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La correzione del mondo. Cancel culture, politicamente corretto e i nuovi fantasmi della società frammentata

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Dalle statue rimosse a orde di utenti incattiviti che si segnalano su Twitter, fino alle infinite suddivisioni La correzione del mondo si districa tra le esagerazioni, le minimizzazioni e la propaganda che inquinano il dibattito sul tema del politicamente corretto.

Mentre i reazionari soffiano sul fuoco del complottismo vittimista che rende tutto un attacco al loro stile di vita, i romanzi di Roald Dahl vengono corretti prima di essere ripubblicati, un videogioco di Harry Potter è accusato di danneggiare un'intera «comunità di esseri umani» e i cartoni animati della nostra infanzia sono tacciati di «cultura dello stupro». Perché all'improvviso siamo diventati sensibili a certi temi? E perché la dimensione politica è stata soppiantata da divisioni settarie, rituali di espiazione e gare per diventare portavoce online di istanze appiattite? Andando oltre i consueti mantra distorsivi - da «dittatura del politicamente corretto» a « cancel culture » - Davide Piacenza risponde con esempi e testimonianze alle domande che monopolizzano le nostre polemiche quotidiane.

Un atlante polifonico per orientarsi nelle complesse trasformazioni sociali, linguistiche e comunicative di quest'epoca senza soccombere all'incomunicabilità.

310 pages, Kindle Edition

Published May 2, 2023

2 people are currently reading
169 people want to read

About the author

Davide Piacenza

8 books12 followers
Scrive di attualità e cultura sui giornali italiani da dieci anni. Ha lavorato nelle redazioni di «Rivista Studio», «Forbes» e «Wired», occupandosi di politica italiana, Stati Uniti, cultura digitale, libri e serie tv. Oggi collabora con «Esquire, «Icon» e «Vanity Fair». La sua newsletter «Culture Wars» racconta e analizza ogni settimana i casi in cui i nuovi codici e i discorsi intorno al politicamente corretto riplasmano il mondo in cui viviamo.

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Community Reviews

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Displaying 1 - 17 of 17 reviews
Profile Image for Alberta.
48 reviews
May 27, 2023
Già seguivo la newsletter dell'autore, sempre arguta e puntuale. Il libro si conferma ciò che pensabo fosse, ossia una rielaborazione più organica e approfondita del pensiero di fondo della newsletter. Se però la newsletter commenta casi puntuali e specifici, il libro è un approfondimento più generale: in questo senso, dunque, aggiunge alla newsletter.
La prospettiva di analisi è originale e genuinamente di rottura rispetto agli stilemi social. Evidenzia, con eguale enfasi, le inquietanti derive dell'alt-right e l'attivisimo-brand di sinistra, in costante riferimento ai social network. Mette in luce la inevitabilità delle sfumature e dell'ambiguità nella realtà e la loro cancellazione a mezzo social.
Nel complesso, consiglierei la lettura per avere una visione critica della dimensione virtuale della società.
Un appunto: la prosa, pur scorrevole, richiama molte citazioni e vi inserisce parallelismi anche lunghi, talvolta appesantendo la lettura.
Profile Image for Yupa.
787 reviews128 followers
July 19, 2023
Alcune idee del libro mi convincono, altre proprio no, ma il problema è la sua tesi di fondo, passatista e monodimensionale, reiterata per paragrafi e paragrafi, secondo cui ad averci resi più kattivi sarebbero stati i social network, macchine malvagie, prive di controllo e finalizzate solo a metterci gli uni contro gli altri.
Profile Image for Nicola.
165 reviews
November 10, 2023
VOTO: 3.5

PRO: analisi articolata che offre interessanti spunti di riflessione

CONTRO: lettura a tratti faticosa, semplicistico addossare la colpa ai soli social network

Un saggio molto interessante che inquadra i recenti fenomeni di inasprimento e polarizzazione del dibattito pubblico in un contesto, piuttosto sconfortante, di arroccamento in posizioni identitarie e tribali, che precludono qualsiasi ipotesi di dialogo e confronto con chi la pensa diversamente, riducendo le sfumature della realtà a semplificazioni estreme e banali dicotomie e alimentando una caccia alle streghe, che, sulla base di una presunta superiorità morale, non esita a colpire chiunque si sia macchiato di opinioni o comportamenti ritenuti offensivi. Ma come disse Gesù, chi non ha peccato scagli la prima pietra.

