Tutte le storie incluse in questo libro confermano ancora che lo scrittore tese a far parte della migliore letteratura contemporanea, e fu una cosa che potette fare con qualsiasi lingua: al contaminare deliberatamente la recensione è il saggio che il libro rappresenta, oppure può esser la fiction che in parte trae l'autobiografia dello scrittore argentino. Dove Ricardo Piglia è riuscito a escogitare un testo che attraversa più volte i confini tra i vari generi letterari. L'attrattiva e l'originalità del suo stile senza pari risiede in questo incrocio di differenti generi letterari, in cui scompare la preoccupazione di dover distinguere il ruolo del critico da quello dello scrittore.
Il progresso precedente pubblicato da Anagrama nel 2002 ha le sei medesime storie che corrispondono all'edizione Seix Barral dell'anno 94: ripubblicate successivamente dall'autore con due variazioni. Guardando i dettagli dell'articolo di un racconto chiamato Mata Hari55 (è anche una bella storia), i sei racconti sono i seguenti:
- El último viaje
- El Laucha Benítez cantaba boleros
- La caja de vidrio
- La loca y el relato del crimen
- El precio del amor
Infine come ultima storia: Nombre Falso, che da nome al titolo del libro, ma che alla volta si divide in altri due racconti indipendenti:
- Homenaje a Roberto Arlt
- Apéndice: Luba
In linea di massima le prime 5 storie sembrano buone. Ben riuscite. Mentre l'ultima storia, motivata da una struttura tanto classica, ha una finitura particolarmente sconcertante e dà la sensazione di leggere qualcosa di già conosciuto: ciò avviene senza sapere o senza riuscire a specificare a quali influenze di riferimento allude. La cosa certa è che questa volta lo scrittore argentino ha usato gli stessi personaggi in storie diverse, soprattutto utilizzando il soggetto chiamato Emilio Renzi (che è il suo alter ego), presente anche nel libro Respiración artificial.
Una menzione a parte lo merita il titolo "Nombre falso", ed è più esteso dei precedenti poiché copre metà del libro. Da riconoscere pure che ha scritto un lavoro dove risalta lo stile di scrittura usato nella seconda parte del libro "Respiración artificial.": ciò ha un risultato molto più convincente. Ed è un chiaro esempio di quello che lo scrittore argentino chiama letteratura dell'inganno. Una storia di finzione spinta al limite, con una struttura simile al saggio-finzione. Una "finzione paranoica". Dove espone il presunto incontro di Hitler e Kafka, utilizzando un'indagine con un autore poco noto, Roberto Arlt, con il quale però riesce a raggiunge una credibilità quasi perfetta mescolando eventi reali con altri inventati: in questa parte ha utilizzato note a piè di pagina con citazioni autentiche di Roberto Arlt. Ha voluto che i lettori credessero a un'indagine vera e propria con gli scritti inediti di Roberto Arlt, formati dallo schema di un romanzo in una storia chiamata "Luba", che per l’appunto è stata aggiunta come appendice.
Nella storia “Homenaje a Roberto Arlt” la voce dell'altro è la voce di uno scrittore. Il testo è diviso in due parti: la prima, in cui il giornalista Emilio Renzi parla di un testo inedito dello scrittore Roberto Arlt, dove mischia dati di fantasia con dati reali (si può parlare sia di sola immaginazione che di fiction?); mentre la seconda parte del testo (presentato dal solo scrittore Roberto Arlt) in realtà fu in riscrittura che Piglia fece su un testo di Leonid Andréiev: in un qual modo ha creato un clima. Però ha creato un clima di obiettività: al caso mostra che l'oggettività irraggiungibile si basa su un tipo di discorso, che è incline alla confusione. Lo stesso critico letterale Ricardo Piglia pare abbia preso il testo Luba (la riscrittura del testo di Andréiev) come una storia dello stesso Roberto Arlt. Inoltre ci sono due movenze che confondono: da questa similitudine, il dubbio nasce dal testo di "Luba". Vale a dire: è un testo di Roberto Arlt, oppure è il personaggio creato da Rinaldi?; probabilmente, il fatto di avere scritto una presentazione immaginaria, rimane un luogo distante da quella che è una fiction letteraria.