La piccola mansarda nel centro di Torino è il suo regno, il suo rifugio, il luogo dov’è più vivo il ricordo dei genitori, banditi dal mondo di O proprio a causa sua. Perché Gala è nata per diventare una delle streghe più potenti vissute da almeno due millenni, e il suo potere è al centro di una segreta lotta tra la magia bianca e la magia nera. Lei infatti è in grado di volare, viaggiare nel tempo, trasformarsi, prevedere il futuro… insomma, grazie ai suoi poteri, può affrontare qualsiasi missione le venga affidata dalla Sede Direttiva dei Viaggianti. Come tutti i «ragazzi prodigio», tuttavia, Gala è allergica alle regole e ha sempre fatto di testa sua. Ma l’ultima volta l’ha combinata davvero grossa e, per evitare l’espulsione definitiva dall’Ordine dei Viaggianti, deve scegliere un tutor che la guidi e le insegni a usare correttamente la magia. Il burbero e severo mago e monaco Kundo diventa così il suo fido maestro e la accompagna in una nuova missione: viaggiare nella Venezia del 1756 per salvare un preziosissimo manoscritto dall’incendio che distruggerà la Scuola Grande di San Rocco. Un compito piuttosto semplice, per una come Gala. Ma, ben presto, Kundo intuisce che c’è qualcosa che non va: le persone che dovrebbero essere loro alleati si rifiutano di aiutarli e la città è infestata di negromanti. Inoltre gli adepti della magia nera sembrano molto più interessati a Gala e al mistero della sua nascita che all’enigmatico libro magico…
Sono nata e vivo a Torino, la città magica che fa da sfondo alle storie di Gala, ma sono cresciuta a Ventimiglia, sul mare della Liguria. Sono una storica dell’arte, in particolare amo studiare il significato dei simboli nascosti nelle opere d’arte e i loro rapporti con il sapere magico ed esoterico. Ho collaborato con alcuni dei maggiori musei piemontesi e scrivo testi di storia dell’arte destinati ad adulti e ragazzi. Insegno lettere in una scuola torinese e La viaggiatrice di O è il mio primo romanzo.
Quando frequentavo il liceo e i primi anni di università, per rispondere al mio impellente desiderio di lettura mi recavo in libreria e iniziavo a girovagare tra gli scaffali, guardavo copertine, leggevo fascette e risvolti e quando alla fine trovavo un libro che mi convinceva lo portavo a casa e speravo di trovarmi di fronte una lettura piacevole. A volte prendevo delle cantonate pazzesche, a volte mi ritrovavo fra le mani un piccolo gioiello. In questi ultimi anni grazie ai siti internet, blog letterari, Anobii e simili, quando vado in libreria, agisco a colpo sicuro utilizzando la mia wishlist. Diciamo che le cantonate si sono notevolmente ridotte, ma a volte succede che un libro che altri hanno magnificato per me risulti insulso. “De gustibus” direbbero i Romani. Ciò nonostante ogniqualvolta varco le porte della mia libreria di fiducia alla fine immancabilmente esco con un libro che con la lista non c’entra niente ma risponde agli “antichi” criteri, è il caso della Viaggiatrice di O. Lasciando vagare lo sguardo tra gli scaffali infatti mi sono imbattuta in questa copertina il cui tratto mi è risultato subito familiare, risultava essere quello di Paolo Barbieri che conosco grazie alle innumerevoli copertine dei libri di Licia Troisi e ai suoi illustrati, inoltre ho riconosciuto la Mole Antonelliana e leggendo il risvolto ho scoperto che in parte era ambientato a Torino, città che amo pur avendola visitata per pochi giorni, raccontava di una strega viaggiatrice del tempo e l’autrice era italiana, quale migliore occasione per incoraggiare il Made in Italy. L’insieme di questi elementi mi ha convinto