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La collina del vento

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Impetuoso, lieve, sconvolgente: è il vento che soffia senza requie sulle pendici del Rossarco, leggendaria, enigmatica altura a pochi chilometri dal mar Jonio. Il vento scuote gli olivi secolari e gli arbusti odorosi, ulula nel buio, canta di un antico segreto sepolto e fa danzare le foglie come ricordi dimenticati.
Proprio i ricordi condivisi sulla "collina del vento" costituiscono le radici profonde della famiglia Arcuri, che da generazioni considera il Rossarco non solo luogo sacro delle origini, ma anche simbolo di una terra vitale che non si arrende e tempio all'aria aperta di una dirittura etica forte quanto una fede. Così, quando il celebre archeologo trentino Paolo Orsi sale sulla collina alla ricerca della mitica città di Krimisa e la campagna di scavi si tinge di giallo, gli Arcuri cominciano a scontrarsi con l'invidia violenta degli uomini, la prepotenza del latifondista locale e le intimidazioni mafiose. Testimone fin da bambino di questa straordinaria resistenza ai soprusi è Michelangelo Arcuri, che molti anni dopo diventerà il custode della collina e dei suoi inconfessabili segreti. Ma spetterà a Rino, il più giovane degli Arcuri, di onorare una promessa fatta al padre e ricostruire pezzo per pezzo un secolo di storia familiare che s'intreccia con la grande storia d'Italia, dal primo conflitto mondiale agli anni cupi del fascismo, dalla liberazione alla rinascita di un'intera nazione nel sogno di un benessere illusorio.
Carmine Abate dà vita a un romanzo dal ritmo serrato e dal linguaggio seducente, che parte da Alberto, il tenace patriarca, agli inizi del Novecento, passa per i suoi tre figli soldati nella Grande Guerra e per tutte le sue donne forti e sensuali, e giunge fino a Umberto Zanotti-Bianco, all'affascinante Torinèsia e all'ultimo degli Arcuri, uomo dei nostri giorni che sceglie di andare lontano. La collina del vento è la saga appassionata e coinvolgente, epica ed eroica di una famiglia che nessuna avversità riesce a piegare, che nessun vento potrà mai domare.

264 pages, Paperback

First published January 1, 2012

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About the author

Carmine Abate

33 books38 followers
Carmine Abate was born in Calabria, southern Italy. He immigrated to Germany at a young age and now lives in Trentino, northern Italy, where he teaches university. His first book, a collection of short stories, was published in 1984. He has since published numerous prize-winning novels including Between Two Seas and a collection of poetry.

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Displaying 1 - 30 of 59 reviews
Profile Image for Frabe.
1,197 reviews56 followers
March 10, 2018
Le origini, la terra natìa, sono il leitmotiv dei romanzi di Abate e il tema è riproposto - ovviamente, inesorabilmente - anche qui, in quest'ultima opera che, pur premiata con il Campiello (?!), mi è parsa piuttosto modesta, inferiore ad altre dello scrittore calabrese-trentino d’adozione (decisamente preferibile "Tra due mari", ad esempio). Quanto alla forma, in particolare, la scrittura di Abate è piana, troppo, la movimentano giusto i termini dialettali e qualche aggettivazione ardita (in un passaggio erotico ricordo, per dire, dei seni "guizzanti"...). Comunque: grazie al tema che prende, evidentemente, e alla scrittura popolare è arrivato il premio prestigioso, con vendite - vedo dalle classifiche - che stanno andando forte... dunque Abate continuerà così.
Profile Image for Pippicalzelunghe.
225 reviews70 followers
October 29, 2019
E’ il primo Abate che leggo e mi è piaciuto, il libro è ben scritto e appassionante. La storia di una famiglia calabrese, sulla collina del Rossarco, che va dagli inizi del novecento ai giorni nostri, in cui ci sono uomini forti e testardi, legati alle proprie idee e alla propria terra che non vogliono cedere anche a costo della propria vita. La famiglia Arcuri è formata anche da donne forti, infaticabili, sempre al fianco dei loro mariti.
Ma la protagonista assoluta è la collina con il vento e i suoi profumi e colori, perché leggendo le immagini appaiono davanti agli occhi: i fiori, i vigneti, i frutti, il panorama, il mare.

Il colore dominante è il rosso porpora dei fiori di sulla. Tutt’intorno, alberi da frutto, cespugli di lentisco, alloro, ginestra, rosmarino e sambuco, una vigna, ulivi secolari e isolotti di fichi d’India sparsi qua e là, e un bosco di lecci che copriva il versante più nascosto come una mezza corona sbilenca.

