“In verità c'era in lei un'inclinazione naturale e invincibile al lusso, alla vanità e alla vita mondana... “
Una ragazza di provincia, la bella ed ambiziosa Gemma, divisa fra vizio (purché proficuo) e virtù è la protagonista di questo racconto/romanzo breve di Moravia, che fa parte della raccolta Racconti (1927-1951) (premio Strega 1952, che provocò a Carlo Emilio Gadda, suo competitor, un vero e proprio “delirio nevrastenico”...): incapace di scegliere fra la ricchezza patinata e la visibilità sociale da un lato e l’amore romantico e sentimentalmente appagante dall’altro, Gemma vive dapprima l’amore per Paolo, un ragazzo ricco che frequenta fin dall’infanzia, che le interessa soprattutto per il riscatto sociale che metterebbe fine alla sua vita modesta e provinciale. Ma, pur entrambi innamorati, il matrimonio non può farsi a causa del veto assoluto posto dal padre di lui. Come seconda – e caparbiamente voluta - scelta, Gemma va sposa ad un modesto professore universitario, affittuario nella casa che lei condivide con la madre: uomo d’altri tempi e per nulla attraente, la ragazza si costringe ad amarlo, senza però riuscirvi. Complice l’insoddisfazione seguita a questo matrimonio di convenienza, Gemma si fida di una donna rumena che la caccerà in una serie di guai...
La narrativa di Moravia possiede spesso caratteri torbidi e un po’ artificiosi, che possono risultare disturbanti: "La provinciale" non fa eccezione, è un dramma scontato i cui personaggi sono macchiette tipiche: la ragazza scontrosa e arrivista, il professore rinchiuso nel suo mondo accademico e incapace di comprendere cosa stia accadendo all'inquieta moglie, l’avventuriera straniera pronta ad ogni bassezza pur di arricchirsi, la madre colpevole che ha nascosto alla figlia la vera identità del padre, una famiglia di nobili sfaccendati che tratta la ragazza (in realtà loro stretta parente) in modo distaccato e altezzoso: insomma un quadro caratterizzato dai toni del realismo ma che in definitiva è una sorta di fumetto per adulti. Ma la scrittura è così limpida, chiara e allo stesso tempo elegante, raffinata, che mi ha portata con sé per alcune ore con grande piacevolezza, grazie alla voce dell'attrice Maria Grazia Mandruzzato. Un ottimo ascolto.