«La negazione dell’altro interno meridionale nel processo di unificazione (...) ha notevolmente contribuito all’identificazione tra italianità e ‘bianchezza’».Il rovescio della nazione aggiorna gli strumenti oggi a disposizione per leggere la questione meridionale, liberandola dal recinto di irrisolvibile «problema» locale. Le voci d’archivio del Risorgimento e della guerra ai briganti mostrano che l’idea di un Meridione barbaro e arretrato ha le sue radici nella storia del colonialismo europeo e nel suo repertorio di rappresentazioni. In questo intreccio pieno di sfumature troviamo un antidoto alle torsioni identitarie che segnano i nostri giorni a ogni latitudine, e impariamo a scorgere la possibilità che sia il sud stesso a narrare la propria storia.
Per quanto piccolo è un saggio molto denso e sicuramente dettagliato dal punto di vista della ricerca storica. Per questo sicuramente può risultare un po' "lento", e anche io ho un po' faticato rispetto a delle informazioni che sapevo che non avrei mai trattenuto granché. Probabilmente avrei dovuto sedermi e studiarlo di più. La seconda parte, che arriva a una dimensione contemporanea, è invece più incalzante e scorre meglio. Da siciliana trasferita a Milano l'ho sentito molto e Carmine è una persona che stimo tantissimo, quindi ve lo consiglio :)
Questo è il primo libro che leggo sulla ''questione meridionale'' e sinceramente, non sapendo quasi nulla del tema non l'ho trovato molto semplice, ma indubbiamente ben fatto e pieno di spunti di riflessione interessante. Mi ha invogliato a leggere altro sul tema, la bibliografia è enorme!
Un nuovo approccio alla "questione meridionale" che evita banalizzazioni e vittimismo ma riesce invece a renderne la complessità ricollocandola all'interno dell' "archivio coloniale globale".
-Qual è stato il ruolo nella società e il rapporto con il potere delle soggettività subalterne che attraversano il territorio meridionale nei decenni del mantra dello sviluppo industriale? Mentre l'Italia si riconvertiva rapidamente in potenza industriale attraverso l'emigrazione e lo sfruttamento della forza lavoro meridionale, I territori del sud venivano esoticamente rappresentanti come "un grande universo contadino, munito di una cultura grosso modo omogenea, unificato da forme di vita sociale arretrate, gravato da un'abissale miseria".-
Per capirne di più sulle vicende del Mezzogiorno e della sua percezione nel resto d'Italia da un punto di vista storico e documentaristico, lontano da nostalgie populiste e racconti superficiali.