C'è una casa nel bosco si svolge a Villa Esther, una dimora incastonata nel cuore del è bianca, maestosa, sfavillante di neve e luci natalizie. È qui che Alice e Damiano hanno deciso di celebrare le loro nozze, ospiti della ricchissima famiglia Latorre. Un padre intelligente e fascinoso, tre figli sereni e una famiglia da pubblicità. Che segreti si nascondono dietro quest'apparenza perfetta? In una lunga notte che non conosce il sonno, ci sarà da districare un mistero più fitto del bosco. In Al Sassofono Blu la compagnia teatrale "Trappola per topi" propone una cena con delitto in un locale del centro storico di Napoli. Ma se oltre all'assassinio immaginario del conte de La Roche durante lo spettacolo se ne consumasse uno vero? Un giallo nel giallo che si snoda fra le assi di un palcoscenico e i vicoli di una città che non dorme mai. A indagare in entrambi i casi è la formazione al completo dei quattro più uno di via Atri 36: l'archeologa Malù, appassionata di romanzi gialli e misteri di ogni tempo, Ariel, traduttrice italoamericana di commedie rosa, il pianista giapponese Kobe e il sardo-nigeriano Samuel, rappresentante di gelati, accompagnati come sempre dall'infallibile fiuto del gatto nero Mycroft.
Due racconti noir divertenti e ben scritti, con trame semplici ma ben descritte. Forse un pò inverosimili alcune interazioni del gatto del titolo con la sua umana, ma tutto sommato godibile. *** Two fun and well-written noir stories, with simple but well-described plots. Perhaps some of the interactions between the cat and his human are a little far-fetched, but all in all enjoyable.
Avevo notato questo libro mesi fa ma poi non lo avevo letto, questa volta mi era utile per una challenge e ho deciso di leggerlo.
Non conoscevo questa autrice, il suo stile non mi ha fatto proprio impazzire. Ho trovato la storia scorrevole, ma in alcuni punti ci sono state delle ripetizioni e dei continui riferimenti che non ho molto apprezzato. Uno di questi è quello relativo al colore della pelle del fidanzato di Ariel, che viene continuamente ribadito. Perché continuare a farlo? Solo perché ha la pelle scura? Fosse stato un uomo bianco non sarebbe stato nominato in continuazione ‘il suo incarnato pallido’ ecc… Un altro esempio è la parlata di Kobe, che essendo straniero non parla in un italiano corretto. Capisco fare qualche battuta all’inizio, anche solo per farci conoscere il personaggio, ma dopo un po’ queste continue correzioni da parte degli altri personaggi mi hanno fatto storcere un po’ il naso. Ammetto che mi hanno dato molto fastidio queste cose. Poi non ho trovato il suo stile originale, mi ha ricordato quello di altre autrici italiane che si sono dedicate a questo genere. Comunque nel complesso è una lettura piacevole, che si legge abbastanza veloce.
Protagonisti di questo libro sono gli inquilini di Via Atri, che vivono tutti insieme in una casa nella città di Napoli. Troviamo Ariel, che è la narratrice, il suo fidanzato Samuel, Kobe, Malù e il gatto Mycroft. Penso che loro siano il punto forte del romanzo, perché sono dei personaggi ben caratterizzati e ben amalgamati, che fanno simpatia. È stato bello vedere i rapporti tra di loro, assistere alle scenette in casa e fuori, scoprire pian piano notizie riguardanti le loro vite. Malù e Mycroft sono un po’ le star di questo libro: lei fa l’archeologa nella vita ma gioca anche a fare l’investigatrice e risolvere così assassinii. Lui è un micione che portano dappertutto e che ogni due per tre fa un miagolio diverso. Forse ho trovato la sua presenza un po’ troppo, ci fosse stato un po’ di meno lo avrei apprezzato comunque. Malù è la tipica cittadina normale che decide di giocare all’ingestigatrice e ammetto che anche qui in alcuni momenti ho trovato la cosa un po’ forzata.
