Ho cercato fino all'ultimo di tirare fuori qualcosa di vagamente positivo da questo libro ma sfortunatamente non ci sono riuscito. L'unica cosa che posso dire in difesa della Amirante è che si suppone o almeno si spera abbia le migliori delle intenzioni, ma il resto è completamente atroce.
Si tratta di una rielaborazione in chiave fortemente proselitica dell'immondizia self-help che infesta senza alcun ritegno le librerie internazionali da ormai quaranta e passa anni. Le dissertazioni del libro sono ripetitive, scontate, ricche di anglicismi ritriti e ormai terminalmente anziani come la cosiddetta "comfort zone". Tutti gli argomenti rilevanti sono trattati con una superficialità encomiabile, a partire da una insistente e irritante morale di castità che permea tutti i capitoli del libro.
All'inizio fa riferimento al fatto che "la peggiore delle dipendenze è la sesso-dipendenza, oggi sottovalutata e dilagante", e che questa di contro è apparentemente causa di "violenze sessuali nell'infanzia". A questo punto mi sembra scontato chiedere all'autrice perché secondo lei la "sesso-dipendenza" (per noi profani "pedofilia") sia così diffusa nella Chiesa, che verso la fine del libro si sente così fiera di difendere.
Tutto ciò ignorando completamente il fatto che siamo in un'epoca di recessione sessuale senza precedenti, in contrasto al libertinismo sessantottino che casualmente ha caratterizzato proprio la sua generazione, il quale (restando sempre sulla sua retorica) ha causato la maggior parte dei problemi della modernità.
L'immagine che dà delle nuove generazioni è uno stereotipicismo superficiale che pare nascere dal sentito dire e dai luoghi comuni di un convivio di Mosè (restando in tema) che non vede una persona nel periodo di pubertà da almeno una sessantina d'anni. Tutto ciò è ancora più sorprendente considerando che apparentemente lavora spesso con i giovani.
Ero convinto fino all'ultimo di puntare sulla supposta buona fede della Amirante per arrivare almeno a due stelle, poi sono arrivato al sermone conclusivo su come "accettare Cristo ma non la Chiesa Cattolica di Roma" sia "completamente insensato e inaccettabile".
Non consiglierei a nessuno, credente o meno.