Era un miscuglio di ginestra e sambuco in fiore, di origano e liquirizia, di cisto, menta e malva selvatica, che la brezza marina faceva roteare sulla cima della collina come un’aureola invisibile.
Quella collina che ha un forte legame, dalla quale ci si può separare per qualche tempo ma da cui si torna, per le forti radici.

Questi luoghi sono ricchi fuori e dentro. Solo chi è capace di amarli sa capirli e apprezzarne la bellezza e i tesori nascosti. Gli altri sono ignoranti. O disonesti e malandrini che pensano solo alle loro tasche.

Wo gehen wir denn hin? Immer nach Hause. Dove stiamo andando? Sempre a casa.

Profile Image for Saturn.
630 reviews79 followers
December 8, 2019
Generalmente della Calabria si conoscono le spiagge bellissime, il buon cibo, ma davvero poco della sua storia, della sua cultura e dei suoi abitanti. Questo libro è un'ottima occasione per penetrare questo territorio, per sentire il profumo di certi luoghi in parte perduti sotto gli abusi del cemento. In questa saga famigliare Carmine Abate cerca di portare alla luce i sentimenti di questa terra che a volte appare lontana e impenetrabile ripulendola dagli stereotipi. Ne risulta un bel racconto, appassionate, che forse pecca solo un po' nella scrittura non pienamente all'altezza della storia narrata.
Profile Image for Massimiliano Laviola.
107 reviews19 followers
October 3, 2012
Un ottimo libro di narrativa, scorre perfettamente, la trama è ben costruita. Il limite sta nell'eccessiva schematizzazione: c'è il buono e il cattivo, quelli del nord e quelli del sud, persone oneste e farabutti. Nessuna zona o sentimento intermedi.
Credo ci sia troppa enfasi meridionalista, anzi mi sembra esageratamente calabrese.
Profile Image for Diabolika.
245 reviews51 followers
July 7, 2021
Bellissimo! La trama è decisamente nelle mie corde: una saga familiare che si sviluppa lungo un secolo, intrecciandosi con la grande storia d'Italia. Inoltre, lo stile è veramente superbo: una scrittura talmente evocativa che mi sembrava di essere sulla collina del Rossarco - la vera protagonista del romanzo - travolta dal vento e dai profumi di quella natura così incontaminata.

Insomma, Carmine Abate è stata una bellissima scoperta!
Profile Image for Malacorda.
598 reviews289 followers
August 9, 2017
"Non avevo nostalgia di niente perché, senza saperlo, custodivo tutto dentro di me."

Le saghe familiari sono sempre belle, tante ne ho lette e altrettante intendo leggerne: tutte messe insieme, rappresentano un giro d'Italia unico nel suo genere. Questa è una storia d'amore per la propria terra, lieve e piacevole come la brezza marina. Originaria della Calabria jonica e saldamente ancorata alla collina di cui al titolo, questa famiglia Arcuri ha molti tratti in comune con i Chironi della Stirpe di Fois: un componente importante di nome Michele Angelo, la caparbietà e l'attaccamento alla propria terra, la Calabria che come la Sardegna è una periferia ai margini dei grandi avvenimenti della storia e soggetta a sfruttamenti di ogni tipo. Dagli inizi del Novecento fino ai giorni nostri, racconta la terra di Calabria con i colori, i profumi e i suoni della natura, ma anche con le miserie e le difficoltà, la vita di fatica nei campi e nelle miniere di zolfo. C'è una doppia narrazione: una al tempo presente con un vago sapore di malinconia e disillusione, e una che ripercorre a colori vividi il passato, entrambe per voce dell'ultimo esponente della famiglia ed ottimamente intrecciate tra loro. Oltre alla storia della famiglia e alla storia d'Italia, vi si trovano un po' di ecologia e un pizzico di mistero (quasi un'ombra di giallo); alcuni episodi non sono banali ma forse paiono eccessivamente semplificati; si fa inoltre conoscenza con due interessanti personaggi storici: Paolo Orsi e Umberto Zanotti-Bianco, entrambi intellettuali a tutto tondo, oltre che archeologi. In tutto, un ottimo lavoro di mixaggio degli ingredienti.