all’acquisto. Galatea è una streghetta di 14 anni dotata di enormi poteri fin dalla nascita, compie missioni avanti e indietro nel tempo, sfruttando varchi spazio-temporali, per conto del Direttivo dei Viaggianti. Il suo primo maestro fu suo padre ma, per imprecisati motivi, i suoi genitori ad un certo punto l’hanno lasciata sola a svolgere missioni per questo strano Ordine dei maghi di O. Proprio perché dotata di una considerevole propensione per la magia e i guai, i suoi superiori le hanno imposto di trovarsi un tutor. La scelta di Galatea ricade su Kundo, una via di mezzo fra un monaco francescano e il maestro dei cinque picchi (chi è cresciuto come me negli anni ‘80 non potrà non sapere di chi sto parlando), ma, diversamente da loro poco zen e pacifico ma molto irascibile e “materiale”. La loro prima missione insieme li porterà a Venezia per salvare un prezioso “Libro Muto”, sembra semplice routine, in realtà tale missione fa parte di un piano più ampio ordito per impadronirsi dell’essenza stessa della nostra piccola streghetta. Non poche saranno le difficoltà che incontreranno i nostri protagonisti nel portare a termine la missione e non poche saranno le rivelazioni a cui andranno incontro. Il libro è piacevole e di lettura abbastanza scorrevole, in realtà sembra far parte di un disegno molto più grande, è come se fosse il capitolo di un volume dieci volte più ampio. Quando incontriamo la protagonista la troviamo già consapevole dei suoi poteri e delle sue capacità, del mondo fantastico e ricco di creature che la circonda e che camminano affianco degli uomini ignari di tutto. Almeno all’inizio nessuna rivelazione viene fatta a Galatea, o meglio Gala, tutto quello che è necessario conoscere sul background della protagonista viene mostrato al lettore tramite dei flashback o degli interventi di altri personaggi. Infatti il POV non è solo quello di Galatea ma dei numerosi personaggi che popolano insieme a lei questo libro: Kundo, Edgar (l’amico fantasma scozzese), i negromanti (i nemici di O, anche se anche i maghi di O non sono proprio dei santi), Aron (il ragazzo che Gala incontra e scontra tra le Calle Veneziane), addirittura Casanova. Grazie quindi ai diversi punti di vista riusciamo anche a conoscere i personaggi secondari ed avere un visione più completa della stessa Galatea della vicenda che sta vivendo. Il volume se vogliamo può essere definito autoconclusivo ma i dubbi sul passato di Galatea, sui suoi genitori, su Kundo che restano irrisolti sono molti. Così come rimane la voglia di conoscere qualcosa di più su alcuni personaggi. L’avventura di certo non manca, quello di cui invece si avverte la mancanza è il romance, quella sfumatura di amore che non può mancare nella storia di una quattordicenne; è presente infatti solo un lieve accenno che viene però subito smorzato da un evento increscioso che vede coinvolti i protagonisti. Senza ombra di dubbio risponde pienamente alla sua definizione di Young Adult, essendo molto adatto per i giovanissimi, ma può risultare una lettura piacevole anche per chi è più avanti negli anni (sempre che non si aspetti un capolavoro ma solo una compagnia per un paio d’ore). Essendo autoconclusivo chi non l’ha apprezzato può tranquillamente riporlo senza sensi di colpa, chi come me invece ne è rimasto incuriosito e affascinato si spera che Elena Cabiati riprenda in mano la “penna” e ci possa condurre in una nuova avventura di questa streghetta. Una piccola annotazione: leggendo mi è sembrato di cogliere lo stesso spirito che animavano gli Anime giapponesi degli anni Ottanta, non è sembrato anche a voi?
