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Lettres à une noire : récit antillais

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Dans la France des années 1960, des jeunes filles et des femmes débarquent par centaines des Antilles pour être placées comme domestiques dans les demeures de familles bourgeoises et blanches.
Françoise Ega, arrivée à Marseille au milieu des années 1950 depuis la Martinique, s’emploie comme femme de ménage pour témoigner de cette exploitation crasse. Elle consigne cette expérience dans un journal de résistance quotidienne, émouvant et saisissant de réalisme, qui remonte à l’histoire impériale française et aux origines de la division sexuelle et raciale du travail. Tout à la fois chronique du refus de l’aliénation, enquête sociale, histoire intime et manifeste politique, ce texte est une contribution essentielle aux réflexions actuelles sur les rapports de classe, de genre et de race.

226 pages, Paperback

First published January 1, 1978

36 people are currently reading
673 people want to read

About the author

Françoise Ega

4 books6 followers
Françoise Ega was an Afro-Martinican laborer, writer and social activist. She was most noted in her lifetime for her community leadership and advocacy for Caribbean migrants to France. Since her death, her written works, which explore themes of alienation, exploitation, and nationalism, have been recognized as an important voice for French Antillean women in the period between the end of the Second World War and the end to colonization.

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Displaying 1 - 30 of 49 reviews
Profile Image for Dagio_maya .
1,111 reviews351 followers
October 17, 2025
Tanto per cominciare, lei chi è?”
Ho risposto: “Una ne*ra indignata




La Francia degli anni ’60 vista con gli occhi di una donna nera proveniente dalla Martinica.
Questo il nocciolo di un’opera dalla forma epistolare e diaristica.
Un giorno dopo giorno di una donna che scopre ben presto la grettezza ed il razzismo.

description

Tutto nasce da un incontro con una compaesana che racconta le ingiustizie subite nel sua lavoro di domestica.
In sostanza, scopre che molte “signore” francesi pagano il viaggio a giovani donne antilliane per poi farle ripagare il debito mettendole a servizio a tempo indeterminato (quindi, di fatto, lavorando gratis) e senza registrarle alla Previdenza sociale.
Per vederci chiaro, s’impiega lei stessa come donna tuttofare scoprendo così questa realtà di vero e proprio sfruttamento.

"Se resto a casa, non potrò mai vedere fin dove può spingersi la stupidità umana."

La rete d’immigrazione dai, cosiddetti, Territori d’Oltremare, non è solo tollerata dalla legge ma viene istituito un vero e proprio ufficio statale (Bumidom) che si occupa delle pratiche.
Il fine ufficiale è quello d’inserire gli abitanti nelle colonie nella vita metropolitana.

"Non sono qui per salvare ogni ragazza che incontro! Le labbra l’hanno mormorato, ma nella testa qualcosa mi gridava: “È la tratta? È la tratta che ricomincia? Dio mio, dimmi che esagero! Dio mio, di’ a quelle ragazze che arrivano in barche strapiene a Le Havre, a Cannes o a Marsiglia, ‘Quo vadis?’. Questo va detto, per farmi trovare un po’ di pace!”.


La realtà è che la tanta sbandierata civiltà è un vero e proprio sfruttamento di forza lavoro che sembra seguire un rigido copione: gli uomini o militari, nei cantieri navali o nelle miniere (per quanto riguarda Marsiglia; le donne o come operaie o come domestiche.
Non si può ambire a nulla di più neppure se istruiti.

”Noi siamo catalogate dal governo e da tutta la Francia come destinate a essere prima di tutto domestiche, così come i polacchi sono braccianti agricoli, gli algerini sterratori.”

Non è solo fatica ma anche disumanizzazione e annullamento dei diritti primari.

Le vicissitudine quotidiane assumono una forma metaletteraria nel momento in cui Madame Ega racconta in parallelo sia l’impellente necessità dello scrivere ( "Ma ora che ho la mia mania, chi me ne libera? Riesco a non pensarci mentre batto i tappeti nelle case e poi, mio malgrado, vado a cercare un vecchio quaderno per posarci le parole." ) sia la tortuosa strada per trovare un editore.

