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Il perduto amore: Romanzo

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Milano, Mondadori, 1979, 8vo tutta tela con sovraccopertina illustrata a colori, pp. 201 (Letteratura italiana)

201 pages, Hardcover

First published January 1, 1979

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Displaying 1 - 6 of 6 reviews
Profile Image for Metodi Pachev.
301 reviews12 followers
April 13, 2020
La letteratura di guerra nel 20° secolo focalizza chiaramente sulla Prima Guerra Mondiale; la rappresentazione letteraria della Seconda Guerra Mondiale non ha raggiunto la stessa saturazione. Forse la distruttività schiacciante e vasta di quest’ultimo conflitto e il suo avvenire come numero due in una sequenza di guerre globali protratte hanno reso più difficile la sua romanticizzazione. Altre opere d’arte con espressività più diretta come la musica (la Sinfonia di Leningrado e la 2° sonata per pianoforte di Shostakovich, le tre “sonate di guerra” per pianoforte di Prokofiev – la 6°, 7° e 8°) hanno avuto più successo nel catturare lo zeitgeist e quindi hanno dimostrato un livello più elevato della resistenza culturale.

Le opere letterarie italiane che trattano l’esperienza del paese tra il 1939 e il 1945 sono scarse, soprattutto rispetto al corpus di scritti sulla Prima Guerra Mondiale. D’altra parte ci sono molti scrittori che hanno dedicato quasi tutta la loro produzione letteraria al tema della Seconda Guerra Mondiale. Il perduto amore di Mario Tobino (1979) è un esempio notevole di questo trend letterario, almeno formalmente.

Il testo racconta la storia del tenente medico Alfredo e la crocerossina Romana Augusta Ludovisi anche nota come Dedé che si incontrano in un ospedale da campo nel deserto libico (ai quei tempi la Libia era una colonia italiana). Abbracciando con entusiasmo le poche scintille della relazione fresca, i due tornano nella loro patria, sperando di continuare la loro vita insieme. Le cose non vanno come previsto ed alla fine Alfredo sposta la sua attenzione dai suoi sentimenti verso la già spenta Dedé alla sua vera passione: la poesia.

La storia è semplificatissima e raccontata in un modo piuttosto abbozzato; la catena di eventi è costruita bene ma sembra anche troppo semplicistica. La prima parte del romanzo manca di un chiaro punto centrale: ci sono diverse assi che ricevono la stessa cura: la storia d’amore; la vita nella colonia italiana in Libia (presentata solo dal punto di vista italiano); la guerra. Secondo me, situare gli eventi nel deserto libico offre grandi opportunità per fare dei brani descrittivi. Invece, lo stile di scrittura è simile al reportage, si sente quasi come uno scenario. Le scene separate sono sorprendentemente brevi, i dialoghi sono privi di alcuna profondità, i personaggi non hanno una propria identità linguistica (e, a volte, nessuna identità affatto).

