La recensione fa riferimento all'intera opera, indipendentemente dal fatto che la Nutrimenti abbia deciso di dividerla arbitrariamente in due volumi.
La bucolica cittadina di Paradise Falls è il perno intorno al quale ruota l'intera vicenda dell'omonimo libro scritto da Don Robertson. Paradise Falls è, a detta dell'autore, degli abitanti e di altri personaggi del libro, l'Arcadia, nel senso di cittadina fondata su antichi valori, ricca, fertile e in comunione con il luogo che la ospita, e portata avanti con ferrea volontà (ma non pugno di ferro) da Isaac (Ike) Underwood, guidato dalla piccola, dura e stoica moglie Phoebe Underwood.
Ma, al di là di questa impronta arcadica data e mantenuta dai fondatori, Paradise Falls è pur sempre una cittadina abitata da uomini, con i loro pregi e difetti, sogni e desideri, vizi e passioni, ed è un posto che si inquadra non solo geograficamente ma anche temporalmente. Le dinamiche interne di Paradise Falls sono sconquassate da due eventi: l'arrivo del solo ed unico Charley Wells e la procace moglie Nancy, e la Guerra di Secessione.
Nonostante la dramatis personae sia molto lunga, con Don Robertson che introduce personaggi su personaggi dei quali racconta minuziosamente la vita per poi abbandonarli, a spiccare tra tutti è proprio Charley, che svolge il ruolo più importante. Charley è un uomo che ha abbandonato ogni eroismo, ogni altruismo, ostacoli lungo la strada per diventare un grande uomo, obiettivo che immediatamente si scontra con la volontà ed il controllo di Ike Underwood.
Lo scontro Wells-Underwood per il controllo di Paradise Falls ed il raggiungimento dei propri obiettivi è il fulcro dell'intero libro, intorno al quale Robertson innesta le vite di tanti altri personaggi, alcuni introdotti fin dall'inizio, altri che compaiono improvvisamente, altri ancora che scompaiono improvvisamente, quasi sempre per capricci del fato: la formosa Nancy, una figura di varie sfumature di grigio, che cerca in Charley un affetto non corrisposto e lo tradisce, nonché oggetto di concupiscenza di molti altri uomini; Virgil T. Light, veterano dalla forte voce e la debole personalità, che si fa raggirare facilmente; i coniugi Underwood ed il figlio Ralph, che sviluppa una dipendenza dalla violenza; e ancora Sam Masonbrink, che riscatta il nome della famiglia (una specie di antesignani dei redneck) e che, col suo ramo di storia, apre una finestra sulle prime, drammatiche lotte dei lavoratori e dei sindacati; la bellissima sorella Ada, che segna l'inizio del decadimento di un grande uomo; Arthur Carmichael, che da immigrato ferito in guerra diventa un padre di famiglia, non sufficiente per il figlio Arthur Junior, un uomo con zero emozioni il cui unico obiettivo è lavorare e fare soldi; padre Jessup, inarrestabile come un treno merci, che diffonde la parola dell'amore di Dio e che, a modo suo, ha un approccio ai problemi non distante da quello di Charley Wells; e tanti, tanti altri personaggi ancora (ribadendo: tutti approfonditi, Robertson racconta la vita di tutti i personaggi che hanno un minimo ruolo).
Non è difficile capire (anzi, è scritto chiaramente più volte) che lo scontro Wells-Underwood sia un'allegoria dello scontro tra la modernità dirompente, spavalda e spregiudicata, ed il vecchio establishment, ancorato ad antiche tradizioni che non reggono l'evoluzione della società, dei modi, dei costumi, nonché degli eventi storici. Underwood vorrebbe che tutto rimanesse stazionario, scolpito nella pietra; Wells capisce che il mondo evolve e vuole sfruttare lo sfruttabile. Paradise Falls non può resistere alla spudoratezza e furbizia di Wells, ma anche se avesse potuto non avrebbe potuto opporsi ai venti del cambiamento che soffiano dalla Guerra di Secessione, la cui fine segna l'inizio del libro e le cui conseguenze guidano le azioni dei personaggi. Charley Wells è solo l'agente, la personificazione di tutto ciò, come dimostra la sua storia, e non esita a portare a Paradise Falls il putridume, lo squallore e la brutalità del mondo esterno, che egli stesso ha vissuto sulla sua stessa pelle.
"Paradise Falls" è un libro poderoso, sia fisicamente (il libro unico sarebbe un bel mattonazzo) che in maniera figurata, per la mole di personaggi ed eventi con i quali investe il lettore, aiutato anche dallo stile di Robertson: lunghissimi paragrafi senza capoverso, neanche per i dialoghi (tipicamente sono "tematici", cioè non si va a capo finché quella storia non è conclusa), a loro volta proposti senza interpunzione, in una straniante forma indiretta di dialogo diretto ed un mix dei due, frequente utilizzo di un registro biblico.
"Paradise Falls" è la storia di un micromondo che viene contaminato dal mondo esterno, ne diventa parte ed un elemento rappresentativo. E' un libro lungo, coinvolgente, immersivo, ironico, potente ed estenuante, e terminarne la lettura (per passare ad altro, per chi vuole) è un esercizio non banale, quasi a dover smettere di vivere una vita e ricominciarne un'altra.