Una scrittura che nasce dopo aver letto La stanza dei rifiuti e altre opere(1960) dove la brasiliana Carolina Maria de Jesus racconta giorno dopo giorno la lotta per sopravvivere nella favela.


”Ho finito il primo quaderno, che gioia! saper unire le parole, Carolina, farne frasi e poterle leggere, anche se scrivi da zulù o in giavanese, dà un’incredibile impressione di sollievo.”

Madame Ega non uscirà indenne da questa esperienza.
Non solo i segni sul corpo, dati dalla somma di ore passate a fare i lavori più duri, ma anche cicatrici interiori che non hanno modo di rimarginarsi e che si consolano in quella disperata ostinazione che spera in un cambiamento.


"È vero, Carolina, non c’è più nulla da dire che tu non sappia già. I giorni somiglieranno ai giorni, gli anni agli anni, le signore saranno sempre le stesse, anonime e tristi.
Il bestiame umano proveniente dal mio paese sarà distribuito alla cieca, in tutti i paesi di Francia. Passerà inosservato e diventerà naturale. Lo studente che ha una sorella a servizio eviterà di parlarne, e la sorella a servizio dirà che non lo è: allora andrà tutto bene per la felicità di qualcuno."
Profile Image for Saturn.
632 reviews80 followers
June 22, 2025
Prendendo spunto da La stanza dei rifiuti, un diario tenuto dalla scrittrice Carolina Maria de Jesus sulla sua vita nella favela brasiliana, Françoise Ega decide di iniziare una sorta di reportage per descrivere le vite delle antillane che dai territori d'oltremare sbarcano in Francia con un unico destino ad attenderle, ovvero diventare domestiche. Per capire a fondo cosa devono affrontare le sue sorelle, Françoise Ega decide di trovare lei stessa impiego come "donna delle pulizie" - pur non avendone necessità e con la libertà di "studiare" le bianche che la assumono solo finché ne ha voglia cioè col privilegio di potersi licenziare in qualsiasi momento. Ne viene fuori un ritratto tremendo di queste cape donne che vogliono assumere una nera perché, si sa, le nere lavorano di più, perché in fondo si dice così no? Fare un lavoro da neri. Ricatti, sfruttamento, lavoratrici non dichiarate al sistema. Donne che vivono nell'ombra, sole, disprezzate dai loro stessi connazionali che hanno posizioni più privilegiate. Una nuova tratta degli schiavi, tollerata, incoraggiata, regolata dal sistema.
E' la tratta? E' la tratta che ricomincia? Dio mio, dimmi che esagero! Dio mio, dì a quelle ragazze che arrivano in barche strapiene a Le Havre, a Cannes o a Marsiglia, 'Quo vadis?'.