Da queste premesse l'autore indaga i rischi per la tenuta della democrazia e della libertà di espressione: dai fenomeni di auto censura, per evitare di esporsi alla pubblica gogna, fino alle battaglie per un linguaggio più inclusivo, che finiscono per essere utilizzate da aziende e individui per promuovere sé stessi anziché contribuire a far progredire le battaglie per i diritti e l'uguaglianza, di cui avremmo disperatamente bisogno.

A tal proposito, l'appunto principale che mi sento di fare riguarda l'attribuzione delle colpe di questo imbarbarimento sociale principalmente ai social network, al centro del saggio e che sicuramente con i loro modelli di business e incentivi perversi stanno alimentando i peggiori istinti della specie umana, ma raramente fenomeni di questa portata hanno un'unica causa. Come letto altrove, probabilmente il susseguirsi di crisi finanziarie, epidemie e guerre, le crescenti disuguaglianze, la precarietà lavorativa e, ciliegina sulla torta, la crisi climatica, stanno minando la fiducia delle nuove generazioni, sempre più disilluse rispetto a un modello di crescita e sviluppo che prospetta un futuro a tinte sempre più fosche. In un contesto simile non è difficile pensare che i social network abbiano trovato terreno fertile, offrendo a tutti coloro che si sentono esclusi o emarginati una valvola di sfogo, la possibilità di individuare dei capri espiatori e di condividere questo disagio e malessere con persone nella loro stessa situazione.

Una nota infine sullo stile, che tende talvolta a eccedere in frasi a effetto e virtuosismi linguistici, che non aiutano a far arrivare il messaggio, ma piuttosto a mettere in mostra la cultura dell'autore, senza alcun dubbio preparato, e rendere la lettura inutilmente difficoltosa. Come i grandi divulgatori scientifici hanno dimostrato, anche i temi più complessi possono essere resi accessibili al grande pubblico con un linguaggio semplice, senza per questo snaturare i temi trattati.
Profile Image for Davide Di Tullio.
109 reviews
September 11, 2023
Un testo che ognuno di noi dovrebbe leggere. Saggio equilibrato che inquadra perfettamente il tenore dei nostri giorni. La nostra è l'era delle bolle conoscitive, monadi pseudo-religiose che si compiacciono della propria visione del mondo, senza che queste abbiano alcuna speranza di cambiarne una virgola. Ed è chiaro che la trappola dell'algoritmo social non faccia che assecondare una natura oscura vecchia come l'uomo e solo per ingrossare i bilanci di qualche magnate vegano e spiritualista con indirizzo di residenza in qualche cottage sulla costa californiana. La perdita di senso critico è fortissima oggi, e conoscere certi meccanismi ci aiuterebbe a navigare meglio in questo mondo sociale senza l'ubriacatura di endorfina. Una deriva individualista che sta disgregando la società occidentale e che sembra non volersi arrestare.
Profile Image for Magnolitaz.
378 reviews13 followers
August 21, 2023
“Nel mondo reale le persone non sono tutte incasellabili nella sola invalicabile categoria a cui le riduce l'algoritmo della nostra esperienza del mondo: boomer e no vax, femministe intersezionali e attivisti per il clima, liberisti contrari al lockdown e scettici sull'invio di armi all'Ucraina. Ognuno di noi passa del tempo su uno schermo a litigare con un rivale che è stato creato appositamente per lui; un avversario viscido e maligno troppo bello per essere vero, tanto che, in molti casi, a tutti gli effetti non lo è. È quel che si ottiene quando ci si allontana troppo dall'idea minima condivisa di che cosa significhi essere umani.”
Profile Image for Eleonora Gili.
11 reviews
February 15, 2025
Bellissimo libro, condivido davvero quello che dice l’autore e secondo me è un tema importantissimo.
Unica nota negativa: il linguaggio troppo virtuosistico.
Mi dispiace perché rende il testo meno fruibile, inutilmente (o come scrive lui: pleonasticamente (Sic!).
Sarebbe un testo da far circolare in massa, invece così ricadiamo sempre nel solito errore della sinistra di voler scrivere i testi per una nicchia di gente.
Questo purtroppo non è un testo che potrei far leggere a mio padre, perché dovrebbe stare ogni due per tre col dizionario, quando invece non ce ne dovrebbe essere bisogno.
I temi importanti e complessi si possono spiegare senza usare i paroloni o fare frasi lunghissime addobbate di avverbi; ma non so perché ancora l’accademia e/o la gente che scrive saggi sociologici in italiano si rifiuta di scendere tra le masse, e così facendo alimenta la visione di “professori sulle torri d’avorio che parlano solo per se stessi”.
Peccato!
Profile Image for Dario.
267 reviews23 followers
April 14, 2025
Ci ho messo letteralmente 4 mesi a finire questo libro, questo la dice lunga.

