Dopo la Corea del Nord e il Myanmar, Carla Vitantonio, alla guida della sua automobile cinese, ci porta tra le strade dell’Avana, lungo i litorali e nelle zone rurali dell’isola del Caribe, raccontando un altro pezzo della sua vita eccezionale nei luoghi impossibili del globo che sceglie di far diventare la sua casa. Pagina dopo pagina entriamo e usciamo dall’intimità dell’autrice, e la accompagniamo mentre nuota nella piscina diroccata del Copacabana colma di pesciolini tropicali, la scortiamo nelle camminate forsennate per vicoli, scale, terrazze e corsie di supermercati sprovviste di quelli che noi consideriamo beni di consumo di base (il burro!). In questo vortice esperienziale ci ritroviamo a meditare con lei su temi quali razzismo, postcolonialismo, femminismo bianco, e siamo sempre con lei quando celebra passi fatidici della sua nuova vita, fino al momento dell’ennesimo addio.
Cara Carla, e ora cosa leggeró? Questo libro affronta svariate tematiche , passando dalla crisi personale e lavorativa della scrittrice che deve capire quale sia il suo posto nel mondo, fino alla situazione attuale di un paese che spesso sentiamo nominare solo parlando di belle spiagge ma che non conquista mai le prime pagine dei nostri giornali , come se le sue crisi e problematiche non fossero mai "abbastanza". La scrittrice si racconta sempre a 360 gradi, con tutte le contraddizioni che fanno parte dell'essere umano , le incoerenze e le difficoltà del lavoro di cooperante . Ho infine anche apprezzato moltissimo il racconto "crudo" dei giorni della pandemia, dove non necessariamente si riusciva ad essere positivi e produttivi. Grazie di cuore per questo diario, racconto di geopolitica, resoconto di viaggi in bicicletta all'interno di un'isola che grazie alle tue parole si svela un po' di più.
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