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The Wolves of Venice #3
Venezia enigma
Un grande thriller storico
Chi riuscirà a smascherare i Lupi di Venezia?
Venezia, XVI secolo.
Dopo un disperato tentativo fallito di assassinare il suo aguzzino, Marco Gianetti fugge con la sua amante, Tita Boldini. Angosciato dai crimini che pesano sulla sua coscienza, in cerca di redenzione si è rivolto all’enigmatico olandese Nathaniel der Witt. Ma der Witt brama è giunto a Venezia per indagare su una serie di brutali omicidi che hanno sconvolto la città; omicidi legati ai famigerati Lupi di Venezia, ai quali non perdona l’assassinio di sua figlia. Con il suo nuovo alleato, sotto la minaccia dello spietato Pietro Aretino, der Witt inizia la sua ricerca. Mentre a uno a uno i Lupi cominciano a essere scoperti, Marco Gianetti crede di aver trovato finalmente la pace. Ma la vita di qualcuno che gli è molto vicino potrebbe essere in grave pericolo e una spia un tempo fedele ad Aretino, Adamo Baptista, minaccia di svelare i segreti di la Serenissima è sempre più un luogo sinistro e la sete di sangue dei Lupi di Venezia non è ancora placata…
Dall’autrice del bestseller Cospirazione Caravaggio
«Alex Connor raggiunge un equilibrio narrativo che si divide tra storia, fiction e caratterizzazione di un elemento spesso tralasciato nei romanzi dedicati agli artisti realmente l’interpretazione del loro spirito.»
Marcello Simoni
«Formidabile. Conquista e seduce il lettore. Spettacolare.»
Matteo Strukul
«Il giallo di Alex Connor, ai primi posti della classifica dei libri più venduti, è ambientato nel mondo dell’arte.»
Il Corriere della Sera
«Un thriller bestseller. Un’autrice che possiamo definire, senza ombra di dubbio, la nuova Dan Brown al femminile.»
Libero
Alex Connor
È autrice di thriller e romanzi storici ambientati nel mondo dell’arte. Lei stessa è un’artista e vive in Inghilterra. Cospirazione Caravaggio, uscito per la Newton Compton nel 2016, è diventato un bestseller ai primi posti delle classifiche italiane. Con Il dipinto maledetto ha vinto il Premio Roma per la Narrativa Straniera. La Newton Compton ha pubblicato la sua trilogia su Caravaggio, composta da Caravaggio enigma, Maledizione Caravaggio ed Eredità Caravaggio; Goya enigma; Tempesta maledetta; I Lupi di Venezia; I cospiratori di Venezia e Venezia enigma.
Chi riuscirà a smascherare i Lupi di Venezia?
Venezia, XVI secolo.
Dopo un disperato tentativo fallito di assassinare il suo aguzzino, Marco Gianetti fugge con la sua amante, Tita Boldini. Angosciato dai crimini che pesano sulla sua coscienza, in cerca di redenzione si è rivolto all’enigmatico olandese Nathaniel der Witt. Ma der Witt brama è giunto a Venezia per indagare su una serie di brutali omicidi che hanno sconvolto la città; omicidi legati ai famigerati Lupi di Venezia, ai quali non perdona l’assassinio di sua figlia. Con il suo nuovo alleato, sotto la minaccia dello spietato Pietro Aretino, der Witt inizia la sua ricerca. Mentre a uno a uno i Lupi cominciano a essere scoperti, Marco Gianetti crede di aver trovato finalmente la pace. Ma la vita di qualcuno che gli è molto vicino potrebbe essere in grave pericolo e una spia un tempo fedele ad Aretino, Adamo Baptista, minaccia di svelare i segreti di la Serenissima è sempre più un luogo sinistro e la sete di sangue dei Lupi di Venezia non è ancora placata…
Dall’autrice del bestseller Cospirazione Caravaggio
«Alex Connor raggiunge un equilibrio narrativo che si divide tra storia, fiction e caratterizzazione di un elemento spesso tralasciato nei romanzi dedicati agli artisti realmente l’interpretazione del loro spirito.»
Marcello Simoni
«Formidabile. Conquista e seduce il lettore. Spettacolare.»
Matteo Strukul
«Il giallo di Alex Connor, ai primi posti della classifica dei libri più venduti, è ambientato nel mondo dell’arte.»