Profile Image for Uhtred.
363 reviews27 followers
November 23, 2024
A very beautiful novel, read by chance in this period of covid-19. Usually I don't read the winners of the Campiello Prize (and in fact this book won it in the now distant 2012) but I must say that Abate deserved it. Four generations of the Arcuri family, town of Spillace, Calabria. From Alberto, to Arturo, to Michelangelo to Rino. One hundred years of Italian history, from before the First World War to the present days, going from 2 wars, from fascism, from Andrangheta, from wind-ecological speculators to those who exploit the coast, all interspersed with glimpses of healthy Italy, archeology lovers, teaching lovers, good-hearted people. The background of this family saga is the Rossarco hill, the center of gravity of all the Arcuri families who were born, raised and died there. The hill of the old olive tree, the hill of the wind that seems to want to talk to you. Arcuri are men of honor and their families are like them: healthy principles, few prejudices, zero racism, an innate love for nature and for freedom, for women, for men and for ideals. The Arcuri go to wars because they are forced, they do not believe it and do not care much about, but who of them is called to go there, then he goes, while those who stay at home do not think twice about helping an English aviator shot down while Italy was ally of the Germans. In short, a very readable plot, at times moving, where is very clear the author's desire to make us understand how much the world would be better if men instead of being wolves of other men were focused on "progressing" (so defined in the book), that is, improving as men and as Humanity.
Profile Image for Bliv.
76 reviews
November 6, 2012
Ben scritto anche se ho trovato il finale un po' debole.
Per tutta la durata del racconto si attende di scoprire il segreto custodito nella collina di Rossarco e francamente non c'è niente di così strabiliante nello svelamento finale.
Profile Image for Simona.
975 reviews228 followers
February 25, 2014
Il vento che soffia sul Rossarco, in una collina sulle pendici del Mar Ionio in Calabria ci racconta di una terra millenaria con le sue tradizioni.
Carmine Abate ci porta alla scoperta, non solo del Rossarco, una terra con i suoi profumi, i sui olivi secolari e arbusti, ma anche dell'Italia e della famiglia Arcuri.
L'Italia che si racconta è l'Italia degli anni cupi della Prima Guerra Mondiale, del fascismo, della liberazione e della rinascita, che si intersecano con la famiglia Arcuri. Una famiglia, che, insieme ai personaggi calabri, è la protagonista del romanzo. Una famiglia umile, uuna famiglia che lotta, combatte, spera, portando nel cuore la bellezza delle proprie origini.

"Viviamo in una regione piena di luoghi magici, sarebbe un peccato non visitarli".
Credo non ci sia messaggio migliore di questo per invitarvi a leggere questo libro e innamorarvene, proprio come è successo a me.
Profile Image for L'amaca di Euterpe.
186 reviews10 followers
April 19, 2014
Che noia, che barba!
Un libro che parla di una famiglia, una saga all'ombra del Rossarco imponente collina calabrese testimone di un passato misterioso. Tanti elementi interessanti, ma non coltivati, lasciati diluire nell'acqua di rose di un non dire che non capisco.

Se non fosse che era per una lettura collettiva lo avrei abbandonato presto.

Il resto della recensione nel mio blog:
http://amacadieuterpe.wordpress.com/2...
Profile Image for Raffaella.
208 reviews4 followers
September 10, 2012
Bellissima storia di tre generazioni di uomini e donne aggrappati con unghie e denti ad una collina e alle loro terre.
Profile Image for Giovie.
4 reviews2 followers
January 22, 2014
Vincitore del Premio Campiello 2012.
Quella sera, come faccio ormai da un pò di anni sono rimasta sveglia a guardare uno dei Festival italiani più importanti che abbiamo nella nostra Italia. Sono rimasta subito colpita da questo titolo, probabilmente per l'atmosfera che questo libro si trascina dietro, per la storia che parla di una terra un pò anche mia. L'ho subito appuntato nella mia "lista desideri" e mi è stato regalatoil Natale successivo.
Ho aspettato diversi mesi prima di leggerlo perchè io sono fatta così, sono convinta che ogni libro ti chiami quando è il momento giusto, il momento di svelare i suoi segreti, di farsi scorprire. Non è sempre uguale, non è la stessa cosa, i libri ti parlano e vanno ascoltati, hanno una voce meravigliosa che non va sovrastata.
La voce de "La collina del vento" mi ha chiamato in questo Settembre che lentamente mostrando i colori di un autunno perfetto.


