Un libro che parla di una cultura di altri tempi, di figli illegittimi e di famiglie distrutte a causa di rapporti pre-matrimoniali, ma nonostante tutto molto scorrevole come solito della letteratura scandinava.
La trama ruota intorno alle figlie del prevosto, Rannveig e Thurithur. Rannveig e' sempre buona con tutti, gentile, amata dall'intero paese e molto promettente. Thurithur e' anch'essa promettente, ma tutti gli occhi sono puntati sulla sorella.
Come da tradizione, Rannveig parte per la Danimarca per studiare Arti Femminili, e al suo ritorno la famiglia ha una brutta sorpresa.
Il finale mi ha lasciato un po' con l'amaro in bocca, speravo in un "lieto fine" un po' piu' lieto, ma in compenso un bel libro, scorrevole e non troppo pesante.
La postfazione lo descrive come un libro parodico, ironico, ma io non l'ho vissuto come tale, anche se le situazioni sono portate veramente all'estremo, la mia impressione e' stata solo di un romanzo che parla di una cultura che non esiste piu'.