Anche il trattamento dell’aspetto psicologico è difettoso. Da lettori, non capiamo mai veramente su cosa si basi “l’amore” di Alfredo e la Dedé. Tobino parla costantemente di “amore,” eppure qualcos’altro sembra agire là. Anche quest’opportunità è stata persa: non c'è una sola scena di vera intimità nel romanzo. Questo testo di opportunità perse può essere compreso in parecchi modi, per la maggior parte dei quali sarebbe uno spreco di energia mentale a fare un tentativo, considerando il carattere superficiale del testo. Vorrei poter trarre una conclusione sul colonialismo e sulla guerra, magari confrontarla con lo stato di emergenza che stiamo vivendo oggi. Ma se lo faccio, potrei andare troppo lontano. A volte, le recensioni di lubri potrebbero essere utili nel consigliarti ciò che non vale la pena di leggerlo.
Profile Image for Sciarpina.
136 reviews
February 1, 2018
Avevo trovato questo libro in una pizzeria dove avevano un angolo di bookcrossing e incuriosita dal titolo e dall'autore a me sconosciuto l'ho preso un po' di pancia. Devo dire che la storia in sè non è nulla di nuovo, una storia d'amore che inizia in un luogo particolare (in Libia durante la guerra) ma finisce come finiscono tante storie d'amore ma, c'è un ma...particolarmente ben scritto e approfondito è l'aspetto psicologico che nella seconda parte viene indagato a fondo e le considerazioni del protagonista, con cui si empatizza molto, trovano la verità attraverso l'analisi del comportamento dell'altro e non attraverso uno scambio di dialoghi. E' una parte veramente ben riuscita che mi ha catturata e che mi trova d'accordo laddove uno spazio e un tempo anomali, lontani dalle convenzioni sociali a cui siamo soggetti nella società d'appartenenza, possono risvegliare in noi una parte più vera, più autentica che, se non è ben salda, può essere messa in crisi quando, una volta tornati nel nostro mondo sociale, torniamo ad essere "vittime" delle convenzioni, del ceto sociale, in una parola dell'apparenza.
Ho apprezzato molto anche la scrittura con un italiano un po' desueto e l'ambientazione della guerra in Libia prima e in Italia poi.
Profile Image for Cirano.
206 reviews12 followers
November 29, 2017
Il libro narra la storia di un amore nato in un ospedale da campo italiano nella Libia della seconda guerra mondiale, tra un tenente medico di famiglia modesta e una crocerossina di famiglia nobile e benestante. Tra i due scoppia la passione che in Africa è contenuta e "soffocata" dalla situazione contingente in cui si trovano, ma una volta ritornati in Italia i loro sentimenti possono manifestarsi più apertamente. A questo punto subentrano però le convenzioni sociali che mettono in crisi il loro rapporto al punto che Dedè esce quasi sparendo dalla vita di Alfredo. Lui si dispera, ma alla fine accetta la situazione e riesce quasi a dimenticarsi di lei fino al giorno in cui ricompare con una lettera, ma Alfredo ormai se l’è “strappata” dal cuore e prosegue la sua vita senza Dedè.
Un libro non eccezionale per quanto riguarda il racconto, ma scorrevole e di facile lettura.
“Una volta un re fece una festa e c'erano le principesse più belle del regno. Ma un soldato che faceva la guardia vide passare la figlia del re. Era la più bella di tutte e se ne innamorò subito. Ma che poteva fare un povero soldato a paragone con la figlia del re! Basta! Ma, finalmente, un giorno riuscì a incontrarla e le disse che non poteva più vivere senza di lei. E la principessa fu così impressionata del suo forte sentimento che disse al soldato: "Se saprai aspettare cento giorni e cento notti sotto il mio balcone, alla fine, io sarò tua!"
Ma, subito il soldato se ne andò là e aspettò un giorno, due giorni e dieci e poi venti. Ogni sera la principessa controllava dalla finestra ma quello non si muoveva mai. Con la pioggia, con il vento, con la neve era sempre là. Gli uccelli gli cacavano in testa e le api se lo mangiavano vivo ma lui non si muoveva. Dopo novanta notti era diventato tutto secco, bianco e gli scendevano le lacrime dagli occhi e non poteva trattenerle poiché non aveva più la forza nemmeno per dormire... mentre la principessa sempre lo guardava. E arrivati alla novantanovesima notte il soldato si alzò, si prese la sedia e se ne andò via.”
Ora ho capito perché il soldato andò via proprio alla fine. Sì, bastava un'altra notte e la principessa sarebbe stata sua. Ma lei poteva anche non mantenere la sua promessa. Sarebbe stato terribile. Sarebbe morto. Così invece, almeno per novantanove notti, era vissuto nell'illusione che lei fosse lì ad aspettarlo.
Profile Image for Claudia.
350 reviews17 followers
May 2, 2014
"Se per caso un giorno si incontrassero l'autore pensa che andrebbero l'uno verso l'altra guardandosi senza alcun rancore."
Un romanzo autobiografico, nel quale Tobino ci racconta del suo amore, quello per la crocerossina Dedè durante la guerra in Libia, ai tempi di Mussolini.
L'autore in maniera delicata ci racconta come dice il titolo stesso di un perduto amore, lui il dottore-soldato che si innamora della crocerossina-contessa Dedè, sbocciato in una terra lontana, ai confini con il deserto, dove c'è la guerra e i soldati ogni giorno soffrono, penano e muoiono, qui loro si incontrano, si avvicinano, si conoscono ed alla fine si innamorano, qui non ci sono differenze di classe e non conta la ricchezza.
Tutto cambia al rientro in Italia, dove tutto torna alla normalità, la Dedè si immerge di nuovo nella sua realtà artefatta di donna ricca, viziata e lussuosa, si convince che quello che prova per un semplice dottore che vuol diventare scrittore, non è amore, ma una semplice infatuazione e da qui il "perduto amore"....
La vita non li farà più ritrovare, ma nei loro cuori resterà sempre l'amara verità di un amore incompiuto...
"Potente il fascino della vita, le luci, i colori, l'inesauribile fantasia delle nostre vicende, il miracolo di ogni nostro atto, potente la vita come la morte, solenne come lo scorrere del tempo, e non ci si può a lei sottrarre."
Profile Image for Pepe.
94 reviews3 followers
October 18, 2013
Più giusto 3 stelle e mezza, il romanzo non mi è dispiaciuto. Seconda guerra mondiale, un giovane tenente medico e una crocerossina volontaria, contessa, si incontrano e s'innamorano in Libia e continuano a frequentarsi al ritorno Italia; il loro rapporto non va oltre i baci appassionati e l'amore, per causa di lei, finisce ma rimane in entrambi la ferita di un amore perduto e non fatto crescere, inappagato. Carpe diem diceva giustamente il poeta. Bella l'ambientazione, il deserto libico la Firenze subito prima della liberazione, lo stile risulta un po' datato.
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