La vigilia di Natale, Manuela Paris torna a casa, in una cittadina sul mare vicino Roma. Non ha ancora ventotto anni. È assente da tempo, da quando è andata via ancora ragazza per fare il soldato. In fuga da un'adolescenza sbandata, dalle frustrazioni di una madre che cerca attraverso di lei il proprio riscatto e dalle lacerazioni della sua famiglia. Con rabbia, determinazione e sacrificio, Manuela si è faticosamente costruita la vita che sognava, fino a diventare sottufficiale dell'esercito e comandante di plotone in una base avanzata del deserto afghano, responsabile della vita e della morte di trenta uomini. Ma il sanguinoso attentato in cui è rimasta gravemente ferita la costringe a una guerra molto diversa e non meno contro i ricordi, il disinganno e il dolore, ma anche contro il ruolo stereotipato di donna e vittima che la società tenta di imporle. L'incontro con il misterioso ospite dell'Hotel Bellavista, Mattia Rubino, un uomo apparentemente senza passato e, come lei, sospeso in un suo personale limbo di attesa e speranza, è l'occasione per fare i conti con la sua storia. E per scoprire che vale sempre la pena vivere perché nessuno, nemmeno lei, è ciò che sembra. Cronaca, affresco e diario, storia d'amore e di perdita, di morte e resistenza, spiazzante e catartico, "Limbo" si interroga anche, e ci interroga, su cosa significhi, oggi, essere italiani.
Melania G. Mazzucco was born in Rome in 1966. She earned a degree in Italian literature from the University of Rome "La Sapienza" and a degree in cinema from the Experimental Center for Cinematography. In addition to her four novels, she has written award-winning works for the cinema, theater, and radio. Vita was awarded the 2003 Strega Prize, Italy's leading literary award.
Melania Mazzucco e' la migliore scrittrice italiana che io conosca. E' un'autrice che scrive con la ferocia di Edward Bunker e la profondità cruda di McCarthy. Che sia chiaro: dietro lo stile elegantissimo, l'architettura magistrale, l'orecchio perfetto per ogni voce e l'accuratezza dei particolari, c'e' un istinto, un'intelligenza nella sua scrittura che spinge fino al punto piu' intimo della nostra essenza di esseri umani. La verita' nei suoi romanzi assume contorni vivissimi e una forza brutale.
No bullshit. Niente cazzate. Niente opinioni. Solo vita. Realta'. Umanita' nudissima e crudissima.
Non la leggo piu' tanto per gli argomenti che tratta o per le storie che racconta: tanto piu' che non mi interessa leggere di una coppia omosessuale che adotta un bambino (tema del suo ultimo romanzo). Ma so gia' che il libro lo leggero' lo stesso, perche' voglio leggere quella voce cosi' potente e brutale. Non so se se ne trovano tante nel panorama letterario internazionale.
Cerco di spiegarmi: mentre uno scrittore mediamente bravo riesce ad immergere il lettore nei pensieri profondi e nello spirito di un personaggio, e lascia al lettore una certa liberta', o una sensazione di comodita' nell'immaginare un personaggio e farlo proprio, la Mazzucco è letteratura classica, vera e propria: insomma, parla di TE. Ti da' uno schiaffo, ti dice "sveglia!", ti prende per i capelli e ti trascina dentro al personaggio, e quando ti sembra di toccare il fondo, ti porta a scavare ancora piu' in profondita', a sentire fisicamente il corpo del personaggio. Fino a quando l'individualita' costruita nel romanzo diventa quasi piu' vibrante e palpabile delle persone che ti stanno accanto, dei tuoi familiari.
Limbo parla di una donna italiana che si arruola nell'esercito, combatte in Afghanistan, viene ferita e vive la sua riabilitazione a Ladispoli come in un limbo, ne' viva ne' morta. Qui conosce un uomo che e' in una specie di limbo anche lui, se pur molto diverso. E' chiaro che le maniere di scrivere un romanzo cosi' e farlo risultare un orribile, illeggibile mattone sono infinite. Anzi, diciamo pure che la trama non promette bene, quando la leggi riassunta cosi'!
