Gradevole romanzo erotico di scuola australiana, il mio secondo contatto con la letteratura di questo remoto Paese dopo “L’amore infedele” di Cameron S. Redfern. Anche quello, come questo, un romanzo erotico o almeno fortemente infarcito di erotismo; questo, per fortuna, senza l’afflato tragico di quello.
Qui abbiamo un bell’esempio di metaromanzo a metà tra l’erotismo e la chick-lit: un gruppo di amiche che condividono pranzi e cene, e nel mentre si raccontano avventure erotiche reali o immaginarie, mentre una di loro, una scrittrice, ascolta e memorizza. Il tutto in un ambiente artistico-intellettuale di Sidney dove sembra che la povertà e la precarietà siano bandite - una specie di Los Angeles o di New York, ma con una maggiore sicurezza sociale. A due capitoli dalla fine si scopre però che tutto quello che è venuto prima è esso stesso un romanzo erotico; alla fine le amiche, che hanno altri nomi, scoprono con stupore le loro storie scritte e narrate in un romanzo di successo, opera di uno sconosciuto scrittore dal nome fortemente allusivo. Ma nel momento in cui si incontrano cercando il modo di procedere contro l’usurpatrice di sogni e racconti, di nuovo si lasciano prendere la mano da racconti e fantasticherie…
Non è letteratura inevitabile, ma nemmeno deteriore.