Con la posta elettronica si tende a mentire molto di più che parlando. Scrivendo sms si risvegliano i pollici intorpiditi invece di usare i più evoluti indici, ma si ottiene una prosa sciatta e approssimativa, che deve sostenersi con l'aiuto di «faccine». Informazioni che tenevamo a mente (a partire dai numeri di telefono) sono trasferite su memorie esterne, indebolendo per conseguenza la nostra. Insomma, i media che ci circondano (e che formano quella che questo libro chiama mediasfera) modificano in profondità le nostre abitudini, il nostro uso del corpo e soprattutto le operazioni della nostra mente. Inoltre, ci interpellano in modo perentorio e irresistibile, inducendoci a esser «connessi» senza interruzione, perfino maniacalmente. Presi nella rete esamina lucidamente, e con fitti riferimenti al passato, la mente ai tempi del web, cioè i cambiamenti che la mediasfera produce nella mente, una rivoluzione inavvertita che è ancora più vasta e penetrante di quella che Platone paventava nel Fedro a proposito dell'avvento della scrittura. Il riassestarsi della gerarchia degli organi di senso, il sorgere di inedite forme di intelligenza, la metamorfosi del testo scritto e la virtuale scomparsa del concetto di «autore», gli slittamenti del modo di leggere e scrivere, la nascita di forme di vita «fasulle» che si scambiano di continuo con quelle «reali», le torsioni nel modo di raccontare storie e di rappresentarsi il passato, sono solo alcune delle dimensioni di questa rivoluzione che qui vengono analizzate e rispetto alle quali si offrono criteri per formarsi un'idea non passivamente euforica. L'ultimo capitolo contiene la prima analisi di un perturbante fenomeno che cresce in tutto il mondo, e che è anch'esso un cambiamento inaspettato: i movimenti di piazza mediati e regolati telematicamente, dagli Indignados in poi.
Raffaele Simone (Lecce, 27 maggio 1944) è un linguista italiano, studioso di linguistica e filosofia del linguaggio; ha inoltre un'intensa attività di saggistica politico-culturale e di organizzazione editoriale. Nel 1980 è divenuto professore ordinario di Linguistica generale all'Università degli studi di Roma "La Sapienza". Dal 1992 è stato professore ordinario di Linguistica generale presso l'Università degli studi Roma Tre, dove è anche stato, fino al 2008, Direttore del Dipartimento di Linguistica e Delegato Rettorale per il Progetto Scuola Superiore. Dal 2015 è Professore Emerito a Roma Tre. Ha ricevuto una laurea honoris causa dall'Università svedese di Lund. Alla sua attività di linguista unisce un’intensa produzione di saggi (di filosofia della cultura e della modernità, di politica della ricerca, di analisi politica) e pamphlets, quasi tutti tradotti in varie lingue.
Simone scrive in maniera comprensibile e in questo testo affronta temi interessanti, ma il libro non mi ha particolarmente colpito. Carino, ma nulla di più. "l'esplosione della telematica, del web, della incontrollabile quantità e natura dei gadget digitali mi pare per molti versi una delle più straordinarie manifestazioni di follia (a volte anche di idiozia) collettiva che si siano mai avute." A sentire Simone sembra che il libro, l'autore, l'editoria vadano verso una lenta morte certa. Pare che Simone rimpianga i bei vecchi tempi, quando si facevano le cose con calma ed in maniera migliore. Bah, non mi ha convinta.
La parte iniziale offre spunti interessanti. Le altre sono più noiose. Nel complesso il titolo è fuorviante: la rete e Internet hanno un peso relativamente marginale nelle parti 2, 3 e 4. Entrano come esempi di dinamiche analizzate teoricamente. Si vede che il testo nasce anche riciclando altri lavori.