Questo è un libro documentario intriso di storia amara.
Amara perchè è vera ed è quella che non si racconta spesso. La storia del Sud ai tempi della Prima Guerra Mondiale, della Seconda, della successiva ripresa lenta sono spesso narrate a mò di impronta, cioè come uno le vuole raccontare, concentrandosi su un aspetto o due, oppure rimanendo nella vaghezza che non fa dire nulla di concreto, estraniando la propria verità.
Questo libro è invece veritiero, un plauso va a questo aspetto raro, certamente determinato dal fatto che l'autore al Saud appartiene, è calabrese, meridionale militante dalle ossa al cuore.
Quando si è del Sud, scusatemi ma sono di parte, si sente un legame con la propria terra viscerale ed eterno, La tua terra ti palpita nel sangue e te la porti dentro ovunque vai. Ce l'hai scritto sul viso che sei meridionale e tu sei contento di questa dichiarazione a cuore aperto, essa è la tua gioia e il tuo sorriso. Così si vuole raccontare di quella terra la verità vera, non quella spesso storipiata dai moralisti da quattro soldi, la verità di chi quella terra la viva, di chi ne è parte integrante.,
Questo ha voluto fare Carmine Abate e io credo sia riuscito ad imprire la sua versione con forza.

Egli ci racconta della collina del vento, il Rossarco che tutto sente e tutto regala e di Krimisa, antica città della Magna Grecia che sotto di essa si nasconde, tesoro risucchiato da molti tempi alternatisi su quel terreno.
La collina è il perno dell romanzo. Krmisa è il perno del romanzo.
Krmisa con la determinazione della famiglia Arcuri di conoscerla e di farla conoscere alla gente, (ri)scoprendola, tirandola fuori da quella meravigliosa collina che ne è nido. La determinazione della famiglia Arcuri si tramanda di generazione in generazione, la loro storia intima è antica - inizia alla prima pagina con Alberto, capofamiglia, capatosta, votato con convinzione alla sua collina che chiama casa. L'amore della sua vita, Lina, donna con grandi braccia piene di amore che troppo hanno sofferto l'orrore di una guerra che porta solo perdite, nessuna vittoria, il loro figlio Arturo, con un'indole eroica e un senso di giustizia troppo duri a contenere, Sofia che di quel cavaliere senza macchia si è presa il cuore e i loro due figli, frutto di un amore incondizionato e incondizionabile, Michelangelo, che della famiglia Arcuri porta dentro le radici profonde e Ninabella, "precoce in tutto", ragazza incontenbiile, anticonformista, che lotta per realizzare i suoi sogni profondi, studiando, e arrivando lontano. E' il mio personaggio preferito.
Poi c'è Simona, moglie di Michelangelo e il loro figlio, Arturo Cesare con cui ci scrive fine a questa storia,
Tutti i personaggi sono belli, ma leggendo ti rendi conto che sono secondari, che non è su di loro che l'autore ha voluto concentrare la sua scrittura, La famiglia Arcuri è il calore che alla collina dà vita, ma la collina con la sua storia nascosta è la vera protagonista del romanzo.Non so se l'autore abbia operato questa manovra consapevolmente o se è un effetto che solo io ho carpito ma questo elemento mi ha spiazzato, perchè ho visto personaggi belli che potevano crescere venir lasciati andare così, vicende che restano in bilico o che ad un certo punto corrono via frettolosamente, alleggerendo i sentimenti, concludendosi in maniera troppo veloce e astratta. Come se l'autore avesse accompagnato ciascuno di loro per mano lungo il bosco di Tripepi, sulla cima del Rossarco, e poi li avesse lasciati lì, molllando la presa, schiudendo le dita. E' lì che è ancora per me tutta la famiglia Arcuri.