Il Corriere della Sera
«Un thriller bestseller. Un’autrice che possiamo definire, senza ombra di dubbio, la nuova Dan Brown al femminile.»
Libero
Alex Connor
È autrice di thriller e romanzi storici ambientati nel mondo dell’arte. Lei stessa è un’artista e vive in Inghilterra. Cospirazione Caravaggio, uscito per la Newton Compton nel 2016, è diventato un bestseller ai primi posti delle classifiche italiane. Con Il dipinto maledetto ha vinto il Premio Roma per la Narrativa Straniera. La Newton Compton ha pubblicato la sua trilogia su Caravaggio, composta da Caravaggio enigma, Maledizione Caravaggio ed Eredità Caravaggio; Goya enigma; Tempesta maledetta; I Lupi di Venezia; I cospiratori di Venezia e Venezia enigma.
383 pages, Paperback
Published January 28, 2021
About the author
Alex Connor
41 books76 followersAlexandra Connor (aka Alex Connor) was born in UK and lives in England. She is an author, artist and art historian. Also arts presenter on TV and in 2018 won the Rome Prize for Isle of the Dead, aka Il Dipinto Maledetto. Fellow of Royal Society of Arts, listed in Debretts 'Prominent People of Today.'
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Displaying 1 - 6 of 6 reviews
September 21, 2022
Un thriller storico veramente grande, come la prima di copertina promette.
In un background fatto di misteri, delitti, orrori, turpitudini e corruzione Alex Connor muove le vicende di Venezia Enigma con un’ampia gamma di personaggi e cambi di scenario senza tregua che ne fanno un thriller storico senza dubbio molto movimentato. Le quasi quattrocento pagine del libro vedono ospiti personaggi storici e artisti dell’epoca realmente esistiti, accanto a personaggi usciti dalla fantasia dell’autrice: così tra poeti, pittori e nobili del calibro di Pietro Aretino, di Tiziano o Tintoretto, il lettore vede accostati ricchi mercanti, piccoli commercianti, servitori, schiavi, ebrei del ghetto che sembra facciano a gara nel contendersi quel famoso posto al sole a colpi di intrallazzi, turpitudini e corruzione.
Se amate i thriller a tinte forti ambientati nel mondo dell’arte certamente conoscerete Alex Connor, la scrittrice e artista inglese molto amata anche qui da noi, da alcuni ritenuta la Dan Brown donna, sebbene sia caratterizzata da uno stile molto particolare e personale che forse si discosta dal Re del romanzo avventuroso-esoterico. Il suo stile è infatti sensuale, immaginifico, sanguigno, a tratti selvaggio come il passato che fa rivivere nei suoi romanzi. Poi indaga sulle luci e sulle ombre del passato della nostra penisola, che ama molto.
Leggendo Venezia Enigma non si può che fare un plauso alla fantasia di Alex Connor: sullo sfondo di una Venezia ricca e nobiliare si agitano le acque torbide di alcuni personaggi che con falsità, inganno e perversione si accaniscono contro giovani donne cui l’autrice fa quasi assumere il ruolo di vittime sacrificali, in un contesto di frequentissimi colpi di scena. L’innesto storico e reale con il racconto uscito dall’immaginazione sbrigliata di Alex Connor.
La trama è molto intrigante, piuttosto complessa per la grande quantità di personaggi che la popolano, avvincente e ricca di sottigliezze. L'esposizione è eminentemente consequenziale, regressioni e digressioni sono inserite nella quantità minima indispensabile. L'intreccio criminale rappresenta l'ordito principale della narrazione, pur tuttavia non manca una gradevole, seppur limitata, componente descrittiva di contorno. I protagonisti ed i loro comprimari, sia realmente esistiti, sia scaturiti dalla fantasia dell'autore, sono pennellati in modo accurato, tanto nell'aspetto esteriore quanto nelle profondità dell'animo di ognuno di loro.
Con questo thriller storico e con la creazione dell’immagine dei Lupi di Venezia Alex Connor sembra, a mio avviso, aver voluto simboleggiare la dilagante e incontrollabile corruzione di Venezia infatti lo sguardo da lei posto su questa città e su questo periodo storico è decisamente impietoso: tutti, o quasi tutti, i protagonisti sono descritti in modo negativo e anche chi, all’inizio, sembra solo soccombere ai ricatti e alle minacce cercherà una rivalsa non nella denuncia o nel riscatto sociale ma nel diventare a sua volta ricattatore di qualcun altro creando così un domino a cascata di burattinai e di burattini.
