«L'OCCIDENTE HA CONQUISTATO IL MONDO NON PER LA SUPERIORITÀ DI IDEE, VALORI, RELIGIONI, MA PER LA SUPERIORE APPLICAZIONE DELLA VIOLENZA ORGANIZZATA. GLI OCCIDENTALI SE NE SCORDANO SPESSO, I NON OCCIDENTALI MAI». SAMUEL P. HUNTINGTON
Tra l'inverno 2013 e l'estate del 2015 abbiamo assistito in Ucraina a uno scontro drammatico e pericoloso che ha coinvolto anche l'Occidente e la Russia. Nonostante si sia cercato di addossare a Mosca la colpa della guerra civile tra le forze governative e i ribelli del Donbass, la responsabilità va cercata nella regia statunitense e nell'espansionismo occidentale. L'offensiva scatenata da Washington contro la Russia intende far saltare i delicati equilibri geopolitici, trascinando il mondo intero verso la guerra. La crisi politica, che doveva scoppiare a Mosca, è esplosa a Washington. Brexit ha inferto un colpo drammatico e imprevisto alle prospettive dell'Unione. Mentre Germania e Francia si trovano di fronte a un euroscetticismo dilagante, l'Europa soffre di una crisi d'identità e i populismi acquisiscono forza. Giulietto Chiesa analizza gli equilibri odierni, l'inasprirsi dello scontro tra Occidente e Russia, la crisi in Ucraina, il fallimento del progetto europeista e l'elezione di Trump riproponendo la riedizione di "Russia addio" con un ampio capitolo introduttivo che contestualizza quello che 20 anni fa sembrava il crollo della Russia post-comunista e che oggi invece segna il ritorno di un protagonista sulla scacchiera geopolitica.
Giulietto Chiesa (Acqui Terme, 1940 – 2020) è stato un giornalista e politico italiano. E' stato dirigente nazionale della Federazione Giovanile Comunista Italiana. Dal 1970 al 1979 è stato dirigente della Federazione di Genova del Partito Comunista Italiano (PCI). E' stato corrispondente da Mosca per L'Unità e La Stampa, oltre che per il TG5, il TG1 e il TG3. Ha scritto svariati libri sull'Unione Sovietica e sulla Russia, con un taglio che varia tra la storia, la cronaca e il reportage. Dal 2001 in poi Giulietto Chiesa scrive e opera soprattutto sui temi della globalizzazione economica, politica e militare, con un'attenzione particolare sui suoi effetti sul sistema dei mass media. Ha pubblicato molti saggi su questo tema per riviste italiane ed estere. Nel 2014 e poi nel 2015 si segnala per alcune analisi sulla crisi ucraina, in cui argomenta che con la Guerra del Donbass si sarebbe alla vigilia della Terza guerra mondiale e sostiene che riguardo alla Guerra del Donbass i media occidentali avrebbero falsificato i fatti. È morto improvvisamente la notte del 26 aprile 2020 a 79 anni, stroncato da un infarto.
Il libro è difficile da leggere. I motivi sono due: per prima cosa sono fatti che risalgono a trent'anni fa e poi il numero di personaggi citati rende complicato seguire i ragionamenti.
Detto questo invece un plauso va al fatto, che dopo una lettura anche sommaria è semplice ed intuibile il perché della situazione russa attuale, con putin forte, anzi fortissimo.
La ascesa di putin e le vicende attuali si spiegano non solo con la storia del popolo russo, ma anche con l'analisi del periodo di eltsin che nella sua distruzione della Russia ha creato le basi per uno spirito di ribellione e rinascita contro la mentalità occidentale.