Le anime erranti sono creature sovrannaturali, angeli custodi in grado di legarsi psichicamente ad alcuni esseri umani prescelti. Uno di loro, Boy, sta aspettando raggomitolato sulla tomba del suo ultimo compagno umano, e non è libero di muoversi fin quando non passerà qualcuno in grado di vederlo. Nella stessa gelida mattina di febbraio, Baby Doll, la figlia adottiva di uno spietato boss, si trova al cimitero per i funerali del patrigno, circondata da poliziotti e guardie del corpo, e quando i due s’incontrano tra loro si crea un’intesa inspiegabilmente forte. Messi alle strette dall’organizzazione mafiosa che li insegue, Baby Doll e Boy lottano per salvare la stabilità del mondo e afferrare la natura del loro rapporto. Mentre Baby Doll non ha idea di chi siano i suoi veri genitori, perché ha trascorso tutta la vita come un animale in gabbia, Boy non riesce a comprendere il legame che lo unisce alla ragazza. Ma le persone e i dilemmi che dovranno affrontare li porteranno a scoprire che non tutto di quanto si è perso non può essere ritrovato...
Let me say first of all WOW! I would have never thought about the idea of drifters, much less their purpose. This book was extremely well written, the plot was fresh and new, and the leads were both heartbreaking and interesting. When I closed this book after reading it I was crying. It was a very touching novel and not really the type I usually read but I am so glad I picked this one up! I'm not a christian....Too many hippocrites in chruches for my taste and has ruined the whole experiance for me, However I would recomend this book to any and all no matter your beliefs.
Una storia di gangster,organizzazioni,lotte politiche con un leggero pizzico dato da Boy,un'anima errante,nè angelo,nè demone, nè fantasma che si lega a Baby Doll,questa bambina che ha il coraggio di provare a smantellare tutto quello di brutto che il suo padrino ha creato. L'ho trovato un po' noioso con un finale triste,ma indovinato.
It's been awhile since I've read this book. I began to read a few chapter but then, with my low interest in reading, put the book aside for a week. I then had the idea of actually wanting to finish it because I wasn't just going to not finish it. So, with a little more interest in reading, I started it from the beginning to catch back up, then realized after hours I couldn't seem to remember the time for I couldn't stop reading the book! It was absolutely incredible! My favorite part (now I'll try to make this a non-spoiler comment) was when Boy had to get the ring. If you know you know. THAT WAS CRAZY INTENSE. I also like how the chapter switch between Baby Girl and Boy. Also I love the little quotes that are in it as you keep reading. The ending left me in shock. I highly recommend this book. HIGHLY recommend.
LIbro strano, a tratti in effetti un po' noioso e purtroppo non mi ha coinvolta nella lettura. Di pregio ha che e' originale, con la sua "anima errante" e con la sua fine triste. Alcune cose rimangono non spiegate, o comunque non spiegate fino in fondo (perche' si e' lasciato con Alondra? perche' e' stata strappata alla madre ? perche' le hanno cancellato il nome ?) Insomma una lettura che mi ha lasciato un po' insoddisfatta.
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Il giorno del funerale del suo patrigno, un boss mafioso crudele e spietato per la cui morte non ha pianto nessuno, Baby Doll fa l'incontro che le cambierà la vita: rannicchiato su una delle tombe, un'anima errante sta aspettando che qualcuno lo prenda con sè dopo la morte del suo ultimo compagno. Nessuno può vederlo. Tranne Baby Doll. Nel momento in cui i loro occhi si incrociano tra loro si crea un legame. Boy, l'anima errante, non ha altra scelta se non seguirla. Il legame che unisce le anime agli umani è qualcosa di misterioso: a volte solo la morte può interromperlo, altre basta che l'anima incontri un altro umano in grado di vederlo. Non è una cosa che Boy può controllare. Ma è qualcosa da cui dipende la sua stessa sopravivenza. Ormai l'ha capito bene. Insieme a Baby Doll, volente o nolente, si ritroverà presto coinvolto in una situazione davvero pericolosa. Dopo il suicidio del suo patrigno, l'associazione mafiosa di cui era capo è allo sbando, la corsa per il potere è cominciata e Baby Doll è nel bel mezzo della pista..