Man mano che il suo diario prosegue, Françoise Ega viene letta dagli amici o dalla famiglia. Lei non scrive, inizialmente, con l'intenzione di pubblicare. Però, oltre a chi cerca di non illuderla, c'è anche chi la incoraggia a cercare un editore. Il reportage dunque si intreccia al racconto personale della sua vita, della sua famiglia e delle sue ambizioni letterarie. Il risultato è un libro schietto, caloroso, coinvolgente.
Leggendo della sua esperienza mi veniva in mente la verità lampante dell'intreccio che c'è fra razzismo, classismo e femminismo che tanto bene ha descritto Angela Davis nei suoi lavori. Senza il razzismo o la discriminazione di genere, l'impostazione economica delle nostre società non si reggerebbe in piedi. Siamo sempre in cerca di lavoratori nuovi, più poveri, più ricattabili che sono disposti a fare certi lavori a condizioni che i "nostri" non fanno più.
Così questa esperienza mi insegna che esistono davvero lavori stupidi, che ti fanno passare dalla condizione di bestia da soma a quella di creatura umana, a seconda che tu sia donna delle pulizie o donna di lettere.
Profile Image for Ana.
148 reviews
February 28, 2025
Françoise Ega era uma imigrante da Martinica que foi morar em Marselha, sul da França, com seu marido e 5 filhos.Trabalhou como empregada doméstica e outros subempregos, mas gostava de escrever, mesmo com as pessoas zombando, ela se dividiu em femme de ménage e femme de lettres.
Este livro nos revela como era o cotidiano de exploração destes imigrantes, como as mulheres europeias tinham esse instinto de dominação e de humilhação contra seus empregados.
Ela decidiu narrar suas experiências de forma epistolar, escrevendo cartas para Carolina Maria de Jesus, soube da existência dela através da revista Paris Match onde saiu uma matéria sobre uma escritora negra brasileira que escreveu um best-seller, o "Quarto de despejo", com papéis recolhido no lixo.
Ega nunca leu os livros de Carolina, apenas com a matéria de 7 páginas na revista, foi o suficiente para ter motivação e escrever sobre seu cotidiano a uma mulher desconhecida, pois tinham muita coisa em comum, apesar de morarem tão distantes, as duas eram mulheres negras, exploradas pela classe supremacista branca racista.
Além da conscientização sobre classe, raça e gênero, Ega tem uma escrita fluida, meio em tom de fofoca, você fica na ansiedade de saber o que aconteceu com o amante e o marido da patroa, coma filha da outra patroa, com o marido da amiga, com o jovem que chegou ilegal em um navio. Super recomendo!
Profile Image for Mariana.
15 reviews
April 10, 2024
Eu nao sou muito boa pra escrever resenhas mas nao queria deixar de falar desse livro mas cara, gigante, de verdade.
Na França da década de 60, da nouvelle vague, de Godard, Brigitte Bardot, Françoise Hardy e afins, mulheres antilhanas (e de outras partes do Caribe) iam para o país trabalhar basicamente em um regime de servidao/escravidao moderna para a burguesia francesa, e no livro é possível ver bem isso. Além disso, é bem legal ler também sobre a autora falando sobre a sua vontade de escrever livros.
A prosa é muito bonita e espero logo que alguma editora daqui traga os outros livros da autora para o português.
Profile Image for anne larouche.
373 reviews1,587 followers
February 3, 2025
Énorme coup de coeur pour Françoise Ega ! Une lecture absolument nécessaire, qui éclaire un pan de l’histoire qu’on souhaite le moins entendre possible. J’ai été époustouflée par la force de Ega, face à la discrimination vécue tant comme femme comme antillaise, tant par ses proches que par le reste du monde. Son adresse à Carolina est l’un des points les plus forts du journal, une preuve de sororité sur lequel il faut prendre exemple. La plume de l’autrice est magique même s’il s’agit réellement de ses journaux ; à plusieurs reprises, je me suis surprise à souligner des passages dont l’impact résonne encore aujourd’hui. Ce livre doit être lu par tout le monde souhaitant voir la continuité jusqu’à aujourd’hui du colonialisme et de l’esclavagisme des personnes colonisées. Un grand roman féministe
Profile Image for Stephanie.
628 reviews41 followers
June 25, 2024
Por meio de cartas para a saudosa Carolina Maria de Jesus, Françoise expõe a realidade de mulheres antilhanas imigrantes que, em sua maioria, precisam ganhar a vida como faxineiras na França dos anos 60. É interessante (e muito revoltante) observar as semelhanças entre a vida dessas mulheres e a vida de tantas brasileiras que foram tão bem representadas por Carolina. Triste ver que o racismo, o elitismo e o machismo não tenham casa. Uma leitura indispensável.
Profile Image for miuccia.
245 reviews18 followers
April 24, 2021
4/5

Obviamente eu li traduzido, mas a prosa desse livro é maravilhosa. Eu tinha que constantemente ficar relembrando que isso era basicamente um diário, de uma pessoa real, e não uma narrativa fictícia - porque a Françoise Ega escreve maravilhosamente bem. Doía meu coração ver ela dizendo que não deveria ser uma escritora por achar ser ruim, porque ela é maravilhosa.

