La dissennata e disastrosa spedizione ateniese in Sicilia è un po’ il cuore di "questo" secondo volume. Voluta e decisa con troppa sicurezza, l'impresa fu portata avanti con iniziale fortuna; ben presto divenne una tragedia cupissima e disperata. Gli assedianti assediati, gli orgogliosi umiliati, i potenti ridotti in vincoli, una flotta superba e un esercito agguerrito schiacciati e fatti a pezzi; migliaia e migliaia di soldati ateniesi e alleati, massacrati, imprigionati, lasciati morire di fame e di sete, preda delle malattie nella calda estate siracusana (il paragone va a Stalingrado, ma non tanto a ben pensarci).
Sono “disceso” nelle Latomie (non come furono fatti “discendere” gli Atenesi, però) nel maggio di qualche anno fa, con una certa apprensione, ricordando i fatti tragici di quel 413 a.C. Un grandissimo agrumeto inselvatichito copre la voragine e i canaloni sono percorsi da frotte di turisti vocianti. L’Orecchio di Dionisio rimbomba di richiami e di allegre strilla. Un ambiente naturale bellissimo, affascinante che ti conquista e ti fa sognare. Non ci sono più i cadaveri putrefatti di opliti e peltasti ateniesi, né i moribondi; l’inferno siracusano in cui furono condannati gli Ateniesi allo sterminio è ora un’oasi naturale, un piccolo eden…
Importantissima, ma quasi eclissata dal racconto della spedizione, l’introduzione storica della Sicilia fatta da Tucidide: dai primi abitanti, ai Sicani, agli Elimi e ai Siculi; infine ai colonizzatori greci. La datazione tucididea della fondazione delle colonie greche è talmente rigorosa e tratta da informazioni sicure, che le scoperte archeologiche la confermano come altamente attendile. Perbacco, proprio forte 'sta datazione di Siracusa, Megara Iblea, Gela etc.
La narrazione tucididea composta durante le svolgersi della guerra e che nel progetto iniziale doveva concludersi col tracollo ateniese e la pace del 404 a.C., si arresta invece all’anno 411 e alla vittoria navale ateniese a Cinossema.
C’è chi dice di sì e c’è chi dice di no. Tucidide non poté terminare la sua opera perché assassinato dai radicali democratici ateniesi dopo il suo rientro ad Atene? Il primo e secondo libro delle Ellenche di Senofonte in realtà sarebbero l’ultima parte della Guerra de Peloponneso di Tucidide? Tucidide nel 411 non era più in esilio? Mannaggia a me che mi sono invischiato in queste diatribe, e mo’, pe’ pote’ dormì la notte, me tocca a legge tutta la bibliografia de Canfora…