Già dai primi giorni nella scuola media, Boris capisce che non avrà vita subire le angherie dei compagni o uniformarsi e passare dalla parte dei prepotenti? Ma osservando lo sguardo deluso di suo padre, Boris capisce che una scelta è sempre possibile…
È piaciuto molto a mia figlia di 11 anni, che lo ha definito commovente. Una storia sul bullismo, sulle insicurezze dei preadolescenti e sul bisogno di conformarsi al gruppo dei pari. Il finale è edificante, la narrazione forse un po' troppo schematica e forzatamente giovanile, tuttavia il risultato è piacevole.
Letto nella notte disperata del 4 marzo perché una bambina a cui faccio ripetizioni doveva riscrivere il finale del romanzo e aveva bisogno di aiuto. Lo segno per il ricordo.
È la storia di un bullo che comprende che il suo errore è stato quello di non rispettare la sua sensibilità e di fare il bullo per pressione sociale. La rappresentazione della dinamica psicologica dietro la prepotenza è unilaterale. Sembra pensare ci siano bambini buoni e bambini cattivi, dove naturalmente il protagonista è quello buono che fa il cattivello. A illuminargli la strada del bene sono stati suo padre e un clown, ovviamente gli effetti di ispirazione sono stati immediati. Non penso che aiuti i bambini a diffidare da dinamiche simili.
"Passare col rosso" parla di un bambino che va alle medie e passa dall'essere un bambino bullizzato all'essere lui stesso un bullo. Il libro non mi è piaciuto tanto, diciamo che non lo consiglierei a qualcuno. Non mi è piaciuto perché l'ho trovato un po' scontato e a volte non capivo quello che voleva trasmettere la scrittrice al lettore.
Ça n'a aucune plausibilité. J'ai l'impression de lire un récit écrit par une personne aisée sur son image des collèges de classe moyenne. J'ai trouvé le texte nul.