Per quanto riguarda i due casi narrati devo dire invece che mi sono piaciuti e li ho trovati appassionanti. Non sono misteri scontati, che sai già come vanno a finire. Devo dire che sono ben costruiti e oltre alla parte di risoluzione del mistero, c’è anche tutta una parte relativa alle vite dei personaggi, che a me piace molto come impostazione di un giallo.
Ho scoperto poi che prima di questo libro ce n’erano altri da leggere sempre su questi personaggi, che recupererò
Questo libro racchiude due racconti con protagonisti i 4 più uno di via Atri 36. Nel primo, mentre si celebra il matrimonio di Alice e Damiano in una dimora da fiaba, accade di tutto: da un terremoto durante le nozze, all'omicidio di un padre di stampo verghiano. Una nevicata blocca tutti nella villa, permettendo così a Malù e al gatto Mycroft di risolvere l'omicidio.
Nel secondo,durante una cena con delitto, il delitto avviene davvero: l'eterea Clara muore appena scesa dal palco, pugnalata davanti a decine di avventori. Com'è possibile che nessuno si sia accorto di nulla? Qui scopriamo finalmente il perchè del dolore nascosto di Malù.. e Mycroft si prende una bella sbandata per Agatha, gattona maliziosa dagli occhi azzurri.. Carino, anche se di giallo c'è ben poco: per amanti dei gatti!
Io adoro i libri di Serena Venditto! Il libro raccoglie due avventure dei 4+1 coinquilini di via Atri 36 nel centro storico di Napoli. Avventure gialle buffe e serie insieme, quattro ragazzi per non tacer del gatto (vero protagonista) che indagano su delitti mettendosi a volte in competizione con la polizia. Ottima ambientazione, bellissimi personaggi splendidamente caratterizzati, anche i secondari, superbe descrizioni di Napoli, buon ritmo e nessun pippone filosofico, ironia a carriolate. Leggete Serena Venditto!!!
Il gruppo di Malù si ritrova a Villa Esther, dimora situata nel cuore del Molise. E qui, pronti a partecipare al matrimonio di alcuni amici si ritroveranno tra le mani l’ennesimo omicidio da risolvere. Per poi finire a fare lo stesso durante una cena con delitto in un ristorante di Napoli. Dove un delitto, finto, diventa vero. E via dicendo.. sempre con l’immancabile Mycroft. Trama in piccolo per chi volesse cimentarsi nella lettura di questa serie gialla che strizza l’occhio alla commedia. Un po’ nera ma sempre commedia è. Mi guardava da mio scaffale da parecchio tempo questo libretto. Non conoscevo l’autore, non conoscevo la trama, non conoscevo nulla. Che sia una serie non disturba (non si tratta del primo volume), non si fa fatica a seguire i personaggi nel loro mondo. Scrittura leggera che piace. Abbiamo Malù, questa archeologa che viene dal Molise e che si è trapiantata a Napoli con la passione per il crimine e l’investigazione. Con un occhio che pare aver fatto confluire in sé quello della signora Fletcher e di Miss Marple. Lei ha una attenzione per il dettaglio più microscopico, per l’insignificante che diventa significante. Accanto a lei ruota la cerchia dei coinquilini, giocoforza scaraventati in ogni caso a dar manforte o a far casino: Ariel e Samuel, lei è un po’ la narratrice dell’intera impalcatura. Lui è un sardonigeriano che fa il rivenditore di robe che hanno a che fare coi gelati. Kobe, il pianista giapponese che litiga e amoreggia a distanza con la fidanzata violinista giapponese. E Mycroft il gatto di Malù. Più intelligente di tutti messi insieme. Perché allora non mi convince fino in fondo? Premesso che non sono un'amante del genere thriller ma qui è talmente armonizzato con la commedia che di thriller alla fine, quello più pesante, se ne percepisce ben poco. Forse è proprio la caratterizzazione dei personaggi che non mi ha convinto fino in fondo. Sono un po’ troppo caricati, un po’ troppo esagerati nei modi di fare. Malù cje dovrebbe essere la protagonista passa per essere quella più odiosa (opinione mia, ovviamente), per Samuel ci si tiene a ricordare ogni due frasi che è di un bel colore cioccolato. Kobe viene ripreso ad ogni sua frase e va bene, la battura le prime volte va bene. Poi diventa solo una ripetizione che non offre più spunti di sorrisi. Ariel è una gattamorta che non sono riuscita ad amare nemmeno cinque minuti. Da gattara avrei dovuto far faville per Mycroft… eppure sto gatto che me lo ritrovo anche al matrimonio. o al ristorante… onestamente ha reso tutto più che surreale. Passato, insomma, il primo attimo in cui sembra piacere… purtroppo alla lunga non ha premiato.