Indubbiamente Venezia enigma è un thriller a tinte molto forti, nel quale lo stile personale dell’autrice che spazia dal sensuale al sanguigno, al selvaggio, sa coinvolgere il lettore e catapultarlo in un contesto lontano che diventa quasi palpabile attraverso la sua scrittura. Palese è inoltre l’amore di Alex Connor per l’Italia e per il suo patrimonio artistico che è descritto con dovizia di particolari e, infine, anche per la sua Storia antica, ricca di fascino e misteri… E questo è un altro aspetto del libro che, da italiani, non può che inorgoglirci. Ama l’Italia, la sua storia e il suo patrimonio artistico e li valorizza nei suoi romanzi più di molti italiani, in un certo senso. Grande è la sua sensibilità nel descrivere la bellezza e il fascino di un mondo perduto, ai più sconosciuto. Sebbene non ne nasconda affatto le miserie e le abiezioni soprattutto dei ricchi e dei potenti, e degli uomini e le donne al loro servizio.
Connor riesce a creare un mondo fatto di corse verso verità e giustizia. Un mondo dove tutto è quel che è e poi – boom! – tutto si capovolge. Un mondo dove alcune persone sanno tirare abilmente i fili delle sorti di molti da dietro le quinte. Dove ci sono veleni e pugnali e campanellini che suonano mostrando la presenza di qualcuno che si teme. Dove ci sono pance piene e sorrisi malvagi. E tributi da pagare, anche, e che finiranno nelle tasche di chi ha fin troppi denari.
Lo stile dell'autrice è assolutamente impeccabile e consono alla lingua parlata nel periodo storico nel quale le vicende si svolgono. L'eleganza stilistica si accompagna alla capacità di rendere vivide le emozioni sperimentate dai personaggi. Singolare ed apprezzabile la scelta dell'autore di affidare in massima parte il racconto ad una voce narrante, riservando alcuni spazi ad interventi in prima persona da parte del protagonista centrale della vicenda.
Una storia di vendetta, potere, sangue in uno scenario sfarzoso in cui la corruzione convive con il lusso e lo splendore di un mondo in bilico tra Occidente e Oriente, crocevia di commerci, idee, e passioni.
Bello, bello, bello. Il finale poi… Be’, non posso spoilerare. Ma leggetelo.
In un background fatto di misteri, delitti, orrori, turpitudini e corruzione Alex Connor muove le vicende di Venezia Enigma con un’ampia gamma di personaggi e cambi di scenario senza tregua che ne fanno un thriller storico senza dubbio molto movimentato. Le quasi quattrocento pagine del libro vedono ospiti personaggi storici e artisti dell’epoca realmente esistiti, accanto a personaggi usciti dalla fantasia dell’autrice: così tra poeti, pittori e nobili del calibro di Pietro Aretino, di Tiziano o Tintoretto, il lettore vede accostati ricchi mercanti, piccoli commercianti, servitori, schiavi, ebrei del ghetto che sembra facciano a gara nel contendersi quel famoso posto al sole a colpi di intrallazzi, turpitudini e corruzione.
Se amate i thriller a tinte forti ambientati nel mondo dell’arte certamente conoscerete Alex Connor, la scrittrice e artista inglese molto amata anche qui da noi, da alcuni ritenuta la Dan Brown donna, sebbene sia caratterizzata da uno stile molto particolare e personale che forse si discosta dal Re del romanzo avventuroso-esoterico. Il suo stile è infatti sensuale, immaginifico, sanguigno, a tratti selvaggio come il passato che fa rivivere nei suoi romanzi. Poi indaga sulle luci e sulle ombre del passato della nostra penisola, che ama molto.
Leggendo Venezia Enigma non si può che fare un plauso alla fantasia di Alex Connor: sullo sfondo di una Venezia ricca e nobiliare si agitano le acque torbide di alcuni personaggi che con falsità, inganno e perversione si accaniscono contro giovani donne cui l’autrice fa quasi assumere il ruolo di vittime sacrificali, in un contesto di frequentissimi colpi di scena. L’innesto storico e reale con il racconto uscito dall’immaginazione sbrigliata di Alex Connor.