Questo libro si è rivelato fin da subito molto particolare e mi ha decisamente stupito. E' molto diverso dai soliti urban fantasy, strizza l'occhio al thriller, e questo è sicuramente è un punto a suo favore perchè potrebbe attirare anche lettori che non impazziscono per questo genere. Può essere definito più specificatamente come Christian Thriller, o thriller religioso, perchè gli elementi del thriller si mescolano con quelli religiosi. Un po' come ne Il codice da Vinci di Dan Brown, tanto per capirci. L'autrice predilige molto questo genere, a cui finora si è totalmente dedicata. In questo caso il lato religioso della storia è incentrato sulla figura di Boy, un'anima errante, o un drifter. La sua natura è difficile da comprendere. Nessuno può vederlo, come se fosse un fantasma, ma se lui cercasse di avvicinarsi ad un umano quello si scanserebbe, con un riflesso involontario. Se lui tenesse in mano un oggetto, un umano non vedrebbe l'oggetto volare, ma appoggiato sulla superfice più vicina. Gli umani sembrano percepirlo, a livello inconscio, ma la loro mente fa di tutto per nasconderlo. Ha un corpo tangibile, può essere ferito, perdere sangue, ma non può morire, non davvero. Quando si lega ad un umano è costretto a stargli vicino, entro un certo raggio, altrimente patisce terribili dolori. Ha vissuto centinaia di vite, condiviso la sua storia con quelle di centinaia di umani, ma non ricorda nessuno di loro, come loro non ricordano lui. Fa fatica a ricordare perfino il nome del suo legame appena sepolto. E' qualcosa di diverso da qualsiasi altra creatura sopranaturale. Lui stesso dice di non essere un angelo, nè un demone, ma solo qualcosa che Dio ha creato e di cui poi si è scordato. E' qui che entra in gioco la componente religiosa. Boy parla molto di Dio. Sa che è stato lui a crearlo, ma ne è profondamente deluso, perchè l'ha abbandonato ad una vita fatta di dolore, spesso mette in dubbio perfino la sua esistenza. L'incontro con Baby Doll però cambierà le cose. Anche lei in un certo senso è un'anima errante. L'uomo che chiama padre, che l'ha cresciuta fin dalla tenera età, in realtà l'ha portata via dalla sua vera madre, nascondendole tutto del suo passato, rubandole perfino il nome. Certo ha avuto una vita agiata, non le è mai mancato nulla, ma da sempre è stata una prigioniera nella sua stessa casa e nella sua stessa vita, intrappolata tra illusioni e apparenze. Il rapporto tra Baby Doll e Boy è molto conflittuale all'inizio, nonosante abbiano molto in comune. Inizialmente si sentono praticamente obbligati a collaborare per via del loro legame, che non possono spezzare nè ignorare. Entrambi hanno sofferto tanto da non provare più un minimo di fiducia nel confronto del prossimo e faticano a fare affidamento l'uno sull'altro. L'obbligo però si trasformerà in una scelta. Insieme riusciranno a ritrovare la fiducia e la fede in Dio, che scopriranno anzi essere stata sempre al centro delle loro scelte. Insieme riusciranno a trovare una risposta a tutte le loro domande. La narrazione si alterna dal punto di vista di Baby Doll a quello di Boy, riprendendo spesso gli stessi dialoghi alla fine di un capitolo e all'inizio dell'altro, per garantire una continuità e dare due diversi punti di vista su uno stesso evento. Il problema di questo libro è che purtroppo la trama di base è un po' povera. Poteva essere molto meglio, invece tutto gira intorno ad un fantomatico anello, il simbolo del potere del patrigno di Baby Doll, che lei ha rubato con l'idea di disfarsene perchè senza quell'anello nessuno verrebbe riconosciuto come capo del gruppo mafioso. Ammetto di essere stata catturata più dalla sotto trama che riguardava Boy e uno dei suoi passati legami che dalla storia di Baby Doll. Incredibilmente manca l'elemento romantico: tra i due protagonisti non nasce nessun sentimento, se non la fiducia reciproca. Da grande fan del romance questo mi ha un po' deluso, ma non ci può essere sempre l'amore di mezzo in fondo. Il finale mi ha molto spiazzato, è originale, inaspettato, ma triste. Una storia molto particolare che consiglio a chi cerca qualcosa di diverso dal solito.
