In una tiepida sera d’ottobre, un vecchio ferroviere in pensione con il pallino per il giardinaggio viene trovato ucciso nell’aiuola spartitraffico di un quartiere di Milano. Sul caso indaga Irene, giovane cronista di nera tanto infallibile sul lavoro quanto goffa nel privato. Attorno a lei si muove una Milano vivace e variopinta: il giornale a cui collabora, il suo condominio sul naviglio grande, le sue amicizie, i suoi colleghi. E poi c’è la “cosa” lo speciale talento di Irene di sentire le emozioni del prossimo, anche solo sfiorandolo. Un dono (o una maledizione) che anche questa volta la metterà sulle tracce di chi ha provocato la morte del giardiniere. Rosa Teruzzi costruisce un personaggio affascinante: Irene, una delle poche donne detective della letteratura italiana.
Rosa Teruzzi (1965) vive e lavora a Milano. Ha pubblicato diversi racconti e tre romanzi. Esperta di cronaca nera, è caporedattore della trasmissione televisiva Quarto grado, in onda su Retequattro. Per scrivere si ritira sul lago di Como, in un vecchio casello ferroviario, dove colleziona libri gialli.
Avevo incontrato il personaggio di Irene Milani nella serie (successiva) dei Delitti del casello, dove è un personaggio secondario, ma molto intrigante. Qui si vede che la Teruzzi si sta facendo ancora le ossa a scrivere gialli, infatti il caso è molto semplice e la storia è incentrata più sulla vita privata di Irene e le sue mille contraddizioni, però la Teruzzi scrive molto bene e leggerò anche gli altri casi di Irene Milani.
Forse mi era piaciuto di più la prima volta... non so. Fatto sta che ho abbassato il voto di mezza stellina. Perché? Perché sono dovuta tornare indietro non so quante volte: la mente vagava troppo come non dovrebbe fare se un romanzo ci sta appassionando, no? Troppe storie che si accavallano, che, se ti distrai un attimo non capisci neanche come si concludono. E sì, perché stiamo parlando di un romanzo giallo, è vero, ma uno in cui la protagonista è una giornalista di cronaca nera che corre dietro a tante storie diverse - per fortuna di facile soluzione - e dietro alla sua stessa vita che è altrettanto, se non più incasinata. Quindi, ho capito come mai non ricordassi più nulla di questa lettura... già questa mattina mi ero dimenticata quale fosse l'ultimo libro che avevo terminato di leggere, figurarsi!
Niente da fare non mi ha conquistato, manca l'ironia, un po' di pepe, di suspense, la protagonista per quanto dovrebbe ispirare tenerezza, deprime, una lagna, e non l'avrei mai detto perche' nella serie del casello è un personaggio che intriga, ti appare come una donna con spirito di avventura, furba, di sicuro non monotona, non sembra neanche lei, una delusione
tra omicidi, sentimenti mal espressi e storie del passato da affrontare Irene si barcamena tra l'aspettativa del lavoro fisso in redazione e l'inizio dell'innamoramento per Beppe. Omicidi inspiegabili nella cornice milanese vedono la giovane giornalista seguire le tracce di uno scoop Prequel de I DELITTI DEL CASELLO, Rosa Teruzzi ci regala una storia avvincente tra Milano e il lago.
Un anziano signore viene trovato morto in mezzo alla strada a MIlano. Irene, giornalista, indaga nella vita della vittima che è un ballerino di liscio e un membro della guerrilla gardener,