La trama è molto intrigante, piuttosto complessa per la grande quantità di personaggi che la popolano, avvincente e ricca di sottigliezze. L'esposizione è eminentemente consequenziale, regressioni e digressioni sono inserite nella quantità minima indispensabile. L'intreccio criminale rappresenta l'ordito principale della narrazione, pur tuttavia non manca una gradevole, seppur limitata, componente descrittiva di contorno. I protagonisti ed i loro comprimari, sia realmente esistiti, sia scaturiti dalla fantasia dell'autore, sono pennellati in modo accurato, tanto nell'aspetto esteriore quanto nelle profondità dell'animo di ognuno di loro.
Con questo thriller storico e con la creazione dell’immagine dei Lupi di Venezia Alex Connor sembra, a mio avviso, aver voluto simboleggiare la dilagante e incontrollabile corruzione di Venezia infatti lo sguardo da lei posto su questa città e su questo periodo storico è decisamente impietoso: tutti, o quasi tutti, i protagonisti sono descritti in modo negativo e anche chi, all’inizio, sembra solo soccombere ai ricatti e alle minacce cercherà una rivalsa non nella denuncia o nel riscatto sociale ma nel diventare a sua volta ricattatore di qualcun altro creando così un domino a cascata di burattinai e di burattini.
Indubbiamente Venezia enigma è un thriller a tinte molto forti, nel quale lo stile personale dell’autrice che spazia dal sensuale al sanguigno, al selvaggio, sa coinvolgere il lettore e catapultarlo in un contesto lontano che diventa quasi palpabile attraverso la sua scrittura. Palese è inoltre l’amore di Alex Connor per l’Italia e per il suo patrimonio artistico che è descritto con dovizia di particolari e, infine, anche per la sua Storia antica, ricca di fascino e misteri… E questo è un altro aspetto del libro che, da italiani, non può che inorgoglirci. Ama l’Italia, la sua storia e il suo patrimonio artistico e li valorizza nei suoi romanzi più di molti italiani, in un certo senso. Grande è la sua sensibilità nel descrivere la bellezza e il fascino di un mondo perduto, ai più sconosciuto. Sebbene non ne nasconda affatto le miserie e le abiezioni soprattutto dei ricchi e dei potenti, e degli uomini e le donne al loro servizio.
Connor riesce a creare un mondo fatto di corse verso verità e giustizia. Un mondo dove tutto è quel che è e poi – boom! – tutto si capovolge. Un mondo dove alcune persone sanno tirare abilmente i fili delle sorti di molti da dietro le quinte. Dove ci sono veleni e pugnali e campanellini che suonano mostrando la presenza di qualcuno che si teme. Dove ci sono pance piene e sorrisi malvagi. E tributi da pagare, anche, e che finiranno nelle tasche di chi ha fin troppi denari.
Lo stile dell'autrice è assolutamente impeccabile e consono alla lingua parlata nel periodo storico nel quale le vicende si svolgono. L'eleganza stilistica si accompagna alla capacità di rendere vivide le emozioni sperimentate dai personaggi. Singolare ed apprezzabile la scelta dell'autore di affidare in massima parte il racconto ad una voce narrante, riservando alcuni spazi ad interventi in prima persona da parte del protagonista centrale della vicenda.
Una storia di vendetta, potere, sangue in uno scenario sfarzoso in cui la corruzione convive con il lusso e lo splendore di un mondo in bilico tra Occidente e Oriente, crocevia di commerci, idee, e passioni.
Bello, bello, bello. Il finale poi… Be’, non posso spoilerare. Ma leggetelo.
October 31, 2025
Deludente. L'ultimo volume di una trilogia che avrebbe dovuto mettere luce al mistero che si trascinava fin dal primo libro. Più che una trilogia, un romanzo a puntate, che poteva benissimo essere raccolto in un libro solo. Una storia che sarebbe stata intrigante se non fosse per la ripetitività, la lentezza è, soprattutto, per il finale imbarazzante. Tempo perso
May 27, 2022
Visto che è l'ultimo della trilogia mi aspettavo un finale degno.
L'autrice ha chiuso in pochissime righe una storia che ha montato ad arte per tre libri: poche battute e tutto è finito, lasciandomi perplessa e insoddisfatta. Le domande senza risposta sono ancora tantissime e mi aspettavo che la trama venisse sbrogliata in più di poche semplici battute tra Marco e Battista.
Poteva sicuramente fare di meglio.
