Oggi sono qui per parlarvi di un'altra importante opera arrivata nelle nostre librerie e online.
Potevo mai farmela scappare? Assolutamente no.
"Quando un gesto semplice come indossare un paio di pantaloni rosa diventa il pretesto per l’odio, allora è il momento di guardare oltre."
Con Andrea oltre il ragazzo dai pantaloni rosa, Teresa Manes ci consegna un libro che non è solo una testimonianza, ma un atto d’amore, di denuncia e di resistenza. È il racconto di una madre che, dopo aver perso suo figlio Andrea a causa del bullismo, decide di trasformare il dolore in voce, in parola, in impegno.
Il romanzo — se così si può chiamare, perché è anche diario, memoria e manifesto — ripercorre la storia di Andrea, un ragazzo sensibile, creativo, che ha osato essere sé stesso in un mondo che non perdona la differenza.
I pantaloni rosa, lo smalto sulle unghie, la sua unicità diventano bersaglio di una violenza silenziosa, strisciante, che si insinua tra i corridoi della scuola e le pieghe dell’indifferenza sociale.
La scrittura di Teresa è diretta, sincera, a tratti cruda. Non cerca consolazione, ma consapevolezza. Ogni pagina è un invito a guardare negli occhi il problema del bullismo, a riconoscerlo, a non voltarsi dall’altra parte. È anche un appello a educare all’empatia, a coltivare il rispetto, a celebrare le diversità come ricchezza e non come minaccia.
Andrea oltre il ragazzo dai pantaloni rosa è un libro che fa male, ma è un dolore necessario. Perché ci ricorda che dietro ogni sorriso spento c’è una storia che merita di essere ascoltata. E che il cambiamento comincia proprio da lì: dall’ascolto, dalla comprensione, dalla scelta di non restare in silenzio.