Devo ammettere che anche in questo caso la scelta è ricaduta sia sul titolo che sulla copertina, mai mi sarei aspettata che sarebbe stato il libro migliore letto quest’anno finora, e che avrei trovato dei personaggi deliziosi e imperfetti ai quali affezionarmi tanto da dispiacermi di doverli lasciare. Ve li presento:
Ariel Hamilton traduttrice italo americani di lacrimosi romanzi rosa Marialuisa Ferrari detta Malù Archeologa con la passione per i gialli e un dono per le indagini simile a quello di Sherlock Holmes e Poirot Mycroft gatto nero con una personalità ingombrante e un eccellente fiuto per le indagini Samuel Solinas detto Magnum fidanzato di Ariel, molto alto e nero come il cioccolato un sorriso bianco come il latte, rappresentate di articoli per gelaterie, mezzo sardo e mezzo nigeriano. Kashiro Kobe Pianista giapponese, in Italia per passione della musica e per amore della sua fidanzata Ayumi che studia al conservatorio di Cremona, personaggio divertente che parla un italiano stentato e sbaglia sempre le parole.
Pensate che gioia quando ho scoperto che c’erano altri libri con questi personaggi, e pazienza se non li leggerò in ordine.
La storia è divisa in due atti, la prima ambientata in una bellissima villa appartenente alla famiglia La Torre, con tanti segreti, li si dovrà svolgere il matrimonio di due cari amici di Ariel, e durante il quale il patriarca verrà ucciso, e essendo isolati dal mondo esterno in pieno stile delitto della camera chiusa spetterà a loro indagare e risolvere il caso.
Il secondo atto si svolgerà al Sassofono blu locale che ospita una cena con delitto e durante la quale una delle attrici morirà proprio davanti ai loro occhi e anche in quel caso indagheranno stavolta con le forze dell’ordine che non saranno troppo contente almeno al principio di questa collaborazione.
“Lanciai un rapido sguardo alla finestra: il cielo era una coperta di lana grigia infeltrita, pesante e opprimente, ma si intravedeva un flebile puntolino che immaginai fosse il sole. Nella notte la neve aveva coperto completamente gli alberi crollati sulla strada, creando un vero e proprio muro bianco. Il mare di alberi. Il bosco delle fate. La foresta dei morti.”
