È difficile scrivere questa recensione perché è stato un libro importante per me, molto pertinente, attuale e critico. La scoperta dei TLON mi ha fatto entrare un po' di più nel mondo della politica, del femminismo, del socialismo e del lavoro. Sono andata a vedere la presentazione di questo libro a Verona e tutto quello che hanno detto è risuonato dentro di me.
Già da un po' che mi domandavo sul lavoro, come è visto, quanto è chiesto dai lavoratori, le mentalità diverse a riguardo. Con questo libro però mi sono tuffata bene a fondo in tutte queste riflessioni. Ho segnato tante pagine, ma in realtà vorrei segnarmi tutto e condividerlo con altre persone. Prima di tutto, è un libro estremamente bene fatto, perché si vede il grande lavoro di ricerca che c'è dietro. Gli autori citano tanti altri studi, spiegando però con le loro parole cosa difendono e usandoli come base alla loro narrativa. Ma non si limitano a presentare altre teorie, lasciano invece la loro opinione ben chiara e la loro tesi bellissimamente difesa. Poi, il libro è anche organizzato molto bene e esplora tanti sub temi collegati al lavoro, includendo ad esempio una prospettiva storica del lavoro, come ha evoluto questo concetto, e da tanti esempi molto curiosi che arricchiscono il libro. Integra anche ovviamente il femminismo parlando innanzitutto della costruzione della donna che rimane a casa e si occupa dal lavoro domestico (perché chi altro deve farlo?), non essendo stipendiata, e di come questo è stato molto utile per l'economia. Esplora pure i giorni di oggi, essendo molto provocatorio, o meglio, ci sfidando a riflettere e agire nel modo in cui ci pare più giusto per noi, e non per il nostro posto di lavoro, cappi, etc., visto che il lavoro non è il centro della vita né quello che ci attribuisce una identità. Di più, il testo è scritto in un modo molto accessibile (non sono italiana e ho capito tutto) e chiaro.
Tanti tanti complimenti, una riflessione come questa ci serviva.
Riassumendo, è un libro che racconta con tutte le parole giuste quello che pensavamo già e quello dove non c'eravamo ancora arrivati, ma che però ha tantissimo senso...Verso la fine ci propongono di trovare un equilibrio tra vita attiva e vita contemplativa, e mi pare un buon finale.
Mi piacerebbe tantissimo che ci fosse una traduzione in portoghese...
Comincia bene con una citazione di Bertrand Russel: "Se fossi un medico, prescriverei una vacanza a qualsiasi paziente che consideri importante il suo lavoro." E poi ci sono tante altre citazioni incredibile:
"(...) l'immagine che il filosofo italiano Giuseppe Rensi utilizza in Contro il lavoro: se una conchiglia pensante emergesse per la prima volta alla superficie dal fondo dell'oceano, e sapesse di poter rimanere solo per pochi istanti al cospetto dell'universo immenso, non potrebbe mai dedicare quei pochi istanti al lavoro. Piuttosto, contemplerebbe il grandioso spettacolo che solo per un momento le si affaccia. L'essere umano, scriveva Rensi, non è altro che quella conchiglia emersa un momento sulla superficie della vita, che in un lampo scomparirà negli abissi. Per la maggior parte della storia umana, a lavorare sono stati contadini, schiavi, monaci di clausura o prigionieri, tendenzialmente per dovere, punizione o penitenza, e più di rado per amore di conoscenza o del potere. Si lavora per necessità o coercizione, quasi mai per scelta, molto raramente con alacrità, se non sotto lo sguardo dei padroni. In effetti il compito più grande e arduo del primo capitalismo industriale è stato proprio trasformare l'orientamento umano al lavoro, radicato nei ritmi organici delle stagioni; in uno fondato sulla disciplina temporale non umana del regime di fabbrica (...)"
"Oggi nessuno può davvero astenersi dal lavorare. Neanche essere ricchi protegge dall'obbligo al lavoro. Anzi: se storicamente l'astensione dalle attività lavorative è stata una conseguenza naturale della ricchezza, e il tempo libero cresceva proporzionalmente al denaro e al potere accumulati, oggi chi ha successo nella vita ha il dovere di mostrarsi sempre impegnato, pena lo svergognamento pubblico e il crollo di credibilità."
"La noia è un ingrediente essenziale del processo creativo, è quel momento in cui il tempo può dilatarsi e si può fare esperienza del vuoto, senza cadere nell'intrattenimento superficiale. Serve fare spazio all'attenzione contemplativa, che è molto diversa dallo stato di iperattenzione in cui viviamo oggi, che ci illude di essere attivi ma che ci vuota e ci tiene in una condizione di stanchezza cronica, sempre prossimi al burnout. (...) Come scrive Byung-Chul Han, se il sonno è il culmine del riposo fisico, la noia profonda è il culmine del riposo spirituale. Insomma: quando non sai che fare, prova a non fare niente."
"Oggi non possiamo chiedere al lavoro di offrire tutto il senso della vita. Non possiamo pretendere che definisca appieno la nostra identità, perché siamo complessi, mutevoli e abbiamo bisogno di strumenti molteplici per esprimere ciò che siamo."
"Non è un caso che, nel 1957, il premio Nobel per l'economia Gary Becker pubblicasse The Economics of Discrimination, in cui sosteneva l'efficacia della disparità salariale: senza i lavori gratuiti o sottopagati delle donne, il sistema economico non sarebbe stato sostenibile, quindi la discriminazione di genere andava difesa e compresa, a beneficio della sopravvivenza dell'economia di mercato.(...) già nel 1972 aveva sottolineato Mariarosa Dalla Costa, sostenendo che il lavoro domestico gratuito rappresentasse una forza lavoro sfruttata dal capitalismo a scopo di lucro. (...) Per l'ISTAT, le donne italiane detengono - insieme alle rumene - il primato europeo per quantità di tempo speso nei lavori di cura non retribuiti; non è un caso che il primato speculare sia detenuto dagli uomini italiani, che con i greci sono gli unici a occuparsi di lavoro non retribuito per meno di due ore al giorno."