Ma a differenza di un "romanzo qualunque", qui il linguaggio e la forma narrativa diventano strumenti non usati per abbellire la realta' o per renderla piu' piacevole, simpatica, o tollerabile. Sono, al contrario, strumenti che l'autrice usa per acuire i sensi del lettore e stimolarlo a vedere la realta' con occhi piu' aperti, a gettare fasci di luce abbagliante su angoli della vita che sono in ombra o che noi stessi manteniamo nell'ombra per paura di guardare cosa c'e' li'.
Credo non ci sia niente di meglio, o di piu' utile, che la letteratura possa fare. Essere uno schiaffo. Svegliare il lettore, anche se solo per un'ora o due.
Ecco cosa intendo quando dico "feroce" e "brutale": la Mazzucco scrive senza alcuna paura. Non c'e' abbellimento, non c'e' trucco, ombretto o fard. C'e', pero', l'attenzione costante alla poesia delle cose vere - e del linguaggio - altrimenti ti guarderesti un documentario o ti leggeresti un reportage.
Esempi di espressioni che mi hanno colpito: "la grana scettica della voce". "Le onde continuano a brucare la sabbia". La descrizione di un'alba nascente, vista dal fondo di una gola in Afghanistan: "C'era odore di cordite e fumo. Il sole disegnava una chiazza gialla sul dente più alto della montagna. La luce camminava veloce sulle rocce, l'ombra regrediva".
In mano ad una scrittrice dello spessore di Melania Mazzucco, qualsiasi narrazione diventa un corollario a quello che e' il vero cuore pulsante del romanzo. Certo, e' molto interessante leggere di una donna soldato in Afghanistan, ma non e' la storia la cosa piu' importante. E' la voce. La personalita' dell'autrice. E' questo, credo, che Alberto Asor Rosa intende dire con il suo criptico commento: "i libri di Melania Mazzucco sono la vita stessa".
Non e' un'iperbole azzardata. E' vero: non sono storielle, non sono romanzetti, e' una voce che ti entra nel midollo, e che ti fa fare i conti con te stesso.
Ho letto la recensione di Asor Rosa su Repubblica, e un altro commento che lui fa è che "il giudizio storico-politico corre dietro la facciata compatta del libro, possiamo indovinarlo". Direi che questa è una gran scemenza. Anzi, parte della forza del romanzo è proprio l'assenza totale di giudizio da parte del romanzo stesso, mentre i giudizi vengono dati dai vari personaggi.
Credo fermamente nella legge di Sturgeon, per cui "il 90% di tutto e' merda", soprattutto quando applicata al mondo dell'editoria moderna. E quindi mi dispiace un po' che questi romanzi cosi' meravigliosi e importanti rischino di confondersi, sugli scaffali di una libreria, con tutta la merda che si stampa e si vende di questi tempi.
E scusate per il mio, di linguaggio, ma spero di essere riuscito a comunicare la mia passione per questa scrittrice.
Il mio primo approccio con la Mazzucco inizia con questo romanzo di non facile lettura, non tanto per lo stile, quanto per la storia che viene raccontata. "Limbo" è una storia che parla di ferite, di ferite fisiche e interiori, di desiderio di ricominciare a vivere, di tornare alla normalità, nonostante i dubbi e le paure. E' la storia di Manuela, una donna soldato che vive una sorta di limbo tra un passato in Afghanistan, difficile da dimenticare e un presente in cui deve ripartire da zero e ricominciare a vivere. E' una storia di amore e perdita, di morte e resistenza, che ferisce aprendo degli squarci spiegandoci che il tempo è davvero la soluzione, la chiave ai nostri problemi per riprendere la retta via.
Bello, mi è piaciuto tanto quanto "Sei come sei", mentre invece "Vita", della stessa autrice, mi aveva lasciato un po' indifferente. E anche in questo caso, il romanzo merita la lettura proprio per il piacere di addentrarsi in una bella storia, ancor più e ancor prima che per approfondire un tema di attualità.