Si lo ammetto, ho acquistato questo libro per la sua bella copertina e per la curiosità di conoscere questa nuova streghetta, Gala, che viaggia per il tempo. Ci sono tutti gli ingredienti per una bella storia: una città magica in una città comune, una società di maghi e streghe, una giovanissima strega con poteri eccezionali, un maestro saggio e scontroso, oscuri personaggio che tramano nel buio. Certo, la mente non può che correre ad Harry Potter, quindi poche novità, però l'idea c'è. Il problema è che non si va oltre. L'idea di una società magica che vive in simbiosi con i comuni mortali è carina e sempre vincente, ma non viene poco sviluppata. Anche l'ambientazione torinese è appena accennata, e, tolti alcuni cenni a piazze e monumenti, sembra quasi si tratti di una città qualsiasi senza una reale connotazione; invece Torino è la città magica per eccellenza. Le scene ambientate a Venezia mi hanno fatto pensare più alla Venezia turistica di oggi che a quella del XVIII secolo. Passiamo ai personaggi. Io di solito ai protagonisti mi affeziono, gioisco con loro, mi preoccupo se le cose vanno male, spero per un lieto fine. Gala. invece, l'ho proprio detestata. Capisco la difficoltà di non avere con se i genitori e di avere invece tutti quei poteri magici, però l'ho vista solo come una ragazzina testarda e piena di se, che riesce nelle missioni più per fortuna che per reale bravura. Anche perchè, a ben vedere, non è che usa moltissimo la magia (ma a cambiare abito è bravissima). Un personaggio che, invece, mi è piaciuto di più è quello di Aron, però appare poco e, e forse qui sta il suo bello, rimane misterioso: da dove viene? Che cos è veramente? Questo romanzo nasce come libro per ragazzi (almeno così ho capito, perchè nei varo cataloghi non è specificato), ma, a maggior ragione, l'ho trovato poco avvincente e coinvolgente, e soprattutto piatto, senza il giusto guizzo nei momenti di azione. Aveva diverse aspettative su questo libro, ma purtroppo sono rimasta in parte delusa.
Questo libro mi ha attratto per la copertina disegnata da Paolo Barbieri ma per il resto sono rimasta piuttosto delusa.
Purtroppo ho trovato la storia veramente confusionaria, i personaggi sono piatti e prevedibili, poco caratterizzati così come anche le ambientazioni, ci si ritrova a un tratto nel medioevo a un tratto nella Venezia di Casanova e tutto rimane soltanto abbozzato.
Un mondo magico di cui non viene descritto il funzionamento,è come se l'autrice avesse voluto mettere insieme tanti elementi diversi (magia, simbologia, esoterismo,storia,arte..), ma non fosse riuscita a farli collimare.. Capisco che non si poteva spiegare tutto perchè vuole essere il primo libro di una saga ma almeno un minimo..
Diciamo che nelle ultime 100 pagine migliora complice anche il ritmo con cui succedono le cose, e il fatto che i capitoli sono talmente brevi (a volte poche pagine) che si legge veramente in fretta e in modo scorrevole ma mi aspettavo altro..
Un libro che si legge velocemente,ma che domani mi sarò già dimenticata. Peccato perché la storia aveva un suo potenziale,adatto sicuramente a lettori molto giovani,ma tutto succede troppo in fretta,senza spiegazioni, i personaggi non mi hanno lasciato nulla durante la lettura,solo i piccoli battibecchi del maestro Kundo e di Gala sono divertenti.
Non c'è nulla di più brutto di un pomeriggio passato a leggere un libro che non ti può piacere. Le mie poche ore di libertà sprecate, svanite in 334 pagine che non mi hanno lasciato molto purtroppo, se non un certo senso di fastidio e irritazione. Non so ancora se sarà una stella o se saranno due, non ci voglio pensare. Non avevo comprato questo libro, non sapevo nemmeno di averlo fino a oggi quando, alla ricerca di una lettura veloce ma carina, l'ho visto a prendere polvere sullo scaffale. Probabilmente me l'hanno regalato tempo fa e non l'ho mai preso in mano. A essere onesti la trama non è male, ma purtroppo tutto il resto non mi è piaciuto, dai personaggi, allo stile dell'autrice, fino allo svolgersi degli eventi. Peccato, perché quando l'ho preso in mano ero davvero convinta che meritasse una chance.
Andiamo con ordine: la trama. Carina, aveva del potenziale, ma lo sviluppo mi è sembrato sbrigativo. Si nota che il romanzo è indirizzato a un pubblico più giovane ma non mi sento di scusarlo perché ci sono tanti romanzi dedicati a un pubblico di questo tipo che mi sono piaciuti parecchio. La risoluzione degli eventi non mi ha impressionata.
