Quarant'anni a inseguire la taglia quaranta. E dire che siamo intelligenti. Ma almeno non siamo sole. Ogni mattina un politico inglese si alza, e sa che la colazione saltata è la parte più importante della giornata. Ogni mattina uno stilista tedesco si alza, e sa che quei cioccolatini servono solo per arredamento. Ogni mattina, da tutta la vita, giuriamo che oggi sarà diverso, o se non oggi lunedì: saremo magre. Se nel corso della sua vita Guia Soncini avesse dedicato alla letteratura le energie che ha impiegato riflettendo sul fatto che dovrebbe essere più magra, a quest'ora avrebbe vinto un Nobel. Se quelle energie le avesse usate per stare davvero e costantemente a dieta, a quest'ora entrerebbe nei vestiti. Quelli che ci sono nell'armadio. Comprati per la nuova se stessa. Quella che rinuncia a Satana, il principe delle tenebre – o comunque vogliamo chiamare il carboidrato.
Guia Soncini ha iniziato lavorando dietro le quinte della tv e davanti ai microfoni della radio, e ha scritto di tutto: oroscopi televisivi, editoriali politici, ma anche un film con Belén. Commenta l'attualità e il costume, e gli uomini e le donne e le loro relazioni, su un sacco di giornali, ma soprattutto su la Repubblica e Gioia. Il suo primo libro è stato Elementi di capitalismo amoroso (2008). Nel 2012 il suo Come salvarsi il girovita è stato uno dei primi eBook self-published ad arrivare al primo posto nella classifica di vendite di Amazon. Nel 2013, con I mariti delle altre ha vinto il Premio Forte dei Marmi per la satira.
Perché questa lettura? Perché per una che si dichiara perennemente a dieta, perché tanto perennemente fa come cavolo le pare, ironizzare un po' su se stessa non fa mai male. Per sdrammatizzare e per avere conferme che non sono sola nelle paturnie: non dimagrirò dopo averlo letto, ma almeno mi sentirò un po' meno pazza e più divertita.