3,5
Questo è stato il libro più complicato che ho letto nel 2024, in parte per la complessità dell’argomento che porta, in parte per come è stato scritto e organizzato.
Partendo dai contenuti, il libro parla della storia del movimento politico religioso che dal 2007 controlla la piccola striscia di terra di Gaza, parla dei suoi membri, delle sue azioni, delle sue logiche e dei principali avvenimenti che lo hanno cambiato nei suoi quasi 50 anni di storia.
Oltre a questo, un grande risalto viene dato ai legami internazionali che Hamas ha avuto e sta avendo con i paesi della regione e con le superpotenze mondiali. Credo, anche leggendo altre recensioni internazionali, che questo sia uno dei libri più completi e dettagliati riguardo al movimento palestinese e si nota una enorme esperienza e una forte presenza di senso critico nelle parole scritte dalla Giornalista Paola Caridi.
Detto questo, andando avanti a leggere ho avuto delle perplessità rispetto a determinate scelte stilistiche e di contenuto.
Partendo dalla seconda, è ovvio che un libro del genere implica la costante presenza di Israele come attore attivo nel racconto. Non viene però dato spazio sulle motivazioni che spingono Israele a compiere determinate azioni che, messe così all’interno del libro, sembrano più frutto di una mossa di pancia che di una logica politica o strategica (cosa che in genere contraddistingue spesso lo stato ebraico quando si tratta di azioni mirate sul campo).
Riguardo alla scelta stilistica, invece, ho trovato il libro troppo denso, quasi come se quello che stavo leggendo fossero i flussi di pensiero che Caridi ha scritto di getto durante i suoi lunghi anni di lavoro a Gerusalemme e ha poi copiato in un unico file.
La densità di parole e pensieri rende i ragionamenti, anche quello più semplice, difficile da digerire. Inoltre vi è una ridondanza a volte eccessiva di alcune logiche politiche o informazioni portano ad annoiarsi molto in alcuni capitoli.
Essendo questa la nuova edizione, mi sarei aspettato più attenzione su questi aspetti. Un esempio chiaro è l’assenza di un indice dei nomi che possa aiutare il lettore a ricordare chi era quello specifico uomo, in che fazione milita e che ruolo aveva. Una cosa che tutti i folti saggi giornalistici o storici hanno ma che non viene inserita in questo, dove i nomi sono molteplici e, ovviamente, nella maggior parte arabi, quindi un lettore occidentale potrebbe fare fatica a ricordarseli tutti.
Nel complesso consiglio la lettura a chi vuole conoscere a fondo le mille sfaccettature di questa organizzazione, ma non a chi è alle prime armi nei saggi.