Il Rossarco è l'emblema di tutto, dall'inizio su quella collina si scava, la sia vuole conoscere sul serio, probabilmente la famiglia Arcuri che ho lasciato sulla sua cima sta ancora cercando un pezzo mancante, l'immersione nella storia antica, Quando Alberto Arcuri conosce l'archeologo Paolo Orsi mette da parte la sua diffidenza nei confronti di quell'uomo incravattato così diverso salla sua famigla umile ma 'sperta' nelle cose sue, eppure così simile perchè come quella famiglia, appassionato e desideroso di raggiungere l'obiettivo della sua vita che si rivelerà il medesimo. Onorare la collina del vento, con le sue bellezze e con la storia che essa ha inciso dentro. Sotto il Rossarco si nasconde Krmisa, e tutto il libro rincorre il sogno di Paolo Orsi, il sogno di Alberto Arcuri di dimostrarlo alla gente che non sa quanto può essere prezioso un pezzo di terra, quanto può insegnare.
Il concetto di inseguire un obiettivo, nonostante la avversità incombenti come pioggia fredda, contro i contrari, i criminali, i segreti che anche la famiglia Arcuri custodisce, ben nascosti eppure visibili dalle ferite che hanno lasciato, tutto questo traspare molto bene da questo libro, ogni generazione Arcuri dà il suo personale ed incisivo contributo per portare Krimisa alla luce e alla fine ci si riesce, con la determinazione scritta negli occhi del meridionale militante.
Le terre del Sud Italia, le nostre terre pullulano di tesori e troppo spesso ce ne dimentichiamo, troppe volte siamo noncuranti, siamo distratti, e probabilmente senza rendercene conto quella terra nostra la facciamo soffrire, non rispettiamo più i suoi gioielli.
Il messaggio di questo libro per me è proprio quello di scoprire i luoghi del cuore, dedicati a loro, conoscili, proteggili. Come la famiglia Arcuri ha fatto con il Rossarco, come Paolo Orsi o il dottor. Zanotti Bianco hanno deciso di fare nella loro vita.
Questo messaggio esemplare credo sia la chiave che ha permesso ad Abate di vincere il Premio Campiello, è una lezione troppo spesso dimenticata, eppure è così naturale e Abate la trascrive in modo semplice in modo da farla sentire a tutti. Di farla sentire davvero.


Tutto si inchina al cospetto della collina, così non sono rimasta tanto colpita dalle vicende dei singoli personaggi ma dall'elemento storico, o meglio da quello che esso rappresenta, La Krimisa fatta di terra alla fine del libro diventa astratta come le vincende dei personaggi, è ciò che essa rappresenta che rimane, l'importanza che ciascun popolo deve dare alla sua storia. Così non si rimane coinvolti dalle vicende, dai segreti, dagli intrighi ma dal messaggio che il libro ti lascia. L'elemento narrativo è minore, passa in secondo piano, talvolta lasciandoti un pò di amaro in bocca ma facendo emergere una lezione importante.
Insegnamento che per me è stato ancor più sorprendente, perchè ho letto le origini di luoghi in parte miei, i luoghi descritti sono i natali di mia madre. Lei è nata sotto quella collina, a Cirò Marina. Questo è stato emozionante, ho imparato.che i luoghi sono sempre come mani ben nodose che custodiscono le favole più belle, quelle più illuminanti, quelle che se le ascolti con attenzione ti dicono chi sei.