Questo è il libro perfetto per guardarsi dentro, anzi per scavarsi dentro. Limbo è la condizione di chi è in attesa di una sentenza, per quanto innocente o magari meritevole non solo di assoluzione ma persino di lode. Limbo è la condizione di chi ha perduto la propria identità e la propria quotidianità, e ancora deve costruirsene di nuove: ed è proprio in questa fessura, in questa tregua, che trovano posto le spiegazioni, le rese dei conti, la ricerca di sé stessi.
Storia di una persona che i fatti obbligano a guardarsi dentro, a raccontarsi la propria storia e a cercare di capirla. Non conta tanto il fatto che questa persona sia un maresciallo dell'esercito italiano in Afghanistan, il libro va bene per tutti, militaristi e non, interventisti e non. E non conta nemmeno il fatto che questa persona sia una donna, il libro è adatto sia ai lettori che alle lettrici, ai maschilisti e alle femministe: La Mazzucco scrive in modo splendidamente pacato e obiettivo, ognuno potrà leggervi le ragioni in appoggio alle proprie idee così come quelle contrarie.
Per restare brevemente in tema di Afghanistan, condivido l'opinione di Albandre qui sotto: si impara qualcosa in più su una faccenda di cui alla fine sappiamo ben poco oltre a quello che i giornali vogliono farci sapere e non ci sono poi tante occasioni per approfondire.
Più in generale, riguardo il tema della "patria" vengono analizzati entrambi i lati della medaglia: da un lato c'è un concetto profondo e nobile, dall'altro lato tonnellate di pacchiana retorica.
Il romanzo si sviluppa su due rotaie parallele. C'è il racconto in prima persona della vita del maresciallo Manuela Paris prima dell'attentato in Afghanistan, con le sue scelte, la sua formazione, i suoi perché e la sua vita in missione. Poi c'è una voce narrante onnisciente che descrive il dopo-attentato, ovvero la situazione di limbo, di attesa di un ritorno a una normalità.
Questo libro ha la stessa robusta corposità di "Venuto al mondo" della Mazzantini anche se temi e trama sono completamente diversi.
Bella la storia di amicizia tra commilitoni; bello anche il crescendo con cui le due voci narranti svelano poco a poco i fatti accaduti; e anche le riflessioni e gli stati emotivi dei protagonisti: non sono mai banali o scontati. Sono ottime sia la scrittura che la regìa di tutto l'impianto.
Lettura promossa a pieni voti, tornerò presto a leggere questa autrice.
Este libro me ha sorprendido muy favorablemente, probablemente porque no esperaba gran cosa de él (eso siempre influye mucho). No sé bien cómo llegó a mi lista de lecturas, creo que fue por alguna recomendación leída en la prensa, el caso es que empecé a leerlo sin saber muy bien qué esperar y sin conocer en absoluto a su autora. Y ha sido toda una sorpresa.
Lo mejor del libro son sus personajes. Están magníficamente retratados, y son interesantes, con un cierto toque "misterioso" en algún caso. Y estos personajes están insertados en una historia doble: la de la actualidad, en la que una mujer soldado vuelve de una misión en Afganistán herida en un atentado, y tiene que enfrentarse a "la vida real" sin nada que hacer mientras pasa la convalecencia, a la duda de si realmente se recuperará del todo y podrá volver al servicio activo, a la incomprensión de su familia y la sociedad por lo que ella siente como el sentido de su vida... Y, por otro lado, alternándose en el texto, está la historia de lo que pasó en Afganistán, el relato de la misión "de pacificación y reconstrucción" en un país que está muy lejos de estar en paz, y menos aún reconstruído...