Il libro è composto da due racconti e in entrambi l'unico testimone, l'unico che ha visto davvero chi ha commesso gli omicidi è il gatto nero Mycroft di Malù. Ma Malú ama investigare con i suoi amici e nel primo racconto si trovano ad essere tutti inviati in una sfarzosa villa dove i loro amici Damiano e Alice hanno deciso di festeggiare il loro matrimonio. Il proprietario di Villa Esther e i suoi figli sembrano vivere serenamente, ma con la morte del signor Latorre si cercherà di dipanare una matassa fatta di intrighi e segreti, fino a scoprire il colpevole. Nel secondo racconto durante una cena con delitto muore davanti ai loro occhi un'attrice dilettante che faceva parte della compagnia, e di nuovo Malú con i suoi amici cercano il colpevole. La protagonista che narra in prima persona le vicende è Ariel fidanzata con Samuel, e con un ex fidanzato ingombrante perché lo si ritrova facilmente su ogni luogo del delitto, essendo lui quello titolato per poter indagare davvero. Ariel si occupa di traduzione di libri che sono delle immani torture e pagine di diavolerie uniche, perché deve tradurre storie di amori e passioni, sempre troppo sdolcinate e scontate, viene trascinata dalla sua coinquilina Malú ad indagare e a chiedere favori al suo ex, per poter agevolare le indagini della sua amica. Tra gli altri coinquilini compare Kobe un pianista giapponese che non parla ancora del tutto bene l'italiano ma che è a mio avviso un personaggio indispensabile, perché davvero fa morire dal ridere, ogni parola che pronuncia male e che ovviamente ha un altro significato strappa risate senza il minimo sforzo. Oltre i quattro coinquilini e amici con loro vive anche il gatto nero di Malú, che odio ferocemente l'ex di Ariel e la cui arguzia e intuizione è pari a quella della sua padrona. Ho scoperto Serena Venditto per caso leggendo un altro suo libro sempre con gli stessi protagonisti ed è stato "amore a prima lettura", mi piace la sua scrittura, leggera e semplice, la sua ironia, poter indagare insieme a loro e poter ridere con loro, mi sono affezionata ad ogni protagonista e leggeró tutti i libri di questa serie, perché quando la scrittrice sa coinvolgere ne vale davvero la pena, e poi ridere leggendo un giallo non mi era mai successo.
Read it if: * You enjoy young adult-style stories. These feature very basic dialogues, strongly characterized and theatrical characters, straightforward emotions, and everything is explicitly explained * You like mysteries where no clues are given to help you solve them, but instead, everything is explained at the end
Don’t read it if: * You are looking for an intricate mystery plot with hints and secrets gradually revealed * You prefer well-rounded characters with depth and emotional impact—people with nuances and complexities who evolve over time and are described indirectly
Why 2 stars: - [ ] Theme: 4 (A group of multicultural friends solving crimes alongside a black cat—sounds fun!) - [ ] Plot: 3 (It’s a young adult comedy-mystery, driven by gossip and secrets. Be aware that there are two separate stories in this book.) - [ ] Characters: 2 (The characters are very basic. Their desires are explicitly stated, and they act in a theatrical, predictable manner. I rated this a 2 instead of a 1 because the Korean guy is amusing, even if predictable.) - [ ] Fun/adventure/surprise: 3 (There are some surprises, such as the mystery’s resolution, and a few background stories between the characters add some entertainment. However, the cat’s reactions, as if he were human, feel almost childish.) - [ ] Profoundness: 1 (The book doesn’t offer any reflections on sociological or psychological themes.) - [ ] Length of the book: 2 (It’s not very long, and things happen quickly. Nonetheless, it was so shallow that I found myself counting down the pages to the end.) - [ ] Language and style of writing: 1 (The writing is very raw. Sentences, dialogues, and words are all simple, short, and direct. The narrative is completely linear, and overall, the quality is low.)
Favorite part: the strongest aspect is the friendship between the four protagonists, who also live together. Their diversity—racial, ethnic, and cultural—is a nice touch
Least favorite part: in the second story, Malú and a friend manage to enter a crime scene by letting the cat slip inside and pretending they need to go in and find him. So silly
Proseguono le avventure di questo gruppo di amici, una specie di Friends partenopeo, la cui penna della Venditto tanto mi aveva affascinata sia nel racconto presente nell'antologia E cosy sia, sia nel primo libro della serie, Aria di neve. Questa volta però io ho commesso un errore: ho iniziato questo titolo in audiobook. Trovo che gli audiolibri siano un'ottima forma di lettura, ideale per esempio per me quando faccio le pulizie, ma non sempre sono nelle mie corde: vuoi per la trama troppo complessa, o troppo lenta, oppure come in questo caso per la lettrice assolutamente sbagliata e infastidente (per i miei gusti).
