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Alla larga da Venezia: L'incredibile viaggio di Pietro Querini oltre il circolo polare artico nel '400

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È questo lo scenario in cui compaiono tormentose storie d'amore, inconfessabili segreti di fanciulle, burrascose vicende marinare, prepotenze e punizioni d'una ciurma allo sbando. E soavi momenti di quiete degli undici superstiti, accuditi per cento giorni dalle disinibite donne dell'isola norvegese. Piero Quirino è il nobiluomo veneziano capitano della nave partita da Creta nel 1431 e scomparsa all'imbocco della Manica. A Venezia lo si crede morto annegato, ma sorprendentemente diciannove mesi dopo la sua partenza ritorna in patria con i pochi compagni d'avventura rimasti, dopo un lungo percorso a piedi attraverso la Svezia e la Germania. Scrive delle sue peripezie in un dettagliato, minuzioso resoconto, oggi conservato nella Biblioteca apostolica vaticana. Rispettati gli avvenimenti e la cronologia del viaggio, Giliberto e Piovan costruiscono "Alla larga da Venezia" addomesticando il linguaggio di seicento anni fa, innovando e ampliando vari sviluppi narrativi di quell'antico testo.

329 pages, Paperback

First published January 1, 2008

42 people want to read

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Displaying 1 - 5 of 5 reviews
Profile Image for Tittirossa.
1,062 reviews341 followers
November 26, 2017
Arriviamo alle Lofoten nel primo pomeriggio, con una luce che sembra cesellare ogni singolo filo d'erba. Per prima cosa ci dirigiamo verso Å, per vedere il museo dello stoccafisso. Lì il curatore, custode e proprietario (un ex commerciante di merluzzo che parla una dozzina di lingue e ha un modo fascinosissimo di fare da guida) mi rivela l'esistenza di Piero Quirino e del perché a Venezia prima e poi in Italia sia arrivato lo stoccafisso (da NON confondere col baccalà).
Il tempo di googlare e ordinare il suddetto libro e fiondarmi a leggerlo (poi mi regalerò anche i diari originali).
Piero Quirino è un nobile commerciante veneziano (parecchio sfortunato) che parte da Creta nel 1431 con destinazione le Fiandre. Lui e l'equipaggio della nave si ritrovano nel mezzo di una bonaccia prima e di un fortunale poi che li disalbera e li fa deviare migliaia di miglia dal loro percorso. Dopo mesi in balia del mare finiscono su un isolotto al largo delle Lofoten, davanti a Rost. Vengono soccorsi e praticamente adottati dai locali, che condividono con loro case, viveri e lavoro. Nell'avventuroso viaggio di ritorno fino a Venezia, Piero & co. portano con se una dozzina di stoccafissi, pesce che verrà adottato quasi immediatamente come cibo "di magro" per la Quaresima. Ma questa è un'altra storia.
La relazione di Piero Quirino alla Serenissima, finita nella Biblioteca Vaticana, narra i punti salienti della storia, da cui parte questo bellissimo romanzone che riempie con la fantasia i buchi della relazione, con una ricostruzione realistica e credibile, che fa veramente sognare!
Profile Image for Mauser.
Author 2 books5 followers
January 26, 2022
Occasione mancata.
Mi piace la letteratura di viaggi, le descrizioni di paesaggi e sensazioni date dagli occhi di qualcuno che si lascia stupire da un panorama, usanze, costumi.
Ho acquistato questo libro spinta dalla curiosità di conoscere la storia di questo viaggio, l'ho letto piena d'aspettative. Purtroppo l'ho finito con fatica e molta noia.
Aveva tutte le carte in tavola per una bella e interessante avventura per mare e per terra, c'erano gli ingredienti per renderlo speciale invece viene incredibilmente penalizzato da una scrittura noiosa, piatta e poco coinvolgente in cui si descrive anzichè mostrare, come un tema acerbo, con fastidiose anticipazioni del dopo (non solo dell'ovvia conclusione della vicenda ma anche delle storie secondarie di cui è infarcito).
