Di sesso si parla troppo e male. Ogni giorno i mass media ci propinano ricette per diventare amanti migliori, ci promettono le "chiavi" per risolvere i nostri "problemi sessuali". Il risultato, però, non è altro che un proliferare di stereotipi e schematismi che si allontanano dall'esperienza quotidiana di ognuno e con cui fatichiamo a rapportarci. Perché? La risposta di Valérie Tasso è che tutte queste voci non parlano realmente di sesso, ma ripetono a pappagallo un discorso normativo sul sesso, dettato dalla morale – scientifica, religiosa, economica, politica – allo scopo di imporci modelli omologanti, una trappola per il controllo sociale. La sessualità della persona non è riconducibile a un generico manuale d'uso e consumo. Di qui la necessità di un pratico "antimanuale". Con rivoluzionaria spregiudicatezza e raffinata ironia, l'autrice utilizza la propria esperienza sul campo per smentire uno a uno i luoghi comuni assimilati, e per arginare la fiumana di parole intesa a reprimere la nostra natura e a soffocare la nostra individualità. Chi crede, fra le altre cose, che la prima volta è fondamentale, che con l'età cala il desiderio, che le fantasie sessuali si possono realizzare, che l'eiaculazione precoce è uno dei problemi dell'uomo, che la religione e il sesso non hanno niente in comune, che il sesso si conclude con l'orgasmo, troverà risposte sorprendenti nelle piacevoli pagine di questa analisi acuta, limpida, liberatoria, che non mira a risolvere problemi, ma piuttosto a evitare che insorgano dove, in realtà, non esistono affatto.
El titulo no es más que un gancho. El acervo cultural de esta mujer es obnubilante; las referencias, las experiencias, el humor en este libro, son por momentos hasta tediosos y por otros más fascinantes. Muy buen manual.
"...Reprimimos el sexo no por ocultación, sino por sobreexposición. Para ocultar la amplitud y la magnitud del sexo, y para hacer de él algo controlable, hablamos y hablamos sin cesar de lo que del sexo no nos perturba. Hasta que el sexo deviene algo estrecho y manejable, hasta que hablar de sexo deja de ser un tabú, hasta que lo que es un tabú es el sexo en sí mismo."
Non gli do 4 stelle solo perché mi aspettavo qualcosa di più narrativo, nello stile dei suoi libri precedenti, mentre si tratta di una raccolta di riflessioni più simile a un saggio, con qualche nota autobiografica come esempio. La tasso scrive bene, a volte fin troppo. qualcuno direbbe "si vede che ha studiato". Il sesso indubbiamente le interessa, tanto da diventarne esperta (nel dire e nel fare). Mi è piaciuto molto la spiegazione etimologica dei termini legati alla sessualità, che ovviamente usiamo spesso nel modo sbagliato. Lettura interessante e senza scandalo.
Sicuramente un libro da leggere perchè guarda veramente da un punto diverso tutti i luoghi comuni che noi abbiamo sul sesso in generale. Strutturato in brevi capitoli può essere letto a mo di pillole quotidiane per dare il tempo a metabolizzare un marea di informazioni “alternative” che l’autrice espone in modo estremamente lucido e privo di pregiudizi. Una voce diversa e benvenuta in un mondo purtroppo, a dire poco omologato, specialmente per quanto riguarda il sesso e i suoi annessi.
Alcune perle di saggezza e altre autocompiacenti. Tra le prime: "Il sesso non si misura. Il sesso si sperimenta, si costruisce, si compone, si disegna e si racconta."
Siempre interesantes los temas que toca en relación al tema que siempre toca en sus libros, un libro que te hace aprender como todos los de esta magnifica escritora, periodista y ensayista, pero un poco flojo con el resto de sus libros anteriores leídos. De todos modos recomendable.
Sorprendida por el bagaje cultural de esta mujer. Llegó a mí por casualidad y desde entonces Valerie Tasso se ha ganado mi respeto y admiración por este ensayo acerca de la sexología. El mezclarlo con sus historias personales hizo además que quisiera saber más de ella y de su vida personal. Mentalidad y personalidad abrumadoras. Invito a que la gente no se deje engañar por el título o la portada.
Nie rozumiem po cholere ta kobieta uzywa takich zwrotow jak "pejoratywna konotacja".... nawet ja nie wiem co to znaczy. a rozprawka naukowa to nie jest i czytaja to pewnie sami erotomani, tacy jak ja :>