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Grazie per quella volta. Confessioni di una donna difettosa
Rare book
- GenresFiction
252 pages, Hardcover
First published January 1, 2012
About the author
Serena Dandini
17 books63 followersSerena Dandini, all'anagrafe Serena Dandini de Sylva (Roma, 1954), è una conduttrice televisiva, scrittrice e autrice televisiva italiana. Ha ideato e presentato programmi cult come La tv delle ragazze, Avanzi, L’ottavo nano e Parla con me. Con Rizzoli ha pubblicato diversi libri tra cui Dai diamanti non nasce niente, Ferite a morte, da cui è stata tratta una pièce teatrale rappresentata in tutto il mondo, e Avremo sempre Parigi (Premio Cesare Pavese).
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Community Reviews
Displaying 1 - 13 of 13 reviews
October 25, 2024
2,5⭐️ non mi ha preso così tanto, l’ho letto anche molto di fretta perché volevo arrivare alla fine
October 21, 2024
Audiolibro.
Divertente carrellata di aneddoti autobiografici di Dandini. Ammiro il suo modo di scrivere, sia quando è scanzonato (ma non per questo superficiale) come in questo caso, sia quando tratta temi più delicati.
Divertente carrellata di aneddoti autobiografici di Dandini. Ammiro il suo modo di scrivere, sia quando è scanzonato (ma non per questo superficiale) come in questo caso, sia quando tratta temi più delicati.
October 6, 2012
Leggerino e un po' banale, ma l'ironia della Dandini qualche sorrisetto riesce a strapparlo.... non un libro da acquistare, meglio prenderlo in biblioteca o a prestito da un'amica, come ho fatto io.
November 16, 2023
A me Serena Dandini, presentatrice, piace molto ma questa e' una lettura di cui si puo' tranquillamente fare a meno. Scorrevolissima ma priva di un qualsiasi spessore.
Non sono racconti, non e' un romanzo, non sono nemmeno confessioni.
E' una raccolta di opinioni raggruppate malamente sotto svariati pretesti.
A volte divertente, a volte (troppe!) lezioso, altre saccente, onestamente faccio fatica anche ad immaginare che lo abbia scritto lei.
Alcuni pensieri sono interessanti ma non bastano a reggere 234 pagine.
Non sono racconti, non e' un romanzo, non sono nemmeno confessioni.
E' una raccolta di opinioni raggruppate malamente sotto svariati pretesti.
A volte divertente, a volte (troppe!) lezioso, altre saccente, onestamente faccio fatica anche ad immaginare che lo abbia scritto lei.
Alcuni pensieri sono interessanti ma non bastano a reggere 234 pagine.
July 3, 2019
Piuttosto deludente a dire il vero. Ero convinta il libro avesse più filo logico e narrativo, in realtà sono delle confessioni a casaccio, a volte molto banali, altre un po' più interessanti. La più bella peccato sia proprio l'ultima. Ho trovato carini anche gli aneddoti romani di famiglia, all'inizio...nel mezzo c'è un po' di vuoto.
La Dandini scrive bene, scorre piacevolmente tra risate e curiosità ma è davvero un libretto che si legge in poco tempo e ti lascia poco addosso.
La Dandini scrive bene, scorre piacevolmente tra risate e curiosità ma è davvero un libretto che si legge in poco tempo e ti lascia poco addosso.
July 30, 2022
7!
Il libro e’ un agglomerato di storielle di luoghi comuni sulle donne e sui cliché che li accompagnano, in qualche punto conditi con ironia, ma nulla di sorprendente.
L’insicurezza femminile, la vita in albergo, la tristeza, il contenuto della borsa e della valigia…
Le mie aspettative sono state disattese…
Il libro e’ un agglomerato di storielle di luoghi comuni sulle donne e sui cliché che li accompagnano, in qualche punto conditi con ironia, ma nulla di sorprendente.
L’insicurezza femminile, la vita in albergo, la tristeza, il contenuto della borsa e della valigia…
Le mie aspettative sono state disattese…
May 3, 2021
Lettura scorrevole ma piena di luoghi comuni. Sarebbe stato interessante se avesse approfondito meglio alcuni argomenti che invece sono solo accennati. Decisamente lettura da ombrellone.
April 28, 2026
Ironici e irriverenti, questi racconti intrattengono nei momenti di noia e strappano qualche sorriso e qualche riflessione.
August 17, 2017
Mah, mi è sembrato di leggere una Luciana Littizzetto più sentimentale, meno sboccata ma anche meno frizzante, e altrettanto delebile.
January 11, 2013
Nonostante sia anch'io una donna difettosa e, come tale, mi sia riconosciuta in molte delle riflessioni che Serena Dandini ha, anche con ironia, espresso in questo libro, Grazie per quella volta non mi è piaciuto affatto.
Non è una storia, non c'è trama. Serena Dandini mette insieme solo pezzi della sua vita, suddividendo il tutto in capitoletti farciti di banalità. Di solito mi piacciono i libri che parlano del quotidiano, di piccole cose belle successe in passato, di ricordi, di vita vissuta. Questo però no. L'ho trovato noioso, mi ha molto deluso, anche perché la Dandini è una persona che mi piace, motivo per cui da questo libro mi aspettavo qualcosa di bello.
