Georges Joseph Christian Simenon (1903 – 1989) was a Belgian writer. A prolific author who published nearly 500 novels and numerous short works, Simenon is best known as the creator of the fictional detective Jules Maigret. Although he never resided in Belgium after 1922, he remained a Belgian citizen throughout his life.
Simenon was one of the most prolific writers of the twentieth century, capable of writing 60 to 80 pages per day. His oeuvre includes nearly 200 novels, over 150 novellas, several autobiographical works, numerous articles, and scores of pulp novels written under more than two dozen pseudonyms. Altogether, about 550 million copies of his works have been printed.
He is best known, however, for his 75 novels and 28 short stories featuring Commissaire Maigret. The first novel in the series, Pietr-le-Letton, appeared in 1931; the last one, Maigret et M. Charles, was published in 1972. The Maigret novels were translated into all major languages and several of them were turned into films and radio plays. Two television series (1960-63 and 1992-93) have been made in Great Britain.
During his "American" period, Simenon reached the height of his creative powers, and several novels of those years were inspired by the context in which they were written (Trois chambres à Manhattan (1946), Maigret à New York (1947), Maigret se fâche (1947)).
Simenon also wrote a large number of "psychological novels", such as La neige était sale (1948) or Le fils (1957), as well as several autobiographical works, in particular Je me souviens (1945), Pedigree (1948), Mémoires intimes (1981).
In 1966, Simenon was given the MWA's highest honor, the Grand Master Award.
In 2005 he was nominated for the title of De Grootste Belg (The Greatest Belgian). In the Flemish version he ended 77th place. In the Walloon version he ended 10th place.
4⭐ sentimentali più che convinte: un'atmosfera che ti avvolge (ma il turbamento rimane in superficie), lo scavo psicologico del protagonista (ma non il più felice uscito dalla penna di Simenon), per un noir "circolare" che avanza con un buon ritmo, ma non lascia un ricordo vivido dietro di sé.
Romanzo inteso, I superstiti del Telemaque non tradisce le aspettative degli appassionati di Simenon, che traccia, con convinzione, una trama intensa. Pierre e Charles sono gemelli cresciuti in una sorta di compensazione sbilanciata a favore del primo, della quale il secondo prende via via consapevolezza e, infine, accetta perché “era così e basta! Non si poteva cambiare niente perché era quello l’ordine naturale delle cose”. Ed è così che l’ordine si ricompone, dopo un’ingiustizia e un’investigazione che la risolve, risolvendo nello stesso tempo un disagio, che, altrimenti, sarebbe, forse, rimasto sopito. Charles, in fondo, libera se stesso.
The book jacket calls this "A perfect Simenon, rich in atmosphere, precise in characterization, uncompromising in its realism." I'll go further by praising its warmth.
There are twin brothers at the center of this story, one accused of murder and the other determined to establish his innocence by finding the actual killer. These brothers live in a small fishing town where everyone knows almost everyone else. Everyone knows their crazy mother; everyone knows their father was possibly cannibalized in a lifeboat at sea before they were born; everyone knows that one of the survivors from that boat is the murderee in this recent murder. It is cheering and comforting to see Charles, as he works to free his brother, following various people almost dumbly because it is the only thing he can think of to do. And it is fine to witness the love between the two brothers.
Da diversi anni, Adelphi sta ripubblicando tutti gli scritti del prolifico autore di origine belga che diede vita all’ispettore Maigret e firmò centinaia di romanzi, confermandone, libro dopo libro, una potenza stilistica fuori dal comune, acqua cheta che distrugge i ponti. Ma perché ogni suo romanzo viene atteso e letto con spasimo dai suoi fedelissimi lettori?
Sarà perché le sue trame hanno un timbro limpido e una prosa molto scorrevole, dove sovente si narra la caduta a precipizio di piccoli eroi borghesi, uomini e donne che al termine della lettura sentiamo sulla nostra pelle, fratelli di sventura.
Prendiamo l’ultimo della lista, I superstiti del Télémaque (tr. Simona Mambrini), scritto nel 1937. Simenon lo introduce con poche righe piene di fascino, chiamandoci vicino alla sua scrivania, dentro la bottega dello scrittore. Durante una vacanza sulle montagne del Tirolo mentre la temperatura crolla e la gente scia beata, lui viene colto dalla malinconia dell’odore di salsedine e del mare che tanto ama (come dimostrano i reportage raccolti ne Il Mediterraneo in barca), lanciandosi in una storia di bruma, mare e vendetta. Nasce così un inghippo che chiama in causa una coppia di gemelli in una cittadina di provincia, Fécamp e un cadavere, il vecchio Février, la cui morte violenta scuoterà la routine paludosa dei piccoli porti sul Mare del Nord. I gemelli Canut, nonostante siano due gocce d’acqua, sono diversissimi. «Pierre è tutto forza, muscoli, salute. Charles è il cervello della famiglia».