Read this when it first came out, and always come back to it. Love the concept, love the story. Unsure why the reviews are so divided; A for originality, A for story, and A for composition from me.
15 euro non li vale, il libro è onesto per 10. Fortunatamente la mia libraia mi aveva fatto tre euro di sconto avvicinandomi al prezzo giusto per un libro che fa il suo sporco lavoro e cioè assorbire la nostra attenzione per la durata di una lunga e uggiosa giornata di vacanze natalizie.
Ci ha assorbito dunque ...ma con quale gusto? La lettura attraversa una fase di adesione piena, dovuta all'intensità del romanzo che si profila all'inizio grazie a personaggi innovativi: un'anima errante e non necessariamente altruista, e una ventenne ricca, bella e antipatica. Siamo all'interno del primo centinaio di pagine e il libro tutto promette. Poi... si avvita.
Con la cattura di Baby Doll da parte di Honoria la Detective, il lettore di lungo corso percepisce al volo che la trama sta perdendo un'occasione e di qui in poi viene sostenuto nella lettura da semplici piccole curiosità come in tutti i romanzi a rivelazione che si rispettino: Chi era Alondra? Perché lei ha ammazzato il tutore? Che cosa c'è nella scatola secreta di Boy? Perché era così importante l'anello di Baby Doll?
La curiosità tiene malgrado l'irritazione crescente per la scrittura che presenta cadute inammissibili perfino nel principiante come i possessivi pleonastici (tipo "Lei posò i suoi occhi sul prato oltre la finestra" non è una frase del libro è solo una frase che mostra come in italiano specificare che sul prato lei posa proprio gli occhi suoi di lei è inutile. Si dovrebbe scrivere: Lei posò gli occhi sul prato oltre la finestra.) Sembrano problemi di traduzione.
L'irritazione cresce con la ricorrenza a capocchia di citazioni latine: la protagonista dopo tre anni latino universitario in America se si pesta un dito invece di dire "cazzo" esprime una massima in latino, seguita in tale propensione dal patrigno mafioso che studia un po' il latino per non sfigurare con la figlistra e dal braccio destro del mafioso che non vuole sfigurare col capo. Generazioni di ottimi studenti di liceo classico e lettere antiche potrebbero certificare che questa misura nel ricorso all'adagio latino è semplicemente inverosimile e ha effetti francamente comici.
Bene tiriamo le somme su trama e lezione magistrale che in questo caso si compenetrano: il romanzo sembra infatti nato dall'ambizioso progetto di interrogarsi (e rispondere) sul senso eistenziale dell'incontro fortuito tra due persone. Chi è "deus ex machina" per l'altro? L'estrapolazione di un concetto della classicità del teatro poi ricorrente nelle tipizzazioni della teoria del romanzo e della fabula, e la sua trasposizione sul piano dei quesiti esistenziali appare priva di senso. Appare forzata. Non solo: provoca quell'avvitamento della trama che rende il libro in definitiva una ciofeca.
Onore al merito per la Fanucci che propone nuove figure di personaggi paranormali, ma perché questa repulsione per il lieto fine? Anche "I tuoi occhi viola" della stessa casa editrice aveva un "unhappy end".
"Se siamo la somma delle nostre esperienze, pensò, allora perdere quei ricordi voleva dire perdere di continuo delle parti di sè. Non si meravigliò che lui non sapesse più chi era o quello che doveva fare."
