«Ci ho messo un po’ per muovermi, la prima volta che sono uscita di casa con il velo integrale. Sono rimasta diversi minuti completamente paralizzata, con la mano stretta alla maniglia. Non ho sentito mio marito che si avvicinava, quando mi ha abbracciato sono trasalita. Ho risposto al suo bacio per non attirare sospetti, ma avrei tanto voluto correre via da lui. Anche se avessi trovato il coraggio di farlo, le pieghe dell’ampia tunica mi avrebbero bloccato i piedi. Erano come una piovra gigante, un mostro vivo nascosto dentro di me che mi costringeva a muovermi in modo lento e solenne. Ho aspettato l’ascensore con lui accanto, che mi stringeva una spalla. Non lo guardavo, ma sentivo il suo sorriso su di me. Mi parlava, ma non capivo cosa diceva, non lo ascoltavo, non lo comprendevo, avevo la strana sensazione che quella cappa scura avesse inghiottito non solo il mio corpo ma anche il mio spirito.I primi tempi del matrimonio, mio marito mi portava a spasso, e mi aveva promesso che avrei potuto anche lavorare. Ma dal momento in cui ha iniziato a frequentare quella moschea, la mia vita si è trasformata in un incubo. Segregata in casa, picchiata per un nonnulla, costretta a pregare cinque volte al giorno e a indossare il velo integrale. E i guanti neri, perché nemmeno un centimetro di pelle si potesse vedere. Ero sola, segregata nella mia prigione».
Zeina è una donna francese di religione musulmana. Ha imparato fin da piccola ad ubbidire ed essere sempre puntuale e precisa. La sua famiglia d'origine non è mai stata integralista e da ragazza ha goduto di una certa libertà, pur all'interno di confini ben delineati. Zeina non si è mai velata, così come le donne della sua famiglia ed ha pure sposato il ragazzo di cui si è innamorata. All'improvviso, però, il marito, lo stesso uomo che la portava a mangiare un gelato, a fare una passeggiata mano nella mano, è diventato violento e fervente musulmano, imponendo alla moglie un percorso spirituale verso la purezza, che prevedeva l'uso dei veli islamici. Zeina è passata dal volto scoperto, all'hijab, al jilbab e, infine al niqab. E ad ogni passaggio, ha compiuto un passo in più verso l'annullamento totale di sé...fino alla fuga verso la libertà Un libro molto interessante ed emotivamente coinvolgente, che ci induce a riflettere sul mondo delle donne musulmane, sulle tradizioni integraliste e ci fa comprendere come dietro le apparenze possa nascondersi un dramma personale.
Important témoignage sur la violence patriarcale dans le couple et dans les familles à la pratique "traditionnelle" ainsi que l'utilisation de l'islam pour régir la vie des individus par certaines franges radicales. Dommage que le titre, la couverture, le synopsis ainsi que le ton dans certains passages soient comme une perche tendue aux islamophobes français adorant généraliser ce type de situations à toutes les femmes musulmanes... J'espère que Zeina et son enfant sont aujourd'hui en paix dans leur vie et avec leurs identités, loin de toute cette violence.
Il coraggioso resoconto di una ragazza che ha subìto violenze sia fisiche che psicologiche per anni, in nome di una fede spinta oltre la ragione. Zeina sposa un uomo che all'inizio le dimostra comprensione e tolleranza, ma ben presto quello stesso uomo si rivela un fanatico, che la picchia e la umilia, costringendola alla "prigionia" del niqab (velo integrale che copre la testa e l'intera figura della donna, compreso il volto). Un racconto straziante che porta il lettore a scoprire il mondo islamico attraverso gli occhi di Zeina.
Fanatismo religioso, completismo politico, la violenza fisica e mentale, un matrimonio obbligato. In poche parole racchiudono la vita di Zeina dove lei spiega la sua sofferenza e la rinascita. Una setta religiosa così a definito Zeina l'imposizione al velo integrale, annullamento personale che suo marito e la sua famiglia gli imponeva. Il grido soffocato oppresso per molti anni. Così a voluto descrivere una prima visione del islam. Anche lei a riscoperto che c'è un altra versione del islam, quella buona
This entire review has been hidden because of spoilers.