Ambas historias son muy interesantes. La de Aganistán, porque aparte de tener algo de acción (poca, para quien sólo busque eso) creo que refleja muy bien la vida y el trabajo de las tropas occidentales en aquella región. Algo que, realmente, desconocemos. La autora no se moja en un sentido ni en otro, y parece reflejar la realidad con una notable objetividad, lo que es muy valorable, y el relato resulta interesante, aparte de ameno.
Y, por otro lado, la historia actual, más pausada, más introspectiva, más psicológica... a la que poco a poco se une una historia de amor. Una extraña historia de amor, con un personaje misterioso, que se oculta, que no deja ver nada de sí mismo... Pero también, una bonita y distinta historia de amor.
El libro está genial. Diferente y muy disfrutable. Al menos, yo lo he disfrutado mucho, ha sido todo un descubrimiento.
Ci sono libri impalpabili di cui puoi leggere pagine e pagine senza ricavarne nulla e ci sono libri talmente ricchi che ogni tanto devi fermarti per non farti schiacciare dalla storia. Limbo è senz’altro uno di questi.
Un libro complesso in cui si intrecciano tanti temi complessi. Un libro vero, che racconta brandelli di vite disperate di due presunti “eroi” della nostra società e che ci descrive da dentro e senza retorica o partigianeria la missione dei nostri soldati in Afghanistan. Un libro che colpisce e lascia il segno. In definitiva, un gran bel libro.
La protagonista ad un certo punto dice "le parole si consumano se le usi troppo o male". Questa volta la Mazzucco le ha usate molto bene.
Un capolavoro. Nessun autore della letteratura italiana contemporenea scrive come la Mazzucco. Ho letto ognuno dei suoi libri con molto attenzione, anche quando sono un po' ricercato per miei gusti (Lei Cosi' Amata, per esempio). Ma ho trovato Un Giorno Perfetto quasi perfetto, anche se 'e molto struggente e ho pianto piu' di una volta. (Le storie di Mazzucco non trattano mai di una felicita' facile - per lei, la felicita' 'e una cosa rara, persino agonizzata...).
Ed ora Limbo 'e una fotogramma dell'Italia di oggi, nel tutto suo disagio, ma ed anche una storia coinvolgente e convincente di una ragazza qualunque che diventa un'eroe di guerra, e poi continua a crescere nei modi insospettati.
Spero che Limbo sia tradotto nell'inglese, vorrei suggerirlo ai tutti!
Ma quale meraviglia è diventata ormai leggerti ogni qualvolta che scrivi o pubblichi qualcosa di nuovo, meravigliosa Melania Mazzucco? Sei l'unica Autrice italiana che in ogni sua creazione mi lascia dentro qualcosa di indimenticabile e di immenso. Letteralmente Adoro come scrivi, quel che scrivi e forse anche perché lo scrivi. E Limbo, seppur di un registro notevolmente differente dai precedenti, non ha cambiato minimamente questa mia convinzione, piuttosto la conferma energicamente, poiché aggiunge e, mi ripeto, conferma anche una tua notevole versatilità nei soggetti e nelle trame di cui tratti. Limbo, anche esso, l'ho amato. Forse perché la trama di avvicina tantissimo a mie personali esperienze. Un romanzo bellissimo, che insegna, e che lascia. Tant'è le pagine che ho evidenziato al modo mio. Non faccio alcuna sintesi della storia, se non dicendo che al solito, è meravigliosa dolce e struggente. Unica. Grande Melania Mazzucco. Credo che nel nostro panorama non vi siano uguali alla tua bravura. 5 e il massimo del voto, ma un 10 lo darei alla costanza della bravura di questa Autrice. Grazie M.M.
This book, set in Afghanistan and a small coastal town near Rome, is one of the most powerful stories about a woman that I have ever read. The protagonist is a young soldier in the Italian army who is sent to Afghanistan where she is determined to succeed in carrying out her humanitarian mission in the hell of war. She suffers PTSD and her struggles to recover from a horrific event are chronicled through flashback and daily life back in Italy. She meets a mysterious man who is also struggling. The story involves love and loss, honor and failure, dreams and nightmares, struggle with failure and success in the woman's attempt to escape limbo where souls are condemned to remain eternally between heaven and hell. It is the first book I have read about war in the Middle East - how little we, who have not gone to war, will ever understand.