Sinceramente non credo ci voglia una scienza per scrivere un libro così, più che altro sembra un diario di episodi avvenuti in cinquant'anni di vita. Capisco che siano ricordi piacevoli che è bello mettere nero su bianco soprattutto per chi, come me o la Dandini, ha una memoria difettosa, però magari non c'è bisogno di farci un libro. Di che cosa parla Grazie per quella volta? Di una donna qualunque, una che ama mangiare ed è pigra, una che si addormenta sul divano e non vuole essere disturbata, una che da ragazzina sognava di sposare Mick Jagger. Parla di una donna cresciuta in una famiglia ricca, i cui componenti erano già laureati durante il fascismo. Parla di scuole private cattoliche, dei Rolling Stones, di viaggi fatti a diciotto anni con le amiche storiche. Parla di una donna che ama gli alberghi, perché è come se fossero pause dalla vita vera, di una donna che si commuove per niente, di una donna distratta che non ricorda i sogni della notte e si dimentica dove mette le cose. Parla di una donna non fisionomista, di una zia stravagante, ma esemplare, di una noia che da bambina l'aiutava a sviluppare la fantasia.
Grazie per quella volta racconta una persona. Una persona che per le sue debolezze può essere come mille altre, come noi, come me. E per questo sì, si può leggere questo libro, per scoprire che anche una presentatrice in gamba, ormai affermata sul lavoro, ha (o ha avuto) le sue fragilità. Oltre questo io non ho trovato niente di veramente bello nelle pagine della Dandini: non un filo conduttore, non un emozione.
Non è una storia, non c'è trama. Serena Dandini mette insieme solo pezzi della sua vita, suddividendo il tutto in capitoletti farciti di banalità. Di solito mi piacciono i libri che parlano del quotidiano, di piccole cose belle successe in passato, di ricordi, di vita vissuta. Questo però no. L'ho trovato noioso, mi ha molto deluso, anche perché la Dandini è una persona che mi piace, motivo per cui da questo libro mi aspettavo qualcosa di bello.
Sinceramente non credo ci voglia una scienza per scrivere un libro così, più che altro sembra un diario di episodi avvenuti in cinquant'anni di vita. Capisco che siano ricordi piacevoli che è bello mettere nero su bianco soprattutto per chi, come me o la Dandini, ha una memoria difettosa, però magari non c'è bisogno di farci un libro. Di che cosa parla Grazie per quella volta? Di una donna qualunque, una che ama mangiare ed è pigra, una che si addormenta sul divano e non vuole essere disturbata, una che da ragazzina sognava di sposare Mick Jagger. Parla di una donna cresciuta in una famiglia ricca, i cui componenti erano già laureati durante il fascismo. Parla di scuole private cattoliche, dei Rolling Stones, di viaggi fatti a diciotto anni con le amiche storiche. Parla di una donna che ama gli alberghi, perché è come se fossero pause dalla vita vera, di una donna che si commuove per niente, di una donna distratta che non ricorda i sogni della notte e si dimentica dove mette le cose. Parla di una donna non fisionomista, di una zia stravagante, ma esemplare, di una noia che da bambina l'aiutava a sviluppare la fantasia.
Grazie per quella volta racconta una persona. Una persona che per le sue debolezze può essere come mille altre, come noi, come me. E per questo sì, si può leggere questo libro, per scoprire che anche una presentatrice in gamba, ormai affermata sul lavoro, ha (o ha avuto) le sue fragilità. Oltre questo io non ho trovato niente di veramente bello nelle pagine della Dandini: non un filo conduttore, non un emozione.
January 27, 2018
Senza infamia e senza lode, è un libro un po' banale che parla delle piccole avventure del quotidiano. Sicuramente strizza l'occhio al lettore, trascinandolo in qualcosa che possa comprendere e che, probabilmente, ha vissuto almeno una volta in prima persona. Ma non è nulla di nuovo o particolarmente entusiasmante, meno piacevole dei libri di Francesco Piccolo, a mio avviso. Semplicemente una lettura da intervallare ad una più impegnativa.
October 15, 2012
Francamente non sentivo la necessità dell'ennesimo libro di pseudo confessioni di un personaggio famoso; la lettura è piacevole e scorrevole, talvolta divertente, ma non c'è veramente nulla di nuovo.
August 5, 2017
Libro da pochi minuti, si legge con un lieve sorriso, che a volte si tramuta in supponente, quando si nota la ricerca populista e forzata della battuta o del motto di spirito; in divertito, quando effettivamente c'e' lo sforzo di novita' e non di gia' sentito; in comprensivo quando in qualche punto - e' inevitabile - ci si ritrova. Poi c'e' qualche visione della Dandini non personaggio pubblico che è sincero e pulito: quelli sono i punti migliori. Non ho segnato dove sono, li ho annusati passando.
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