Per questo sono storie che non si raccontano a chi capita, ma si sussurrano solo agli orecchi tesi, alle braccia aperte, consegnandole ad essi con cura, come un bambino in fasce.
Profile Image for Alessandro.
124 reviews2 followers
January 19, 2020
La collina del vento racconta la storia di tre generazioni di una famiglia calabrese a partire dalla prima guerra mondiale fino ad arrivare ai giorni nostri. Le avventure familiari vengono narrate senza tralasciare gli eventi storici e popolari della Calabria e del resto dell’Italia che fanno da sfondo alla storia principale. Si tratta di una famiglia ammaliante, che riesce ad affascinare il lettore come le famiglie di saghe più note come quelle di Cent’anni di solitudine e La casa degli spiriti. Tanti classici che raccontano l’America latina riescono a descrivere famiglie che entrano dentro la tua mente e non ti lasciano più, così come avviene con La collina del vento, che credo un giorno diventerà un classico di riferimento che racconta la Calabria.

Il resto della recensione si può leggere qui:
https://alessandroraschella.com/2019/...
2 reviews
December 13, 2025
Un libro lento, pieno di descrizioni soprattutto di luoghi, per me all’inizio pesante e un po’ noioso. Se superi questa fase, però, entri a far parte della famiglia Arcuri: vivi i loro dolori, condividi le loro gioie, condanni i difetti e apprezzi le qualità, prima fra tutte l’amore incondizionato per la loro terra, filo conduttore di tutto il romanzo e colla che tiene insieme quattro generazioni diverse. La parte più bella è affezionarsi ai personaggi al punto da sentirsi vuoti alla fine della storia.
Profile Image for KnownAsLavinia.
238 reviews
January 22, 2019
La storia della famiglia calabrese e del loro attaccamento alla terra e ai segreti che questa terra nasconde non mi ha coinvolta per niente e ho fatto fatica a finire il libro.
20 reviews2 followers
September 22, 2024
Molto molto bello
Storia appassionante, coinvolgente
Profile Image for Arianna Farina.
34 reviews
February 23, 2025
Una storia ambientata in Calabria dai primi del ‘900 ad oggi. La collina del Rossarco lega indissolubilmente la famiglia Arcuri, con le sue tradizioni e le sue verità nascoste. Ne ho apprezzato i cenni storici e il linguaggio, che fa davvero capire nei dettagli l’ambientazione in cui si svolgono le vicende. A tratti, però, mi è parso lento e un po’ troppo costruito. Comunque una piacevole lettura.
Profile Image for Veronica D'Archivio.
63 reviews
October 23, 2020
Storia coinvolgente e molto bella. Interessante anche la ricostruzione del mondo contadino.
Il finale però, sinceramente, non mi è piaciuto: sembrava che chissà quale segreto ci fosse... E invece, alla fine, è risultato tutto piuttosto banale.
This entire review has been hidden because of spoilers.
Profile Image for Roberto.
365 reviews43 followers
August 25, 2017
Una bella Calabria, intensa e fiera