Molto bello questo libro della Mazzucco che si articola su due piani temporali diversi: il presente e il passato di Manuela, dalla sua infanzia, passando per un'adolescenza travagliata, per arrivare poi alla vita militare. Ma non è solo la sua di vita che ci viene raccontata, anche quella della sua famiglia e dell'enigmatico Mattia, unico ospite di un albergo a Ladispoli durante le vacanze di Natale, probabilmente uno degli scenari piú tristi che si possano immaginare. Io mi sono considerata da sempre una pacifista, ma le parole dell'autrice messe in bocca alla sua protagonista, mi hanno permesso di capire almeno in parte, che cosa spinge delle persone ad imbracciare le armi e a partire per delle presupposte "Missioni di pace" e questo mi ha permesso di avere un'altra versione dei fatti che mi mancava completamente.
Mi è stranamente piaciuta la scrittura asciutta. Io in genere odio lo stile verista. In questo caso però si adatta allo stile spoglio e antiretorico della protagonista. Come mi sono piaciuti i capitoli che trattano dell'Afghanistan e della rara figura di una donna nell'esercito. Manuela ha dei soldati maschi sottoposti e ovviamente bisogna avere carattere per farsi accettare e obbedire, bisogna essere prudenti perché i civili possono essere amici o nemici e non li distingui, non puoi fidarti nemneno dei bambini. Mi sono meno piaciuti i capitoli del presente riguardo alla storia d'amore che ho trovato forzata. Una storia anche necessaria all'economia del testo, se vogliamo leggerlo comunque come un inno ai vari tentativi di rinascita dopo aver sfiorato la morte, tentativi che un amore può aiutare (o troncare definitivamente, se lo leggiamo in senso negativo). È comunque un bel libro che scorre bene e tratta argomenti delicati in punta di penna. Niente male davvero. Tre stelle e mezzo.
Un libro che molti dovrebbero leggere. La vita di una donna soldato sconvolta da un attentato suicida in Afganistan, i dubbi sull'utilità della missione, l'uso propagandistico dell'esercito e soprattutto delle donne dell'esercito. I tanti, troppi che tornano dal teatro afgano con le vite sconvolte, ma di cui nessuno si occupa, né i pacifisti, né i tanti politici che strumentalizzano pelosamente quelli che chiamano i "nostri ragazzi". Perché in realtà tutti disprezzano coloro che credono di poter dare un contributo anche facendo ciò che fanno, e che scoprono sulla propria pelle di essere spesso solo uno strumento di propaganda. Quanti soldati tornati dall'Afganistan soffrono di disturbo post-traumatico da stress in Italia? Nessuno se ne interessa, ci si interessa solo dei morti, per potersi mostrare ai funerali di stato e per cavalcare l'emozione. Un grande libro scritto con il cuore e con la penna, documentato, serio e nel contempo coinvolgente.
Un libro che parla di guerra... anzi no, un libro che parla di uomini. Perchè quelli che fanno la guerra sono uomini. Quelli dietro ai fucili o nei carriarmati sono uomini. Quelli che saltano in aria sulle mine antiuomo sono uomini. Uomini con dei sogni, uomini con delle speranze, uomini con delle ambizioni o con delle illusioni. Uomini con delle famiglie che li amano e li attendono a casa. Uomini... o anche donne. Manuela è la protagonista di questa storia. Sopravvissuta per miracolo o forse per una fortunata "divergenza" a un attentato in Afganistan. Ma c'è un'altra storia all'interno di questo romanzo che ti conquista come poco altro: la storia di un uomo senza passato che sa cosa voglia dire perdere tutto esattamente come dopo lo scoppio di una bomba.