L’argomento tratto è interessante, oltre che condivisibile per quanto mi riguarda, ed anche interessante il punto di partenza: ovvero il comprendere che molte delle dinamiche sociali di cui discutiamo in realtà le ereditiamo da contesti molto diversi dal nostro; il problema è il come questi argomenti vengono trattati: il linguaggio è inutilmente “aulico” e volutamente complesso, per un testo che invece tratta degli argomenti che dovrebbero essere alla portata fu tutti… parliamo di dinamiche sociali, non della Divina Commedia.

L’unico punto a favore di questo testo secondo me sono i racconti di vicende reali, a noi contemporanee (anche se questo testa ha già un paio d’anni), che aiutano a contestualizzare e, in molti casi, a comprendere il concetto espresso poco prima.
Profile Image for Andrea.
1,141 reviews56 followers
July 10, 2023
Un testo informato sulle forme contemporanee di culture war. Gli esempi setacciati sono ovviamente soprattutto americani, e fra questi l'autore cerca di separare, con uno sguardo politico vicino alla sinistra italiana, il grano dal loglio. A mio avviso non ci riesce molto bene: minimizza alcune gravi distorsioni del politicamente corretto e della cancel culture attribuendole prevalentemente alle campagne di disinformazione alt-right, rischiando, in buona fede, di cadere in errori di prospettiva molto simili a quelli che vorrebbe invece smascherare.
Profile Image for Elisabettissima.
3 reviews
February 4, 2026
Non ero ancora riuscita a leggerlo per mancanza di tempo, è molto interessante e, anche se la prospettiva con cui è stato scritto è quella di qualche anno fa resta valido. Secondo me è perfetto per accompagnare chi legge verso una riflessione su tante dinamiche che subiamo e agiamo tutti i giorni.
5 reviews
November 4, 2023
Sono giá iscritta alla newsletter, il libro si conferma una continuazione di quelle riflessioni e spunti mai banali o superflui - condivido praticamente tutto.
Gli ultimi due capitoli mi sono piaciuti particolarmente, lo consiglieró!
Profile Image for Caterina Pennacchio.
66 reviews12 followers
November 18, 2023
Non condivido tutte le tesi sostenute dall'autore, ma lo consiglio, non solo in quanto ben argomentato e con spunti di riflessione interessanti, ma anche perché rappresenta, ad oggi, uno dei pochi testi italiani che problematizza in maniera equilibrata la questione dell'attivismo digitale.
1 review
August 18, 2025
Nonostante i pochi anni passati dalla scrittura, che ahimè sui social sono un'eternità, ci mette davanti a interrogativi e contesti che spingono a una riflessione profonda sul mondo in cui siamo
Profile Image for Nicola Mangini.
5 reviews
July 19, 2023
Un approccio diverso e più completo e approfondito alle questioni che funestano la conversazione sociale globale: molto ben articolato e convincente il capitolo sui social media e la loro evoluzione (tutt’altro che “monodimensionale” e pervicacemente finalizzato a raffigurarli come “kattivi“, con la k, come scrive qualcuno che chissà se si è chiesto come mai è il solo a dirlo), addirittura toccante l’ultimo, dedicato a ciò che in questa smania di aggiornamento e approssimazione stiamo sottraendo alla nostra umanità condivisa. Consigliatissimo!
Profile Image for Tommaso Gragnolati.
15 reviews
November 3, 2024
Un libro equilibrato per chi è capace di fare dei distinguo e vuole ancora avere un pensiero critico e poter dibattere con chi la pensa diversamente su questi ed altri temi.
Displaying 1 - 17 of 17 reviews

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