Mi ha trascinato con sorpresa e piacere in un mondo schietto tra odori e sapori antichi e forti. Un mondo di lavoro e dedizione (e sofferenze e soprusi), ma anche di miglioramenti ed evoluzione. Il caleidoscopio della saga familiare centenaria si arricchisce man mano di personaggi che superano la terra e gli stereotipi traendone forza e motivazioni per cimentarsi nell'educazione, nell'arte, nell'archeologia. Ma la terra e la gente di Calabria, la cultura tutta di quei luoghi, ne restano la matrice. Con grande rispetto.

Dal punto di vista narrativo, è senz'altro e onestamente ben scritto. Avrei forse trovato un modo diverso di presentare i riferimenti attuali che, inseriti come capitoli, spezzano un poco il racconto e non aiutano a tenere il filo della vicenda e dei tanti personaggi. Che comunque sono protagonisti di una storia forse un poco 'debole', ma sicuramente molto sentita dall'autore. Ho infine scoperto che la parte legata all'archeologia fa riferimento a ricerche su fatti e persone importanti e reali, cosa che sicuramente arricchisce il valore del tutto.
Profile Image for ★Loredana★.
99 reviews8 followers
April 28, 2013
Ogni luogo ha una voce che racconta una storia, attraverso le parole e i ricordi di chi vi ha vissuto, di chi ci vive e LO vive giorno per giorno fino a carpirne, a estrarne l’anima che vi è racchiusa, a comprenderne il linguaggio, ad ascoltarne il grido o il sussurro, fino a farlo diventare parte di sé, a farlo entrare nelle proprie viscere, nella propria essenza, e a portarselo dentro anche dall’altra parte del mondo; perché, si sa, la vita spesso ci allontana da luoghi e persone, ci porta dove e come decide lei... la vita spesso ci rende ostili proprio quei luoghi che poi ci restano struggentemente dentro; essi invece sono lì, fermi ed eterni se pur mutevoli nella forma lenta del tempo che passa, mentre noi cambiamo altrove, e spesso fuggiamo proprio da quelle radici che prima o poi, come sirene insidiose e tentatrici, ci richiamano indietro, dove è il nostro posto, perché una parte di noi rimane appesa lì, inesorabilmente, anche se non vorremmo, anche se non ci piace, anche se abbiamo spiegato le nostre ali verso nuovi orizzonti.
Questo libro ha per protagonista un luogo e la sua voce, una collina rossa che ha una storia da raccontare, tanti segreti da sussurrare al vento, e una verità che aspetta pazientemente di essere svelata... una storia che attraversa il Novecento e le sue due guerre, raccontata e custodita dal lavoro e dalla fatica della famiglia Arcuri, dall’orgoglio e dai sacrifici di chi aveva nella terra la sua ricchezza, nella dignità la sua unica risorsa, nella memoria il suo futuro.
Una storia da raccontare dunque, la storia degli sconosciuti eroi di tutti i giorni, quelli con le mani sporche di quella terra che è la loro unica fonte di sostentamento, da difendere, preservare e custodire a qualunque prezzo, perché su quella collina rossa ci sono radici profondissime, radici di una famiglia, ma anche di una storia millenaria che il tempo non ha ancora deciso di svelare, e che va difesa dalle mani sporche di chi crede e agisce solo in nome del dio denaro, sua santità il potere, e dal progresso, che, si sa, non hanno memoria né radici né rispetto.
Il vento che soffia sulla collina del Rossarco diventa la voce di quel segreto, di quei segreti che si nascondono sopra, sotto e dentro quella terra aspra e difficile da coltivare, la voce di un passato da custodire, così potente da arrivare lontano, a chi quella terra ha deciso di abbandonarla, per spiegare le ali e piantare altrove nuove radici, ma che la terra e la vita richiamano indietro, perché con sé stessi e con la propria storia siamo tutti chiamati a fare i conti, prima o poi, la verità ha pazienza, ma esige fedeltà e rispetto, e prima o poi chiede spazio e tempo.
Spazio e tempo attendono dunque gli ultimi eroi della famiglia Arcuri, padre e figlio, passato e futuro, in una commovente resa dei conti con la loro storia, con i segreti e con la verità sussurrata per anni dal vento della collina, in un finale struggente eppure semplice, come un piatto di pasta e ceci; semplice, come la storia e la struttura narrativa di questo romanzo, al quale ammetto di essermi avvicinata con diffidenza, come faccio da un po’ con tutti i romanzi che vincono premi letterari. Che dire? Mi è piaciuto, perché ho avuto l’ennesima prova che non è necessario arzigogolarsi con parole e pensieri per arrivare al cuore di chi legge. Spesso basta saper raccontare una bella storia, o magari avere un bel vento dentro, da ascoltare.
Profile Image for Armando.
40 reviews6 followers
March 7, 2018
Avete presente la tipica fiction Rai con Beppe Fiorello protagonista?Credo che non valga la pena aggiungere altro.
Profile Image for Bunny.
248 reviews95 followers
February 2, 2015
Una completa e molto piacevole storia famigliare tutta italiana in cui, finalmente, la scrittura è buona e l'argomento interessante.
Profile Image for Maria Scanu.
55 reviews2 followers
January 15, 2021
La Collina del Vento è una saga familiare del Novecento ambientata in Calabria, nel Crotonese.
Tre generazioni di Arcuri, Alberto, Arturo e Michelangelo sono raccontate dall’ultimo erede della famiglia, Rino.
La famiglia Arcuri è rispettata da tutti nel piccolo paese di Spillace e possiede la collina del Rossarco, chiamata così perché si tinge di rosso quando la sulla è in fiore ed acquistata pezzo per pezzo da Alberto.
È un romanzo sul legame tra le persone e i luoghi che hanno dato loro i natali, è la storia dei sacrifici della gente onesta che oltre alla povertà deve sopravvivere ai soprusi e convivere con il vuoto lasciato dalle ingiustizie.
Le vicende della famiglia e quelle della collina sulla cui soffia sempre il vento sono intrecciate indissolubilmente: la vita dei luoghi e quella delle persone dipendono le une dalle altre.
La colonna portante di tutto l’intreccio sono gli scavi archeologici fatti per portare alla luce i resti dell’antica città della Magna Grecia, Krimisa, che sorge nell’area archeologica di Punta Alice e che l’autore colloca nel Rossarco.