Na verdade doeu meu coração em diversos momentos, e me peguei pensando em várias interações que já tive na minha vida. Ótimo livro pra expandir seus horizontes sem sair de casa, ótima recomendação da Vogue.
Profile Image for Mayra Barbosa de Souza.
93 reviews4 followers
June 16, 2021
Carolina Maria de Jesus não serviu apenas de inspiração para Françoise Ega. Ela foi alguém, uma figura querida a quem a escritora escrevia cartas (nunca entregues), uma presença forte e viva.
Doméstica antes de se tornar escritora ou escritora ao mesmo tempo em que trabalhava como doméstica, Françoise conta sobre sua vida na França.
Apenas elogios a essa obra, que é apaixonadamente realista.
Profile Image for léo.
73 reviews2 followers
February 21, 2023
Difícil não se sentir atravessado por essa história que toca a vida de qualquer um que se deixa ser acessado. Libertador e ao mesmo tempo extremamente disruptiva, a história coloca o leitor na perspectiva que não deveria ser a “outra”, mas sim a principal, especialmente num país como o Brasil.
Obrigado Carolina Maria de Jesus, obrigado Françoise Ega.
13 reviews
Read
December 16, 2025
Je ne vais pas noter cette lecture car j'ai du le lire dans le cadre de mes études. Ce n'est pas une lecture que j'aurai choisi de moi-même. Je trouverai donc cela injuste de le noter, si je sais que ce n'est pas forcément le genre de livre que j'aime lire. De plus, c'est un témoignage qui relève de la vie réelle et non une histoire inventé, et je ne peux pas mettre une note sur des choses qui ce sont réellement passé dans notre Histoire.

De prime abord, lorsque j'ai dû acheter ce livre pour mes études et que j'ai lu le résumé, le livre me plaisait beaucoup. Je n'ai pas forcément l'habitude de lire des témoignages mais j'ai tout de suite été séduite par le fond de l'histoire, avec sa moral et les questions de société et de racisme. Ce sont des sujets très important, et un beau travail de mémoire.

J'ai beaucoup aimé le début de l'histoire. C'est un roman épistolaire, le livre est entièrement composé de lettre que Françoise Ega a écrite à l'attention de Caroline. Dedans elle y dépeints sa vie de mère, de femme mais le plus important, de femme noir qui enchaine les boulots de femme de ménages pour des familles aisées. J'ai beaucoup aimé ce témoignage, il est poignant et nous montre réellement la dure réalité des conditions des femmes noirs à cette époque. Les femmes été ramenés en France par les familles riches qui leur payé le billet d'avion, et les femmes devaient les rembourser en travaillant pour eux, très souvent sans être déclaré, et dans des conditions inhumaine. Elle ne gagnaient pas de salaire, et elle pensait une fois leurs billet remboursé être libre, mais elle ne l'était jamais. Pour elles, c'était une boucle sans fin. Ce livre nous explique tout cela. C'est très intéressant et surtout criant de vérité.

Cependant, au fur et à mesure, je me suis un peu lassé car, puisque Françoise nous racontait son histoire, il n'y avait pas vraiment de rebondissement. Avant de lire le livre j'en était consciente car ce n'est pas un livre d'action, d'aventure ou de fantaisie, mais bien un témoignage d'une histoire réelle. Et je ne suis pas vraiment habituer à ce genre de livre.

