Perché ci identifichiamo sempre con quello che non abbiamo, invece di guardare quello che c’è? Spesso i limiti non sono reali, i limiti sono solo negli occhi di chi guarda. Dobbiamo fermarci in tempo, prima di diventare quello che gli altri si aspettano che siamo. È nostra responsabilità darci la forma che vogliamo, liberarci di un po’ di scuse e diventare chi vogliamo essere, manipolare la nostra esistenza perché ci assomigli. Non importa se hai le braccia o non le hai, se sei lunghissimo o alto un metro e un tappo, se sei bianco, nero, giallo o verde, se ci vedi o sei cieco o hai gli occhiali spessi così, se sei fragile o una roccia, se sei biondo o hai i capelli viola o il naso storto, se sei immobilizzato a terra o guardi il mondo dalle profondità più inesplorate del cielo. La diversità è ovunque, è l’unica cosa che ci accomuna tutti. Tutti siamo diversi, e meno male, altrimenti vivremmo in un mondo di formiche. Non c’è nulla che non possa essere fatto, basta trovare il modo giusto per farlo. Io tengo il microfono con i piedi, altri con le mani, altri ancora lo tengono sull’asta. Sta a noi trovare il modo giusto per noi. Io credo nella legge dell’attrazione: quello che dai ricevi. Se trasmetti amore, attenzione, serenità; se guardi alla vita con uno sguardo costruttivo; se scegli di essere attento agli altri e al loro benessere; se conservi le cose che ami e lasci scivolare via quelle negative, la vita ti sorriderà. Se avessi avuto paura sarei andata all’indietro, invece che avanti se mi fossi preoccupata mi sarei bloccata, non mi sarei buttata, avrei immaginato foschi scenari e mi sarei ritirata. Invece ho immaginato. Adesso sono felice, smodatamente, spudoratamente felice. Ed è una gioia raccontarla, questa mia felicità. Simona
L'autobiografia di Simona Atzori, la ballerina senza braccia, è un libro molto bello di quelli che gli americani definirebbero "motivazionale" perchè ci mostra la forza di questa donna che va aldilà del suo handicap e crea un mondo di poesia e di Bellezza. La storia di Simona viene raccontata con leggerezza e mostrando la vita di una persona normale nella sua eccezionalità, non quindi eroina inimitabile, ma donna, certamente forte, ma anche con tutte le debolezze di ogni uomo. Un esempio da imitare, non solo per chi ha qualche difficoltà, ma per ognuno. Consigliato.
Non è facile entrare nel Think Pink e se non vi è un’educazione non solo verbale ma anche esemplare nei gesti, fin dall’infanzia, da parte di figure esemplari, soprattutto dei genitori, l’impresa l’è ardua assai. Tuttavia impegnarsi è d’obbligo-
Trovato nel meraviglioso mare di libri del Bookcrossing, questo è un libro che sinceramente non si può non amare. 💖
Simona Atzori, splendida ballerina-pittrice nata senza braccia ma in primis splendido esemplare di essere umano, di persona e di donna, in queste 189 bellissime, indimenticabili pagine che strabordano di forza, coraggio, determinazione, tenacia che possono fare benissimo invidia (buona) a una leonessa, racconta la sua vita, delle innumerevoli difficoltà che ha dovuto affrontare insieme alla sua famiglia e che grazie a un grandissimo Amore di Mamma sia poi riuscita a prendere comunque in mano la sua vita e a farne un meraviglioso quadro che tutti quanti possiamo solamente ammirare e trarne dei preziosissimi insegnamenti.
Lascerò girare di nuovo questo libro nel Bookcrossing perché davvero vorrei con tutto il cuore che più persone lo possano leggere e trarne tutta l’ispirazione che queste pagine lasciano nel cuore e nell’anima di chi legge e saprà vedere oltre la superficie. 💗
Grazie infinite, Simona! Sei un meraviglioso esempio di riferimento per il genere umano che spesso proprio dimentica cosa significa essere “esseri umani”. Grazie di cuore, ti auguro il meglio che la vita possa donarti, ma già Tu sei un Dono. 🌟
Cos'è la felicità? E, in ultima sintesi, cosa ci manca per essere felici? Cosa dà - e cosa può togliere - gioia ai nostri giorni, alla nostra vita?
Simona è nata senza braccia. Una piccola, bella bimba dal visino perfetto e dagli occhioni vispi, sana e forte, ma senza braccia. I suoi genitori avrebbero potuto trascorrere le proprie vite crogiolandosi nel dolore, avrebbero potuto crescerla come una bambina handicappata, oppure l'avrebbero potuta crescere guardando in faccia la realtà e spronandola da subito ad inseguire ciò che voleva così, come poteva. Ed è questa la scelta che hanno fatto, guidati forse da quel pragmatismo forgiato dalla dura realtà sarda. Niente piagnistei, niente commiserazione: si guarda la vita dritta negli occhi, si percorre il cammino con fede e tenacia e grinta. [...] La recensione completa qui.