Di questo libro bisogna distinguere due aspetti: quello che è e quello che hanno voluto fare di lui. Quello che hanno fatto di lui è piuttosto evidente, hanno preso una storia con delle venature fantasy e l'hanno impacchettata e truccata a dovere finché non lo hanno apparentemente conformato all'urban fantasy romantico che tanto va di moda, semplicemente con una trama un po' particolare. Ed ecco quindi una meravigliosa copertina, magica, un po' triste e funerea, sicuramente molto sognante. E un titolo, totalmente diverso dall'originale, "Baby doll", che francamente fa pensare ad una trama di zucchero filato o simili. E' il nome della protagonista, certo, ma non ne incorpora l'essenza se non in una maniera che viene svelata solo dal libro, perché Baby Doll è un personaggio forte, attivo, indipendente, nobile negli intenti ma che sa come muoversi nel mondo malavitoso in cui è cresciuta. Non ha niente che assomigli alla figura della copertina. E poi togliamo quell'aggettivo dal commento del libro, "romantico", perché questo libro non ha nulla di romantico. Personaggio maschile più personaggio femminile stranamente non fanno la magica somma del grande amore. Eppure il rapporto fra Baby Doll e Boy è qualcosa di particolare e che diventa mano a mano più profondo, complesso, davvero misterioso e spirituale, qualcosa che li porta davvero ad una consapevolezza maggiore del loro ruolo nel mondo e della loro funzione. "Tu mi hai trovato, Boy. Dio ti ha segnato e poi ti ha mandato a cercarmi nel corso dei secoli. Capisci cosa significa questo per me? Non mi sento più persa, Boy". Il contesto della storia è poco fantasy, è una contesto giallo-thriller mafioso con una strana creatura che si aggira fra le pagine, un drifter (il titolo originale sarebbe infatti "Drift"), un'anima errante. E' stato definito thriller sovrannaturale per adulti o christian thriller: definizioni decisamente più calzanti di quelle indicate che ci si ritrova a disposizione quando si prende in mano questo romanzo, allontanandoci dalla sua originalità. In fin dei conti, se piace, questo libro non può che essere una totale sorpresa.
Sharon Carter Rogers è lo pseudonimo di una scrittrice/scrittore, o forse anche di un gruppo di scrittrici, il cui romanzo Drift, in italiano Baby Doll, è stato premiato con l'International Book Award for Religious fiction nel 2010. I protagonisti della storia, infatti, si pongono spesso delle domande su Dio, credono che lui li abbia dimenticati, e sperano che li ritrovi. Ciò però non significa assolutamente che questo sia un romanzo religioso o riservato alla fetta di pubblico che crede in Dio. Si parla molto di solitudine, del senso della vita, di come la presenza di una persona possa condizionare l'esistenza di un'altra. Il "Drifter" della storia, ovvero Boy, è un'anima errante, una creatura in carne ed ossa che però non può morire, e che può essere vista solo da una persona, con la quale instaura un "legame" dalla durata incerta ed imprevedibile. Tale legame, infatti, si spezza quando l'anima errante incontra un'altra persona che riesce a vederla; il legame precedente dimentica -o almeno dovrebbe- il drifter con cui ha passato mesi od anni, ed anche l'anima errante è destinata a dimenticare le persone con le quali si è legato, perdendo così, ogni volta, insieme ai ricordi, parte di se stessa. La persona a cui si lega Boy all'inizio della storia è Baby Doll, una ragazza cresciuta con un pericoloso boss del crimine, il quale ha sempre rifiutato di rivelarle il suo vero nome, rubandole in questo modo l'identità ed il passato. Baby Doll e Boy si sentono entrambi persi, senza scopo; l'anima errante è convinta che Dio l'abbia dimenticata dopo averla creata, che la sua esistenza sia inutile, e si tiene aggrappata ai pochi ricordi che riesce a serbare dell'unica persona che abbia amato nel corso delle sue innumerevoli vite dimenticate. Insieme a Baby Doll riesce però a comprendere il senso del suo essere al mondo, diventa finalmente Deus ex machina, così come la ragazza, senza saperlo, lo è stata per lui. Il romanzo è molto ben scritto; mi piace che alcuni capitoli siano raccontati dal narratore ed altri, invece, dal personaggio di Boy. La storia è molto carina; le citazioni in latino e quelle di Solazio il Minore evidenziano gli avvenimenti più importanti, o gli interrogativi che si pongono i protagonisti; i ricordi di Boy sono tratteggiati con eleganza, mai inopportuni. Il finale è commovente, inaspettato.