En résumé, ce livre est très important pour le devoir de mémoire de notre société. Je ne suis juste pas habitué à lire ce genre de roman, et puis je l'ai lu dans le cadre de mes études (il y avait donc du stress, je devais le connaitre par cœur car il serait au partiel...) donc cela ne m'a pas vraiment permit d'adorer ma lecture comme il se doit.
Profile Image for Thami Santana.
34 reviews
November 29, 2023
Este livro nos abre os olhos pra tantos temas importantes! A “troca” que não chega ser troca, entre Ega e Carolina (aqui podemos preencher suas não cartas com suas obras) é uma leitura suave, as vezes triste, as vezes revoltante, as vezes alegre. Obras assim nos permite enxergar a Europa com mais pé no chão; não é o francês que passeia em Paris que estamos admirando aqui, mas sim a mulher honesta ainda que injustiçada, que trabalha e escreve, que tem uma mente sagaz e coração bom. faz bem pra cabeça e evita síndromes de vira-lata 😌
Profile Image for Laura.
1,292 reviews42 followers
August 11, 2025
C'était brillant, nécessaire et magnifique. A lire, partager et diffuser !
Profile Image for Carol Oliveira.
15 reviews13 followers
June 21, 2021
A Françoise é uma imigrante antilhana vivendo na França. um dia, por acaso, ela lê um manuscrito publicado em um jornal francês de Carolina Maria de Jesus e inspirada nela, começa a escrever sobre sua vivência enquanto uma empregada doméstica negra imigrante. esses relatos são cartas autobiográficas para Carolina, que nunca foram enviadas.
É impressionante a semelhança com Quarto de Despejo e é muito bonito perceber como as palavras conectam e a leitura transcende. aqui, Carolina não era só uma inspiração ou uma citação, mas uma presença viva e uma bússola para que Françoise se tornasse protagonista da sua própria história. Se eu pudesse resumir o livro, citaria Ângela Davis: “quando a mulher negra se movimenta, toda a estrutura da sociedade se movimenta com ela.”
Profile Image for Gerlan Menegusse.
64 reviews
November 26, 2022
Que livro potente!!! O romance é construído através de um compilado de cartas escritas para Carolina Maria de Jesus!! Françoise descreve sua vida trabalhando como doméstica em casas de famílias burguesas de Marselha, na França. Françoise é de origem martinicana, lugar de origem de muitas outras mulheres negras que se deslocam para cidades francesas em busca de oportunidades. Françoise assim como Carolina, sonha em publicar o seu livro! Muito linda a história! Recomendo fortemente.
Profile Image for Margarida.
88 reviews28 followers
August 23, 2022
‘’Como de hábito, Solange está alegre, está confiante sobre o futuro, afirma ter aprendido a conviver com suas patroas:
‘Quando somos empregadas faz-tudo, estamos vacinadas contra o que a vida pode apresentar, porque facilmente nos despojamos de qualquer pretensão à dignidade humana, somos uma coisa, como uma vassoura ou uma geladeira!’’
Profile Image for Martina Zurolo.
118 reviews2 followers
May 18, 2024
dolce, di conforto e di consapevolezza. perfetto per blocco del lettore
Profile Image for Henrique.
1,031 reviews28 followers
January 8, 2024
Aquilo que a Carolina Maria de Jesus fez em "Quarto de despejo" foi tão memorável e digno da atenção do mundo todo que chegou ao conhecimento de uma negra nascida na Martinica e que vivia uma vida de exploração similar na França. Reconhecendo em Carolina uma irmã de infortúnio, Françoise Ega passou a escrever cartas destinadas à brasileira contando sobre todas as agruras e as injustiças de que eram vítimas as antilhanas trazidas à França para trabalharem como domésticas para uma elite talvez até mais preconceituosa que a brasileira.

E como revolta o que faziam com essas domésticas! E como é escandaloso e degradante o tratamento que esses "patrões" e "patroas" dispensavam às suas empregadas antilhanas! As pessoas costumam ter a visão de que a França é um país de gente "chique" e "culta", mas muito disso foi conseguido ao custo da vergonhosa exploração de gente como Françoise. Então o livro promove um inusitado paralelo entre a pobreza e o racismo do Primeiro e do Terceiro Mundo, pois a autora se dirige à brasileira Carolina sabendo que ela passava por coisas ainda piores enquanto lutava para sobreviver em uma favela de São Paulo.

Não era isso, contudo, a única característica que as unia, pois ambas acalentavam o desejo de publicarem aquilo que escreviam, mas ambas também eram talentos não aproveitados, porque não tinham o dinheiro, a cor da pele, a "network" que permitiria chegar ao mundo das editoras e receber o mesmo tratamento que recebiam os brancos, ricos e bem relacionados. Viver da escrita! Que sonho! Carolina e Françoise escreviam nos intervalos de suas jornadas extenuantes, no tempo que sobrava dos subempregos que as consumiam e as humilhavam.

Elas mesmas tinham dúvidas, mas insistiam, algo dizia para elas continuarem a escrever, que o ponto de vista e a perspectiva de mundo delas precisava ser conhecido. Por fim, ambas tiveram livros publicados, embora não tenham recebido em vida o reconhecimento do qual se fizeram merecedoras. Ler esses livros então é uma forma de fazer justiça ao esforço e ao talento das duas e de negar boa parte dos preconceitos que sedimentam a literatura "padrão".

