Questo lavoro rappresenta il meglio della produzione Franco-Belga, secondo me assieme a Le Torri di Bois-Maury, in quanto presenta tutti i tratti tipici portati ai massimi livelli: ricerca e accuratezza storica, disegni dettagliati, color palette praticamente illimitata, personaggi vivi ed altro.
Non è proprio uno storico tout-court in quanto si mescolano i miti bretoni all’impeccabile ricostruzione storica, ma Bourgeon lo fa attraverso il sogno. Soprattutto nei primi 2 albi l'onirico e il fantasy(folletti e creature varie) abbondano, non si sa chi stia sognando e perché il suo sogno abbracci anche gli altri protagonisti, né perché sia così vivo.
Iniziato nell'83, in pratica contemporaneo e simile de Le 7 Vite dello Sparviero per il mix storico-fantasy, ambientato durante la guerra dei 100 anni con 3 protagonisti: un cavaliere senza nome deturpato in cerca di qualcosa, sé stesso, e 2 ragazzi che si uniscono al suo viaggio. I 2 ragazzi danno una certa vitalità al racconto, soprattutto la femmina, Mariotta, molto libertina. Sicuramente i personaggi sono molto elaborati, d'altronde stiamo parlando dello stesso Bourgeon che aveva appena concluso I Passeggeri del Vento.
Secondo me con questo lavoro si supera in quanto i disegni sono ancora migliori e la sceneggiatura non è per niente compressa, seppur il terzo albo sia molto dialogato e sembra di aver assistito ad una epopea vera e propria, quando tutto il fumetto conta appena 230 pagine.
Comunque sia, facendola breve, i disegni - soprattutto nel terzo albo - sono stratosferici ma i dialoghi ieratici e umoristici, del tutto in linea con l'ambientazione storica e l'atmosfera da fiaba nera, sono altrettanto curati, tanto è che certi passaggi sono oltremodo affascinanti; ad esempio i folletti parlano per rime, altri personaggi hanno un lessico molto forbito.
Uno dei capolavori del fumetto mondiale, un must.