Personaggi, luoghi, eventi storici e schema narrativo sono ben congegnati. La scrittura è pulita, veloce e profonda allo stesso tempo, nel racconto trovano spazio tutti i tempi musicali, dall’adagio al presto. Carmine Abate ha la capacità di commuovermi senza essere melenso, è uno dei pochi autori italiani (insieme a Erri De Luca) che riesce a coinvolgere tutti i miei cinque sensi perché le descrizioni sono articolate in modo sublime, tanto da rendere vivida ogni immagine. Di suo avevo già letto Le Stagioni di Hora, una raccolta di tre romanzi (Il ballo tondo, La Moto di Scanderberg e Il Mosaico del Tempo Grande) dedicata alle sue radici Arbereshe e che al tempo mi aveva molto colpita.
Sono molto felice di aver confermato le emozioni provate ne Le Stagioni di Hora.
Profile Image for Simona Sireus.
95 reviews1 follower
February 24, 2025

“La verità è che i luoghi esigono fedeltà assoluta come amanti gelosi: se li abbandoni, prima o poi si fanno vivi per ricattarti con la storia segreta che ti lega a loro;
se li tradisci, la liberano al vento, sicuri che ti raggiungerà ovunque, anche in capo al mondo”

Si tratta di un’intensa saga familiare ambientata in una Calabria ricca di odori, profumi e colori che arricchiscono il paesaggio e alimentano il vento che soffia sulla collina di Rossarco. Dai primi anni del novecento accompagniamo quattro generazioni della famiglia Arcuri: quando soffre la fame durante la guerra e mentre sacrifica tutto per l'educazione e l'avvenire dei figli facendoli studiare e migliorare socialmente; quando si oppone alla prepotenza dei latifondisti e degli imprenditori e quando gli scavi archeologici fanno emergere i resti di Kremisia, una delle città più antiche della Magna Grecia.
Il richiamo della terra è il sentimento che vince su tutto e attira a sè in modo magnetico tutti i componenti della famiglia, un sentimento senza tempo lungo un secolo.
Una storia semplice che sottolinea molto i valori della famiglia, dell'amore, dell'essere felici con poche cose semplici e del rispetto per la propria terra.
Lo stile è scorrevole, il libro si legge in un fiato.
Profile Image for Antonello Torzillo.
Author 4 books2 followers
March 7, 2020
Scoprire questo libro è stata una fortuna. Troppo spesso ci si lega a scrittori stranieri lasciando la letteratura nostrana in disparte, classificandola come spesso accade, ripetitiva e racchiusa in canoni prestabiliti. Non che questo libro non segua una qualche linea guida già vista, ma la poesia che ne scaturisce dalla descrizione dei luoghi e delle persone, è una cosa che non è facile da mettere nero su bianco. Inoltre (probabilmente per mie mancanze), non avevo mai letto un libro ambientato in Calabria. Sicilia, Campania, Lombardia ma la Calabria mi mancava, e mi ha fatto piacere poter rivivere una pezzo di storia italiana anche attraverso quel punto di vista. Una saga familiare lunga quasi un secolo che racconta di povertà, ingiustizie grandi e piccole, amori e orgoglio di far parte della propria terra. Consigliato.
Profile Image for Roberta.
2,006 reviews336 followers
January 31, 2018
Letto per caso, non conoscevo minimamente l'autore e non ricordavo nemmeno di averlo tra gli ebook. Ogni tanto capita questa serendipità libresca che ti fa incontrare il racconto giusto al momento giusto, e così è stato per me e la famiglia Arcuri. Mi piacciono le saghe famigliari e questa non fa eccezione, sebbene avrei gradito sapere qualcosa in più sulla vita di Ninabella a Londra.
L'amore per la loro proprietà e la cocciutaggine con cui la coltivano e la difendono mi ricordano Verga e il verismo. La descrizione della collina del Rossarco riesce a farne immaginare i colori e i profumi e la sua fine rispecchia quella mitologia da Magna Grecia che è uno dei fili conduttori della storia.
Profile Image for Sorkunde.
269 reviews
February 3, 2024
Protagonista è la collina del Rossarco con i suoi caratteristici fiori di sulla, rosso sangue. L'antica città della Magna Grecia, nota come Krimisa, la famiglia Arcuri e la rondine albina che appare nel romanzo come un oracolo.
L'intreccio narrativo è costruito ad arte con racconti tratti da diversi periodi storici che passano per il latifondismo, il fascismo, le rivolte contadine e gli scellerati progetti immobiliari della 'ndrangheta.
Di fondamentale importanza la figura dell'archeologo Paolo Orsini (esistito davvero) e la sua celebre frase: "Tutti i mondi nuovi sono costruiti con questi frantumi di stelle, di sogni".
Profile Image for Sara Opipari.
18 reviews
December 29, 2023
E' ambientato in Calabria nel Novecento e ha come protagonista una famiglia a più generazioni. Mi ha appassionata molto. Cioè, un pochino ho pianto, ma forse perché sono cresciuta da quelle parti.
Mi piace Abate, vorrei leggere altro di lui. Poi la narrativa di genere è bella da leggere, un po' perché ti emoziona, un po' perché ti fa venire in mente a chi regalare il libro che stai leggendo e finalmente quando vuoi regalare un libro a qualcuno sai perfettamente quale storia scegliere. Beh, se hai amici che provengono da regioni diverse è un lavoro lungo.
Profile Image for Tiziana.
555 reviews2 followers
January 26, 2025
Saga familiare che percorre l'intero scorso secolo, ambientata su una collina calabrese in prossimità della costa.
Bello il panorama descritto, interessante il rapporto affettivo del nucleo familiare.
Uomini forti coadiuvati da donne altrettanto capaci, che affrontano le due guerre mondiali con molte tragedie.
Fa da sfondo un interesse archeologico per una città della magna Grecia scomparsa Krimisi.
Appassionati del loro territorio con una forte impronta ecologista.
Profile Image for Bianca.
38 reviews7 followers
August 26, 2020
Le descrizioni dei profumi, dei paesaggi e degli elementi naturali in generale scaldano il cuore. Ho apprezzato immensamente l'intreccio con la storia della Magna Grecia. Un buon libro per una buona compagnia.
Displaying 1 - 30 of 59 reviews

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