un thriller, col colpevole che è ancora in giro…
7 reviews
September 5, 2024
Libro degno di nota e che farebbe bene leggere a tutti. Un report a 360 gradi su una problematica e sulla società che lo circonda.
73 reviews3 followers
April 11, 2025
Un libro difficile da leggere, proprio dal punto di vista pratico, perché ti viene continuamente da metterti le mani nei capelli.
Profile Image for Giuseppe Steduto.
7 reviews
June 23, 2025
Un reportage scritto in modo accattivante, interessante, e accurato. Ho imparato tante cose fhe non conoscevo non solo sull'emergenza Xylella, ma anche sulla mia regione e sulla cultura dell'olio.
Profile Image for Carlo Venturini.
115 reviews2 followers
November 7, 2025
Un mix di reportage, saggio, romanzo e qualche incursione nel memoir che Rielli tiene insieme molto bene per raccontare una delle tante storie folli del nostro paese.
Displaying 1 - 30 of 33 reviews

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