Ascoltato e non letto quindi l'inizio di questo libro è stato terribile, non sopportavo assolutamente Ariel, la protagonista, che mi si è trasformata in una sciacquetta volubile, ma neppure Malù, saccente all'estremo e fastidiosa. Insomma quando poi ho immaginato la risoluzione del caso praticamente subito, ho capito che questo primo libro di questo libro (non è un gioco di parole, ma questo volume racchiude due episodi) me lo ero "rovinato" per il modo in cui IO mi sono approcciata ad esso.
Così per Al sassofono blu ho deciso di tornare alla lettura tradizionale, che mi ha permesso di apprezzare di nuovo i protagonisti, e per fortuna! Infatti qualcosa sul passato di Malù viene svelato e devo dire che è stata la componente che più ho apprezzato (anche qui la parte investigativa non mi ha fatto impazzire, anche se non ci ero arrivata). ... continua sul blog
Avevo già letto dell'allegra combriccola di coinquilini in un racconto. Qui ci sono due racconti con protagonisti i quattro coinquilini e un gatto nero. Il primo racconto è ambientato in Molise e si svolge durante un matrimonio, dove ci scappa il morto e la risoluzione del caso interessa molto a tutti. Nel secondo racconto torniamo a Napoli e i nostri eroi si infilano in un vero omicidio durante una cena con delitto. E anche qui la curiosità è più forte della paura della polizia e alla fine l'aiuto viene anche apprezzato.
Ho trovato i racconti molto freschi e divertenti , con un buon ritmo e battute simpatiche che mantengono l'attenzione alta. La passione per i romanzi gialli delle protagoniste è lo specchio della stessa passione dell'autrice. La struttura del giallo è molto simile a quelli della zia Agatha. Nel primo caso sembra quasi un delitto della camera chiusa perchè gli abitanti della grande casa in stile inglese rimangono isolati e l'omicida può essere solo qualcuno presente nella casa. Nel secondo caso l'omicidio è avvenuto sotto gli occhi di tutti ma nessuno lo ha visto in realtà. I personaggi sono ben descritti, sia i protagonisti che hanno dei tratti caratteristici ben evidenti (anche troppo forse) ma anche gli altri personaggi potenziali colpevoli vengono tutti ben caratterizzati.
Libro molto piacevole per passare qualche ora di spensieratezza. Consigliato.
Questo libro è la raccolta di due avventure di questa serie, esattamente “C’è una casa nel bosco” e “Al Sassofono Blu”. Nel complesso una lettura piacevole dove il giallo è solo una parte minore delle vicende che racconta in quanto narra, piuttosto, la vita di 4 amici e un gatto che vivono assieme. Malù, archeologa appassionata di delitti e misteri, Mycroft il suo gatto nero che ama impicciarsi di tutto, Ariel, traduttrice italo americana e voce narrante, Samuel, fidanzato di Ariel sardo-nigeriano altissimo e nero, e Kashiro, pianista giapponese tanto bravo a suonare ma decisamente sgrammaticato nel parlare italiano. Nella prima storia veniamo portati al matrimonio di Alice e Damiano, due loro cari amici, evento questo che sarà funestato da un omicidio che Malù riuscirà a risolvere con le sue deduzioni. La seconda storia vede i nostri 4 amici con gatto partecipare a una “cena con delitto” ma, nel corso della serata, un delitto vero arriverà a scompaginare il tutto. Anche questa volta l’intuito e il ragionamento daranno modo a Malù di risolvere sia il finto che il vero delitto. Una lettura molto gradevole, leggera e del tutto rilassante con una punta di giallo che la rende anche accattivante.