Manuela Paris me ha convencido. Comencé el libro atraída por la figura de una mujer militar en la actualidad, en Afganistan. Y Mazzucco ha conseguido que me la crea, que la sienta cercana y que la admire como si de un personaje de la realidad se tratase.
Perfetto. Triste e amaro al punto giusto. Una storia nella storia. La periferia, la guerra, la voglia di riscatto. Personaggi che mi resteranno impressi. Molto molto bello!
Il limbo come situazione di estrema incertezza di vita sospesa tra un passato pesante, un presente in una sorta di bolla e un futuro che non si riesce a delineare, una condizione temporanea destinata a superarsi o eterna che ci attanaglierà senza scampo come le sabbie mobili. E’ l’esperienza che vive a 28 anni Emanuela Paris, di ritorno dall’Afghanistan debilitata nel fisico e nello spirito in seguito a un attentato – un ragazzo si era fatto esplodere in mezzo alla folla – a cui era miracolosamente sopravvissuta ferita alla testa e con il corpo pieno di schegge. Il ritorno a casa a Ladispoli per le feste di Natale nella villetta sul lungomare deserto come l’eroina del momento in attesa di una visita di idoneità che potrebbe riammetterla in servizio attivo come congedarla definitivamente. Le passeggiate con le stampelle, gli incubi notturni, gli scatti di rabbia e il riallacciare i rapporti con la famiglia. Emanuela scrive le sue memorie – consiglio dei medici per superare il trauma – dalla ferma militare al primo incarico in Afghanistan come comandante di plotone, le naturali difficoltà a farsi accettare come comandante dai soldati uomini, il cameratismo, l’amicizia con alcuni di essi che purtroppo erano qualche passo davanti a lei quel maledetto giorno. Mattia è l’ospite misterioso dell’albergo di fronte, che trascorre le serate sul balcone e consuma i pasti da unico cliente del ristorante. Anche lui vive nel limbo, senza una apparente identità, un passato, una famiglia… (ma spiegarne le cause sarebbe spoiler). Si incontrano, si frequentano, tra tante incertezze si amano, percorrono un pezzo di strada insieme finché è possibile. Un romanzo denso di contenuti e di particolari, a volte anche troppi, quando racconta della missione in Afghanistan, della sensazione di assedio, di essere blindati in un campo in mezzo agli invisibili nemici, i rapporti con la popolazione, le strade minate, le guardie, gli attacchi, la conta dei giorni per terminare i sei mesi previsti. Ho apprezzato forse di più la parte familiare, in una cittadina quasi spettrale tanto figura deserta, il lento ritorno a una normalità il recupero dei rapporti con la madre, la nonna e in particolare la sorella, così diversa da lei, così pronta a buttarsi nella vita e negli amori regolarmente sbagliati, a commettere errori e a rifarli. Da leggere, nonostante qualche lentezza nella prima parte. Quattro stelle e mezza
"Quien lanza semillas al viento hace florecer el cielo"
"A mí me gusta pensar que la divergencia, como tú la llamas, soy yo. Porque yo te estaba esperando, en lo hondo de tu noche. Todas las acciones anodinas y erráticas de tu vida te llevaban hasta mí. No puedo salvarte y tú no puedes salvarme. Podemos únicamente recomponernos y, juntos, ser algo."
"Limbo" de Melania G. Mazzucco.
Libro número 29 que he leído a lo que va del año quiero expresar que ha sido de los mejores, sino es que el mejor. Todo un viaje de descubrimiento, de meditación, de terapia, de transformación, de reivindicación.
Manuela Paris, joven suboficial del ejército italiano, regresa en temporada navideña a su pueblo, Ladíspoli, una pequeña ciudad de la costa romana. Gravemente herida en un atentado durante una misión en Afganistán, vive en el limbo de una lenta recuperación, tanto física como psicológica a la espera de saber si volverá a ser declarada apta para el servicio. Mientras tanto, reestablece los vínculos con su familia reencontrándose también con su propio pasado de adolescente problemática y recupera también la memoria de lo ocurrido en el frente de batalla.