La parte più lunga e approfondita è quella della costruzione della nave e dell'arrivo a Candia che occupa quasi metà del libro con lunghe descrizioni in gergo marinaro, liste di provviste e viveri, spiegazioni dell'ispettore della Serenissima. Ok... ma poi della deriva e dell'arrivo a Rustene si condensa tutto in altrettanta lunghezza di pagine.
Il ritorno per terra, poi, è fin troppo sbrigativo nella sua brevità. Poche paginette affrettate.
La perdita di controllo della nave è trattata a sprazzi dai diari di bordo (in cui ufficiali e medico protagonista scrivono più faccende personali che effettivi resoconti). L'arrivo nella stalla estiva al nord è la parte che mi ha avvinta di più, dove i personaggi si devono industriare alla Robinson Crusoe per sopravvivere, ma perchè non dare spazio ad una descrizione più profonda del confronto tra due culture così diverse e rendere invece il tutto superficialmente, tutto rose e fiori?
Ad esempio l'ambigua figura del parroco non viene approfondita, poteva essere un personaggio di tensione che invece viene smorzato affrettatamente in poche righe, idem quello precedentemente introdotto di Pegola, che fa una comparsata da cattivo e sparisce subito in un dimenticato oblio. Metterlo o meno non inserisce né interesse né suspense né valore aggiunto. Che senso ha mettere questa gente sulla scena? Che senso ha la storia di Betta o la digressione fin troppo lunga su Domenico?
Tutti i personaggi sono carenti: di nessuno ci viene dato un tratteggio approfondito, ma ci si limita a sfiorarli lasciandoli inespressivi e distaccati come statue di cera coinvolte in vicende personali insulse e sciape.
Si vede che gli autori conoscono la storia di questa vicenda con dettaglio così come particolari di vita di marineria storica, è lampante, ma come scrittori avrebbero avuto bisogno della mano di qualcuno più "navigato" che sapesse mettere mano e migliorare l'esposizione e il coinvolgimento della storia.
This entire review has been hidden because of spoilers.
395 reviews3 followers
October 9, 2022
Visto in libreria, ho letto solo la copertina e sono stato tratto in inganno: pensavo fosse un saggio storico, invece una volta aperto il libro e cominciato a leggere ho scoperto con un certo disappunto che si trattava di un romanzo. Superata la delusione iniziale devo dire che comunque anche come romanzo, pur avendo delle note positive, non entusiasma più di tanto; manca quell'intreccio e quella caratterizzazione dei personaggi che rapiscono il lettore, i momenti che dovrebbero essere più ricchi di pathos e suspense come quelli del naufragio, delle sofferenze, del viaggio di ritorno, vengono raccontati in maniera abbastanza didascalica e distaccata. Solo verso la fine con il ritorno a casa dei naufraghi e le vicende di chi è (o non è) rimasto a Venezia ad aspettarli il lato romanzesco si fa un po' più avvincente. Mi ha stupito poi che dello stoccafisso si parli in maniera abbastanza limitata, dato che il viaggio di Querini è ricordato soprattutto per aver importato dalla Norvegia il baccalà, uno dei piatti veneziani e veneti in generale più tipici.
Profile Image for Irene Murković.
27 reviews2 followers
August 23, 2023
Dopo diversi saggi su imprese di navigazione, spesso esageratamente flebili nell'entusiasmo della narrazione, ho trovato puro brio nello sviluppo di questo romanzo. Soprattutto per chi nell'alto Adriatico ci vive, la descrizione della spedizione di Quirino vibra ancora dell'emozione di 600 anni fa, rendendo lui e i suoi compagni di viaggio vicini a noi anche oggi. Una bellissima opera.
Profile Image for Caterina .
162 reviews1 follower
January 3, 2025
Racconto romanzato, piacevole anche se talvolta ingenuo nel ricreare atmosfere storiche.
Storia estremamente interessante, su cui continuo a voler sapere di più, anche a lettura conclusa.
3.5 stelle, arrotondate a 4 per simpatia.
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