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Confronti

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«Noi italiani amiamo i confronti con gli altri popoli. Li amiamo, anche quando non ne usciamo bene, il che capito piuttosto spesso. Li amiamo perché consentono di trasformare paragoni complessi in contrapposizione provocatorie. È l'espetto epico-sportivo, in altre parole, che ci entusiasma.

«L'idea di utilizzare il confronto con altre nazioni è anche un utile strumento giornalistico. Devo dire di averlo utilizzato spesso, per istinto e per calcolo, nei miei articoli e nei miei libri. Descrivere gli inglesi e gli americani era un modo di parlare anche degli italiani. Lo stesso vale per i miei racconti di viaggio. Il viaggio, infatti, più di ogni altra attività umana, ci obbliga a confrontarci con altri popoli (quelli che visitiamo, e quelli contro cui cozziamo nei duty-free shop).

«Ecco perché non considero questo Confronti il mio quinto libro. Semmai, è il "bigino" dei primi quattro. Una versione in pillole di quello che ho capito (se l'ho capito) in molti anni di viaggi e soggiorni all'estero. Com'era inevitabile, Gran Bretagna e Stati Uniti (paesi dove ho vissuto) sono predominanti; ma anche altri luoghi che ho avuto modo di conoscere bene (dalla Cina alla Russia, dalla Germania alla Svezia) vengono utilizzati come pietre di paragone.

«Spero che questo gioco - perché di gioco si tratta - possa essere divertente. A questo proposito, ricordo ai lettori che l'idea di mettere a confronto atteggiamenti diversi davanti allo stesso problema non vale soltanto per le nazioni. Prendete lo schema delle prossime pagine e applicatelo alla vostra famiglia, al vostro ufficio o al vostro gruppo di amici. "Dal confronto - dicevano i sociologi vent'anni fa - nasce sempre qualcosa." Anche un divorzio, o la fine di un'amicizia.

«Confesso, infine, una speranza. Chissà che questo "schematismo umoristico" possa essere di qualche utilità. Alcuni confronti - penso a quello sulle forme di cortesia - possono venire usati anche all'estero, per orientarsi nei meandri delle relazioni sociali. Se ne uscirete illesi, sarò lieto di prendermi il merito. Se, al contrario, ne verrete fuori con le ossa rotte, sappiate fin d'ora che mi farò scudo con il motto ufficioso della categoria: ma come, vi fidate di un giornalista?»

121 pages, Hardcover

First published October 1, 1996

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About the author

Beppe Severgnini

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Giuseppe "Beppe" Severgnini (born December 26, 1956) is an Italian journalist, writer and columnist.

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Profile Image for Soobie has fog in her brain.
7,212 reviews136 followers
September 3, 2018
In previsione del nuovo libro del Beppe - che dovrebbe uscire entro l'anno - ho recuperato l'ultimo suo libro che non avevo mai letto.

Che poi, non è un libro, bensì un divertissement che mette a confronto l'Italia con altri paesi su diverse questioni. Alcuni commenti sono ovviamente datati - dopotutto il libro ha ventidue anni - ma tanti sono ancora in grado di strappare una risata.
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