Esses preconceitos persistem mesmo na França que publicou os livros de Françoise, já que não deram até hoje muita atenção a essa Carolina que foi destinatária das suas cartas. Por aqui, no Brasil, é preciso que o diálogo com o livro de Françoise seja aprofundado e que, mais do que isso, que se pense além da literatura feita pelo homem branco de classe média.
Profile Image for Anne.
31 reviews
September 3, 2023
Neste Cartas a uma Negra, Françoise Ega serve-se do género epistolar, dirigido à escritora Carolina Maria de Jesus, para expor o quotidiano das negras martinicanas imigradas na França da década de 60, uma vida marcada pelo racismo dos empregadores brancos e burgueses da época. Ega, apesar de detentora de habilitações que lhe permitiriam ser dactilógrafa, não consegue outro emprego a não ser o de empregada doméstica, por causa da cor da sua pele. Apesar de casada com um militar que lhe poderia permitir ficar em casa com os filhos, Ega quer, mais do que ajudar na composição do orçamento familiar, vivenciar a solidão e o desprezo a que agências de trabalho e os empregadores votam as suas irmãs. Pena, por isso, nas mãos de mulheres brancas, burguesas e desumanas e sujeita-se a situações completamente absurdas e humilhantes. Fá-lo, no entanto, na maioria das vezes, sem se calar, numa tentativa de contribuir para o avanço na luta pelos direitos das pessoas de cor.
Ega sonha publicar o seu romance, o que viria a acontecer mais tarde, e desabafa sobre o processo de escrita e as dúvidas que tem em relação ao seu talento. Relata ainda as muitas dificuldades encontradas nas sucessivas tentativas de publicação do seu livro.
Ao dirigir a suas cartas a Carolina Maria de Jesus, uma escritora brasileira que escreveu o seu primeiro romance em papéis recolhidos no lixo e que passou da favela para o campo literário, Ega estabelece com ela uma relação de proximidade, só possível de acontecer no plano literário, e transmite uma mensagem de esperança à geração seguinte, a de que é possível sair da miséria e, com mérito, conquistar, independentemente da cor da pele ou do estrato social, o lugar que quisermos na sociedade.
#cartasaumanegra #francoiseega #bookclub #clubedeleitura #literaturaeresociedade
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Profile Image for Leticia Castro.
29 reviews
April 26, 2023
Ao ler esta obra, pude rever algumas semelhanças de vivências que já captei em outras obras, como "Torto Arado" e "Eu, Tituba, Bruxa Negra de Salém". Como a própria autora diz, "Pois é, Carolina, as misérias dos pobres do mundo inteiro se parecem como irmãs". A rotina de trabalho descrita nas cartas de Françoise são um relato precioso de como a exploração sobre a força de trabalho é uma realidade ainda mais dura para as pessoas negras e imigrantes, como é o caso dos antilhanos na França. É admirável e ao mesmo tempo triste ver como a força da autora em continuar trabalhando em locais tão desumanos a fim de reunir informações sobre o quão longe aquelas patroas sem-noção iria não se abalava. Ela se mostra, ao longo das páginas, uma pessoa que possui uma empatia gigantesca, mesmo que se veja em uma posição de "privilégio" em vista das situações que suas conhecidas passavam.
É um tipo de livro que não se pode ler de uma vez, visto que há muita coisa que necessita de uma certa reflexão antes de passar para a próxima carta, mas também não é uma leitura desgastante. O talento para a escrita que Françoise tem é muito nítido, e é doloroso ver como houveram diversas pessoas que desacreditavam de seu potencial, por mais que suas críticas ao sonho dela fossem fundamentadas no trauma e no condicionamento. Ela se apoiou em casa elogio que obteve, dos próprios filhos ou de outros personagens que surgem, e por essa razão foi capaz de continuar escrevendo. E isso é uma inspiração gigantesca para aqueles que desejam se tornar escritores, mas acreditam que não é possível pela falta de representatividade.
This entire review has been hidden because of spoilers.
Profile Image for Fernanda Righi.
60 reviews
July 2, 2021
Primera escritora de las Antillas francesas ( Martinique) pero espero que no sea la última. Se trata de un diario/ cartas escrito entre 1962 y 1964 en la ciudad de Marsella. La narradora/ protagonista es una mujer migrante que se enfrenta a la discriminación laboral: los únicos trabajos que consigue son como empleada doméstica en casas de familias francesas. La alta rotación por el maltrato padecido en estas casas, la lleva a conseguir diferentes empleos y a dar vueltas por la ciudad, al tiempo que se encarga de la crianza de sus pequeños hijos. Al mismo tiempo, narra las desventuras por publicar su propio libro en un mercado editorial altamente discriminatorio con las mujeres y, mucho más, con las mujeres negras y migrantes (este libro se publicó de manera póstuma).
El motivo de mi lectura es que su interlocutora es la escritora brasileña Carolina Maria de Jesus, quien en esos años lanza Quarto de Despejo. Ega no lee esta publicación, solo una entrevista en Paris Match camino al trabajo, pero lo imagina y conecta las vivencias de Carolina con su propia vida y la de otras mujeres negras que experimentan las limitaciones impuestas por la sociedades racistas en las cuales viven. Carolina es como una amiga, confidente, referencia y esperanza: "si ella pudo, yo también".
Se recomienda leer junto a Quarto de Despejo (Cuarto de Deshechos).
Profile Image for Kelly Matias.
43 reviews1 follower
December 28, 2021
Que grande foi Maméga e que lindo livro ela escreveu!
As cartas escritas para Carolina Maria de Jesus sobre as suas próprias experiências como empregada em Marselha e as condições dos migrantes Antilhanos que chegavam à França na época, demonstram as conexões dos povos da diáspora e das violências e assédios que as mulheres negras estiveram e estão sujeitas em 'empregos' com condições análogas a escravidão e em outras posições.
"Todos leem você por curiosidade, já eu jamais a lerei; tudo o que você escreveu, eu conheço."
Quem dera pudéssemos dizer que o livro escrito na década de 60 não é mais realista, que no Brasil ou na França de 2021 o migrante racializado é visto como o sujeito que possui direitos que é. Ou que eu não tenha reconhecido na escrita de Françoise a experiência da minha vó e tias deste século.
Um ponto do alto do livro é a linguagem: ao lê-lo quase nos sentimos em uma conversa com Françoise, tão gostoso é o ritmo empregado por ela nas suas descrições da sua vida à Carolina.
Leiam!
Profile Image for Luisa.
17 reviews
April 30, 2022
"Cartas a uma negra" é literalmente fruto de uma conversa por cartas, nunca enviadas e nunca lidas pela destinatária. Direcionadas à Carolina que é uma mulher negra, brasileira e doméstica na região de São Paulo, aonde escreveu e publicou um livro que foi parar nas manchetes de Paris; Maméga, a autora, por sua vez, fala sobre a realidade dos negros trazidos das Ilhas Caribenhas para a França, a forma como são trazidos e consequentemente, como são tratados pelos brancos; sobre os quartos fechados que são "emprestados", as dividas dos contratados pelos contratantes que financiaram a viagem à trabalho, os relógios atrasados para burlar as horas extras, os patrões que nem se dão o trabalho de aprender o nome de quem trabalha na sua casa, entre outros descasos e absurdos.