L'autrice ha chiuso in pochissime righe una storia che ha montato ad arte per tre libri: poche battute e tutto è finito, lasciandomi perplessa e insoddisfatta. Le domande senza risposta sono ancora tantissime e mi aspettavo che la trama venisse sbrogliata in più di poche semplici battute tra Marco e Battista.
Poteva sicuramente fare di meglio.
February 14, 2021
Venezia è la città delle finzioni e delle maschere: quale posto migliore per un opportunista?
Vorrei iniziare cosi a raccontarvi di un libro che è capace di portarci in un altra dimensione, in quei tempi duri e cosi difficili, ma che al tempo stesso fotografa una realtà che,mai come oggi, conosciamo bene.
La nostra.
Ma iniziamo con il delineare l'ambientazione del testo.
Siamo a Venezia, nel 1550 circa, una data che ha lasciato il suo strano alone sul resto d'Europa.
Il 500 è una delle epoche che ho amato di più, proprio perché capace di viaggiare in perfetta tranquillità tra eccessi e opposti.
Da una parte la rinascita delle scienze, grazie all'intelletto di autori indimenticabili, che hanno seminato nella mia giovane mente quella voglia di conoscenza e perché no, quel bisogno di ingannare i limiti.
Ma è anche uno dei momenti più inquietanti della storia: l'inquisizione allungava i suoi artigli su ogni slancio creativo, su ogni idea, su ogni tentativo di spiccare il volo.
L'uomo era Icaro, l'inquisizione il sole che bruciava le sue ali.
E di uomini con le ali, i sogni persino le vite marchiate da fuochi non meno dannosi ne appaiono.
Da Pietro Aretino a Marco Giannetti, vittima di se stesso, più che di intrighi normali alle corti nobiliari.
Abbiamo Artisti che fanno capolino con la loro genialità e persino i loro eccessi, come tintoretto.
Abbiamo uomini probi, uomini che ancor sono capaci di credere come l'olandese Der Witt.
E abbiamo lei la meravigliosa signora, con la sua oscura bellezza, quel sangue che sporca le sue strade, i sussurri e le convivenze sempre più difficili. E forse è ciò che Connor riesce a descrivere meglio..
Ascoltate
Uscito sulla terrazza, di spalle alla laguna, Pietro Aretino si strinse il voluminoso mantello foderato di pelliccia attorno alle spalle corpulente. In estate, quando l’aria era tersa, in lontananza si riuscivano a scorgere le Dolomiti, l’eterea distesa delle Alpi più vicine a Venezia messa in risalto dallo scintillio del sole. In inverno, invece, le vette delle montagne erano coronate di neve, i loro profili simili a becchi capovolti contro un cielo ostile.
Capite la meraviglia del contrasto?
Scintillio di una luce che è sempre simbolo di verità e bene e il cielo che si rannicchia su se stesso, lasciando il posto alle nubi e alla tenebra..
Cosi sono i protagonisti del libro.
Raccontati in modo per nulla romantico alieno da certi scritti eccessivamente agiografici, tratteggiati con sagacia, crudezza e un pizzico di letterario cinismo.
Aretino, famoso poeta e scrittore sopratutto per la licenziosità dei suoi scritti, più che per le opere che lo fecero conoscere e apprezzare dall'ambiente Cardinalizio. Eppure..non una delle figure storiche più amate.
Nel libro è raccontato l'altro lato di questo strano personaggio, capace di mettere d'accordo il peccato e la virtù, il vizio e la penitenza
«Qui giace l'Aretin, poeta Tosco,
che d'ognun disse mal, fuorché di Cristo
scusandosi col dir: "Non lo conosco"!»
Ironica epigrafe indirizzata all'Aretino da Paolo Giovio
Mai frase diviene in Connor più vera...voltagabbana, imbroglione, ricattatore, arrivista e spregiudicato, Pietro qua in fondo rivive e torna a abbracciare la sua umanità spesso grondante più fango che fiori.
Dagli umili natali – descritti nelle sue opere in molte versioni differenti – Aretino aveva raggiunto le più alte sfere d’influenza grazie all’arguzia e agli inganni. Il pieno controllo sulle sue vittime era assicurato dall’ineludibile minaccia di delazione; e nessun uomo poteva dirsi immune da segreti dai quali il letterato non potesse trarre profitto.
E cosi ogni protagonista, ogni comparsa, persino i cattivi che in fondo vivono e si nutrono dell'anonimato e del terrore che incutono.