Personaggi: la protagonista più spocchiosa, saccente della storia, Gala, che si chiama Galatea ma che io ho sempre chiamato galatina (è stato più forte di me, forse avevo fame. Che cavolo di nome è?) è...ugh. UGH. Batte qualsiasi protagonista di YA stereotipato in stupidità e idiozia. Davvero, quattordici anni di spocchia e presunzione così non li avevo mai visti. Kundo (e ci risiamo con i nomi...ma che è?) ovvero l'aiutante/tutor non era male, ma si è un po' perso per strada. Aron non so nemmeno cosa lo nomini a fare perché non è influente nella trama, ma non sono nemmeno riuscita a odiarlo.
Lo stile non mi ha lasciato molto, il libro scorre velocemente (ci avrò messo due ore a leggerlo(?)) ma è un po' acerbo e si vede. Non male, ma manca di descrizioni e appiattisce le situazioni che dovrebbero risultare drammatiche. Non so, non voglio essere cattiva, però...mi è venuto spesso da ridere in situazione in cui tutto dovresti fare tranne che ridere. Boh.
Non so, non mi sento di andare oltre perché non voglio cominciare con il sarcasmo e rischiare di diventare offensiva.
"La nuova stella del Fantasy Italiano", diceva la targhetta gialla sopra la sovraccoperta del libro. Eppure non ho visto nessuna stella, né nebulosa, né qualsiasi altro astro celeste. Solamente tanta confusione ed un minestrone a base di cose trite e ritrite. Sorvolando le molte somiglianze ad Harry Potter (come le bacchette che scelgono da sole il proprio padrone) e la totale mancanza di "testa" della protagonista, basti pensare che persino l'idea di base, su cui si sostiene il libro, fa acqua da tutte le parti. La storia racconta di viaggiatori del tempo, di "professione", per così dire, che devono prevenire la distruzione di tracce magiche del passato. Di solito queste tracce magiche sono nascoste in opere d'arte e così tramandate nei secoli. Conclusione: i viaggiatori devono intervenire e prevenire lo smantellamento di questi importanti reperti. In parole povere ci sono persone che vanno e vengono dal passato al presente, dal presente al passato, per salvare opere d'arti. E nessuno ha mai pensato di usare un simile potere a scopi malefici. Ovviamente no. Solo un paio di tali dopo centinaia e centinaia di anni ci vedranno un possibile tornaconto nella faccenda. Inoltre la Cabiati non pensa che cambiando un "piccolo" particolare nel passato il futuro muti in modo potenzialmente letale. Salviamo opere d'arti di là, manoscritti di qua ed il presente rimane invariato. In definitiva se si vuole chiudere gli occhi sulla trama, sopportare e andare avanti per godersi i personaggi non si può. La protagonista risulta soporifera, testarda, antipatica e superficiale. Le uniche cose di nota nel libro rimangono: le descrizioni riguardanti opere d'arte, l'inserimento di eventi o personaggi storici e il senso dell'umorismo che la Cabiati riesce a dare, risollevando a suo favore il morale durante la lettura.
Prima impressione sul libro: i personaggi non sono il massimo. Galatea, la protagonista, incarna la classica ragazzina saccente, che a causa di una qualità particolare che la distingue dagli altri, pensa di essere superiore a tutti. Purtroppo questo suo difetto condiziona pesantemente le sue azioni e chi dovrebbe guidarla ed istruirla non sembra intenzionato a porre un freno alla situazione, se non con saltuarie ramanzine. Kundo, il cui nome sembra stonare lievemente con l’ambientazione tutta italiana, non presenta caratteristiche particolari. Essendo però coinvolto in eventi passati che influenzano tutt’ora il presente, diventerà sempre più la guida di cui Gala ha bisogno. Al momento però in questo primo volume non riesce ad impattare con un ruolo decisivo nella storia.