É um ótimo livro sob o pensamento, visão feminina e negro. É uma escrita baseada em suas experiências, não é uma leitura cansativa nem chata, pelo contrário, é bem humorado, traz uma leveza e descontração com a personalidade agitada das crianças, a curiosidade de Maméga, entre outros detalhes. É uma ótima leitura.!
24 reviews
July 23, 2023
Ho letto questo libro dopo “La stanza dei rifiuti” di Carolina Maria de Jesus, alla quale Françoise Ega si rivolge nella sua opera epistolare.
I libri sono collegati: anche avendo un oceano, una cultura, una situazione economica e familiare diverse, le due scrittrici ritraggono una condizione esistenziale drammaticamente simile: quella del razzismo, della società post-coloniale, della discriminazione contro le donne e contro le classi meno abbienti.
Alla fine di entrambi i libri resta un senso di vergogna e disprezzo verso l’essere umano, ma anche una grande ammirazione verso queste 2 donne che, giorno dopo giorno, ritrovano dentro e fuori di sé la forza di andare avanti.
Né la povertà né l’odio ingiustificato possono farle desistere dall’essere madri e donne, incredibilmente umane e compassionevoli.
142 reviews1 follower
May 7, 2022
Nessa obra, a martinicana radicada na França Françoise Ega escreve cartas a Carolina de Jesus, escritora brasileira autora de Quarto de despejo, e faz alguns paralelos entre o relato de Carolina e a vida das antilhanas na França. O livro de Carolina me marcou muito, mas esse de Françoise já não me conquistou. Ainda assim, é uma leitura que eu recomendo, por denunciar a situação social das antilhanas, o preconceito racial gritante, e os maus-tratos e condições precárias de trabalho das faxineiras. É um relato forte e autobiográfico, porém bem-humorado e de certa forma, esperançoso, de uma mulher que luta pela (qualidade de) vida de suas "irmãs".
Profile Image for Flávio Porto.
24 reviews
May 25, 2022
Cartas que, como o diário de Carolina de Jesus - uma das inspirações da autora - apresenta os feitos e efeitos da pobreza monetária e moral; do abuso, exploração e humilhação; das mentiras, renúncias e remissões, em uma série de desabafos.