E così il mistero più allarmante, dare un volto all'organizzazione che minaccia la bellezza, seppur decadente di Venezia, diventa ancora una volta esempio della sorte dell'umano essere: abitare nell'abisso, lordarsi con la sua melma e decidere, in fondo, di non uscirne più.
Venezia è famosa per offrire ogni genere di piacere e depravazione. Forse questi massacri sono soltanto l’ennesima aberrazione in una città già abbastanza dissoluta»
Ed torniamo al nostro reale.
Dove la finzione è il nostro modo di affrontare il mondo.
Fingere di non credere più.
Fingere che la perdita di significati, sogni e illusioni non ci ferisca. Fingere che la stratificazione sociale, resa più pericolosa dalla sua invisibilità, sia giusta e giustificabile.
Fingere che il vuoto può essere riempito con un selfie o con l'onnubilamento dei sensi.
Fingere di accettarci, ma covare dentro di noi rancore per lo straniero, il diverso, l'altro.
Venezia qua rappresenta un po' tutti noi, la nostra Italia che geme di dolore.
Simboleggia la nostra affannosa ricercare dei colpevoli, seguendo astratte teorie di chissà in quale setta dai piedi caprini.
Cosi bisognosi di dare un volto, qualsiasi volto a questo senso di acuto malessere, decisi, sempre più decisi a ignorare il vero volto del male: dimenticarci di essere fatti più grandi di angeli e stelle.
In fondo Venezia Enigma non è più solo storia.
E il monito che serpeggia tra le parole, è l'avvertimento nascosto nell'adrenalina del perfetto thriller.
A Venezia si poteva comprare la lealtà di chiunque, fintantoché qualcun altro non alzava la posta. Spie, doppiogiochisti, voltagabbana…
E in fondo, è quello che oggi la storia ci regala con quel sorriso crudele: un re che sa di poter comprare il silenzio colpevole dei suoi cittadini.
Vorrei iniziare cosi a raccontarvi di un libro che è capace di portarci in un altra dimensione, in quei tempi duri e cosi difficili, ma che al tempo stesso fotografa una realtà che,mai come oggi, conosciamo bene.
La nostra.
Ma iniziamo con il delineare l'ambientazione del testo.
Siamo a Venezia, nel 1550 circa, una data che ha lasciato il suo strano alone sul resto d'Europa.
Il 500 è una delle epoche che ho amato di più, proprio perché capace di viaggiare in perfetta tranquillità tra eccessi e opposti.
Da una parte la rinascita delle scienze, grazie all'intelletto di autori indimenticabili, che hanno seminato nella mia giovane mente quella voglia di conoscenza e perché no, quel bisogno di ingannare i limiti.
Ma è anche uno dei momenti più inquietanti della storia: l'inquisizione allungava i suoi artigli su ogni slancio creativo, su ogni idea, su ogni tentativo di spiccare il volo.
L'uomo era Icaro, l'inquisizione il sole che bruciava le sue ali.
E di uomini con le ali, i sogni persino le vite marchiate da fuochi non meno dannosi ne appaiono.
Da Pietro Aretino a Marco Giannetti, vittima di se stesso, più che di intrighi normali alle corti nobiliari.
Abbiamo Artisti che fanno capolino con la loro genialità e persino i loro eccessi, come tintoretto.
Abbiamo uomini probi, uomini che ancor sono capaci di credere come l'olandese Der Witt.
E abbiamo lei la meravigliosa signora, con la sua oscura bellezza, quel sangue che sporca le sue strade, i sussurri e le convivenze sempre più difficili. E forse è ciò che Connor riesce a descrivere meglio..
Ascoltate
Uscito sulla terrazza, di spalle alla laguna, Pietro Aretino si strinse il voluminoso mantello foderato di pelliccia attorno alle spalle corpulente. In estate, quando l’aria era tersa, in lontananza si riuscivano a scorgere le Dolomiti, l’eterea distesa delle Alpi più vicine a Venezia messa in risalto dallo scintillio del sole. In inverno, invece, le vette delle montagne erano coronate di neve, i loro profili simili a becchi capovolti contro un cielo ostile.
Capite la meraviglia del contrasto?
Scintillio di una luce che è sempre simbolo di verità e bene e il cielo che si rannicchia su se stesso, lasciando il posto alle nubi e alla tenebra..
Cosi sono i protagonisti del libro.