Ce petit livre dépasse la question de la religion ou du port du Niqab. Il s'agit de l'identité d'une femme, membre d'une famille, en couple et mère qui aimerait faire du mieux qu'elle peut. Et des autres qui décident pour elle ce qu'une femme, une mère ... doit être. C'est l'histoire du besoin si humain d'être reconnue et de son exploitation destructrice par les autres.
Una storia che lascia senza fiato. Un crescendo di emozioni che si amplificano quando ci si ricorda che questo è un racconto reale che accomuna migliaia di donne. Unica pecca: avrei voluto sapere di più sulla vita di Zeina e di come sia riuscita ad uscire davvero da quell'inferno.
Two stars maybe? Sorry I am not sensitive to religious stuff.. this book only talks about something I already know (violence against women), so it didn't "broke my heart", it was even boring at some moments.
Tellement pénible à lire à cause des préjugés et clichés qui deviennent réalité mais important de le lire pour comprendre que ces cas existent quand bien même ils sont d'une minorité.
*** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) *** DIVORATO!
leggendo questo libro mi sono resa conto di quanto noi donne occidentali diamo per scontato la libertà che abbiamo.
Parla della vita di una bambina musulmana cersciuta in un quartiere in prevalenza musulmano francese dai primi anni 90 ad oggi. Si può leggere di come già alle elementari c'erano le differenze e di come la sua famiglia (e quella delle altre bambine) ha sempre fatto in modo che lei non vedesse altro che quello che conveniva loro. Cronometravano il tempo che ci metteva a tornare da scuola! e stavano lì a verificare che tornasse a casa in orario. Non poteva fermarsi a chiacchierare con le amiche..non poteva andar ein piscina. non poteva leggere informarsi..non mangiavano mai a scuola perchè non potevano ingerire cibo non musulmano.
Non ha potuto proseguire gli studi e sapete il perchè? "a che ti serve studiare quando hai tante cose da fare come pulire casa, far da mangiare, lavare.."
ha avuto un pò di libertà i primi tempi del matrimonio (tra la'altro sono rimasta scioccata si sposano in due stanze separate uomini da una parte e donne dall'altra e nella stanza degli uomini celebrano il matrimonio con l'imam e al posto della sposa c'è il padre di lei, quando hanno finito va a prendere la moglie di la.) dopo il marito fa amicizia con degli estremisti e lì inizia il suo calvario. sempre più coperta, niente più lavoro, picchiata per qualsiasi cosa..ma lei pensava davvero di fare qualcosa di male! di essere un apeccatrice..e che il marito la stesse portando sulla retta via! e il velo integrale è simbolo di avvicinamento ad Allah..nella speranza di entrare in paradiso..perchè alle donne per la maggiori parte non è permesso entrare in paradiso..è solo per gli uomini!!!!!!!!!!
un giorno per caso una sua vicina la vede per sbaglio sul pianerottolo di casa senza il velo e vede che è praticamente un pungiball..e così l'aiuta e insieme al suo figlio riesce ad allontanarli..
scrittura semplice lineare diretta che ti attanaglia il cuore fino alla fine..come la protagonista..non respiri più..fino alla fine fino che finalmente vede un pò di sole nella sua vita.
davvero bello!
da leggere per capire quanto siamo fortunati, e quanto questo in reltà esiste e non è perchè è scritto nel corano che si fa così...è solo opera degli uomini.
Toccante e molto forte, ma scorrevole! Lo stile asciutto, ma schietto mi ha fatto immedesimare nella protagonista. Un libro che fa capire determinate realtà che possiamo solo credere di conoscere e fa avvicinare il lettore agli aspetti più drammatici che una donna possa vivere. Il completo annullamento e la rinascita di una donna forte!