"Quando nasci in una condizione di marginalità, ciò che devi cercare di fare è passare per una persona normale, senza dire niente della tua provenienza. Oppure, se sei fra quelli che sono riusciti a passare; puoi raccontare incessantemente la tua eccezionalità, il sogno che sei riuscita a costruire. La provenienza di classe è una colpa, una vergogna, oppure un trampolino da cui saltare ogni giorno, a seconda di come tu voglia costruire la tua narrazione. In ogni caso, la classe esiste: chi rimane per tutta la vita in una condizione di marginalità viene visto come inferiore, sporco, trasandato, inaffidabile, inadeguato, incapace di cambiare la propria vita. Un giudizio talvolta esplicito, ma più spesso nascosto. Lodare chi ce la fa a partire da una condizione di svantaggio significa, di riflesso, colpevolizzare chi in quello svantaggio (nella periferia, in fabbrica, nel quartiere difficile) è rimasto."
"Questa disinvoltura ha un lato oscuro: secondo Paul Kayhan Piff, le persone ricche sono più inclini a compiere azioni eticamente scorrette, per esempio non fermarsi sulle strisce pedonali per lasciar passare i pedoni oppure imbrogliare al gioco. È il motivo per cui si ricevono soprusi stradali più dai grossi SUV che dai pandini: di solito più è costoso e ingombrante il mezzo, più è arrogante il conducente. Accade proprio grazie alla disinvoltura, cioè all'abitudine a ritenersi al di sopra delle regole e all'idea di non aver bisogno delle altre persone, se non come maestranze. Di fronte a una potenziale perdita di tempo, per esempio, una persona abituata al privilegio cercherà dei modi per risparmiarlo senza considerare che sta saltando la fila o togliendo spazio a qualcuno, semplicemente perché è portata a pensare così, perché il suo tempo è più prezioso (...)"
"Si è diffuso un disprezzo reciproco all'interno della società civile che rende difficile comprendersi, e questo è estremamente legato all'immobilità sociale: secondo David Graeber, la ragione per cui un elettore povero che vota un partito populista tende ad avercela più con gli intellettuali. L'élite culturale si è chiusa in se stessa, alimentando l'idea di essere depositaria dell'egemonia culturale, e ha manifestato un enorme disprezzo verso chi fa parte della classe povera, tanto da ricevere in cambio lo stesso disprezzo. Questa situazione è aggravata dal fatto che, come spiega Andrew Hood, senior economist presso l'Institute for Fiscal Studies di Londra, la ricchezza delle giovani generazioni dipende, molto più che per le generazioni precedenti, dai genitori. Se nasci ricco, potrai essere ricco; se nasci povero, è estremamente difficile che tu possa cambiare la tua situazione socioeconomica."
"Secondo la dottoressa Megan Sandel della Boston University School of Medicine, una casa sicura è come un vaccino: protegge letteralmente dalle malattie."
"(...) la tecnologia non libera affatto dal lavoro. Al contrario, è stata via via organizzata allo scopo di trovare modi per far lavorare tutti di più, anche attraverso la creazione di posti di lavoro inutili, in cui si svolgono compiti evidentemente superflui. Questa consapevolezza dell'inutilità della propria mansione produce un danno morale e spirituale profondo, «una cicatrice sull'anima collettiva». Alliger porta a questo proposito l'esempio tragicomico di un funzionario spagnolo che ha semplicemente smesso di presentarsi al lavoro; la sua assenza non è mai stata notata per vari anni, fino a quando il suo datore di lavoro ha cercato di assegnargli un premio per il lungo e onorato servizio, non trovandolo da nessuna parte. Insomma: siamo spesso costretti ad accorgerci di svolgere un'occupazione piena di niente, e questo è devastante (e divertente, ma solo a patto di essere molto sadici)."
"Come abbiamo visto, queste piattaforme spesso sono dominate da aziende statunitensi, e finiscono con il promuovere in Europa valori americani sovrascrivendo a quelli europei: pongono appunto al centro l'individualismo e il mercato, a discapito di valori come la solidarietà e il benessere comune, e mettono la libertà di espressione prima della responsabilità e del rispetto per gli altri."
"Stiamo disimparando a lottare per i nostri diritti, e dobbiamo invece imparare ad assumere una postura efficace e conflittuale, anche perché sempre più spesso facciamo fatica a capire come e cosa desiderare. A differenza del motto Stay hungry, stay foolish, l'invito [Stay angry, stay ghoulish] a essere arrabbiati e mostruosi- vuole spingere le persone a non accettare passivamente le cose così come sono, ma a cercare di cambiarle senza farsi intimidire dalle sfide e dagli ostacoli, e in particolare dall'idea che ormai il mondo abbia assunto una certa forma immutabile."
"(...) come spiega Marx: specializzandosi in una singola porzione dell'immenso processo di sviluppo, il lavoratore perde il rapporto tra azione e produzione, tra lavoro e risultato, e diventa così alienato, ossia produce beni che non solo non gli appartengono, ma che gli sono perfino superiori, giacché la sua vita dipende da essi."
"L'ascensore sociale non è rotto: è che funziona solo con la tessera magnetica. Senza tessera, come in certi alberghi, si può scendere, ma non si può salire."