Il mondo descritto invece presenta tratti incredibili: ambientato nella Torino dei giorni nostri, guida il lettore in un viaggio a ritroso nel tempo fino a Venezia, dove si incentra la missione principale affidata a Galatea. L’atmosfera del passato è caratterizzata non tanto dalla descrizione degli ambienti, quanto dai vestiti e dagli atteggiamenti dei vari personaggi. L’universo magico è tratteggiato secondo la classica distinzione buoni/cattivi, dove però esistono diverse sfumature. Fino all’ultima pagina il lettore è in dubbio su chi fidarsi e a chi credere, in quanto nei diversi incontri di Galatea la prima impressione potrà essere ribaltata.
La speranza è che nel seguito la tensione costruita fin qui rimanga alta e che alcuni dei nuovi personaggi incontrati siano coinvolti maggiormente nelle vicende di Galatea.
bella storia ambientata a torino, che riguarda gala la viaggiatrice di o ,affiancata da un tutor di nome kundo che nn vuole, e un fantasma come amico. lei ha poteri forti, dalla nascita,i suoi genitori scomparsi, o piuttosto nascosti perchè il padre ha disobbedito alle regole. lei viaggiatrice , strega che torna indietro nel tempo a recuperare un antico libro. qui incontrano molte difficoltà , e qui va all'incontro del suo destino.. mille sorprese, e soprattutto molto inganni.. ci sono delle domande la prima dopo che il padre di gala ha aiutato kundo, dove è andato a finire? perchè gala ha quei poteri? aron se ne è andato e poi? lei è una regina ma finisce li, è morta e poi rinata malefica ma poi a sua volta buona. Ma nn ci deve essere un altro libro? perchè oltre queste domande c'è ne sono tante altre.. non può nn esserci un seguito, perchè sembra una storia a metà, la fine è un po scontata. ci doveva essere quel qualcosa in più, perchè compaiono troppi personaggi, e nn si riesce a capire il loro ruolo. sembra che si sia dimenticata di spiegare certe alleanze, il perchè, come si è arrivati a quel punto, a tradire o magari parlare della misteriosa scomparsa dei genitori, di aron che ruolo abbia e perchè è andato con loro al giorno d'oggi, nn si capisce, arrivato a torino se ne vuole andare, certo è comprensibile (perchè gala ha fatto si che il padre o presunto andasse con il demone negli inferi) però perchè andare li se poi se ne va? una traversata nel nuovo mondo per ? aspetto un seguito se ci sarà..
Ehm... l'inizio era così bello e la fine anche, ma...
...la verità era che c'erano un po' troppe cose che non andavano. Non voglio dilungarmi troppo, perché detesto farlo e perché io non sono affatto una recensitrice provetta, ma una lettrice accanita, quindi dico solo che la Cabiati ha messo troppa acqua in una ciotola troppo piccola. Troppi personaggi buttati lì che non si riescono a conoscere a sufficienza, personaggi che potrebbero essere grandiosi e poi c'è troppa fretta nello scrivere, davvero troppa, un libro non è una maratona, cento pagine in più non avrebbero affatto guastato. Ecco, poi c'è un punto su cui mi devo soffermare, questo è un libro che, se scritto più attentamente e con calma, sarebbe sì il libro del secolo. La storia è meravigliosa e i personaggi fantastici. Solo la prossima volta, rallenta Cabiati, che possiamo aspettare due mesi in più per un libro perfetto.
Bellissima l'ambientazione, è sempre bello immaginare che dietro i posti che vediamo tutti i giorni possa esserci qualcosa di magico e nascosto. Bella la storia ricca di azione e suspence. Interessanti i riferimenti ai simboli con significati occulti. Mi è piaciuto che l'autrice abbia dedicato spazio anche ai vestiti della protagonista. Ho trovato però i personaggi piuttosto superficiali, senza carattere, i sentimenti che provano non sono mai riuscita a condividerli e non mi sono sentita coinvolta, la protagonista piuttosto antipatica e fastidiosa. Una lettura molto leggera, adatta agli adolescenti più che agli adulti. Può migliorarsi.