TITOLO: Commedia gialla con gatto nero AUTORE: Serena Venditto PAGINE: 368 Questo romanzo è stato per me una boccata di spensieratezza dopo due letture abbastanza pesanti e l’ho apprezzato moltissimo soprattutto per la scrittura schietta e veloce, la trama che si snoda con facilità, creando quella giusta dose di suspence che un giallo deve avere per poter coinvolgere il lettore gradatamente. Primo libro di questa autrice per me che ho fatto la conoscenza di un eccentrico gruppo di coinquilini che dividono un appartamento nel cuore di Napoli, ognuno con le sue peculiarità ben delineate e talmente ben caratterizzati da sembrare di conoscerli da tempo; Ariel, Marialuisa detta Malù, Samuel e Kobe sono anche degli inconsapevoli detective non professionisti, poiché spesso si trovano coinvolti in bizzarri casi di omicidio e, al seguito della vulcanica Malù e del suo irresistibile Mycroft, “gatto nero con gli occhi verdi”, offrono sempre un contribuito decisivo per la risoluzione del caso. Io che non amo particolarmente i gialli, questa variante in cui è presente un po’ più di leggerezza e di ironia l’ho trovata molto più godibile e divertente e credo proprio che leggerò ancora di questa autrice.
TITOLO: Commedia gialla con gatto nero AUTORE: Serena Venditto PAGINE: 368 Questo romanzo è stato per me una boccata di spensieratezza dopo due letture abbastanza pesanti e l’ho apprezzato moltissimo soprattutto per la scrittura schietta e veloce, la trama che si snoda con facilità, creando quella giusta dose di suspence che un giallo deve avere per poter coinvolgere il lettore gradatamente. Primo libro di questa autrice per me che ho fatto la conoscenza di un eccentrico gruppo di coinquilini che dividono un appartamento nel cuore di Napoli, ognuno con le sue peculiarità ben delineate e talmente ben caratterizzati da sembrare di conoscerli da tempo; Ariel, Marialuisa detta Malù, Samuel e Kobe sono anche degli inconsapevoli detective non professionisti, poiché spesso si trovano coinvolti in bizzarri casi di omicidio e, al seguito della vulcanica Malù e del suo irresistibile Mycroft, “gatto nero con gli occhi verdi”, offrono sempre un contribuito decisivo per la risoluzione del caso. Io che non amo particolarmente i gialli, questa variante in cui è presente un po’ più di leggerezza e di ironia l’ho trovata molto più godibile e divertente e credo proprio che leggerò ancora di questa autrice.
Libro che raccoglie due romanzi: "C'è una casa nel bosco" e "Al sassofono blu". Conoscevo già i 4 (+1) protagonisti perchè anni fa avevo letto il primo libro della serie e l'avevo trovato piacevole: anche questa volta la lettura è stata gradevole, sebbene abbia riscontrato alcuni punti deboli.
I protagonisti sono discretamente caratterizzati e regalano alcuni momenti divertenti anche se devo fare un appunto: l'autrice spesso è ridondante nel sottolineare più volte alcune loro caratteristiche, come ad esempio la parlata sgrammaticata di Kobe o il colore scuro della pelle di Samuel...all'ennesima ripetizione a volte mi sono ritrovata a pensare: "Sì ok, l'ho capito!"
La trama "gialla" seppur non troppo intricata è secondo me buona: i casi sono abbastanza ben strutturati e le soluzioni non sono banali anche se le improvvise intuizioni di Malù ispirata dal gatto Mycroft non sempre risultano pienamente credibili.
Nel complesso, nonostante qualche difetto, mi sento di consigliarlo agli amanti del cozy mistery e soprattutto dei gatti!
libro scoppiettante, ironico e divertente che racchiude due racconti con protagonisti i 4 di villa atri. Nel primo racconto vanno in trasferta in Molise per un matrimonio dove ci scappa il morto nel secondo ritornano a Napoli e si ritrovano ad una cena con delitto dove alla fine il morto c'è sul serio.. in entrambi i racconti possiamo ammirare la mente analitica e l'intuito infallibile della nostra Malù.. La lettura scorre molto piacevolmente e tra un indagine e l'altra scopriamo un po del misterioso passato di Malù. scorrevole e stile agata christi, questo romanzo è l'ideale per passare qualche ora in completo relax.. perché diciamocela tutta. la venditto è bravissima a rendere un caso di omocio molto easy usando uno stile fresco e semplice..