Il primo è un lupo di mare, lo stimato capitano del peschereccio, Centaure; il secondo, impiegato alle ferrovie, ha un’indole remissiva, indeciso su ogni fronte. Tutti amano Pierre e i suoi calmi occhi cerulei ma quando i gendarmi lo portano via in manette e lo accusano di omicidio, improvvisamente c’è una possibilità per il pavido Charles. Sarà capace di prendere in mano le sorti della famiglia?
Trent’anni prima – eccolo, il passato da cui non possiamo fuggire - il padre dei gemelli aveva perso la vita in circostanze molto misteriose, a bordo di una scialuppa dopo il naufragio del peschereccio, il Télémaque, a largo di Rio de Janeiro. Era impazzito mentre si andava alla deriva da giorni o i suoi quattro compagni di sventura l’avevano sacrificato, cibandosi del suo sangue e sopravvivendogli? Il mistero rimase tale ma quel sospetto era intollerabile per la giovane vedova che, dal momento della disgrazia, aveva covato una vendetta implacabile, precipitando dalla commiserazione dei concittadini sino alla follia. Sotto quest’ombra minacciosa crescono e diventano uomini i gemelli Canut, in età adulta le loro strade divergono fra alterne fortune, sinché l’arresto di Charles, accusato della morte di Février ovvero l’ultimo dei sopravvissuti del Télémaque, il cerchio sembra chiudersi.
È la resa dei conti? O l’ennesimo scherzo del destino beffardo? Simenon ci affascina per quella sua scrittura magnetica in cui non c’è nulla di superfluo. Tutto scorre, non ci sono periodi costruiti per stupirci, paroloni messi lì per far colpo e la trama è un ingranaggio perfetto. Simenon è stato un autore straordinariamente prolifico – ogni libro era preceduto da un controllo medico e una routine rigidissima che raccontò in una splendida intervista alla Paris Review – e questo romanzo si rivela l’ennesimo gioiello: ogni personaggio ha un proprio registro e in un lampo, siamo già all’ultima riga mentre la bruma e l’odore salmastro vengon fuori dalle pagine, tanto che sembra di essere anche noi, lì con Georges Simenon, su quel molo, ad aspettare che torni il Centaure.
A real whodunit. Cannibalism (a long time ago). A murder. Everybody is a suspect at one time. This is a character study of the brother of the chief suspect, who himself is only a very minor character. As always, good descriptions of places and characters. Typical Simenon.
A man tries to clear his brother of a murder, for which they both conceivably have motive, due to a shipwreck/cannibalism subplot that I wish I was a part of so that I could be drowned or eaten instead of having time to read this one.
In alcuni romanzi di Simenon, un fatto drammatico cambia la vita di una o più persone in modo drastico e definitivo. In questo caso, il delitto è destinato a lasciare le vite dei protagonisti com’erano prima che si consumasse. Ed è in questo che sta l’elemento più tragico della storia.
Critiquer Simenon... Je ne m'en sens pas digne et je vais donc me contenter de donner mon ressenti suite à cette lecture. Je me suis ennuyée et le frère ( tellement bizarre) qui essaie de disculper son frère (tout en le jalousant) d'un meurtre horrible ne m'a jamais convaincu. Grosse déception.
Tre stelle e mezza Non mi sembra possa essere annoverata fra le opere migliori del Nostro. Lo spunto è promettente, ma l'impressione è che Simenon "simenoneggi" un po' troppo, tirando per le lunghe la storia e costruendo alcuni personaggi (i gemelli Canut su tutti) in maniera troppo schematica, quasi col pilota automatico, senza riuscire a infondervi quella scintilla di umanità autentica e dolente che rappresenta una delle sue cifre costitutive.
Storia dei fratelli canut Pierre e Charles. Orfani figli di un marinaio forse ucciso dai compagni in un naufragio. La madre impazzita aspetta la morte di questi marinai quando l'ultimo sopravissuto viene ucciso. Pierre,marinaio, viene arrestato e Charles indaga per trovare il vero assassino