Durante éste largo proceso de asimilación de su pasado y de su presente, encuentra a Mattia, el misterioso y único huésped del Hotel Bellavista, que vive también en el limbo de un secreto que se resiste a ser revelado y que puede explicar su negativa a todo compromiso. Juntos, tal vez sean capaces de redimirse y de aceptar que la vida merece ser vivida, con todas sus consecuencias.
"Casi se me ha acabado el dinero. Te lo digo no para que me compadezcas —como tú, yo también odio a la gente que se compadece—, sino para que sepas que dentro de poco no tendré verdaderamente nada. No te lamentes por los gastos exagerados que he hecho estas vacaciones. La única riqueza que se posee es la que se gasta. No sé si voy a poder quedarme, ni si éste es el lugar que me ha sido destinado. No sé si tú me has sido destinada. Yo quiero pensar que sí."
For the full review and a short analysis of the gender gap and some initiatives or projects that are working to improve the situation of the women in Italy visit: https://fictionbywomenmap.wordpress.c...
Limbo tells the story of Manuela Paris, an Italian female soldier wounded in Afghanistan, while she waits for the army’s pronouncement on her status, which will define whether she can be deployed back to Afghanistan in the future.
What I thought at first would be an almost cliché turned out to be a powerful story with multiple layers and deep human connections. The plot starts to build up slowly, transporting us from Italy to Afghanistan with an ease and beauty that’s hard to achieve, and soon I realized I was reading an amazing story about love, war, family and friendship. Mazzucco creates in Manuela a very solid character that portrays womanhood in a setting that’s far from what we understand as feminine, and she makes all the choices that led Manuela to be a soldier completely believable. The secondary characters are well-developed, endearing and helping Manuela grow as a person throughout the story. In Manuela’s relationships with her family, battalion and Mattia, she masterfully shows the intricacies of human connection, and the power it has to help us heal.
Non sempre sopporto i romanzi. Non sempre li scelgo bene e alla fine me ne disinnamoro in fretta. Ma Limbo è stato un incontro strano. E' una lettura che costringe al disagio: lo fa attraverso lo stile scelto che si comprende solo una volta arrivati alla fine. Lo fa attraverso la trama, la scelta dei luoghi, la descrizione degli accadimenti, e occorre anche qui, aspettare la fine per poterli comprendere in pieno. Mi sono ritrovata a leggere per caso queste pagine sempre di notte e poi, nella notte, a ripensarci. Ripensarci per i temi trattati: la guerra, il lavoro, l'obiezione di coscienza, l'amore, ma non solo. E, lo confesso, all'inizio non riuscivo ad uscirne, ad ingranare la lettura, a comprendere la direzione della storia. Ma certe storie non ammettono di essere abbandonate sul comodino. Così non lo nego: non è semplice questo Limbo della Mazzucco. Ed è una sensazione che si avverte fin da subito nel trovare certe spiegazioni tecniche sull'Afghanistan, la guerra, che ben fanno capire il lavoro di ricerca che c'è dietro. Però lo ammetto: alla fine è un viaggio che vale la pena di mettersi a fare e che alla fine fa bene. Costringe il lettore a condividere uno stato di respiro sospeso, ma poi lo accompagna fuori, ricco di elementi nuovi da portarsi a spasso, input da approfondire. E... beh, se ne potrebbe parlare ancora per ore. Ma anticipare troppo sarebbe sbagliato. Le 4 stellette se le merita tutte però, questo si.