Il titolo comprende due racconti scorrevoli, di buona ambientazione, costruzione e idea. In entrambi i casi, come punti a favore, la soluzione arriva imprevista pur restando all'interno di un gruppo limitato di personaggi sospetti. Ma quel povero Kobe... In un primo momento, ho trovato divertenti e ben orchestrati i suoi errori linguistici e le relative correzioni; peccato che rappresentino una costante dall'inizio alla fine, per cui ho avuto l'impressione che si sia calcata un pochino la mano. Ho ascoltato l'audiolibro: i versi del felino mi hanno lasciata più che perplessa!
Una seconda possibilità non si nega a nessuno e la lettura di questo secondo volume della serie (in realtà la fusione di due episodi precedenti) mi ha confermato che il gruppo di protagonisti non ha fatto breccia nel mio cuore e nelle mie simpatie, che lo stile da commedia rosa (sembra di leggere la Gazzola per atmosfere e modalità narrativa) non mi soddisfa mai e che l'allergia ai gatti investigatori è reale e persistente. Passo oltre.
Belli questi due racconti/romanzi. Serena Venditto mi piace proprio con i suoi racconti gialli, un po' rosa e un po' commedia. Mycroft poi è un gattone proprio simpatico!
Seguito tramite audiolibro, non mi è dispiaciuto: si presenta per quello che è, ovvero un giallo soft dove una combriccola di amici si ritrova ad investigare l'ennesimo omicidio che gli capita a caso.
Direi che è stato piacevole e che mi ha intrattenuto. Sono soddisfatta.
Il titolo in questione è diviso in due storie: la prima con setting matrimoniale, mentre l'altro prevede una cena con delitto.
“Commedia gialla con gatto nero” di Serena Venditto pag. 368
Il libro è composto da due racconti: “C’è una casa nel bosco” e “Al sassofono blu”. Il primo è ambientato in Molise dopo il Natale, nella splendida Villa Esther dove si svolge il matrimonio di Alice e Damiano, amici di Ariel e degli altri abitanti di via Atri 36. Dopo una serie di sfortunati eventi, i 4 amici si ritroveranno con un cadavere e un mistero da svelare. Nel secondo Malù e i suoi amici partecipano a una “cena con delitto” organizzata dalla compagnia teatrale “Trappola per topi” presso il locale Al Sassofono Blu, citazione della canzone di Nada. Durante la serata un vero omicidio si consuma sotto agli occhi del pubblico, una delle attrici viene uccisa durante una pausa dello spettacolo. In entrambi i racconti i coinquilini, un’archeologa, una traduttrice di romanzi rosa, un pianista, un rappresentante di gelati e un gatto nero, ognuno con le proprie peculiarità e una buona dose di simpatia, si trovano coinvolti in casi di omicidio sui quali indagano con successo, in un affiatato lavoro di équipe all’insegna dell’amicizia. L’autrice caratterizza i protagonisti in modo così dettagliato che sembra di conoscerli ed è semplice capire e visualizzare la loro personalità. Le ambientazioni, i retroscena, i sentimenti, le parentesi con riferimenti storici, culturali, geografici, letterari, archeologici e sociali sono ben assemblati. Con uno stile divertente, ironico e leggero, l’autrice riesce a prendere il meglio dai suoi predecessori e trasformarlo in due racconti che si leggono tutti d’un fiato. Il testo scorre fluidamente, arricchito da momenti divertenti, i dialoghi spesso sono intrisi di humour con battute sagaci, pronte e sottili.