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Son of Italy

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In the original introduction to Pascal D'Angelo's Son of Italy, the renowned literary critic Carl Van Doren praised D'Angelo's autobiography as an impassioned story of his "enormous struggles against every disadvantage." In his narrative of his fruitless labor as a "pick and shovel" worker in America, D'Angelo, who immigrated from the Abruzzi region of Italy, describes the harsh, often inhumane working conditions that immigrants had to endure at the beginning of the twentieth century. However, interested in more than just material success in America, D'Angelo quit working as a laborer to become a poet. He began submitting his poetry to some of America's most prestigious literary and cultural journals until he finally succeeded. But in his quest for acceptance, D'Angelo unwittingly exposed the complexities of assimilation. Like the works of many other immigrant writers at the time, D'Angelo's autobiography is a criticism of some of the era's most important social themes. Kenneth Scambray's afterword is an analysis of the complexities of this multifaceted autobiographical voice, which has been read as a simplistic immigrant narrative of struggle and success. Guernica's edition of Son of Italy is its first English reprint since its original publication in 1924.

Paperback

First published November 1, 1924

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About the author

Pascal D'Angelo

4 books3 followers
Pasquale D’Angelo was born into a peasant family in a hamlet near Introdacqua, a town in the Abruzzi, provincia L’Aquila, in 1894. His family lived in extreme poverty and he went to school intermittently from the age of seven until twelve.

Trying to better the family’s conditions, he and his father sail from Naples—this is the first time Pasquale has seen the sea—and come in through Ellis Island, New York in 1910.

While still confused by the big city he came in touch with other immigrants, suffering racism, and working hard, miserably paid and under dangerous working conditions (he was one of the characters of the shocking first chapter of Pietro Di Donato Christ in Concrete). Disillusioned, his father returned to Italy but Pascal decided to stay. He learned english language and became fascinated by Percy Bysshe Shelley, John Keats and other writers he discovered at New York Public Library. In 1920 he start writing poems and was published in numerous reviews and newspapers of the time. He was scouted by Carl Van Doren who published his autobiography Son of Italy in 1924 which achieved extraordinary success.

Little is know about is later life, it is still debated why Pascal D'Angelo never published any other book as planned but is sure that he kept writing prolifically. By 1932 D’Angelo had pawned his typewriter and could not even afford paper. He continued to write, however, scrawling his poems in the margins of old newspapers, on the backs of calendars, and eventually on the walls of his apartment. He died in poverty and alone in 1932 in Brooklyn, all his later work went lost and probably destroyed.

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1 star
4 (5%)
Displaying 1 - 10 of 10 reviews
Profile Image for Giada.
224 reviews22 followers
June 4, 2025
Pascal D'Angelo è stato uno scrittore abruzzese che, insieme al padre, si trasferì durante gli anni Dieci del Novecento negli Stati Uniti in cerca, come altri milioni di italiani, di una vita migliore allettati da quello che era il "sogno americano". Eppure fin dal loro arrivo la situazione non risultò sempre facile perché la tanto "acclamata" America non accoglie bene gli stranieri e soprattutto gli italiani che sono considerati semplici usurpatori di lavoro tanto da subire i ricatti di una società che,  da una parte li accoglie, e dall'altra li respinge.

Fin da subito Pascal e il padre si adattono alla nuova vita, facendo una vita che rasenta in diverse occasioni la schiavitù tanto da costringere il padre a tornare in Italia. Pascal invece rimane convinto in quel sogno a cui non ha intenzione di rinunciare ed effettivamente, sebbene, con mille difficoltà troverà la sua strada, anche se non quella preventivata.