Baby Doll è un romanzo Urban Fantasy per adulti decisamente particolare. Innanzitutto possiamo dire che questo romanzo è assolutamente adatto a tutti coloro che desiderano leggere qualcosa di diverso ma che, allo stesso tempo, fornisca molteplici spunti di riflessione. Non è una semplice lettura fine a se stessa, questo è certo.
Se siete alla ricerca di suspense, una buona dose di adrenalina e un tocco di vera originalità narrativa, non potrete non lasciarvi avvolgere e sconvolgere da questo thriller soprannaturale, altrimenti definito anche come un Christian Thriller.
Apprezzatissimo dalla critica Americana, al punto di vincere l’International Book Award for Religious Fiction 2010, Drift (Baby Doll in Italia N.d.R) assieme a Sinner e Unpretty costituiscono l'intera bibliografia dell'autrice (o autore?) che si nasconde dietro lo pseudonimo di Sharon Carter Rogers.
Baby Doll, la co-protagonista del romanzo, è la figliastra di un noto boss del crimine che finisce, per puro caso, per incontrare Boy, un drifter senza età e senza memoria, reduce di un precedente legame appena finito. Il rapporto fra i due non inizia nei migliori dei modi, entrambi hanno troppa sfiducia nel resto del mondo per ammettere anche solo la possibilità di fidarsi di qualcuno che non siano loro stessi. Non lo fanno e si feriscono, fisicamente ma non solo, più volte...
“A tool destined to do as he did, to seek and to save that which was lost..." Part Crime novel, part supernatural thriller and wholly captivating, DRIFT is fast paced, gritty and one I dare you to put down.
Although clearly marked by the Creator, a “drifter” is not angel, a demon, nor a ghost, but an unseen by most someone; who’s self and life tethers to another person once he is seen by them until they die and/or the tether is broken. In DRIFT our drifter, currently going by the name Boy, feels as though he may be a lost soul, forgotten by God… then he tethers to Baby Doll. She is a 20 year old student and a mob bosses “adopted” daughter and together they face down the big question of one’s purpose.
This original and hauntingly gripping suspense is truly an emotional adventure. Skillfully written and completely absorbing, DRIFT is a chilling and complicated tale. S.C. Rogers expertly covers an oddly short period of time with intriguing plot twists, a touching message and fully fleshed-out, interesting and beautifully flawed characters. DRIFT is the first novel that I’ve read by Rogers, but certainly not the last.
I couldn't wait to finish this book. Not because I couldn't wait for the ending but because it was so boring. For a few chapters in the middle it had my attention and got interesting, otherwise I'm surprised I didn't put the book aside and start reading something else. From the outset, the characters in the book were not relatable and were very annoying (even their names were annoying). At no point throughout the book did I feel concerned for the outcome of any character or the story in general. The idea of a drifter, an invisible being put on Earth by God - neither angel nor demon - who doesn't even know the purpose of his existence - makes no sense and makes even less sense by the end. When I finished the book the first question in my head was "what was the point of this story?" I couldn't answer that question at all. I would not recommend this book at all and am leery to even try more from this author.
Call the people at Guinness. Surely this book sets some sort of record for using the phrase Dues ex machina in one book! If I'd done a shot at every mention I'd have had liver disease by the end of the book.
Parts of this book are really good, but others proportionally bad. The mystical parts flow while the "mafia" parts are lame.
Overuse of Latin, character names like Boy and Baby Doll and worst of all a compulsion to get naked and tap dance over the symolism with sparklers in each hand ruin what otherwise could have been a great book. It's almost insulting to the intelligence of anyone who passed third grade.
The writer needs to have a little more faith in her readers.
one of the best thrillers I read for a long time. Put off reading it for a long time after my husband recommended it, but so glad I finally did. Engaging characters and compelling story that leaves you with themes worth thinking about. Would even be glad to read it again.
Una stella giusto per il personaggio di Baby Doll che, nonostante alcuni deliri religiosi, mi è piaciuto seguire lungo la sua storia. Il resto è del tutto deludente.