En poco menos de 500 páginas, Melania Mazzucco nos explica una historia ficticia sobre una soldado italiana que vuelve gravemente herida de un despliegue militar en Afganistán. En su ciudad natal, en la costa mediterránea italiana, junto a su madre, hermana y sobrina, trata de encontrar su lugar en un mundo, en el que aparentemente nunca se ha sentido a gusto. La escritora romana es sin duda una virtuosa de la palabra. Su fuerte está en las descripciones de los detalles aparentemente insignificantes. Esto le da a la historia un sentimiento de actualidad y tal realismo que cuesta creer, que lo que estamos leyendo sea ficción. Sin embargo, varias veces estaba a punto de abandonar «Limbo». Será porque durante la lectura no sabía si estaba leyendo un libro «coming of age», feminista o de guerra, además de un una descripción de la realidad constantemente desconsoladora. Me alegro de no haberlo hecho dado que el final es realmente sorprendente y bonito. Considero que hay que acabar todos los libros que se empiezan a leer, aunque a veces sea difícil. A menudo pasa que, al llegar a las últimas páginas, te reconcilias con la narración.
Il mio rapporto con questo libro è complesso, ho fatto fatica perché non era il periodo giusto, ma nonostante questo l'ho amato, mi sono incazzata e ho assorbito quello che mi serviva, ho sentito tutto quello che potevo sentire nel cuore, ammetto una certa difficoltà in alcune scene, ma questo dimostra solo la bravura della Mazzucco, una donna incredibile che per questo romanzo, e immagino anche per altri che non ho ancora letti, ha fatto una ricerca incredibile su una moltitudine di particolare ma senza mai tralasciare l'aspetto umano. Grazie per mettermi sempre in discussione, dalle certezze create senza basi solide, a pensieri interamente ideati dopo la lettura. Alla fine, tutti finiamo nel limbo.
I kinda enjoyed this book, but it took me nearly quitting out of disinterest. I realise that the main character, Manuela, was a soldier, but there was just too much info re: guns, ammo, equipment, etc. to interest me. It was really slow for the first third of the book, and then second third picked up, and the last third was fairly interesting, but it all wrapped up in breakneck speed. I don't understand why (Spoiler) her sister is raped and then it's never mentioned again, as if, oh, no biggie. The story was sad.
"La fine della notte nera è bianca" recita la frase in esergo. La sospensione tra la notte e il giorno, tra il nero e il bianco è quella zona di grigio che definiamo limbo. In questo limbo sono imprigionati in modo diverso Manuela e Mattia, i protagonisti della vicenda che si gioca sostanzialmente su due piani temporali: il presente raccontato da un narratore esterno e il passato in cui i due protagonisti in prima persona si mettono a nudo. È un libro che racconta ideali, errori, attimi di eroismo e mediocrità, fatiche, speranze, frustrazioni in modo onesto. Mi è piaciuto proprio per questo.
Dalle descrizioni sull'Afghanistan sembra che l'autrice ci abbia fatto il militare. Un romanzo pungente che parla d'amore, della vita, della morte, di rapporti, della perdita di un ente caro, raccomandabile. Una brava scrittrice.
Mi è piaciuta la parte di racconto della missione in Afghanistan, ma la storia di lei al presente, più la storia d'amore è proprio nioisa. Molto descrittivo e lento, molte frasi "filosofiche" che non condivido.
4.25 Primo approccio con l'autrice. Oggettivamente, ha una buona penna. Emotivamente, maestosa. Sa calibrare lirismo, sentimentalismo e colpi di scena. Non mi ha del tutto convinto solo una parte, verso il finale. Molto molto buono
Due storie importanti che per un breve periodo si intrecciano. La vita a volte è dura ma insegna e il tempo è la migliore medicina in un caso ma un duro destino nell’altro. Scrittura magistrale. Ho letteralmente divorato le ultime cento pagine di questo libro
Anima mia, c'è uno stretto passaggio tra il tuo cuore e il mio. Ne ho trovato la porta e ora so cos'è una primavera. Il mio cuore è un'acqua chiara in cui si riflette la luna.
Letto qualche mese fa, l'ho ancora impresso. Fantastica la caratterizzazione dei personaggi, storia molto interessante che cattura, nulla di scontato o stucchevole. Lo consiglio vivamente.
Esta vez no ha conseguido atraparme Mazzucco, la temática militar me aburre y los personajes, aunque eran relativamente interesantes, no consiguieron rellenar ese rechazo. Tiene oficio, como siempre.