Pascal D'Angelo si dimostra una penna schietta che fece della sua vita, materia letteraria. Son of Italy racconta l'emigrazione di moltissime persone che sperarono in un futuro migliore ma che non sempre riuscirono a realizzare i loro sogni. Tra un'Italia arcaia e un' America idealizzata, Son of Italy è sicuramente un testo da recuperare.
6 reviews
June 17, 2023
i normally like to make funny comments in my reviews, but not with this one. this man has my respect
Profile Image for Domenico Francesco.
310 reviews34 followers
January 1, 2020
Oggi ci si ricorda troppo poco di Pascal D'Angelo, emigrato italiano negli Stati Uniti originario di Introdacqua, in Abruzzo, che nonostante non avesse avuto una vera e propria formazione culturale scrisse numerose poesie che, pubblicate su diverse riviste americane anche molto prestigiose, riuscì ad attirare l'attenzione della scena letteraria newyorkese. Son of Italy, il suo unico libro, non è altro che la sua autobiografia: dalla vita dura e povera della campagna abruzzese ricca di storie misteriose e tradizioni ancestrali (su cui gli appassionati di folklore troveranno molto materiale interessante) fino alla frenetica Grande Mela, dove il giovane Pascal vivrà di espedienti come operaio in condizioni di estrema povertà, con l'aggravante di lavori pericolosi quanto sottopagati e del razzismo per le sue origini italiane. Sapevo che le situazioni per gli emigrati italiani negli Stati Uniti non erano per nulla semplici, ma non avrei mai immaginato fossero così infernali. Colpisce come nonostante le disgrazie e la situazione di estremo disagio, povertà e discriminazione, Pascal sia riuscito sempre a vedere le cose con grande ottimismo e addirittura a farsi una propria cultura frequentando nel tempo libero la biblioteca di New York e a nutrire una vocazione totale e assoluta per la scrittura e la poesia, del quale Pascal stesso ci presenta dei suoi componimenti spiegandoci talvolta anche le storie che li hanno ispirati.
Pascal divenne un piccolo grande caso letterario nella New York degli anni '20, nonostante il suo stile naif e il suo ruolo sociale, e questo libro gli diede un certo successo suscitando interesse di diverse case editrici. Nonostante ciò Pascal non pubblicò mai più niente e non si sa quasi nulla di ciò che avenne negli anni successivi, forse rimase deluso dal mondo dell'editoria americana e perse interesse per la pubblicazione di nuovi libri, forse tentò di ritirarsi in solitudine per evitare ogni forma di successo per il suo ideale totale alla scrittura come arte, forse addirittura smise del tutto di scrivere, chissà, magari proprio per aver raggiunto ormai ciò che lui sentiva come suo obiettivo. Si sa solo che morì dopo otto misteriosi anni dalla pubblicazione di Son of Italy all'età di trentotto anni poverissimo e dimenticato da tutti in un ospedale di Brooklyn per una probabile occlusione intestinale, forse complicata anche dalle sue ingenti condizioni di vita anche se diverse fonti riportano che la morte lo colse per un errore medico.
Son of Italy è rimasto però, per quanto ancora poco noto, rimane la prova dell'esistenza e della vita coraggiosa di una grande uomo che ha affrontato la solitudine, la povertà e le peggio sfighe di questo mondo seguendo sempre le proprie idee e il proprio ottimismo, facendo anche un quadro storico estremanente lucido e crudo dell'Italia e dell'America del suo tempo e della vita bistratta e ancora oggi poco ricordata di milioni di immigrati come lui. E io nel frattempo me ne sto ad aspettare che Son of Italy venga riscoperto e diventi "ufficialmente" il libro di culto che merita di essere.
Profile Image for Maria Borghini.
8 reviews
March 19, 2024
Questa è l'autobiografia del poeta italiano Pascal D'angelo scritta in inglese dall'autore, emigrato negli Stati Uniti d'America come uno dei quattordici milioni di italiani, negli anni dal 1876 al 1915. A lui e al padre, nel 1910 viene concesso di sbarcare nella caotica New York e comincia per entrambi una vita di luoghi, lingue, abitudini e usanze nuove e di fatiche, stenti, soprusi e soperchierie, vecchi. Sì, perché nella 'Libera America' i migranti non vengono soltanto sfruttati, sotto lo sguardo distratto e disinteressato degli americani, ma anche messi vilmente, gli uni contro gli altri, in competizione per un durissimo lavoro e una misera paga, sempre insufficiente per poter solo pensare a una vita migliore. La narrazione è semplice, scorrevole. E' la storia di chi rimane consapevole di essere soltanto 'uno dei tanti' ma dal capitolo 12, si assiste a una sorprendente trasformazione, in corrispondenza della nascita e presa di coscienza dell'autore del suo più grande sogno e determinazione: dare una chance alle sue più intime speranze. Il linguaggio diviene più appropriato, ricercato, come se dalla rozza crisalide del bracciante e spaccapietre si riveli la colorata leggiadria del poeta. Nella tarda primavera del 1920 si reca a New York per scrivere poesie e provare a campare di questo. "Farai la fame!" gli venne detto e in effetti per più di un anno, sino al novembre del 1921 Pascal soffre la fame, il freddo e vive in condizioni di estrema povertà ma la sua anima, nutrita dai suoi versi leggiadri, finalmente felice, alimenta la spessa tenacia di abruzzese. Questa storia vera, è una favola moderna, realizzata con le tinte forti e crude della realtà vissuta da molti e taciuta da troppi. Il lieto fine, è la meritata notorietà dell'autore, il quale però non si farà attrarre dalle lusinghe della vita agiata, continuando a sentirsi e a essere un 'Pick and shovel Poet'
Profile Image for chiara_librofilia.
427 reviews35 followers
November 2, 2022
Uno spaccato di vita che racconta l'emigrazione di massa dei primi del Novecento soprattutto per le regioni del sud Italia, le condizioni disumane perpetrate ai danni dei lavoratori, il lavoro duro, i sacrifici, la lontananza da casa e nonostante tutto, la fiducia in quel sogno americano che ha smosso e svuotato interi centri abitati.
Un libro che va letto, digerito e metabolizzato e resta una testimonianza incredibile di quel periodo ma soprattutto è la prova tangibile di quanto un uomo sia disposto a fare per realizzare i propri sogni.
98 reviews
January 25, 2019
A fast, extremely entertaining and well written book. D'Angelo gives an excellent portrayal of the early 20th century immigrant experience and it’s horrifying, even worse than I imagined.
Displaying 1 - 10 of 10 reviews