Raccontati in modo per nulla romantico alieno da certi scritti eccessivamente agiografici, tratteggiati con sagacia, crudezza e un pizzico di letterario cinismo.
Aretino, famoso poeta e scrittore sopratutto per la licenziosità dei suoi scritti, più che per le opere che lo fecero conoscere e apprezzare dall'ambiente Cardinalizio. Eppure..non una delle figure storiche più amate.
Nel libro è raccontato l'altro lato di questo strano personaggio, capace di mettere d'accordo il peccato e la virtù, il vizio e la penitenza
«Qui giace l'Aretin, poeta Tosco,
che d'ognun disse mal, fuorché di Cristo
scusandosi col dir: "Non lo conosco"!»
Ironica epigrafe indirizzata all'Aretino da Paolo Giovio
Mai frase diviene in Connor più vera...voltagabbana, imbroglione, ricattatore, arrivista e spregiudicato, Pietro qua in fondo rivive e torna a abbracciare la sua umanità spesso grondante più fango che fiori.
Dagli umili natali – descritti nelle sue opere in molte versioni differenti – Aretino aveva raggiunto le più alte sfere d’influenza grazie all’arguzia e agli inganni. Il pieno controllo sulle sue vittime era assicurato dall’ineludibile minaccia di delazione; e nessun uomo poteva dirsi immune da segreti dai quali il letterato non potesse trarre profitto.
E cosi ogni protagonista, ogni comparsa, persino i cattivi che in fondo vivono e si nutrono dell'anonimato e del terrore che incutono.
E così il mistero più allarmante, dare un volto all'organizzazione che minaccia la bellezza, seppur decadente di Venezia, diventa ancora una volta esempio della sorte dell'umano essere: abitare nell'abisso, lordarsi con la sua melma e decidere, in fondo, di non uscirne più.
Venezia è famosa per offrire ogni genere di piacere e depravazione. Forse questi massacri sono soltanto l’ennesima aberrazione in una città già abbastanza dissoluta»
Ed torniamo al nostro reale.
Dove la finzione è il nostro modo di affrontare il mondo.
Fingere di non credere più.
Fingere che la perdita di significati, sogni e illusioni non ci ferisca. Fingere che la stratificazione sociale, resa più pericolosa dalla sua invisibilità, sia giusta e giustificabile.
Fingere che il vuoto può essere riempito con un selfie o con l'onnubilamento dei sensi.
Fingere di accettarci, ma covare dentro di noi rancore per lo straniero, il diverso, l'altro.
Venezia qua rappresenta un po' tutti noi, la nostra Italia che geme di dolore.
Simboleggia la nostra affannosa ricercare dei colpevoli, seguendo astratte teorie di chissà in quale setta dai piedi caprini.
Cosi bisognosi di dare un volto, qualsiasi volto a questo senso di acuto malessere, decisi, sempre più decisi a ignorare il vero volto del male: dimenticarci di essere fatti più grandi di angeli e stelle.
In fondo Venezia Enigma non è più solo storia.
E il monito che serpeggia tra le parole, è l'avvertimento nascosto nell'adrenalina del perfetto thriller.
A Venezia si poteva comprare la lealtà di chiunque, fintantoché qualcun altro non alzava la posta. Spie, doppiogiochisti, voltagabbana…
E in fondo, è quello che oggi la storia ci regala con quel sorriso crudele: un re che sa di poter comprare il silenzio colpevole dei suoi cittadini.
October 26, 2021
Lettura molto bella. Venezia come sfondo l’ha resa ancora migliore.
Finale interessante, caratterizzato da capitoli coinvolgenti.
Alex Connor è una conferma in questo genere.
Finale interessante, caratterizzato da capitoli coinvolgenti.
Alex Connor è una conferma in questo genere.
Read
April 13, 2022La trama del libro metterebbe al centro la ricerca dell identità di quattro persone, i Lupi di Venezia, il cui unico scopo è uccidere donne.
Bene, di questo tema l'autrice ne ha parlato vagamente nelle ultime 100 pagine. Le prime 200 sono solo dialogo, descrizione, parole unite solo per riempire delle pagine.
Lo sconsiglio altamente
Bene, di questo tema l'autrice ne ha parlato vagamente nelle ultime 100 pagine. Le prime 200 sono solo dialogo, descrizione, parole unite solo per riempire delle pagine.
Lo sconsiglio altamente
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