Cartas a uma irmã distante, ligadas pelo peso quase eterno de uma sociedade racista que insiste em fechar os olhos. Sem se conhecer, se conheciam; sem conviver, conviviam.

Cartas que nunca chegaram a serem entregues a destinatária correta, mas que preenchem e tocam a vida de quem as lê. Reflexivo, como foi planejado para ser.
Profile Image for Emanuela Siqueira.
167 reviews60 followers
June 17, 2023
Com certeza, uma das melhores leituras do ano. A escrita de cartas sempre é um exercício de alteridade porque propõe um endereçamento. Aqui, uma escritora se vê (se questiona e se afirma) como uma trabalhadora da palavra porque enxerga a existência de outra longe dali. Françoise Ega "viu" Carolina Maria de Jesus em uma reportagem francesa, na década de 1960, e assim deixou um registro sensacional sobre práticas de leitura e escritura elaboradas durante séculos entre mulheres. O que é presentificado na leitura? Excelente.
Profile Image for AG.
365 reviews
Read
November 7, 2022
this review is for Katie my FYS PLA and Katie only.

This book was like Down and Out in Paris and London by George Orwell in every conceivable way EXCEPT it was written by a woman (and therefore included a certain nuance that Orwell could never understand), and a black one at that (again, Orwell really thought he was something special).

If you see this I hope you appreciate what I'm saying.

Reading this was a HEADACHE. French can be hard.
3 reviews2 followers
February 4, 2023
Livro fala em forma de diário, contando o dia a dia de uma negra na França buscando seu espaço, tentando mostrar que todos são iguais e tentando manter sua opinião e sua vontade perante as patroas que tem pelo meio do caminho. Como pano de fundo tenta ser leve ao mostrar o racismo, mas ao ler com atenção percebemos o absurdo que ainda existe… lindo, revoltante, tocante… livro necessário para quem quer olhar pra dentro e entender seu lugar na luta contra o racismo estruturante.
Profile Image for Carla.
24 reviews21 followers
March 22, 2025


Les "lettres" sont adressées à l'écrivaine brésilienne Carolina Maria de Jesus, dont le livre *Quarto de Despejo* venait d'être traduit en français. C'est à Carolina que Françoise s'adresse pour partager son expérience en tant que femme de ménage à Marseille. C'est Carolina, avec sa vie dans les favelas de São Paulo, qui a inspiré l'Antillaise, mère de cinq enfants, à dresser ce portrait – réaliste mais émouvant. Deux femmes séparées par un océan, mais unies par leurs difficultés communes.

Profile Image for Samuel Henrique.
3 reviews
November 11, 2025
Eu descobri esse livro através de uma reportagem sobre a Carolina.
E tinha lido Quarto de despejo antes de Cartas.
A experiência que Françoise narram enquanto imigrante dialogam com a experiência do imigrante na europa do sec XXI… Como construir sua nova vida em meio a tanta coisa que acontece ao mesmo tempo?
Foi essa a sensação que tive ao terminar de ler esse livro e que me fez voltar a escrever cartas para meus amigos e familiares, mesmo não tendo respostas de volta.
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